Tre Cime di Lavaredo e Cadini di Misurina sono tra i percorsi più frequentati dagli italiani nell’estate 2026. Ma il boom dell’escursionismo mette sotto pressione territori fragili: mappe, dati sugli accessi, avvisi e monitoraggio diventano strumenti per distribuire i visitatori e proteggere sentieri e natura
Le Tre Cime di Lavaredo al primo posto, poi il Punto Panoramico dei Cadini di Misurina via Rifugio Auronzo e, sul terzo gradino del podio il Sentiero delle Cascate di Sant’Annapelago, in Emilia-Romagna. Nell’estate 2026 i sentieri più percorsi sono stati tra Dolomiti e resto dell’arco alpino, con qualche esperienza in Appennino. Poco sotto il podio si collocano altre mete tra Valle d’Aosta, dal Lago d’Arpy via Colle San Carlo alle Cascate di Lillaz; Trentino, con il Lago di Molveno e il Passo Sella verso il Rifugio Friedrich August; e Alto Adige, tra cui in particolare l’Anello della Bullaccia con le Panche delle Streghe e i percorsi per famiglie dell’Alpe di Siusi. Mentre nel resto d’Europa il percorso più registrato da escursionisti italiani è il Reinebringen, nelle isole Lofoten, seguito dai percorsi sull’isola di Madeira, in Portogallo; e, poi, anche le Fairy Pools in Scozia e i laghi del massiccio del Durmitor, in Montenegro.
Ridurre l’impatto ambientale e sociale del turismo outdoor
A stilare le classifiche è AllTrails, la piattaforma globale per l’esplorazione outdoor che dà informazioni pratiche sui sentieri, mette in contatto le persone con la natura, le aiuta a scoprire nuovi luoghi e ne migliora le esperienze. E che, insieme, supporta i responsabili di parchi e spazi outdoor nella gestione dei percorsi, nella conservazione ambientale e nel dare una maggiore equità di accesso agli spazi aperti attraverso raccolte dati e monitoraggi continui. E con il turismo outdoor che aumenta, per ridurre l’impatto ambientale e sociale che la crescita delle presenze su piccoli comuni o aree protette può avere, questi strumenti sono più che preziosi.
Secondo l’Osservatorio Turismo Outdoor 2026 realizzato per Human Company, infatti, le presenze in Italia calcolate per tutto il 2026 saranno in totale 68,4 milioni, con un +13,9 per cento della domanda internazionale rispetto a prima del Covid. E, andando nel dettaglio, il settore specifico dell’escursionismo ha già mostrato un aumento notevole rispetto al 2025: nel primo semestre di quest’anno la piattaforma Prenota Rifugi del Cai ha registrato circa 8 mila pernottamenti, con una crescita dell’80 per cento rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.
In questo scenario i dati di AllTrails, che quest’anno è stata inclusa tra
le TIME100 Most Influential Companies 2026 e che da poco ha annunciato di aver superato i 100 milioni di membri a livello globale, consentono di mappare le aree dove è maggiore un turismo che, mentre porta risorse economiche nei periodi di alta stagione, può però anche aumentare la pressione sui servizi, sull’ambiente, e su fauna e flora. In questo modo è possibile avere un quadro chiaro delle zone più frequentate che consente anche di direzionare meglio gli investimenti.
Con il programma gratuito Public Lands destinato a enti, organizzazioni non profit e altre realtà che si occupano di sentieri AllTrails dà supporto ai responsabili dei parchi e dei siti a preparare meglio gli escursionisti per le avventure all’aperto, a condividere dati e informazioni sui visitatori, utili, oltre che a orientare le iniziative di restauro e conservazione, anche a ridurre le spese e migliorare l’efficienza operativa interna degli enti.
«Forniamo ai gestori una dashboard attraverso cui aggiornare le informazioni sui sentieri, condividere avvisi in tempo reale e comprendere in che modo le persone utilizzano i percorsi», spiega Pitt Grewe, Head of Environmental and Social Impact della piattaforma, «e poi con tutti i dati che raccogliamo possiamo contribuire a orientare la comunicazione ai visitatori, le attività di manutenzione e la tutela del territorio. Insieme, li aiutiamo anche a creare raccolte di percorsi selezionati, mappe interattive, link tracciabili e codici QR da inserire nei siti web, nella segnaletica e nelle guide per i visitatori. Questi sono i dati che servono a Parchi ed enti di gestione per le attività di raccolta fondi e le richieste di finanziamento, oltre che per sensibilizzare le comunità sull’importanza dei sentieri».
I dati di scalatori, escursionisti e appassionati di trekking
Il team di AllTrails ha misurato e monitorato il livello dei benefici che i parchi e le organizzazioni fanno uso di Public Lands ottengono: nel caso dell’Olympic National Park, nello Stato di Washington (tra i parchi più visitati degli Stati Uniti in particolare da scalatori, escursionisti e appassionati di trekking) sui sentieri che storicamente mostravano un elevato numero di incidenti c’è stata una diminuzione del 66 per cento. In Islanda, dove, come Daníel Freyr Sigurbjargarson dell’Agenzia islandese per la conservazione della natura ha riportato a AllTrails, «per anni i ranger hanno avuto a disposizione dati GPS precisi sui sentieri, ma nessun modo affidabile per condividerli se non inviando file via email su richiesta», con i codici Qr e i nuovi cartelli-guida forniti dalla piattaforma i gestori hanno potuto dare agli escursionisti informazioni ufficiali e aggiornate anche nelle zone montuose più remote, aumentando la visibilità dei dettagli dei sentieri fino all’87 per cento.
Attualmente, il programma collabora con oltre 900 organizzazioni in 12 Paesi e, pur avendo la sua base più ampia negli Stati Uniti, ha già consolidato la sua presenza anche in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito, ed è in crescita in Paesi come Italia, Islanda e Francia.
Gli interventi sui sentieri
A questo si aggiunge il sostegno finanziario che l’AllTrails Steward Fund offre a progetti dedicati alla tutela degli spazi naturali pubblici. Istituito nel 2025, il fondo assegna contributi attraverso un processo di candidatura aperto a iniziative dedicate a migliorare, manutenere, ricostruire o ripristinare gli spazi all’aperto. «Nel suo primo anno, il fondo ha destinato 170 mila dollari a 24 organizzazioni locali in tutto il mondo, sostenendo interventi su oltre 1.022 miglia, pari a circa 1.645 chilometri di sentieri», prosegue Grewe. «Nel 2026, grazie al supporto di Expedia, il fondo amplia il proprio sostegno a progetti internazionali dedicati alla resilienza dei sentieri, al miglioramento dell’esperienza degli escursionisti, al ripristino dei percorsi esistenti e alla realizzazione di nuovi tracciati».
Investire nelle relazioni locali
Oggi in Italia gli utenti dell’app sono 1,6 milioni costituendo una delle basi nazionali più ampie, e i percorsi descritti sono oltre 20 mila, per una copertura complessiva di 36,2 milioni di chilometri, mentre in tutta Europa gli utenti sono quasi 35 milioni e i percorsi circa 300.000. «L’Europa rappresenta un’area strategica per la prossima fase di sviluppo del Public Lands Program», conclude Grewe. «La nostra priorità è adattare il programma alle esigenze di ciascuna rete sentieristica e dei gestori che se ne prendono cura. In Italia, questo significa investire nelle relazioni locali, in procedure di onboarding e assistenza in lingua italiana e in strumenti quali avvisi e modifiche geolocalizzati, aggiornamenti sulle condizioni del terreno e dashboard di dati più avanzate».
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