Sterline ereditate o in dono: successione, valore, vendita


842,00 Euro cadauna

quotazione aggiornata alle 14:09 del 08/10/2026 · esente IVA · pagamento immediato · come calcoliamo questo prezzo · dove e come venderle

Dieci sterline trovate nel cassetto di tuo padre, o ricevute in dono anni fa. La domanda vera non è
quanto pagherai di imposta di successione — quasi sempre nulla — ma come dichiararle.
Il valore che scrivi oggi, alla quotazione del giorno del decesso, è il costo fiscale che userai
quando vendi: dichiararle bene oggi azzera o riduce le tasse di domani.

Quasi mai si paga: aliquote e franchigie dal 2025

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 valgono le regole dell’art. 7 del Testo unico successioni e donazioni
(D.Lgs. 346/1990,
come riscritto dal D.Lgs. 139/2024). L’imposta si calcola sulla quota di ciascun beneficiario,
oltre la sua franchigia.

Chi eredita Aliquota Franchigia
Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti in linea diretta, genitori) 4% 1.000.000 € per ciascun beneficiario
Fratelli e sorelle 6% 100.000 €
Altri parenti fino al 4° grado e affini 6% nessuna
Tutti gli altri 8% nessuna
Beneficiari con disabilità grave aliquota del grado di parentela 1.500.000 €

Con un milione di franchigia a testa per coniuge e figli, nella maggior parte delle eredità familiari le sterline
non fanno pagare un euro di imposta. Il punto non è il costo di oggi: è dichiararle bene, per domani.

La dichiarazione: telematica, entro 12 mesi

La dichiarazione di successione si presenta per via telematica all’Agenzia delle Entrate
entro 12 mesi dall’apertura della successione, cioè dalla data del decesso (art. 31 TUS).
Dal 2025 l’imposta è autoliquidata: la calcola e la versa chi la deve pagare, in base a quanto dichiarato,
e l’ufficio controlla in un secondo momento. Nei casi più semplici — eredità a coniuge e figli con attivo
modesto e senza immobili — la dichiarazione può non essere dovuta: verificalo con il tuo professionista.

La presunzione del 10% e perché conviene l’elenco analitico

C’è una regola che molti scoprono dal notaio: denaro, gioielli e mobilia si presumono compresi nell’attivo
ereditario per un importo pari al 10% del valore netto imponibile, salvo che un inventario analitico, redatto
nelle forme degli artt. 769 e seguenti del codice di procedura civile, dimostri un importo diverso
(art. 9, comma 2, TUS). Se le monete d’oro ricadano o no in questa presunzione non lo dice nessuna fonte
ufficiale: proprio per questa incertezza conviene non lasciare le sterline in una voce generica,
ma indicarle una per una.

La regola d’oro di questa pagina. Ogni riga in più nella dichiarazione di successione —
“20 sterline d’oro, annate comuni, valore X al giorno del decesso” — oggi quasi sempre non costa nulla,
grazie alle franchigie. Domani, quando vendi, quella riga è la prova del tuo costo fiscale.

Il valore dichiarato oggi è il costo fiscale di domani

Per chi eredita, il valore dichiarato (o definito) in successione diventa il costo di acquisto ai fini della
futura vendita: lo dice l’art. 68, comma 6, del
TUIR (DPR 917/1986).
E dal 1° gennaio 2024 (L. 213/2023)
la regola per chi vende senza documenti è dura: la plusvalenza tassata al 26% è l’intero incasso,
non la sola differenza — i conti sono nella guida
il 26% sulla plusvalenza.
Dichiarare le sterline riga per riga, al valore di mercato del giorno del decesso, crea quella prova.
In più, l’eventuale imposta di successione pagata si somma al costo.

Quanto indicare: la quotazione del giorno del decesso

I beni mobili si dichiarano al valore venale in comune commercio alla data di apertura della successione
(art. 19 TUS). Per le sterline comuni il conto è semplice: la quotazione del giorno del decesso moltiplicata
per il numero di pezzi. Se il decesso non è recente, il nostro
storico dell’andamento della sterlina aiuta a ricostruire
la quotazione di quel giorno. Per le annate rare, invece, serve una valutazione numismatica:
l’elenco è nella guida sterline d’oro rare.

