Risposta breve. Quando muore un genitore, nelle prime 24 ore va fatta la denuncia di morte, di solito se ne occupa l’impresa funebre. Nel primo mese si avvisa la banca, si chiede all’INPS la reversibilità se spetta, si raccolgono i documenti e si cerca un eventuale testamento. Non si toccano i soldi del defunto: incassarli vale come accettazione dell’eredità. Entro 12 mesi va presentata la dichiarazione di successione, e le imposte vanno versate con F24.
Indice dei contenuti
- Cosa fare nelle prime 24–48 ore?
- Cosa fare nel primo mese: banca, INPS, testamento
- La checklist completa, con chi e entro quando
- Cosa succede alla pensione del genitore?
- Chi presenta la dichiarazione dei redditi del defunto?
- Casa in affitto, utenze, auto, cassetta di sicurezza: cosa fare?
- Cosa fare entro 12 mesi: la successione
- Esempio 1: quanto si spende nel primo anno
- Esempio 2: il calendario di un decesso del 15 ottobre 2026
- Casi particolari
- Errori che costano
- Domande frequenti
- Fonti normative
Cosa fare nelle prime 24–48 ore?
Nelle prime 24 ore la legge chiede una sola cosa: la denuncia di morte all’ufficiale di stato civile del Comune (art. 72 D.P.R. 396/2000). In ospedale o in RSA la comunicazione parte dalla struttura. A casa serve il medico che constata il decesso, e quasi sempre è l’impresa funebre a portare la denuncia in Comune per conto della famiglia.
In queste ore conviene fare tre cose pratiche:
- Chiedere più copie del certificato di morte, o dell’estratto dell’atto di morte. Servono a banca, INPS, notaio, assicurazioni, gestori di utenze. Cosa chiedere e a cosa serve ciascun documento è spiegato in certificato di morte per la successione.
- Conservare la fattura del funerale. Vale due volte: si deduce in successione fino a 1.032,91 € (art. 24 TUSD) e dà una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 1.550 € per decesso a chi l’ha pagata (art. 15 TUIR).
- Mettere al sicuro carte e documenti, senza usarli. Il bancomat del genitore resta nel cassetto.
Il Comune trasmette il decesso all’anagrafe nazionale, e da lì la notizia arriva all’INPS e all’Agenzia delle Entrate. Non serve andare allo sportello per “comunicare la morte” a ciascun ente.
Cosa fare nel primo mese: banca, INPS, testamento
Nel primo mese non ci sono scadenze fiscali. È il tempo per informare, raccogliere e non firmare niente di definitivo. Le scelte che contano davvero, cioè accettare, rinunciare o accettare con beneficio d’inventario, si preparano adesso.
- Banca e Poste. Comunica il decesso con il certificato e chiedi per iscritto il saldo di ogni conto, libretto e deposito titoli alla data della morte. La banca blocca la quota del defunto, spesso tutto il conto, fino alla successione. Tutti i passaggi sono in conto corrente e successione. Se servono soldi subito per il funerale, leggi prima come sbloccare il conto del defunto senza successione.
- Testamento. Cerca fra le carte e chiedi al notaio di famiglia. Un testamento olografo va pubblicato da un notaio prima di poterlo usare (art. 620 c.c.).
- Stato di famiglia. Chiedi al Comune lo stato di famiglia storico, che serve a dimostrare chi sono gli eredi (stato di famiglia per la successione).
- Debiti. Metti in fila mutui, prestiti, carte revolving e cartelle. Se i debiti superano i beni, la strada è la rinuncia all’eredità o l’accettazione con beneficio d’inventario. Attenzione: chi vive nella casa del genitore ha solo 3 mesi per fare l’inventario (art. 485 c.c.).
- Polizze e TFR. Chiedi all’assicurazione e al datore di lavoro se ci sono polizze vita o indennità: vanno ai beneficiari e ai familiari indicati dalla legge, non entrano nell’eredità (polizze vita, TFR e reversibilità).
