Anagni, la fabbrica delle auto nell’ex Saxa Gres non parte, dopo un anno cresce l’attesa per il progetto DR


Dalle piastrelle alle automobili. Doveva essere una delle operazioni simbolo del rilancio industriale del nord della provincia di Frosinone, con la salvaguardia dei lavoratori dell’ex Saxa Gres e l’arrivo ad Anagni di un nuovo protagonista del settore automotive. A più di un anno dall’accordo con DR Automobiles, però, dallo stabilimento non è ancora uscita una vettura. Il progetto resta confermato e la formazione dei dipendenti è partita, ma la riconversione procede più lentamente di quanto inizialmente immaginato e restano da chiarire alcuni aspetti dell’assetto produttivo definitivo.

Quello dell’ex Saxa Gres è un dossier particolarmente importante per un territorio che negli ultimi anni sta facendo i conti con le difficoltà del settore industriale e, soprattutto, con la crisi che investe l’automotive in provincia di Frosinone che parte dal gruppo Stellantis e dallo stabilimento di Piedimonte San Germano.

Un obiettivo ambizioso

Ad Anagni l’obiettivo era ambizioso: trasformare un sito nato per la produzione di gres porcellanato in un nuovo polo legato alle automobili, mantenendo allo stesso tempo la forza lavoro presente nello stabilimento.

A distanza di oltre dodici mesi dal passaggio di proprietà, tuttavia, la trasformazione non è ancora arrivata al momento più atteso: quello dell’avvio effettivo della produzione.

Dalla crisi della Saxa Gres alla riconversione

La storia della riconversione era iniziata prima dell’arrivo di DR Automobiles.

Già nell’aprile del 2025 avevamo raccontato la situazione dello stabilimento Saxa Gres di Anagni dopo il provvedimento della Direzione regionale Ambiente seguito ai controlli dell’Arpa.

In quella circostanza l’azienda aveva precisato che la produzione nel sito anagnino era già stata interrotta e che da mesi era in corso un progetto di riconversione industriale verso un nuovo settore produttivo. L’attività ceramica era stata concentrata negli stabilimenti di Roccasecca e Gualdo Tadino.

La stessa società spiegava allora che il percorso sarebbe stato portato avanti insieme alle organizzazioni sindacali e a Unindustria, sotto il monitoraggio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e della Regione Lazio, con l’obiettivo dichiarato di mettere in sicurezza l’occupazione.

Pochi mesi dopo sarebbe arrivata la svolta.

Agosto 2025, l’annuncio che cambia il futuro dello stabilimento

L’8 agosto 2025, durante il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, venne ufficializzato l’accordo per la cessione delle attività dello stabilimento Saxa Gres di Anagni a DR Automobiles.

Per gestire l’operazione venne costituita Jarama Srl, società controllata al 100% dal gruppo automobilistico molisano.

Il progetto comunicato al Ministero prevedeva la ristrutturazione dello stabilimento e la sua trasformazione in un sito destinato all’assemblaggio di autovetture.

Uno degli aspetti più importanti dell’accordo riguardava proprio l’occupazione: Jarama acquisì con il ramo d’azienda tutti i 67 lavoratori della Saxa Gres di Anagni, mentre veniva prospettata anche la possibilità di ulteriori assunzioni.

Era una notizia particolarmente significativa per la provincia di Frosinone. In un territorio storicamente legato all’automotive, ma alle prese con una fase difficile della filiera, l’arrivo di DR ad Anagni apriva la prospettiva di un nuovo insediamento produttivo.

A fine agosto 2025 la stessa DR annunciava l’avvio dei lavori di riconversione dell’impianto.

Un anno dopo, però, le automobili non sono ancora arrivate

È proprio qui che si inserisce l’attuale fase di incertezza.

A oltre un anno dall’accordo, lo stabilimento non ha ancora avviato la produzione di automobili. La riconversione procede, ma con tempi più lunghi rispetto alle aspettative che avevano accompagnato l’annuncio dell’estate 2025.

Secondo gli aggiornamenti emersi nelle ultime settimane, alla base dei ritardi ci sarebbero una serie di questioni burocratiche e la necessità di completare gli interventi indispensabili per trasformare definitivamente un impianto nato per la ceramica in una struttura dedicata alle attività dell’automotive.

Il progetto DR non risulta abbandonato. Il nodo riguarda piuttosto quando e con quale configurazione industriale lo stabilimento potrà entrare pienamente in funzione.

