A distanza di qualche ora dalla riuscitissima manifestazione di Bari, è legittimo domandarsi cosa resti dell’evento organizzato da Fratelli d’Italia (tramite Arianna Meloni e Giovanni Donzelli con la collaborazione dei parlamentari baresi) per celebrare il primato di longevità del governo guidato da Giorgia Meloni. La premier ha chiarito fin dall’inizio che per lei la stabilità non è tanto un record da esibire, quanto quella situazione indispensabile per programmare, decidere, mantenere gli impegni assunti e farsi rispettare a livello internazionale. Questo approccio è condivisibile per due motivi. Il primo: i festeggiamenti hanno un significato relativo se non poggiano sulle evidenze empiriche, sulla fattualità e se non puntano alla creazione delle condizioni migliori per operare nel medio e nel lungo termine. Il secondo: le parole scelte dalla Meloni, ovvero “programmare”, “decidere”, “mantenere gli impegni assunti” (aggiungerei anche “valutare gli effetti delle proprie scelte”) costituiscono il senso stesso della politica in quanto policy più che i quanto politics. Questo articolo ha l’obiettivo di analizzare quanto realizzato dal governo di centrodestra dal 2022 ad oggi in ambito nazionale. Procediamo per capitoli, anche al fine di rendere l’analisi più facilmente fruibile per i lettori de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Buona parte del successo dell’attuale governo lo si deve al talento di Giorgia Meloni, a quello che potremmo definire il “fattore G”. La sua lunga militanza politica le ha consentito di maturare un’esperienza che non tutti i leader internazionali hanno. Senso di responsabilità, determinazione, meticolosità, coerenza, capacità di studio dei dossier più delicati, empatia, lungimiranza, voglia di non mollare mai sono qualità umane e politiche che hanno fatto e che fanno la differenza. A questo si aggiunga il fatto che Giorgia (come si fa spesso chiamare) non si è mai montata la testa, come dimostra anche la postura assunta a Bari due giorni fa: selfie, strette di mano, sorrisi, scambi di battute. La prossimità elevata a paradigma. A livello internazionale, al netto delle difficoltà dovute ad un assetto geopolitico oggettivamente instabile e imprevedibile, è considerata un leader molto affidabile e credibile. Nella lunga storia politica del nostro Paese sono pochissimi i Presidenti del Consiglio che hanno potuto contare sulla capacità di parlare in modo fluente la lingua inglese e che, quindi, capiscono e si fanno capire durante i vertici internazionali. La Meloni, oltre ad essere la premier del governo più longevo della storia repubblicana, è anche il primo Presidente donna.
Nonostante i distinguo tra alleati, alla fine dei conti il centrodestra è sempre stato compatto ed unito. E’ sempre riuscito a fare sintesi e a coltivare una visione comune. Con la piazza di Bari si sono collegati i due vice premier Tajani e Salvini, mentre era presente Maurizio Lupi. Come ha ricordato la stessa Meloni, non è un caso se i tre governi che nella storia repubblicana hanno avuto la maggiore durata sono tutti di centrodestra. La prossima legge elettorale ha il compito di garantire all’Italia quella stabilità che ha reso più forte il nostro Paese, archiviando i ribaltoni effettuati contro la volontà popolare.
In ambito economico, i risultati più importanti sono quelli relativi al lavoro. Sono più di un milione in più gli occupati da quando il governo Meloni è in carica (24,3 mln a luglio 2026 contro i 23,2 mln di novembre 2022) con il tasso di occupazione che ha toccato il picco storico del 63,2%. In contemporanea, la disoccupazione generale è stata ridotta di 2 punti percentuali, passando dal 7,8 di fine 2022 al 5,8% del 2026. Particolarmente significativo il dato sulla disoccupazione giovanile, arrivato ai minimi storici. Sono aumentati nel contempo i lavoratori a tempo indeterminato (1,3 mln in più) e sono diminuiti i precari (mezzo milione in meno). A luglio 2026 il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 54,5% a livello nazionale contro il 51,6% di quattro anni prima.
