Il futuro di Holostem Terapie Avanzate è al centro di un’azione di monitoraggio condivisa tra il comune di Modena e la regione Emilia-Romagna. La vicesindaca e assessora alla Sanità Francesca Maletti lo ha chiarito lunedì 22 settembre in consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione presentata dalla consigliera del Pd Anna De Lillo sulle prospettive dell’azienda e sulla tutela del suo patrimonio scientifico, occupazionale e sanitario.
Holostem, che opera presso il Centro di medicina rigenerativa Stefano Ferrari di Modena, è una delle principali realtà nazionali nel campo della medicina rigenerativa e delle terapie avanzate a base di cellule staminali. L’azienda, che conta 55 lavoratori, attraversa una fase di forte difficoltà finanziaria nonostante il suo valore scientifico riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Nel dicembre 2023 la Fondazione Enea Tech e Biomedical era subentrata nella compagine societaria, scongiurando la liquidazione. Il mancato ingresso di un nuovo socio ha però riaperto la crisi.
Il percorso istituzionale
Il 2 luglio scorso l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia aveva convocato una videoconferenza con l’azienda, i rappresentanti sindacali, la Rsu e il comune di Modena. L’11 agosto si era poi tenuto un tavolo di salvaguardia occupazionale con gli stessi soggetti, dal quale è emersa la ricerca, da parte del socio unico di Holostem, di un partner disposto ad acquisire la società e a garantirne la continuità.
Le manifestazioni d’interesse potevano essere presentate entro il 14 settembre. Il termine per le offerte vincolanti è fissato al 15 ottobre, e l’esito della procedura sarà subordinato alla valutazione del ministero delle Imprese e del made in Italy.
Il ministero aveva già fatto sentire la propria voce con un comunicato del 29 giugno, confermando l’interesse ad avviare “un percorso di rilancio finalizzato a preservare il patrimonio di competenze scientifiche e di ricerca maturato nel tempo, a tutelare le prospettive terapeutiche e, al contempo, a valorizzare le capacità produttive esistenti anche nell’ambito di una più ampia piattaforma nazionale di medicina rigenerativa a forte impatto sociale, che riguarderà anche le terapie per le malattie rare e orfane”.
Le prossime mosse
“Abbiamo partecipato agli incontri organizzati dall’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia e stiamo tenendo monitorata la situazione della ricerca, da parte del socio unico di Holostem, di un partner che possa acquisire l’azienda, garantendo così il proseguo delle attività. Il termine per la presentazione delle offerte vincolanti è fissato al 15 ottobre: dopo questa data ci attiveremo con il ministero delle Imprese e del made in Italy per capire il futuro di questa importante attività e per fare presente l’importanza delle azioni di ricerca e di produzione di materiali che svolgono a livello nazionale”, ha dichiarato la vicesindaca Maletti.
Maletti ha concluso ricordando che l’assessore Paglia, come il comune di Modena, “esprime la piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti e conferma la volontà di attivare tutte le occasioni di confronto possibili, favorendo la condivisione delle informazioni, il coinvolgimento degli stakeholder interessati e l’individuazione delle soluzioni più efficaci per la salvaguardia e lo sviluppo delle attività strategiche coinvolte”.
Il dibattito in aula
La trasformazione in interpellanza dell’interrogazione da parte del Pd ha generato un dibattito aperto sempre dal Pd, con Gianluca Fanti che ha sottolineato il valore scientifico e umano di una realtà nata dal rapporto tra Università di Modena e Reggio Emilia e ricerca applicata, evidenziando il rischio occupazionale per oltre 50 professionisti, oltre a quello di interrompere i trial clinici. Ha quindi chiesto alla politica locale di rafforzare l’azione sui tavoli regionali e nazionali, affinché “la procedura di liquidazione resti strettamente conservativa”, salvaguardando lavoratori, brevetti e patrimonio scientifico. Anche Diego Lenzini ha definito la vicenda Holostem una questione “profondamente politica”, sia per il rischio di disperdere professionalità e ricercatori di alto livello presenti a Modena, sia per il tema delle malattie rare. Ha sottolineato che “è proprio in questi casi che il pubblico deve intervenire”, ponendo al centro il ruolo del servizio sanitario pubblico e il diritto alle cure: “Tutti, indipendentemente dal costo del farmaco, hanno diritto a curarsi”. Ha chiesto infine un sostegno pubblico pieno e rapido a Holostem, perché le terapie possano continuare a essere assicurate ai pazienti.
