Presso la sala riunioni dell’Ufficio Coldiretti di Vibo Valentia, si è tenuto un confronto con diversi operatori del settore, al fine di esaminare i risultati già raggiunti per mezzo dell’azione sindacale, ma anche per riflettere sulle attuali sfide da risolvere.
All’evento di Coldiretti Vibo, hanno preso parte il presidente provinciale, Giuseppe Porcelli, il direttore interprovinciale Pietro Bozzo e il segretario Costantino De Nami, insieme agli agricoltori che sono intervenuti per condividere esigenze, preoccupazioni e proposte. È stato un momento di ascolto e confronto diretto, volto a rafforzare il rapporto tra l’organizzazione e le imprese, nonché utile a tradurre le necessità del territorio, in priorità da sostenere nelle sedi istituzionali.
Nel corso della riunione sono stati ripercorsi i risultati conseguiti da Coldiretti a livello nazionale, regionale e provinciale, insieme alle iniziative ancora in corso per tutelare il reddito agricolo, per contrastare il peso dei costi di produzione, per difendere l’autenticità del Made in Italy e per valorizzare le produzioni locali.
Le cifre del caro concimi
Tra le novità positive, illustrate alle aziende, particolare rilievo ha assunto il sostegno contro il caro fertilizzanti, il quale è previsto dal decreto del 15 settembre, pubblicato dal ministero dell’Agricoltura. Il provvedimento prevede delle risorse complessive per circa 136,8 milioni di euro, attraverso fondi europei e cofinanziamento nazionale, per compensare fino al 50% dei maggiori costi dei concimi per le colture ammesse. Una risposta concreta a una delle voci di spesa che incidono sulla redditività delle imprese agricole. Il decreto, tra l’altro, stabilisce importi massimi per ettaro differenziati in base alla coltura: tra questi, 35,25 euro per i cereali, esclusi il mais da granella e da insilato ceroso, 64,30 euro per il mais da granella, 41,55 euro per il mais da insilato, 32,80 euro per gli altri seminativi a foraggere non leguminose e 25,55 euro per l’olivo.
Il sostegno effettivo sarà determinato da Agea sulla base delle risorse disponibili e anche dei requisiti previsti, riferiti alle domande di aiuto a superficie e ai dati del fascicolo aziendale. Il provvedimento, firmato dal ministro, è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei Conti. «Il sostegno contro il caro concimi – dichiara Giuseppe Porcelli – rappresenta un risultato importante per le aziende e risponde ad una necessità concreta del mondo agricolo. L’aumento dei costi di produzione – sottolinea Porcelli – riduce i margini e rende più difficile programmare gli investimenti.Ogni intervento, capace di alleggerire questo peso, – prosegue il presidente – va valorizzato, proseguendo nel lavoro per garantire una remunerazione adeguata delle produzioni. Gli incontri territoriali servono anche a rendere queste misure comprensibili e a consentire alle imprese di conoscere le opportunità a loro disposizione».
Le strategie per prevenire la Xylella
Ampio spazio è stato dedicato alla Xylella e al valore della prevenzione, con l’illustrazione e la condivisione di materiale informativo sul batterio, sull’insetto vettore e su comportamenti utili per contribuire alla protezione degli oliveti.
L’iniziativa si inserisce nell’impegno avviato da Coldiretti Calabria, dopo l’individuazione del focolaio che è avvenuto nel territorio di Taurianova. Già nel comunicato regionale del 3 settembre, il presidente regionale, Franco Aceto, aveva richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione, assicurare il coordinamento con le istituzioni e attivare la rete territoriale per informare ed assistere le imprese. Un impegno che, trova negli incontri con i produttori, una concreta occasione di approfondimento e diffusione delle conoscenze.
Al centro del messaggio, rivolto alle aziende, vi è il ruolo degli agricoltori come custodi della terra. La presenza quotidiana nei campi, la conoscenza delle proprie piante e l’attenzione ai cambiamenti, costituiscono un contributo prezioso alla sorveglianza del territorio. «Osservare gli olivi, segnalare tempestivamente sintomi sospetti, adottare le pratiche di gestione della vegetazione erbacea nei periodi indicati e seguire le disposizioni del Servizio Fitosanitario Regionale, – si legge nella nota di Coldiretti – sono comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio di diffusione».
Necessaria conoscenza e assistenza tecnica
In più, è stato ricordato che l’osservazione delle piante, deve accompagnarsi al supporto delle strutture competenti: sintomi visibili possono avere cause diverse, in quanto la conferma della presenza del batterio richiede analisi di laboratorio. Conoscenza, assistenza tecnica e forme di collaborazione, sono quindi indispensabili per orientare correttamente le azioni dei produttori.
«La lezione dei territori già colpiti deve rendere tutti più consapevoli e più reattivi» – sostiene Porcelli e poi aggiunge: «Sottovalutare la Xylella significa esporre a un rischio gravissimo il patrimonio olivicolo, il lavoro delle aziende e l’equilibrio economico di intere comunità. Occorre agire per tempo, affidarsi alle competenze scientifiche e mettere ogni agricoltore nelle condizioni di comprendere il problema e fare la propria parte. La cura dei terreni e l’attenzione alle piante, assumono un valore che riguarda l’intera collettività».
Previsti altri momenti di confronto
E ancora: «Il percorso di informazione, – annuncia Coldiretti Vibo – proseguirà a breve nei Comuni e nelle comunità che ne faranno richiesta. L’obiettivo è portare il confronto direttamente nei territori, favorire la partecipazione degli agricoltori e dei proprietari di oliveti, chiarire i dubbi ed accrescere la conoscenza delle misure di prevenzione e delle indicazioni delle autorità competenti. Le comunità interessate potranno rivolgersi agli uffici Coldiretti per concordare l’organizzazione degli appuntamenti. Proteggere gli oliveti – ha concluso Porcelli – significa difendere produzione, occupazione, paesaggio e identità. Coldiretti continuerà ad essere presente, mettendo anche a disposizione la sua organizzazione e rafforzando l’informazione su tutto il territorio. Il futuro di questo patrimonio dipende dalla capacità di riconoscere oggi i rischi e affrontarli con tempestività, responsabilità e impegno condiviso».
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