Secondo i calcoli fatti dai tecnici del governo le risorse economiche arrivate nelle casse degli italiani grazie alla riforma dell’Irpef e al taglio del cuneo fiscale superano i 21 miliardi. Le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 3,1% nel 2025, ma certo si deve fare molto di più, al fine di contrastare le diverse forme di povertà. Una lavoratrice con due figli ha potuto contare su un aumento che arriva fino a 970 euro al mese. Cifra che scende a 203 euro al mese per una lavoratrice single.
Da aggiungere anche l’incremento del contributo per il congedo parentale, passato dal 30% del 2022 all’80% del 2026. Aumentato del 50% il bonus mamme per le lavoratrici con almeno due figli e con un Isee fino a 40 mila euro. Estesi i congedi straordinari, passati dai 12 ai 14 anni. In questo ambito si inserisce anche il Piano Casa: 10 miliardi di euro per oltre 100 mila alloggi in 10 anni e riqualificazione dell’edizione popolare, affinché la casa possa essere (finalmente) assegnata alle famiglie che ne hanno veramente bisogno.
Cambiata la Pubblica Amministrazione grazie all’introduzione di criteri di managerialità e performatività e alla sburocratizzazione. Rinnovati alcuni contratti in alcuni settori chiave. E’ stata introdotta, inoltre, la maxi deduzione del costo del lavoro al 120% per aziende e professionisti che creano occupazione.
I contributi sono stati azzerati per chi assume donne svantaggiate, under 35 e i beneficiari dell’assegno di inclusione. Potenziato il regime forfettario per sostenere il lavoro autonomo con l’innalzamento della soglia di fatturato da 65 mila a 85 mila euro. Aumentato a 35 mila euro il limite di reddito da lavoro dipendente necessario ad accedere alla tassazione agevolata.
Il governo Meloni ha destinato più risorse in ambito sanitario, nonostante la “coperta corta” di risorse pubbliche, come si vedrà nel prossimo capitolo. Si è passati dai 126 miliardi di euro del 2022 ai 143 miliardi del 2026. Tanto ancora resta da fare per abbattere i lunghissimi tempi d’attesa, per decongestionare gli ospedali e i pronto soccorso, ma la strada è certamente quella giusta.
Finora importante è stato il taglio del rapporto Deficit-Pil, passato dall’8,1% del momento dell’insediamento del governo al 3,1% del 2025. In questo caso sono state superate le previsioni fatte dall’esecutivo: era stato ipotizzato, infatti, il 3,3%. Ovviamente l’obiettivo da raggiungere è quello di arrivare sotto il 3%, ma pesa il Superbonus. Nonostante il debito pubblico e il disordine globale, lo spread è sceso notevolmente: dai 233 punti base dell’ottobre 2022 si è arrivati a meno 80 punti di oggi. Sono importanti i vantaggi per le casse dello Stato in termini di minore spesa per interessi sul debito.
L’incremento delle esportazioni nel periodo preso in esame è quantificabile nel 2,7%. Tra i settori che hanno performato meglio c’è sicuramente l’agroalimentare. Con il piano “ColtivaItalia” è stato messo a disposizione oltre un miliardo di euro per favorire il ricambio generazionale e puntare al futuro. Sicuramente molti passi in avanti sono stati fatti in ambito economico, ma occorre potenziare questo sforzo per aumentare la crescita economica. Attualmente essa si attesta intorno all’1%. Il Sud grazie alla Zes unica ha ripreso la sua marcia verso un futuro da protagonista.
Su questo dossier, va riconosciuto al governo di aver provato a contenere gli effetti negativi del conflitto russo-ucraino e di quello in Medioriente con la conseguenziale chiusura dello Stretto di Hormuz attraverso provvedimenti tampone, ma non bastano. Bisogna pensare ad interventi strutturali e di lungo respiro. E’ aumentato il ricorso alle energie rinnovabili. A questo si aggiunga il via libera del Parlamento alla legge delega sul nucleare sicuro, anche se i cambiamenti più significativi non li vedremo certo ora.