Martino Abrate (Avs) ha espresso solidarietà ai lavoratori di Holostem e ha sottolineato il valore del polo modenese, evidenziando che le terapie sviluppate riguardano patologie rare, sottolineando il rischio che vengano abbandonate perché “il profitto rischia di venire meno”. Ha quindi richiamato la responsabilità pubblica nella “tutela di un’attività ad alto valore sociale”, perché “è doveroso il richiamo etico all’impegno di salvaguardare un’attività salvavita”, chiedendo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy risorse e un piano di rilancio che garantiscano continuità produttiva, occupazione e ricerca.
Giovanni Silingardi (M5s) ha posto al centro della vicenda Holostem la domanda “in che mondo vogliamo vivere”, richiamando le condizioni dei bambini e delle famiglie affette da malattie rarissime e il lavoro svolto dai ricercatori. Ha sottolineato che “si è mossa la ricerca, si è mossa l’università, si è mosso il mondo della solidarietà” e ha chiesto che anche la politica assuma un ruolo concreto. Ha giudicato “burocratica” la risposta del Ministero, auspicando che il progetto di una piattaforma nazionale di medicina rigenerativa diventi rapidamente operativo e chiedendo un intervento pubblico perché le cure per le malattie rare non siano affidate esclusivamente alle logiche di mercato.
Ferdinando Pulitanò (FdI) ha sottolineato la necessità di una responsabilità pubblica di lungo periodo, sostenendo che l’assenza di un socio privato sia legata all’insostenibilità economica di attività rivolte a patologie rare e ha chiesto una soluzione strutturale, perché “non può minimamente passare il concetto che una realtà così fondamentale possa andare avanti in questo modo”. Ha quindi chiesto un’azione concertata tra Governo, Regione e ministeri competenti “per garantire finalmente anni di continuità a competenze, brevetti, produzione e cure”.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha ricordato che Holostem, società privata nata come spin-off universitario, non è riuscita a raggiungere una sostenibilità industriale nonostante il sostegno pubblico, sostenendo che “è un’impresa, se non produce non può vivere” e ha chiesto che eventuali nuovi interventi pubblici siano valutati sulla base di dati certi su bilanci, produttività, sperimentazioni e risultati. Ha quindi definito “più ragionevole” la proposta ministeriale di ricollocare il patrimonio scientifico e industriale in “un progetto più ampio, stabile e sostenibile”.
Giovanni Bertoldi (Lega Modena), sottolineando il valore delle terapie sviluppate dall’azienda e delle competenze presenti, ha ribadito che “sarebbe veramente un peccato perdere ricercatori di eccellenza” e ha evidenziato che le terapie in questione possono offrire “un grande sollievo ai pazienti”. Ha richiamato anche l’impegno unitario delle forze politiche modenesi durante una precedente crisi aziendale, sottolineando che “ognuno ha fatto la sua parte”. Ha quindi auspicato una soluzione compatibile con la sostenibilità economica, anche attraverso un possibile ampliamento delle attività dell’azienda.
L’interrogante Anna De Lillo ha espresso soddisfazione per l’impegno del Comune nei tavoli regionali e per gli aggiornamenti sulla ricerca di un nuovo partner per garantire la continuità di Holostem. Ha sottolineato che “i prossimi mesi saranno decisivi” e ha chiesto che le istituzioni continuino a lavorare insieme “per arrivare a una soluzione concreta e stabile”. Ha evidenziato il valore dei posti di lavoro qualificati, delle competenze e delle prospettive terapeutiche legate alle malattie rare, ribadendo che “la rarità di una patologia o il costo del farmaco non può significare minori possibilità di accesso alle cure”.
In conclusione, l’assessora Francesca Maletti ha sottolineato la necessità di mantenere “il paziente al centro”, ribadendo che il principio di universalità del Servizio sanitario impone di garantire le cure indipendentemente dal reddito o dal luogo di provenienza. Ha evidenziato il valore delle professionalità coinvolte in Holostem e la necessità di tutelare i 55 lavoratori, evitando la dispersione di competenze che rappresentano un patrimonio per il territorio. Infine, ha richiamato il ruolo del Comune nel preservare il “sistema Modena”, perché “la perdita di un’eccellenza indebolirebbe anche il sistema sanitario e universitario locale”.
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