I vaccini obbligatori in Italia sono in tutto dieci e sono offerti gratuitamente a tutti i minori tra zero e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati. L’obiettivo è immunizzare l’organismo da infezioni pericolose, tutelando il singolo bambino ma anche proteggendo l’intera collettività attraverso l’immunità di gregge. In questo modo, anche chi per ragioni davvero importanti, non può vaccinarsi, non dovrebbe correre il rischio di ammalarsi. Il fatto che una elevata percentuale della popolazione sia vaccinata, significa che gli agenti responsabili di malattie contagiose circolano meno.
I vaccini obbligatori sono stati introdotti per difendere da malattie molto serie, come la poliomielite, la difterite e altre ancora, per esempio il vaiolo. Quest’ultima aveva causato decine di migliaia di decessi nella storia e, grazie al vaccino obbligatorio, oggi è eradicata e la vaccinazione non si effettua più da oltre 40 anni. Le altre malattie sono ancora presenti e possono causare il decesso oppure complicanze gravi. Per questo è importante comprendere che l’obbligatorietà dei vaccini è una scelta a favore della salute del singolo e della collettività.
Quali e quante sono le vaccinazioni obbligatorie per i bambini
Attualmente, in Italia le vaccinazioni obbligatorie per i bambini, del tutto gratuite, sono dieci e sono le seguenti:
Le prime sei vaccinazioni (contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae di tipo b) fanno parte della cosiddetta esavalente, che viene somministrata ai bambini in tre dosi nel primo anno di età. A 5-6 anni si effettua un richiamo prima della scuola dell’obbligo e un ulteriore richiamo si effettua in adolescenza, dopo i 12 anni, per mantenere una buona risposta immunitaria. In età adulta sarebbe opportuno effettuare un richiamo ogni dieci anni per tre vaccini, difterite, tetano, polio e pertosse.

Le ultime quattro (contro morbillo, parotite, rosolia e varicella) sono comprese nella tetravalente o quadrivalente, nota anche come MPRV. Questa vaccinazione si inocula una volta tra i 12 e i 15 mesi di età, con una seconda tra i 5 e 6 anni.
A che cosa servono i vaccini obbligatori
I vaccini obbligatori difendono dalle conseguenze serie, a volte mortali, di malattie infettive presenti nel nostro Paese.
Anti-polio
La poliomielite è una malattia virale molto seria, dovuta a Enterovirus che causano una forma di paralisi, responsabile di decessi e di disabilità permanenti ai muscoli e all’apparato respiratorio. Nel 1952, negli Usa, una epidemia di poliomielite causò migliaia di morti soprattutto tra i bambini. In Italia, l’ultimo caso segnalato risale al 1982, ma la malattia non può considerarsi scomparsa perché è presente ancora in alcune parti del mondo.
Anti-difterica
Di recente si è parlato molto di difterite per il caso della bambina di Palermo deceduta per questa malattia, seria e molto contagiosa, che non è scomparsa e per la quale il sistema più efficace è il vaccino. È dovuta a un batterio, il Corynebacterium diphteriae, che una volta entrato nell’organismo produce tossine in grado di danneggiare gli organi.
Anti-tetanica
Il tetano non è una malattia contagiosa, non si trasmette da persona a persona. L’agente responsabile, il Clostridium tetani, vive in forma di spora nel terreno, nelle acque contaminate, nell’intestino di alcuni animali. Se penetra in profondità nell’organismo attraverso ferite o morsi, può causare forme di paralisi e decesso. Ecco perché il vaccino è importante.
Anti-epatite B
L’epatite B è dovuta a un virus che causa una infiammazione acuta e poi cronica del fegato. Questa, nel tempo, può evolvere in cirrosi e forme tumorali. Il vaccino serve a sviluppare le difese naturali contro questa infezione.
Anti-pertosse
Causa una forma di tosse insistente e abbaiante. È pericolosa soprattutto per i bambini piccoli perché in un organismo ancora in crescita può causare il decesso. Scegliere di sottoporsi al vaccino, se non si è mai stati vaccinati prima, è importante anche in età adulta, per proteggere il neonato nei primissimi giorni di vita, quando non ha ancora iniziato il suo ciclo vaccinale ed è quindi suscettibile alle infezioni.
Anti-Haemophilus influenzae tipo b
Questo batterio causa una forma respiratoria seria, responsabile di complicanze come meningite e polmonite.
Anti-morbillo
Questa malattia esantematica, altamente contagiosa, può avere conseguenze pericolose come encefalite e polmonite. In qualche caso può portare al decesso.
Anti-rosolia
La rosolia è una malattia esantematica pericolosa soprattutto per le donne in gravidanza. Se contratta durante i nove mesi e, soprattutto nel primo trimestre, può infatti causare seri problemi alla salute del feto. Per questo è importante che la donna arrivi alla gravidanza immune alla rosolia.
Anti-parotite
La parotite, nota anche come orecchioni, è una malattia dolorosa che, oltre a esporre a complicanze come pancreatite e meningite, può portare infiammazione dei testicoli e causare infertilità nell’uomo.