Ed è questo l’interrogativo che interessa maggiormente i lavoratori e le organizzazioni sindacali.

Il nodo della linea per gli impianti Gpl

Tra gli elementi ancora da definire figura anche la possibile organizzazione delle lavorazioni che dovrebbero essere trasferite ad Anagni.

Uno dei temi emersi riguarda la linea per gli impianti Gpl. Secondo quanto riportato nelle ultime settimane dalla stampa locale, la sua operatività sarebbe collegata anche alla situazione dell’area circostante e, in particolare, alla permanenza del progetto per la realizzazione di un biodigestore nei pressi dell’ex Saxa Gres.

Si tratta di un elemento che aggiunge un ulteriore tassello a una vicenda industriale già complessa.

Il biodigestore è da tempo al centro del confronto politico e ambientale ad Anagni e nel territorio della Valle del Sacco. Il tema era comparso anche in precedenti nostri articoli dedicati alle trasformazioni industriali e ambientali dell’area.

I lavoratori iniziano la formazione

Nel frattempo qualcosa si sta muovendo sul fronte del personale.

Per i lavoratori è infatti iniziato il percorso di formazione, con periodi che dovrebbero svolgersi anche nello stabilimento DR di Macchia d’Isernia, quartier generale del gruppo.

Un passaggio necessario per accompagnare dipendenti provenienti dal settore ceramico verso attività completamente differenti e legate alla filiera automobilistica.

La formazione rappresenta quindi un segnale della volontà di portare avanti il progetto, ma non scioglie ancora il principale interrogativo: quale sarà esattamente la missione produttiva affidata allo stabilimento di Anagni e quando partiranno le linee?

Non soltanto logistica: la sfida è produrre ad Anagni

Quando l’operazione venne presentata, infatti, la prospettiva non era quella di realizzare esclusivamente un centro logistico o commerciale.

Nel comunicato ufficiale del Mimit dell’agosto 2025 veniva indicato esplicitamente che nel sito ristrutturato da Jarama sarebbero state assemblate autovetture.

Ed è soprattutto su questo passaggio che oggi si concentra l’attenzione dei sindacati.

Il segretario regionale della Filctem Cgil, Sandro Chiarlitti, ha sottolineato come quello di DR sia ancora “un progetto da comprendere pienamente”.

Una prudenza legata alla necessità di conoscere nel dettaglio non soltanto i tempi della riconversione, ma anche i volumi produttivi, le attività che verranno effettivamente svolte ad Anagni e le prospettive occupazionali nel medio e lungo periodo.

Un progetto importante in una provincia che perde posti nell’automotive

La questione assume un peso ancora maggiore se inserita nel quadro industriale della provincia di Frosinone.

Il territorio vive da tempo una fase delicata soprattutto nel settore dell’automotive, con lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e l’intero indotto alle prese con riduzioni produttive, fermate e ricorso agli ammortizzatori sociali.

Per questo l’arrivo di DR ad Anagni era stato accolto come un segnale in controtendenza: non la chiusura di un altro stabilimento, ma la riconversione di una fabbrica esistente verso l’automotive e la salvaguardia della forza lavoro.

La stessa Filctem Cgil, tuttavia, ha invitato a mantenere le proporzioni tra i diversi fenomeni industriali: il progetto DR può rappresentare un’opportunità per Anagni e per i lavoratori coinvolti, ma non può da solo compensare la contrazione occupazionale che interessa la più ampia filiera automobilistica della provincia.

Ora Anagni aspetta il passaggio decisivo

Il punto, quindi, non è più soltanto la salvaguardia dei lavoratori dell’ex Saxa Gres, primo importante risultato ottenuto con il passaggio a Jarama.

A più di un anno dall’accordo dell’agosto 2025, la vera sfida è trasformare quella tutela occupazionale in un progetto industriale pienamente operativo e duraturo.

I 67 lavoratori sono passati alla società controllata da DR, la formazione è iniziata e il gruppo continua a confermare il progetto. Quello che ancora manca è il passaggio decisivo: vedere partire concretamente le attività produttive nello stabilimento di Anagni.

Per un territorio che ha conosciuto negli ultimi anni crisi, riconversioni e ridimensionamenti industriali, il futuro dell’ex Saxa Gres va dunque ben oltre i cancelli dello stabilimento.

La domanda che accompagna ormai da mesi lavoratori e sindacati è semplice: quando dalle vecchie linee del gres usciranno davvero le prime automobili?


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