Nel 2025 i reati sono calati del 16% rispetto al 2014, con gli omicidi in diminuzione di ben il 40%. Sono state fatte 45 mila assunzioni tra le forze dell’ordine. Altre 25 mila sono previste entro la fine della legislatura.
Molti i provvedimenti di contrasto alla criminalità giovanile, alle baby gang e alle persone che usano violenza durante le manifestazioni, a chi ricorre alle occupazioni abusive e alle truffe agli anziani. Una delle novità più rilevanti è quella inerente ciò che è stato soprannominato “modello Caivano” con l’obiettivo di restituire un futuro a chi nasce e cresce in territori difficili come quello campano e riqualificando le periferie degradate. Con il Piano Carceri sono stati istituiti 10 mila nuovi posti detentivi entro il 2027. Risorse importanti sono state stanziate al contrasto a tutte le dipendenze ed in particolare quelle da droga. Rafforzato il sostegno alle donne vittime di violenza: il contributo arriva ai 530 euro al mese. Il femminicidio è diventato un reato autonomo con la pena dell’ergastolo.
In Italia nei primi 7 mesi del 2026 sono sbarcati il 55% di immigrati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, il 60% in meno rispetto al 2022, l’80% in meno rispetto al 2023. Aumentati, invece, i rimpatri: l’incremento è stato del 60% rispetto al 2021. Il Piano Mattei, che tuttavia necessita di un’accelerazione per passare dalle parole ai fatti, rappresenta un’altra novità del governo Meloni, considerando che l’Italia è un ponte naturale tra l’Europa e l’Africa.
Diminuito l’abbandono scolastico, passato dall’11,5% del 2022 al 7,3 del 2026. Riformati l’esame di maturità e la formazione tecnico professionale. Creato il liceo del Made in Italy, ripristinato il voto in condotta. Introdotta la digitalizzazione e avviato il contrasto al bullismo e al cyberbullismo con misure severe per chi aggredisce docenti e personale scolastico. Nell’ambito dei progetti finalizzati alla crescita personale e culturale dei giovani rientra anche l’attenzione riservata dal governo allo sport, finalmente entrato in Costituzione. Ovviamente non si può non parlare della bella figura che ha fatto l’Italia nell’organizzazione dei grandi eventi internazionali: da Milano-Cortina ai Giochi del Mediterraneo di Taranto; dall’America’s Cup a Napoli alle Olimpiadi giovanili invernali, fino ad arrivare alle Atp finals e ad Euro 2032.
In ambito culturale, è stato dato uno stop agli sprechi del passato con la riforma del tax credit. Elevato il numero di musei, parchi archeologici e siti culturali. La carta della cultura giovani e quella del merito rappresentano una boccata d’ossigeno per chi ha più bisogno e per chi punta solo al merito. L’Italia, infine, è stata la prima nazione in Europa a recepire l’AI Act: contrasto ai deepfake e ai raggiri del diritto d’autore. In definitiva, è stata coltivata l’idea dell’intelligenza artificiale come tecnologia a supporto del lavoro umano e non in sua sostituzione.
Nell’era della iper-polarizzazione le narrazioni (della maggioranza) devono gioco forza fare i conti con le contro-narrazioni (dell’opposizione). Sarebbe auspicabile, tuttavia, che gli elettori si basassero sulle evidenze empiriche. Quello che finora è stato fatto da Giorgia Meloni e da gran parte dei ministri del suo governo onestamente non è poco. Certo si può e si deve fare di più, anche per ridurre alcuni giudizi critici da parte di alcuni cittadini. Nel complesso, però, i risultati ci sono, risultati che rendono la stabilità un valore non solo simbolico.
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