Costruzioni in Italia, filiera da 648,7 miliardi: crescono opere pubbliche e occupazione | Articoli



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Il sistema italiano delle costruzioni conferma il proprio peso strategico nell’economia nazionale, con un valore della produzione che nel 2025 ha raggiunto 648,7 miliardi di euro e 3,4 milioni di occupati. A guidare la crescita sono soprattutto le opere pubbliche, sostenute da PNRR, investimenti ferroviari e spesa degli enti locali, mentre il comparto abitativo rallenta dopo la stagione dei bonus. Il Rapporto 2026 di Federcostruzioni e Cresme fotografa una filiera in trasformazione, chiamata ora a costruire una nuova fase di sviluppo basata su infrastrutture, rigenerazione urbana, Piano Casa e investimenti stabili nel lungo periodo.


Costruzioni italiane tra opere pubbliche, calo del residenziale e nuove prospettive di crescita

Il sistema italiano delle costruzioni continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia nazionale. Nel 2025 la filiera ha raggiunto un valore complessivo della produzione pari a 648,7 miliardi di euro, con 3,4 milioni di occupati, equivalenti a circa il 14% degli addetti italiani.

È il quadro che emerge dal Rapporto 2026 “Il Sistema delle costruzioni in Italia”, elaborato da Federcostruzioni in collaborazione con Cresme e presentato in occasione del convegno inaugurale della 60ª edizione di SAIE Bologna.

I numeri mostrano un settore che, dopo la fase di forte espansione alimentata dagli incentivi edilizi e dal PNRR, sta entrando in una nuova fase. Cambiano infatti i motori della crescita: diminuisce il peso del comparto residenziale, mentre aumenta quello delle opere pubbliche, delle infrastrutture e degli investimenti degli enti locali.

Costruzioni, produzione e occupazione continuano a crescere

Nel 2025 il valore complessivo della produzione della filiera delle costruzioni è aumentato dello 0,9%, con una crescita di circa 5,7 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

Ancora più significativo il dato occupazionale, con un incremento complessivo del 3%. Gli addetti hanno raggiunto quota 3,4 milioni, con dinamiche particolarmente positive nelle costruzioni, dove la crescita è stata del 4,7%, e nella progettazione, che ha registrato un aumento del 7,9%.

Anche il confronto di medio periodo conferma la capacità del settore di sostenere l’economia italiana: tra il 2019 e il 2025, al netto dell’inflazione, la produzione complessiva della filiera è cresciuta del 33,7%.

Segnali positivi arrivano inoltre dai mercati internazionali. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 64,3 miliardi di euro, con un incremento del 2,1%, mentre il saldo della bilancia commerciale si è attestato a 34,7 miliardi, in crescita del 3,5%.

Opere pubbliche sempre più centrali per il mercato

La componente che più di ogni altra ha sostenuto il settore nel 2025 è quella delle opere pubbliche.

Gli investimenti in questo comparto sono aumentati del 21%, raggiungendo i 96,6 miliardi di euro. Le opere pubbliche rappresentano così il 41,5% degli investimenti complessivi in costruzioni.

Alla base della crescita vi sono soprattutto l’accelerazione degli interventi legati al PNRR, gli investimenti ferroviari e l’attività degli enti locali. La spesa in conto capitale dei Comuni è infatti aumentata del 15,3% nel corso dell’anno.

Nel complesso, gli investimenti in costruzioni hanno raggiunto 232,6 miliardi di euro.

Il quadro mette in evidenza un progressivo cambiamento nella composizione della domanda, con infrastrutture e investimenti pubblici che assumono un ruolo sempre più rilevante rispetto agli interventi sul patrimonio residenziale.

Il convegno che ha aperto ufficialmente la 60^ edizione di SAIE, che si svolge a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026 (Crediti: SENAF)

Residenziale in difficoltà dopo la stagione degli incentivi

A muoversi in direzione opposta è invece il comparto abitativo.

Nel 2025 il settore ha registrato una flessione del 15,6%. Le nuove abitazioni sono diminuite del 5%, mentre la manutenzione straordinaria residenziale ha segnato una contrazione ancora più marcata, pari al 18%.

Si tratta di una dinamica che riflette il progressivo esaurimento della forte spinta determinata negli anni precedenti dagli incentivi fiscali alla riqualificazione edilizia.

Il mercato si trova quindi di fronte a una fase di ricomposizione: dopo il boom degli interventi sugli edifici esistenti, la crescita si sta spostando verso infrastrutture, opere pubbliche e nuovi programmi di investimento.

Nel 2026 atteso un nuovo aumento degli investimenti

Per il 2026 il Rapporto Federcostruzioni prevede un’inversione di tendenza per gli investimenti complessivi in costruzioni, stimati in crescita del 5,6%.