Anti-varicella
Questa malattia altamente contagiosa può assumere un decorso molto serio soprattutto dall’adolescenza in poi, causando infezioni alla pelle, polmonite, encefalite ed epatite nei soggetti più fragili.
Il pediatra o i medici del centro vaccinale della Asl sono le figure di riferimento per chiarire qualsiasi dubbio in merito ai vaccini.
Leggi qui per sapere quando è possibile vaccinarsi per malattie importanti in gravidanza
La situazione attuale
All’inizio del Duemila, le campagne vaccinali avevano ottenuto buon risultati, con l’aumento della percentuale delle persone vaccinate. Per questo motivo, la Regione Veneto con Legge Regionale n.7 del 23 marzo 2007 rese, per qualche tempo, non più obbligatorie ma facoltative le vaccinazioni contro polio, difterite, tetano ed epatite B, con la clausola di riportare l’obbligatorietà in caso la situazione epidemiologica mutasse.
In Veneto, allora, la copertura vaccinale era molto alta e la Legge fu introdotta anche con la convinzione che la popolazione avesse raggiunto una consapevolezza sufficiente sul valore dei vaccini, da non rendere più necessario l’obbligo. Per qualche anno il Veneto si pose come modello virtuoso ma in seguito, anche in concomitanza della diffusione di teorie antiscientifiche sui vaccini, la percentuale iniziò a calare e il governo ripristinò l’obbligo in tutta Italia con il Decreto Lorenzin (legge 119 del 2017).
La situazione dei vaccini nel nostro Paese, nonostante l’obbligo, non sta vivendo uno dei momenti migliori. Infatti, in alcune zone si è ridotta notevolmente la copertura vaccinale ossia la percentuale sufficiente (stabilita nel 95% della popolazione) che riduce la circolazione degli agenti contagiosi.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano una situazione molto variegata, con notevoli differenze tra le Regioni nell’adesione ai vaccini. Alcune Regioni come Lombardia, Piemonte, Emilia, e altre del centro (Toscana, Abruzzo) e del Sud (Basilicata) aderiscono ai vaccini con percentuali molto elevate (superiori al 95% auspicato per raggiungere l’immunità di gregge).
In Sicilia e in Alto Adige la percentuale dei vaccinati è inferiore al 90% e in altre Regioni del Centro-sud (dal Lazio alle Marche, dalla Puglia alla Sardegna) le percentuali sono comprese tra il 90 e il 94,9% della popolazione. In media, quindi, la percentuale della popolazione italiana immunizzata è inferiore all’ideale del 95% che permette di limitare la circolazione degli agenti infettivi.
Come è possibile non fare i vaccini obbligatori
I dati che riportano il calo dei vaccini si scontrano, a livello logico, con il fatto che i vaccini sono obbligatori: se è un obbligo sottoporsi ai vaccini, come mai una percentuale non bassa di persone riesce a evitarli? Solo chi ha malattie importanti oppure una ipersensibilità a uno o più componenti del vaccino può evitare di effettuarli, ma deve presentare un certificato di esenzione del pediatra, del medico di medicina generale o di un medico del centro vaccinale. Il certificato può essere rilasciato solo dopo opportuni accertamenti.
Negli altri casi, i genitori sono tenuti a sottoporre i figli minori ai vaccini, che sono necessari per l’iscrizione a scuola. Per i servizi dell’infanzia (nido e scuola per l’infanzia) i vaccini sono obbligatori, ma non è obbligatoria la scuola: di conseguenza, se un piccolo non è vaccinato, semplicemente non viene accettato nell’istituto.
Dalla primaria in poi, quindi nel ciclo di istruzione obbligatoria, sono i singoli istituti a controllare caso per caso (in un complesso sistema di relazioni con Asl di pertinenza e anagrafe vaccinale dei bambini) che gli alunni siano vaccinati. Se però un bambino non è in regola, non può essere rifiutato dall’istituto perché si tratta, appunto di istruzione obbligatoria.
I genitori vengono richiamati, invitati a un colloquio presso la Asl per renderli consapevoli dell’importanza di questo strumento di difesa della salute. Se il rifiuto persiste, viene loro comminata una sanzione pecuniaria che varia dai 500 ai 1000 euro.
I genitori sono anche responsabili di eventuali conseguenze del mancato vaccino, per esempio decesso o disabilità in seguito a una malattia infettiva contro la quale il figlio non era vaccinato.
Non è però possibile costringere i genitori a vaccinare il figlio. Di conseguenza, si spera che, a prescindere dall’obbligatorietà dei vaccini, ci si concentri di più sul loro valore, sul fatto che sono efficaci e che hanno pochissimi effetti collaterali e che alcune leggende (per esempio il collegamento con l’autismo) non hanno alcun fondamento scientifico. Solo in questo modo sarà possibile scegliere consapevolmente le vaccinazioni, obbligatorie e consigliate, come strumento insostituibile di protezione della salute.
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In breve
I vaccini obbligatori sono dieci in tutto, somministrati gratuitamente dal secondo mese di vita all’adolescenza. Sono un insostituibile strumento di salute pubblica, contro malattie molto serie ancora diffuse, mortali o in grado di causare disabilità.
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