La checklist completa, con chi e entro quando
| Pratica | Chi la fa | Entro quando | Dove |
|---|---|---|---|
| Denuncia di morte | Familiare o impresa funebre | 24 ore (art. 72 DPR 396/2000) | Comune |
| Copie del certificato di morte | Un familiare | Subito | Comune |
| Comunicazione alla banca e saldo al decesso | Un erede | Primo mese | Filiale o Poste |
| Ricerca e pubblicazione del testamento | Chi lo trova | Appena trovato | Notaio |
| Domanda di pensione di reversibilità | Coniuge o figli aventi diritto | Il prima possibile: decorre dal mese dopo il decesso | INPS o patronato |
| Ratei di pensione maturati e non riscossi | Eredi | Con la domanda all’INPS | INPS |
| Inventario (se vivi nella casa del genitore) | Chi è nel possesso dei beni | 3 mesi (art. 485 c.c.) | Notaio o cancelleria |
| Subentro nel contratto d’affitto | Coniuge o familiari conviventi | Comunicazione al proprietario | Proprietario |
| Voltura o disdetta delle utenze | Chi resta in casa o un erede | Nessun termine fisso | Gestori |
| Dichiarazione dei redditi del defunto | Un erede | Termini prorogati di 6 mesi se scadono entro 4 mesi dal decesso (art. 65 DPR 600/1973) | Agenzia delle Entrate |
| Dichiarazione di successione | Uno degli eredi, per tutti | 12 mesi dal decesso (art. 31 TUSD) | Agenzia delle Entrate |
| Imposta di successione autoliquidata | Eredi, in solido | 90 giorni dal termine della dichiarazione | F24, codice 1539 |
Per le date esatte e per cosa succede se sfori, c’è la guida su successione, tempi e scadenze. I documenti da mettere insieme sono raccolti in documenti per la successione.
Cosa succede alla pensione del genitore?
La pensione si ferma dal mese successivo al decesso: il rateo del mese in cui il genitore è morto resta dovuto. Se la banca accredita la mensilità del mese dopo, quella somma torna all’INPS. Non spenderla: l’INPS la riprende direttamente dal conto.
Due cose invece si chiedono:
- La pensione di reversibilità, se c’è un coniuge superstite (o figli minori, studenti o inabili). Decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso ed è un diritto proprio del coniuge, non eredità: non va in dichiarazione di successione. La domanda si fa online sul sito dell’INPS o tramite patronato.
- I ratei maturati e non riscossi, cioè le somme che l’INPS doveva al genitore e non aveva ancora pagato, per esempio arretrati o conguagli. Questi spettano agli eredi.
Chi presenta la dichiarazione dei redditi del defunto?
La presenta uno degli eredi, per i redditi percepiti dal genitore fino al giorno della morte. Si usa il modello Redditi PF: il 730 non si può usare per un contribuente deceduto. Se il genitore aveva solo la pensione e nessun altro reddito, spesso la dichiarazione non è dovuta. Conviene comunque farlo verificare, soprattutto se ci sono rimborsi da recuperare.
La regola sui tempi è a favore degli eredi: i termini che scadono entro 4 mesi dalla morte sono prorogati di 6 mesi (art. 65 D.P.R. 600/1973). Un esempio concreto è nell’esempio 2.
Casa in affitto, utenze, auto, cassetta di sicurezza: cosa fare?
- Casa in affitto. Se il genitore era inquilino, nel contratto subentrano il coniuge, gli eredi e i parenti che convivevano abitualmente con lui (art. 6 L. 392/1978). Basta comunicarlo al proprietario: non serve un contratto nuovo.
- Casa di proprietà. Dal giorno del decesso la casa è degli eredi pro quota. Se ci vive il coniuge superstite, ha il diritto di abitazione (art. 540 c.c.) e l’IMU la paga lui. Se è la sua abitazione principale e non è di lusso, l’IMU non è dovuta. Non affittarla e non incassare affitti per te: vale come accettazione.
- Utenze. Luce, gas e acqua si volturano a chi resta in casa o si disdicono. Volturare un’utenza non è accettazione dell’eredità.
- Auto. I veicoli iscritti al PRA non vanno nella dichiarazione di successione (art. 12 TUSD). Il passaggio agli eredi si fa al PRA con l’accettazione dell’eredità. Venderla o usarla come propria vale accettazione: prima decidi (successione dell’auto).
- Cassetta di sicurezza. La banca la apre solo alla presenza di un notaio o di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, che redige l’inventario (art. 48 TUSD).
- Carte di credito, abbonamenti, account. Blocca le carte e disdici gli addebiti ricorrenti: evita che il conto accumuli debiti dopo il decesso.
