È di tutta evidenza che ormai, verso la fine della sindacatura, serpeggi fra gli amministratori un certo nervosismo perché, arrivati alla fine di un ciclo, non c’è certezza del futuro, soprattutto alla luce di risultati, in alcuni settori più esposti al giudizio dell’opinione pubblica, non certo esaltanti.
Inutile girarci attorno, bilancio e finanze, gestione dei tributi, servizi sociali, Università, politiche sportivi e giovanili, siamo al top, all’eccellenza.
Per tutto il resto c’è enorme delusione in città, in qualche caso c’è da mettersi le mani nei capelli: per le deleghe in carico al primo cittadino, cultura e turismo non si può dire che siano settori caratterizzanti per la città, peraltro offuscati da una gestione poco trasparente della programmazione per l’utilizzo di fondi, derivanti, in massima parte dalla tassa di soggiorno, che vede una commistione oscura fra fondi destinati al turismo, agli eventi culturali, agli spettacoli, all’effimero in generale e agli eventi definiti, genericamente, ad alta valenza culturale o turistica.
Sono due settori per i quali il sindaco si è dotato di due esperti collaboratori, fattore che ha legittimato aspettative per nulla soddisfatte.
Non si è visto nulla di rilevante per lo sviluppo economico, nulla in assoluto per le contrade e le periferie, nulla per i centri storici, nulla per la sicurezza in città nonostante la presenza di un Corpo della Polizia Locale di elevatissimo livello, con grandi professionalità, ottimamente guidato come dirigente, uno dei settori dell’amministrazione sul quale non si è eccepito mai nulla.
Un settore in grandi ambasce quello del decoro, della pulizia delle strade, del verde pubblico mai sostenuto da adeguati stanziamenti economici.
Settore caratterizzato da luci e ombre quello dei lavori pubblici e delle manutenzioni che si occupa anche, praticamente dell’edilizia sportiva e delle scuole.
Dopo otto anni, si è ancora in attesa del Piano Regolatore, il Piano Particolareggiato dei centri storici rimane una utopia, una agonia le concessioni edilizie e per nuovi insediamenti commerciali, con molte scelte discutibili e ai limiti delle normative dovute alla novità di questa amministrazione che si ritiene capace di poter interpretare le norme.
Per quello che riguarda i lavori pubblici si deve distinguere fra le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, dal bilancio fallimentare, condizionato sempre dalla disponibilità dei fondi che non sono mai programmati in bilancio, e quello delle opere pubbliche che fa intravedere un settore di eccellenza.
L’eccellenza vive sulla capacità di aver saputo intercettare, grazie ad una progettualità frutto dell’efficienza dell’ufficio tecnico, enormi flussi di denaro, prima di tutto del PNRR, derivanti anche dalle continue erogazioni di fondi regionali e anche nazionali.
Ma, al netto di alcuni progetti, lungomare Andrea Doria e lungomare Bisani, ex cinema teatro Marino, quest’ultimo in ritardo nella consegna dell’opera, non si vede ancora nulla di concreto.
20 milioni per Vallata Santa Domenica, Villa Moltisanti e Polo Fieristico, non solo non c’è nulla di pronto ma non si capisce quale sarà l‘utilizzo e i benefici pratici per la città e per i suoi abitanti.
Abbiamo un territorio che stiamo infarcendo di piste ciclabili, un parco urbano che l’amministrazione non riesce a far decollare, nulla di importante che può essere ricordato, in futuro, come opera del sindaco Cassì, realizzato con fondi del bilancio comunale.
La fortuna quella di trovarsi sindaco nel momento più favorevole, sotto una pioggia di finanziamenti e contributi che qualunque sindaco e qualunque amministrazione avrebbe saputo sfruttare, più o meno bene, forse con idee più confacenti alle reali esigenze e necessità della città.
Siamo vissuti su grandi illusioni, il Palazzo Tumino e la cittadella giudiziaria, l’area dell’ex Scalo Merci, il collegamento con Ibla attraverso la Vallata Santa Domenica, ascensori oblqui e orizzontali, ora l’ultima illusione della Cittadella dello Sport, ci ritroviamo sbattuti solo trent’anni addietro con la riapertura al traffico di via Roma, peraltro non sulla base di un preciso disegno strategico ma per le pressioni di quattro commercianti del centro storico su una popolazione di oltre 70 mila abitanti.
Si vive bene, ad onta del sentire comune, perché aprono nuovi supermercati che hanno consentito l’insorgere di politiche più convenienti per l’utenza finora condizionata da un sostanziale monopolio del settore, ci sono tre Mc Donald in città, di cui uno a Marina di Ragusa, c’è un collegamento in catamarano con Malta, riaperti i grandi villaggi turistici, ma nulla è direttamente merito dell’amministrazione, addirittura qualche iniziativa di quelle citate è stata osteggiata, con forza, dall’amministrazione.
