Le misure contro il caldo estremo sul lavoro non si fermano con la fine di agosto.
Risultano ancora in vigore ordinanze regionali in 10 Regioni, con scadenze diverse che vanno dal 6 al 30 settembre.
In alcuni casi, come Piemonte, Campania e Sicilia, si tratta di vere e proprie proroghe decise negli ultimi giorni. In altri territori, invece, le ordinanze adottate nei mesi scorsi prevedevano già una validità oltre il 31 agosto.
I provvedimenti riguardano soprattutto attività svolte all’aperto e con esposizione prolungata al sole, ma settori e condizioni cambiano da Regione a Regione.
Lo stop non vale automaticamente tutti i giorni
Nella maggior parte dei casi il divieto non opera in modo generalizzato per tutto il periodo di validità dell’ordinanza.
Il riferimento è il sistema Worklimate INAIL-CNR: nelle giornate e nelle aree in cui viene segnalato un livello di rischio “ALTO” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa, scatta lo stop previsto dalla relativa ordinanza regionale.
La fascia oraria più utilizzata è quella compresa tra le 12:30 e le 16:00.
Lavoratori e imprese devono quindi verificare il provvedimento della propria Regione, il settore interessato e il livello di rischio previsto per quella giornata.
Piemonte, proroga fino al 6 settembre
In Piemonte le misure sono state prorogate fino al 6 settembre 2026.
Il provvedimento riguarda lavoratori subordinati e autonomi impegnati in attività esposte al caldo, tra cui agricoltura, florovivaismo, edilizia, cave e logistica, comprese alcune attività di consegna.
La proroga è stata decisa per il permanere di condizioni climatiche particolarmente elevate.
Campania, stop fino al 15 settembre
La Campania ha prorogato le misure con una nuova ordinanza del 1° settembre 2026.
Il divieto resta valido fino al 15 settembre e riguarda i settori agricolo, edile e affini, quando il lavoro comporta una prolungata esposizione al sole.
Lo stop opera nella fascia 12:30-16:00 nei giorni in cui Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO”.
Lazio, misure fino al 15 settembre
Nel Lazio l’ordinanza resta efficace fino al 15 settembre 2026.
Il provvedimento riguarda agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e attività affini, cave, logistica di piazzale e alcune attività di consegna urbana.
Nel corso dell’estate la Regione ha inoltre ampliato l’elenco delle attività interessate, includendo alcune lavorazioni stradali e di manutenzione del verde.
Emilia-Romagna, divieto fino al 15 settembre
Anche in Emilia-Romagna le misure restano valide fino al 15 settembre 2026.
Nei giorni con rischio “ALTO” non si può lavorare con esposizione prolungata al sole nella fascia 12:30-16:00 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nelle cave e in alcune attività della logistica.
Sono previste misure specifiche anche per i rider.
Umbria, stop fino al 15 settembre
L’Umbria mantiene le proprie misure fino al 15 settembre 2026.
Il divieto riguarda le giornate e le aree in cui Worklimate indica un rischio “ALTO”.
Tra le attività coinvolte rientrano agricoltura, florovivaismo, edilizia, cave e alcune attività della logistica.
Puglia, ordinanza valida fino al 15 settembre
In Puglia il provvedimento anti-caldo resta valido fino al 15 settembre 2026.
L’ordinanza riguarda in particolare i lavoratori impiegati nel settore agricolo e forestale, florovivaistico, nelle serre e nei tunnel agricoli, nelle cave, nei cantieri edili e stradali, nella logistica di piazzale e nelle consegne urbane effettuate all’aperto con biciclette, ciclomotori o altri mezzi di mobilità individuale.
Rientrano inoltre le attività caratterizzate da esposizione prolungata al sole o al calore e da un significativo impegno fisico, comprese alcune lavorazioni svolte in ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o raffrescamento.
Il divieto opera dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni in cui la mappa Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO” per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
Basilicata, misure fino al 15 settembre
La Basilicata mantiene il divieto fino al 15 settembre 2026.
Sono interessate le attività svolte all’aperto con esposizione prolungata al sole, tra cui agricoltura, florovivaismo, edilizia e lavorazioni assimilabili.
Lo stop opera nelle giornate in cui il livello di rischio raggiunge la soglia prevista dall’ordinanza.
Lombardia, stop fino al 23 settembre
In Lombardia l’ordinanza adottata nei mesi scorsi prevedeva già una validità fino al 23 settembre 2026.
Il divieto riguarda il lavoro all’aperto nella fascia 12:30-16:00 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nelle cave, quando Worklimate segnala rischio “ALTO” e le misure di prevenzione adottate non garantiscono un’adeguata mitigazione del rischio.
Sicilia, proroga fino al 30 settembre
La Sicilia ha prorogato il proprio provvedimento fino al 30 settembre 2026.
Lo stop riguarda le attività esposte al sole nella fascia 12:30-16:00 e coinvolge, tra gli altri, edilizia, agricoltura, cave e logistica.
Restano previste tutele anche per i rider.
Calabria, ordinanza fino al 30 settembre
Anche in Calabria le misure restano in vigore fino al 30 settembre 2026.
La platea coinvolta è ampia e comprende attività agricole e florovivaistiche, cantieri edili e affini, settore estrattivo, igiene ambientale e alcune lavorazioni svolte in ambienti con ventilazione insufficiente.
Il divieto opera nelle giornate con rischio “ALTO” indicato da Worklimate.
Le date da ricordare
Le scadenze non coincidono e non tutte le ordinanze riguardano gli stessi settori. Per questo va sempre verificato il provvedimento della propria Regione.
Ad oggi il quadro è questo:
- Piemonte: fino al 6 settembre;
- Campania: fino al 15 settembre;
- Lazio: fino al 15 settembre;
- Emilia-Romagna: fino al 15 settembre;
- Umbria: fino al 15 settembre;
- Puglia: fino al 15 settembre;
- Basilicata: fino al 15 settembre;
- Lombardia: fino al 23 settembre;
- Sicilia: fino al 30 settembre;
- Calabria: fino al 30 settembre.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