Cosa fare entro 12 mesi: la successione
Entro 12 mesi dal decesso uno degli eredi presenta la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate (art. 31 D.Lgs. 346/1990). Ne basta una per tutti, e le volture catastali degli immobili partono in automatico. È obbligatoria se c’è anche un solo immobile, se l’attivo supera 100.000 € o se fra gli eredi c’è qualcuno che non è coniuge o parente in linea retta (art. 28 c. 7 TUSD). I casi di esonero sono in quando la successione è obbligatoria.
Per i decessi dal 1° gennaio 2025 le imposte le calcolano e le versano gli eredi (autoliquidazione, D.Lgs. 139/2024). Ipotecaria, catastale, bollo e tassa servizi si pagano prima di presentare. L’imposta di successione, se dovuta, si paga entro 90 giorni dal termine, e dal giorno dopo corrono gli interessi (D.Lgs. 148/2026). Chi eredita, in che quote e quanto si paga con casa e conto è spiegato nella guida sulla successione in caso di morte di un genitore.
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Esempio 1: quanto si spende nel primo anno
Muore Anna, vedova, pensionata con 1.300 € al mese. Lascia i figli Marco e Sara, che vivono entrambi altrove. Nell’eredità ci sono la casa di Anna a Salerno (rendita catastale 600 €, nessun figlio ha i requisiti per la prima casa) e un conto con 30.000 €. Il funerale è costato 3.000 € e lo ha pagato Marco.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Valore catastale della casa | 600 × 1,05 × 120 | 75.600 € |
| Conto corrente | saldo al decesso | 30.000 € |
| Quota di ciascun figlio | (75.600 + 30.000) ÷ 2 | 52.800 € |
| Imposta di successione | sotto 1.000.000 € a testa | 0 € |
| Imposta ipotecaria | 2% di 75.600 | 1.512 € |
| Imposta catastale | 1% di 75.600 | 756 € |
| Tassa servizi ipotecari e catastali | una circoscrizione | 120 € |
| Bollo | una circoscrizione | 85 € |
| Attestazione di avvenuta presentazione, per la banca | 32 + 16 | 48 € |
| Totale allo Stato | 2.521 € | |
| Detrazione IRPEF per Marco sul funerale | 19% di 1.550 (tetto per decesso) | − 294,50 € |
Due osservazioni. La deduzione del funerale in successione (1.032,91 €) qui non fa risparmiare niente, perché l’imposta di successione è già zero. La detrazione IRPEF invece vale 294,50 € veri nella dichiarazione di Marco, ed è la voce che più spesso si dimentica. Poi la pensione: la rata del mese dopo il decesso, 1.300 €, se arriva sul conto torna all’INPS. Non va contata come eredità. Il confronto fra CAF, notaio, commercialista e online è in costi della successione.
Esempio 2: il calendario di un decesso del 15 ottobre 2026
Muore Franco il 15 ottobre 2026. Il figlio Luca vive nella casa del padre, quindi è nel possesso dei beni. Franco non aveva ancora presentato la dichiarazione dei redditi 2026, quella sui redditi del 2025, che scade il 31 ottobre 2026.
| Cosa | Regola | Data |
|---|---|---|
| Denuncia di morte | 24 ore | 16/10/2026 |
| Inventario (Luca vive nella casa) | 3 mesi, art. 485 c.c. | 15/01/2027 |
| Redditi 2026 di Franco (redditi 2025) | scadenza 31/10/2026, cade entro 4 mesi dalla morte: +6 mesi | 30/04/2027 |
| Dichiarazione di successione | 12 mesi, art. 31 | 15/10/2027 |
| Imposta di successione, se dovuta | 90 giorni dal termine | 13/01/2028 |
| Interessi | dal giorno dopo | 14/01/2028 |
Il conto dei 90 giorni: dal 16 al 31 ottobre sono 16 giorni, novembre 30 (46), dicembre 31 (77), più 13 giorni di gennaio fa 90. Siccome la dichiarazione si presenta nel 2027, dal 1° gennaio 2027 i riferimenti normativi saranno quelli del Testo unico D.Lgs. 123/2025. Le scadenze restano quelle (Testo unico successioni 2027). La data che Luca non deve mancare è la prima, quella dell’inventario: se non lo fa entro il 15 gennaio 2027 diventa erede puro e semplice e risponde di eventuali debiti del padre anche con i suoi soldi.
Casi particolari
Il genitore aveva un conto cointestato con il figlio
La banca blocca almeno la metà del defunto. La metà del figlio cointestatario resta sua. In successione va indicata solo la quota del genitore, salvo prova che i soldi fossero tutti suoi.