Ancora una volta saranno le opere pubbliche a sostenere maggiormente il mercato, con un incremento previsto del 12%.

Segnali di recupero sono attesi anche per la manutenzione straordinaria residenziale, che potrebbe tornare a crescere del 3,5% dopo il forte arretramento registrato nel biennio precedente.

Rimangono invece negative le prospettive per le nuove abitazioni, previste in calo del 4,5%, e per le nuove costruzioni non residenziali private, stimate a -3%.

Dopo il PNRR serve una politica industriale stabile per le costruzioni

La fine del ciclo straordinario legato al PNRR rappresenta una delle questioni centrali per il futuro del settore.

Secondo il presidente di Federcostruzioni, Emanuele Ferraloro, la filiera non deve essere considerata come una semplice somma di cantieri, ma come un vero e proprio sistema industriale. Dopo la forte crescita del 2021-2022, il mercato sta attraversando una fase di normalizzazione, caratterizzata dalla riduzione dei bonus edilizi e dal progressivo completamento degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La sfida, secondo Federcostruzioni, è evitare che la conclusione del PNRR coincida con un rallentamento degli investimenti nel patrimonio costruito e nelle infrastrutture.

Piano Casa, fondi europei, risorse per la coesione e investimenti delle grandi aziende pubbliche dovrebbero quindi convergere all’interno di una strategia di medio-lungo periodo capace di coinvolgere l’intera filiera: progettazione, materiali, impianti, edilizia e servizi innovativi.

Tra le priorità indicate figurano la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio, la revisione della normativa urbanistica, la carenza di manodopera e il ricambio generazionale.

Casa e rigenerazione urbana tra le priorità dei prossimi anni

Un altro grande tema emerso durante il convegno inaugurale di SAIE è quello dell’abitare.

La crescente difficoltà di accesso alla casa sta assumendo una dimensione sempre più rilevante non soltanto in Italia, ma in molti Paesi europei.

Il Piano Casa punta quindi ad aumentare l’offerta abitativa attraverso il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, la rigenerazione del patrimonio esistente, la valorizzazione degli immobili pubblici improduttivi e lo sviluppo dell’edilizia sociale.

L’obiettivo è intervenire sulla disponibilità di alloggi accessibili per giovani, famiglie, studenti e lavoratori, coinvolgendo al tempo stesso anche gli investimenti privati.

Su questo fronte, ANCE ha sottolineato la necessità di affiancare alle politiche per aumentare l’offerta abitativa strumenti stabili per la riqualificazione energetica e per il miglioramento della sicurezza sismica degli edifici.

La crisi climatica e la fragilità del territorio richiedono inoltre nuovi investimenti nell’adattamento delle infrastrutture, in particolare nei sistemi idrici ed energetici.

Rigenerare le città per sostenere investimenti e diritto all’abitare

La rigenerazione urbana emerge così come uno dei possibili pilastri della nuova stagione delle costruzioni.

Per il sindaco di Bologna Matteo Lepore, dopo il ciclo del PNRR e degli incentivi fiscali è necessario aprire una nuova fase di politiche urbane incentrata sulla trasformazione delle città esistenti, sulle aree dismesse e sulla casa.

Tra gli ostacoli principali figurano però i costi legati alle bonifiche, alle demolizioni e alla messa in sicurezza, che possono compromettere la sostenibilità economica degli interventi.

Da qui la proposta di istituire un Fondo straordinario per le bonifiche delle aree dismesse, in grado di attivare nuovi investimenti pubblici e privati.

L’obiettivo per i prossimi anni sarà riuscire a conciliare qualità urbana, sostenibilità ambientale e sostenibilità economica, trasformando la rigenerazione delle città in una leva per il diritto all’abitare e per il rilancio della filiera.

SAIE 2026, sessant’anni di innovazione per il settore

Il Rapporto Federcostruzioni è stato presentato nell’ambito della 60ª edizione di SAIE, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026.

La manifestazione riunisce 567 aziende espositrici, 68 associazioni partner, 235 convegni formativi e 22 iniziative speciali.

Quattro i principali settori espositivi: Progettazione e Digitalizzazione, Edilizia, Impianti, Servizi e Media. A questi si affiancano percorsi dedicati a infrastrutture, sostenibilità, innovazione e centralità delle persone.

La sessantesima edizione conferma così il ruolo di SAIE come piattaforma di confronto tra imprese, professionisti, associazioni e istituzioni, in una fase in cui il settore delle costruzioni è chiamato a definire il proprio sviluppo dopo il PNRR e dopo la grande stagione degli incentivi edilizi.

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