Investimenti Sostenibili 4.0: opportunità ad Avellino


Avellino, 6 ottobre 2026 – Le piccole e medie imprese della provincia di Avellino potranno presentare domanda, a partire dal 6 ottobre 2026, per il nuovo bando nazionale “Investimenti Sostenibili 4.0”, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia. La misura, intitolata alle PMI del Mezzogiorno, mette a disposizione 447,6 milioni di euro per progetti legati all’innovazione tecnologica, alla transizione 4.0 e all’efficienza energetica, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e la sostenibilità del tessuto produttivo locale.

Nuovo bando Invitalia: opportunità per la provincia di Avellino

Si avvicina un appuntamento importante per le piccole e medie imprese della provincia di Avellino che stanno programmando investimenti per innovare e rendere più efficienti i propri processi produttivi.

Il nuovo Investimenti Sostenibili 4.0 – Bando 2026, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, dispone di 447,6 milioni di euro ed è rivolto alle PMI di Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La precompilazione è partita il 10 settembre, mentre dal 6 ottobre 2026 sarà possibile procedere con l’invio delle domande.

Per comprendere meglio quali opportunità questo nuovo incentivo possa offrire al sistema produttivo irpino, proviamo ad entrare nel dettaglio chiarendone i vari aspetti:

Requisiti di accesso: a chi si rivolge Investimenti Sostenibili 4.0

Dott. Troncone, quali imprese irpine possono accedere al nuovo incentivo?

«La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che intendano realizzare il programma di investimento in un’unità produttiva localizzata in Campania e, quindi, naturalmente anche nella provincia di Avellino. Sono interessate principalmente le attività manifatturiere e una serie di attività di servizi alle imprese espressamente individuate dalla normativa.

È importante, però, chiarire che non siamo davanti a un incentivo destinato al semplice acquisto isolato di un macchinario. Il bando finanzia programmi organici di investimento, caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e coerenti con il Piano Transizione 4.0».

Dimensioni minime e massime degli investimenti

Di quale dimensione devono essere gli investimenti?

«Parliamo di programmi importanti: le spese ammissibili devono essere comprese tra 750 mila e 5 milioni di euro e non possono comunque superare il 70% del fatturato dell’impresa, risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato.

Il programma può riguardare, a seconda delle condizioni previste dal decreto, l’ampliamento della capacità produttiva, la diversificazione della produzione, un cambiamento fondamentale del processo produttivo o la realizzazione di una nuova unità produttiva».

Investimenti ammissibili: tecnologie e innovazione digitale

Quali sono concretamente gli investimenti finanziabili?

«Il cuore del bando è rappresentato dagli investimenti tecnologici. Sono finanziabili macchinari, impianti e attrezzature nuovi, ma anche software, sistemi informatici, licenze e tecnologie digitali funzionali al programma.

C’è però un requisito fondamentale: il programma deve prevedere l’utilizzo di almeno una delle tecnologie abilitanti Transizione 4.0 individuate dal bando e le relative spese devono essere preponderanti rispetto al totale dei costi ammissibili.

Parliamo, ad esempio, di advanced manufacturing, integrazione orizzontale e verticale, Internet of Things, cloud, cybersecurity, big data e analytics, intelligenza artificiale, blockchain, simulazione e realtà aumentata».

Sostenibilità energetica: efficienza e produzione da fonti rinnovabili

E per le imprese che intendono investire nell’efficienza energetica o nel fotovoltaico?

«La sostenibilità energetica costituisce uno degli elementi qualificanti della misura. Nell’ambito di programmi che rispettino le condizioni previste dal bando possono rientrare interventi di efficientamento energetico e investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.

Bisogna però evitare un equivoco: il fotovoltaico non può diventare da solo il programma di investimento. Deve inserirsi in un progetto più ampio che presenti le caratteristiche richieste dalla misura. Nei programmi finalizzati all’efficientamento energetico occorre inoltre dimostrare un risparmio di energia primaria almeno pari al 5% rispetto alla situazione precedente».

Agevolazioni previste per le PMI: contributi e finanziamenti

Qual è l’agevolazione prevista?

«La struttura finanziaria è particolarmente interessante. Per le PMI è previsto un contributo in conto impianti del 35% e un finanziamento agevolato a tasso zero del 40%, con una durata massima di sette anni. La quota minima non coperta dalle agevolazioni è quindi pari al 25%.

Occorre tuttavia fare una precisazione tecnica importante: 35% più 40% non significa automaticamente un’intensità di aiuto del 75%. Il finanziamento a tasso zero ha un proprio equivalente sovvenzione lordo e il valore complessivo dell’aiuto deve rispettare i massimali stabiliti dalla normativa europea e dal GBER. Qualora tali limiti vengano superati, il contributo in conto impianti viene conseguentemente ridotto».

Vantaggi strategici per il tessuto produttivo irpino

Perché il bando può essere interessante proprio per il sistema produttivo irpino?

«In provincia di Avellino abbiamo un tessuto composto da numerose PMI manifatturiere che nei prossimi anni dovranno affrontare contemporaneamente tre esigenze: innovare i processi produttivi, aumentare la competitività e ridurre i consumi energetici.

Investimenti Sostenibili 4.0 prova a mettere insieme proprio questi elementi. È quindi una misura che merita di essere valutata dalle imprese che abbiano già in programma un investimento strutturato di almeno 750 mila euro.

La cosa più importante, però, è partire dall’investimento e non dall’incentivo: occorre verificare prima il progetto industriale dell’impresa e poi capire come costruirlo correttamente nel rispetto dei requisiti del bando».

Tempistiche e modalità: come presentare domanda

Quando bisogna muoversi?

«Direi subito. La domanda può essere precompilata già dal 10 settembre, mentre l’invio sarà possibile dal 6 ottobre 2026. La procedura è a sportello, con istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione e una dotazione complessiva di 447,6 milioni di euro.

Questo rende particolarmente importante arrivare all’apertura con un progetto già definito e con la documentazione necessaria correttamente predisposta».


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