Un esempio con il prezzo di oggi, come se la successione si aprisse adesso: 20 sterline comuni ereditate,
quotazione del giorno 842 €, valore da indicare
20 × 842 € = 16.840 €.
Per un figlio, con 1.000.000 € di franchigia, l’imposta di successione è zero nella quasi totalità dei casi.
E quei 16.840 € diventano il suo costo fiscale per la rivendita futura.

Sterline ricevute in dono: atto, imposta e costo fiscale

Per donare beni mobili serve l’atto notarile (art. 782 c.c.). Fa eccezione la donazione di modico valore
(art. 783 c.c.), valida con la sola consegna: la modicità si giudica anche rispetto al patrimonio di chi dona,
e una soglia fissa non esiste. L’imposta di donazione ha le stesse aliquote e franchigie della successione
(art. 56 TUS) e le donazioni precedenti tra le stesse persone erodono la franchigia (art. 57 TUS);
le donazioni fatte in vita, invece, non si sommano più all’asse ereditario.

Attenzione al punto che sorprende tutti: chi riceve in dono eredita anche il costo fiscale del donante
(art. 68, comma 6, TUIR). Il dono non rivaluta nulla: se tuo padre le ha pagate 300 € l’una, quello resta
il tuo costo. Fatti consegnare anche la sua fattura d’acquisto originale: senza documenti, alla vendita
il 26% si applica sull’intero incasso.

Come le hai avute Il tuo costo fiscale alla vendita
Eredità Valore dichiarato (o definito) in successione, più l’eventuale imposta di successione pagata (art. 68, c. 6, TUIR)
Donazione Il costo del donante, documentato: il dono non rivaluta (art. 68, c. 6, TUIR)
Nessun documento Costo zero: dal 2024 il 26% si calcola sull’intero incasso (L. 213/2023)

Cosa succede allo sportello di Banco Aureo

  1. Cosa porti: le sterline, un documento d’identità valido e il codice fiscale. Utile, non obbligatoria, una copia della dichiarazione di successione con le monete valorizzate: è la prova del tuo costo fiscale. Vende l’erede; se gli eredi sono più di uno, serve la delega scritta degli altri.
  2. Cosa firmi: la scheda dell’operazione, dopo la pesata e la verifica di ogni moneta fatte davanti a te. Se un’annata vale più dell’oro, te lo diciamo noi. Ti consegniamo la ricevuta riepilogativa.
  3. Come vieni pagato: subito, con bonifico istantaneo SEPA o assegno circolare, qualunque sia l’importo.
  4. Cosa facciamo noi: registriamo l’operazione, conserviamo la scheda e curiamo gli adempimenti antiriciclaggio previsti per gli operatori. Il percorso completo: vendere le tue sterline.

Non siamo consulenti fiscali: per la tua dichiarazione rivolgiti al tuo commercialista; qui trovi le regole generali con i riferimenti normativi.

Domande frequenti

Devo dichiarare le sterline nella successione?
Conviene sempre, e una per una: il valore dichiarato diventa il tuo costo fiscale per la vendita futura (art. 68, comma 6, TUIR). E con le franchigie attuali — 1.000.000 € ciascuno per coniuge e figli — nella maggior parte dei casi di imposta di successione non paghi comunque nulla.
Posso venderle prima di chiudere la successione?
I beni ereditati si possono vendere dopo l’accettazione dell’eredità. Per la prova del costo, però, serve che le monete risultino nella dichiarazione di successione: prima di vendere parlane con il notaio o con il commercialista.
Mio padre me le ha date a mano anni fa: che costo uso?
Il costo di tuo padre, se è documentato: la donazione non rivaluta il costo fiscale (art. 68, comma 6, TUIR). Senza documenti, dal 2024 la plusvalenza tassata al 26% è l’intero incasso. Cerca la sua fattura d’acquisto e conservala insieme alle monete.
Le sterline in cassetta di sicurezza?
All’apertura della cassetta il contenuto si inventaria. È l’occasione giusta per contare le monete, annata per annata, e indicarle analiticamente nella dichiarazione di successione al valore del giorno del decesso.
Quanto tempo ho?
La dichiarazione di successione si presenta per via telematica entro 12 mesi dall’apertura della successione (art. 31 TUS). Per vendere le monete, invece, non c’è nessuna scadenza: il costo fiscale resta quello dichiarato.

Quotazione Sterlina Oro

aggiornata alle 14:09 del 08/10/2026

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