Nei primi otto mesi del 2026 oltre 51.900 pernottamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ad agosto la permanenza media raggiunge tre notti. La sfida ora è trasformare i flussi in valore economico senza compromettere l’equilibrio della città
Il turismo sta assumendo un peso crescente nell’economia di Ancona. I dati provvisori presentati dal Comune indicano oltre 51.900 presenze in più nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita media del 15% rispetto al 2024, pari a circa 94mila pernottamenti aggiuntivi. Ad agosto la permanenza media ha raggiunto le tre notti, mentre gli incrementi più significativi, superiori al 20%, hanno interessato gennaio, febbraio, maggio e luglio.
Sono numeri che raccontano non soltanto una maggiore capacità di attrazione, ma anche una modifica nella distribuzione dei flussi. Se confermati dal consuntivo della stagione, indicano infatti un turismo meno concentrato nei mesi estivi e una domanda che comincia a produrre presenze anche in periodi tradizionalmente meno favorevoli.
È la destagionalizzazione il dato forse più interessante per l’economia cittadina. Un aumento degli arrivi concentrato in poche settimane avrebbe un impatto diverso rispetto a una crescita distribuita lungo l’anno, perché coinvolge più a lungo strutture ricettive, ristorazione, commercio, servizi e attività culturali.
Il porto come porta d’ingresso
In questo quadro il traffico crocieristico rappresenta uno dei segmenti più strutturati. Nel 2026 sono previsti 46 approdi, di cui 30 di MSC, con la stagione che terminerà il 6 dicembre. Per il 2027 l’Autorità di Sistema Portuale ha annunciato 49 approdi.
Il tema economico non è però soltanto il numero delle navi. Per Ancona conta la capacità di trasformare il transito dei passeggeri in visita alla città, consumo e, quando possibile, pernottamento.
È la logica alla base del rafforzamento dei servizi di accoglienza e di iniziative come “Scrigni Sacri”, realizzata dal Comune insieme all’Arcidiocesi di Ancona-Osimo. Ogni venerdì vengono proposte visite guidate gratuite ai principali luoghi di culto, con una partecipazione arrivata a gruppi di circa 40 crocieristi per appuntamento. L’intesa ha inoltre consentito di ampliare gli orari di apertura di Santa Maria della Piazza e della Cattedrale di San Ciriaco.
Il crocierismo diventa così una componente di una filiera più ampia: non soltanto traffico portuale, ma possibilità di intercettare valore a terra.
La domanda cresce anche attraverso gli eventi
Alla crescita dei flussi si è affiancata negli ultimi anni una politica di eventi e iniziative culturali che ha aumentato la visibilità della città. UlisseFest, organizzato ad Ancona nelle precedenti edizioni da Lonely Planet, ha superato le 20mila presenze e, secondo i dati forniti dal Comune, ha generato oltre 19 milioni di visualizzazioni sui social. Nel 2026 la manifestazione si è trasferita a Genova.
A questo si sono aggiunti Popsophia, la presentazione del palinsesto Rai, la designazione di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028 e, nell’estate 2026, Sky Calciomercato – L’Originale, ospitato dal 29 giugno al 3 luglio.
Sono strumenti diversi per pubblico e finalità, ma inseriti in una stessa traiettoria: aumentare la conoscenza della destinazione e distribuire le occasioni di visita. Anche concerti allo Stadio del Conero, cammini come quello di San Francesco, percorsi ciclopedonali, turismo religioso e sportivo concorrono a costruire un calendario meno dipendente dalla sola stagione balneare.
L’assessore al Turismo Daniele Berardinelli attribuisce a questa programmazione pluriennale una parte dell’incremento dei pernottamenti. Più prudente, però, è la lettura economica: i dati dimostrano la crescita delle presenze, mentre l’effetto specifico delle singole iniziative richiederebbe indicatori dedicati per essere quantificato.
La capacità ricettiva diventa il prossimo nodo
Se i flussi aumentano, la questione successiva riguarda la capacità di accoglierli. Da qui il tema dei posti letto, che il Comune considera da ampliare, ma entro limiti compatibili con la struttura urbana e con la vivibilità dei residenti.
È un passaggio rilevante. La crescita turistica produce valore soltanto se l’offerta ricettiva, i servizi pubblici e le infrastrutture riescono a seguirla. Altrimenti il rischio è che l’aumento delle presenze si traduca in maggiore pressione sulla città senza una corrispondente crescita della capacità economica locale.
Per questo l’Amministrazione indica il 2027 come possibile anno di intervento su alcuni servizi di base: una nuova sede per l’informazione turistica nello Urban Center di Palazzo degli Anziani e una riorganizzazione dei servizi igienici pubblici nel centro storico. Prosegue inoltre la riqualificazione del campeggio comunale “La Torre” di Portonovo.
Dalla quantità alla qualità del soggiorno
Il passaggio successivo è aumentare il numero delle ragioni per fermarsi ad Ancona. Il Comune sta lavorando su una rete di itinerari culturali e tematici: dalla rete europea Destination Napoleon agli itinerari Iter Vitis e Via Querenissima, fino alla Via Clementina.
È in preparazione anche una nuova mappa con 15 percorsi, dai tracciati storici e naturalistici ai punti panoramici e alle vie del cinema. A questa si aggiungeranno strumenti digitali, tra cui podcast geolocalizzati, QR code e applicazioni in più lingue.
La logica economica è semplice: aumentare le occasioni di visita può contribuire ad allungare la permanenza e a distribuire la spesa su un numero maggiore di attività.
Il limite della crescita
È proprio qui che entra il tema della sostenibilità. Il presidente del Parco del Conero, Luigi Conte, ha richiamato i progetti in corso nei Comuni dell’area protetta e il riconoscimento di Geoparco Unesco, sottolineando la necessità di tenere insieme valorizzazione e tutela.
Per Ancona la questione è particolarmente delicata: il capoluogo deve far convivere turismo, residenza, università, lavoro e attività portuali all’interno di una struttura urbana e territoriale con margini fisici precisi.
«Non un turismo di massa, ovviamente, data la conformazione morfologica della città, ma di qualità: deve esserci una soglia fisiologica in linea con una visione sostenibile», ha osservato il sindaco Daniele Silvetti, collegando il tema turistico anche agli interventi di riqualificazione urbana e al nuovo PUG.
La prossima fase, quindi, non si misurerà soltanto con il numero degli arrivi. I dati del 2026 mostrano una crescita significativa, ma per capire quanto il turismo stia diventando davvero un comparto economico strutturale serviranno indicatori come durata dei soggiorni, spesa sul territorio, occupazione, capacità ricettiva e distribuzione dei flussi durante l’anno.
È su questo terreno che Ancona dovrà misurare il passaggio da una città che aumenta i propri visitatori a una destinazione capace di trattenere una quota maggiore del valore generato dal turismo, mantenendo allo stesso tempo l’equilibrio tra attrattività e vita quotidiana.
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