Sanità, fronte sindacale sulla USL Umbria 1: ”Rispetto del contratto e trasparenza”
Dubbi sulla gestione delle risorse, incarichi di funzione e straordinari per coprire le carenze. Chiesto un incontro urgente alla presidente Proietti
di Giuseppe Provinzano
“Quando lo straordinario smette di essere un’eccezione e diventa uno strumento ordinario per tenere in piedi i servizi, il problema non riguarda più soltanto i turni. Riguarda l’organizzazione del lavoro, le risorse disponibili e, inevitabilmente, la qualità dell’assistenza.
È su questo terreno che NurSind, CISL FP Umbria, FIALS e Nursing Up hanno deciso di muoversi insieme, portando direttamente all’attenzione della Regione Umbria una serie di criticità che, secondo le organizzazioni sindacali, interessano la gestione del personale e dei fondi contrattuali della USL Umbria 1. Una vertenza che chiama in causa incarichi di funzione, distribuzione delle risorse e soprattutto il ricorso allo straordinario per compensare organici insufficienti”.
NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up: “La Regione intervenga”
PERUGIA, 04/09/2026 – La questione supera i confini aziendali e arriva sul tavolo della politica regionale. NurSind, CISL FP Umbria, FIALS e Nursing Up hanno chiesto un incontro urgente alla presidente della Regione Umbria e assessore alla Salute Stefania Proietti, sollecitando un intervento istituzionale sulle criticità riscontrate nella gestione del personale e delle risorse contrattuali della USL Umbria 1.
L’iniziativa unitaria è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa a Perugia. Per le organizzazioni sindacali, le problematiche emerse avrebbero una portata tale da richiedere un livello di confronto superiore a quello strettamente aziendale.
A sottoscrivere l’iniziativa sono i segretari regionali Marco Erozzardi per il NurSind, Marcello Romeggini per CISL FP Umbria, Mario Bruni per FIALS e Armando Savignani per Nursing Up.
Incarichi di funzione, sotto la lente la rivalutazione economica
Uno dei nodi riguarda gli incarichi di funzione. I sindacati contestano le modalità con cui sarebbe stata effettuata la rivalutazione economica in sede di trasposizione, sostenendo che gli incrementi non sarebbero stati accompagnati da modifiche organizzative o da nuove e maggiori responsabilità tali da giustificarli.
Secondo le organizzazioni, occorre ristabilire una corrispondenza chiara tra responsabilità effettivamente esercitate e trattamento economico, nel rispetto dei principi contrattuali e garantendo criteri uniformi anche rispetto alle altre aziende sanitarie umbre.
Straordinario utilizzato per compensare gli organici
Ma è sul personale che la denuncia assume un peso particolarmente significativo. Secondo NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up, il lavoro straordinario sarebbe ormai utilizzato abitualmente per fronteggiare i vuoti nelle dotazioni organiche.
«Denunciamo da tempo il ricorso abituale al lavoro straordinario come risposta ordinaria ai vuoti di organico, in luogo di un serio piano di reintegro delle dotazioni organiche».
Una modalità che, secondo i sindacati, non rappresenta una soluzione strutturale e finisce anche per assorbire risorse economiche che potrebbero essere destinate ad altri istituti contrattuali. Nel documento viene inoltre richiamato il tema del rispetto delle norme sull’orario di lavoro e sulla salute e sicurezza dei professionisti.
La richiesta è quindi quella di affrontare alla radice il problema attraverso un percorso di reintegro degli organici, riducendo progressivamente la dipendenza dallo straordinario.
Fondi contrattuali, i sindacati chiedono trasparenza
Altro fronte particolarmente delicato è quello della distribuzione delle risorse economiche. Le organizzazioni segnalano quelle che definiscono «discrasie nella ripartizione delle risorse destinate agli incarichi», contestando un disallineamento rispetto ai criteri previsti e lamentando l’assenza di un’adeguata condivisione con le parti sindacali firmatarie.
Per NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up, il punto non è mettere in discussione i diritti dei lavoratori che hanno ricevuto determinati trattamenti economici, ma assicurare che le risorse collettive vengano distribuite secondo criteri trasparenti e rispettosi del contratto.
«Il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è garanzia di equità retributiva, valorizzazione professionale e tenuta degli standard assistenziali».
Il messaggio lanciato dalle quattro sigle è netto: difendere il contratto significa tutelare tutti i professionisti, ma anche il cittadino che dipende da servizi sanitari adeguatamente organizzati e sicuri. Le risorse dei fondi, ricordano i sindacati, sono destinate alla generalità dei lavoratori e devono essere amministrate secondo principi di trasparenza, non discriminazione e corretta applicazione contrattuale.
Il richiamo al CCNL e il fronte sindacale
Nel documento viene riconosciuto anche il contributo delle organizzazioni sindacali non firmatarie dell’attuale contratto, che avevano già portato pubblicamente l’attenzione sulla questione.
Particolare rilievo viene attribuito al richiamo all’articolo 36 del CCNL 2019-2021, indicato come norma centrale per la trasposizione degli incarichi di funzione e per la salvaguardia dei diritti acquisiti. Per le quattro sigle, quando è in gioco il rispetto della contrattazione collettiva, la tutela dei lavoratori deve andare oltre le appartenenze sindacali.
Ora la parola passa alla Regione
La richiesta alla presidente Proietti è quella di aprire rapidamente un confronto istituzionale. I sindacati intendono presentare la documentazione raccolta, verificare la conformità delle decisioni aziendali rispetto alle regole contrattuali e regionali e arrivare a criteri omogenei nelle quattro aziende dell’Umbria.
L’obiettivo dichiarato è trovare soluzioni che restituiscano correttezza e trasparenza alla gestione delle risorse destinate al personale e, parallelamente, costruire un percorso concreto per il reintegro delle dotazioni organiche.
«Non è questione di polemica: è questione di legalità e di giustizia».
Le organizzazioni hanno chiesto un riscontro entro dieci giorni dalla ricezione della lettera, affidando adesso alla Regione il compito di intervenire nell’ambito delle proprie funzioni di indirizzo e controllo.
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