Di questo stato di cose il sindaco e amministrazione sono consapevoli ancorché impegnati a forgiare la comunicazione di Palazzo inghirlandata di ogni positività.
Dicevamo all’inizio del nervosismo latente, non sono ammesse critiche, non sono tollerati giudizi negativi, rilievi della realtà sono considerate offese.
E ci colpisce un ultimo episodio di queste ora che rivela le condizioni di estrema tensione che si vive in città.
Dimenticavamo di dire che molte delle criticità che investono Cassì, secondo molti e secondo chi scrive, dipendono dalle scelte dell’entourage, del cerchio magico, con un sindaco intestardito non solo sulle scelte ma anche sul mantenimento in carica di personaggi che hanno certificato da soli la loro inadeguatezza al ruolo e la fondamentale incapacità di fare politica.
Vicenda del plesso Diodoro Siculo dell’istituto Berlinguer, lavori non ultimati in tempo, per l’inizio dell’anno scolastico, caos, nella prima settimana di lezioni, evidenti responsabilità dell’assessore non tanto per i lavori da ultimare, che non sono dovuti solo al ritardato arrivo delle porte come si vuol far credere, quanto per la gestione delle soluzioni alternative e della relativa comunicazione con le famiglie.
Con evidenti salti mortali, pare che i lavori siano ultimati, ancorché lo stesso sindaco precisa che proseguiranno con piccoli accorgimenti e con i lavori esterni, senza quindi intralciare lo svolgimento delle lezioni.
Come avevano rilevato la consigliera Caruso, vicepresidente del Consiglio comunale, e il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, che avevano constatato e avevano fatto constare una condizione di cantiere aperto tale da far dubitare, anche dopo le comunicazioni del sindaco, che tutto il plesso sia senza ulteriori criticità.
Nella sua comunicazione, ormai sempre suscettibile di rilievi, il sindaco esalta l’ottenimento di un contributo di 200.000 euro destinato a importanti lavori di adeguamento della normativa antincendio.
Riteniamo che la somma poteva essere ricavata dal bilancio comunale e programmata per tempo, senza lungaggini burocratiche. Non siamo Comune che possa considerare un finanziamento di 200.000 euro come salvavita, quindi un intervento non certo rilevante.
Il fatto che Caruso e Poidomani, sollecitati da tante famiglie, si siano voluti rendere conto della situazione viene definita dal sindaco ”un’indegna speculazione politica”, giudizio già di per sé pesante.
Ancora il sindaco non comprende “l’atteggiamento di una certa politica”.
Si scandalizza, e lo può fare, ancorché non legittimato in termini di opportunità politica, per alcuni termini utilizzati dall’opposizione, quali “vergognoso”, “irresponsabilità politica”, “senza rispetto”, “senza programmazione”, “si procede a tentoni”.
Ma la cosa più grave che dichiara in suo post che vorrebbe chiarire la vicenda, a suo vantaggio, anche ricorrendo all’escamotage comunicativo del paradosso, ultima trovata, forse, del comunicatore, secondo cui la consistenza del finanziamento (200.000) non poteva e non doveva infangare l’impegno per l’intervento, come Caruso e Poidomani abbiano potuto fa seguire un sopralluogo non autorizzato nel cantiere, corredandolo di relativa comunicazione all’esterno con “foto imbronciata”.
A questo punto, si comprende come il sistema nervoso del sindaco è al limite: censurare l’iniziativa della vicepresidente del Consiglio comunale e del coordinatore cittadino del maggiore partito italiano, per un sopralluogo “non autorizzato”, in un cantiere peraltro aperto e senza nessun cartello di divieto di ingresso, dove hanno trovato, di fatto, la mer… nel letto, questo sì è un paradosso, una offesa alla trasparenza per la quale in questa amministrazione ci sono episodi diversi di allergia.
Ma siamo i primi a dire che il sindaco può, anche in forza della legittimazione popolare con la quale è stato eletto. Può pensarla come crede, può fare le dichiarazioni che ritiene più opportune, può non condividere iniziative e sopralluoghi, ma di fronte alla realtà, comunque venuta fuori, ogni reazione è legittima.
Piuttosto vorremmo vedere la cosa da un altro punto di vista: il partito del coordinatore Poidomani, un partito di destra, se fosse di quella destra di un tempo della quale, oggi, molti sognano il ritorno, dovrebbe intervenire decisamente e chiedere una formale rettifica a proposito del sopralluogo “non autorizzato”, a tutela della funzione del suo coordinatore, peraltro in sopralluogo con la vicepresidente del Consiglio comunale.
A tempi giusti, dirigenti del partito con gli attributi, avrebbero deciso già per l’esclusione di Cassì da ogni eventuale candidatura di coalizione, anche solo per il Direttivo della Ciclistica San Govanni, solo per aver contestato il sopralluogo del coordinatore.
Quanto al leader del partito della vicepresidente del Consiglio, troppo democristiano per prendere posizione contro il Sindaco.
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