Il genitore era separato o divorziato
Il coniuge separato senza addebito eredita. Il divorziato no, ma può avere diritto a una quota della reversibilità se prendeva l’assegno divorzile. In quel caso la domanda all’INPS la fa anche lui.
Un figlio vive all’estero
Può fare tutto a distanza: la dichiarazione di successione la presenta un solo erede per tutti. Il figlio all’estero va comunque indicato con codice fiscale e quota.
C’è un fratello minorenne
Per il minore l’accettazione è sempre con beneficio d’inventario (art. 471 c.c.) e gli atti straordinari passano dal giudice tutelare. Vanno preparati prima della dichiarazione di successione.
Il genitore lascia solo il conto, niente case
Se gli eredi sono coniuge e figli e l’attivo non supera 100.000 €, la dichiarazione non è dovuta. La banca però chiede quasi sempre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per sbloccare.
Errori che costano
- Usare il bancomat del genitore dopo la morte, anche per pagare il funerale. È accettazione tacita: se poi spuntano debiti, non puoi più rinunciare (accettazione dell’eredità).
- Spendere la pensione del mese dopo. L’INPS la riprende dal conto, e se il conto non basta la chiede agli eredi.
- Lasciar passare i 3 mesi dell’inventario vivendo nella casa del genitore. Si diventa eredi puri e semplici, con i debiti.
- Dimenticare la detrazione del funerale nella propria dichiarazione dei redditi: nell’esempio di Anna sono 294,50 €.
- Aspettare l’undicesimo mese per la successione. Le banche impiegano settimane a dare i saldi. Oltre i 12 mesi scattano la sanzione per dichiarazione tardiva e gli interessi, e il conto resta bloccato.
- Firmare moduli in banca senza leggerli. Alcuni contengono una dichiarazione di accettazione dell’eredità.
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Domande frequenti
Quanto tempo ho per fare la successione dopo la morte di un genitore?
12 mesi dal giorno del decesso (art. 31 TUSD). L’imposta di successione, se dovuta, si versa entro i 90 giorni successivi a quel termine.
Devo avvisare io l’INPS della morte di mio padre?
No, la comunicazione arriva dal Comune. Tu devi solo presentare le domande: reversibilità se spetta, ratei maturati e non riscossi se ci sono.
Posso pagare il funerale con i soldi del conto del genitore?
Pagare il funerale non è di per sé accettazione. Ma prelevare dal conto del defunto è rischioso, e le banche lo permettono solo con procedure precise. Meglio anticipare e poi recuperare, oppure seguire la procedura di sblocco.
La casa del genitore passa subito ai figli?
Sì, pro quota, dal giorno del decesso, per chi accetta l’eredità. Al catasto la voltura avviene con la dichiarazione di successione. Se c’è il coniuge superstite, lui mantiene il diritto di abitazione.
Serve il notaio quando muore un genitore?
Non per la dichiarazione di successione, che è un adempimento fiscale. Il notaio serve per pubblicare un testamento, per la rinuncia (in alternativa al tribunale), per l’accettazione con beneficio d’inventario e per vendere la casa.
Quanto costa in tutto la successione di un genitore?
Dipende dagli immobili. Nell’esempio di Anna le imposte sono 2.521 €. A queste si aggiunge il costo del servizio: con Eredofacile sono 249 € tutto incluso (quanto costa).
Fonti normative
- D.Lgs. 31 ottobre 1990 n. 346 (TUSD), artt. 12, 24, 28 c. 7, 31, 37, 48 — normattiva.it
- Testo unico successioni D.Lgs. 123/2025, in vigore dal 1° gennaio 2027
- D.Lgs. 18 settembre 2024 n. 139 (autoliquidazione); Circ. Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025 — agenziaentrate.gov.it
- D.Lgs. 7 agosto 2026 n. 148 (decorrenza degli interessi)
- D.P.R. 3 novembre 2000 n. 396, art. 72 (denuncia di morte) — normattiva.it
- D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, art. 65 (dichiarazione per il defunto) — normattiva.it
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 15 (detrazione spese funebri) — normattiva.it
- Legge 27 luglio 1978 n. 392, art. 6 (successione nel contratto di locazione) — normattiva.it
- Codice civile, artt. 471, 485, 540, 620 — normattiva.it
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