Come difendersi dai rincari di luce e gas? Isolamento, infissi e impianto: ecco i lavori che fanno risparmiare e i bonus al 50% e 36% da usare ora.
01-10-2026
- Da ottobre 2026 la luce per i clienti vulnerabili sale del 37,3% e il gas per il riscaldamento costa il 38,9% in più rispetto a un anno fa.
- Isolamento, infissi e impianto di riscaldamento sono i lavori che riducono di più i consumi invernali.
- Nel 2026 la detrazione è al 50% sulla prima casa e al 36% sulle altre, ma dal 2027 le aliquote scendono salvo proroghe.
Bollette più care anche quest’inverno? Purtroppo sì. Da ottobre 2026 la luce per i clienti vulnerabili in maggior tutela costa il 37,3% in più rispetto al trimestre precedente, e il gas per il riscaldamento è già salito del 38,9% su base annua. Cambiare offerta aiuta, ma a ridurre davvero la spesa sono i lavori che fanno disperdere meno calore, oggi detraibili al 50% sulla prima casa e al 36% sulle altre abitazioni. Partiamo dai numeri dei rincari.
Quanto saliranno le bollette da ottobre 2026
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I rincari più pesanti scattano dal 1° ottobre 2026, quando la bolletta elettrica del cliente tipo vulnerabile in maggior tutela cresce del 37,3% rispetto al terzo trimestre, secondo Arera. Il prezzo di riferimento arriva a 43,43 centesimi al kilowattora tasse incluse, contro i 31,6 del trimestre precedente. Con un consumo di 2.000 kWh l’anno, Codacons stima una spesa di 868,6 euro, cioè 236 euro in più a prezzi costanti.
L’aumento riguarda circa 3 milioni di clienti, ma il quadro è più ampio. A settembre l’inflazione ha toccato il 4,2%, il livello più alto degli ultimi tre anni, spinta dall’energia: rispetto a un anno fa il gas per il riscaldamento costa il 38,9% in più e l’elettricità sul mercato libero il 21,5% in più. La Commissione europea ha già avvertito che l’inverno sarà impegnativo, con prezzi molto alti.
Chi ha un contratto a prezzo fisso, circa il 51% delle famiglie, non vedrà subito l’aumento. Il 49% con prezzo variabile sì, e proprio per questo conviene guardare ai consumi della casa e non solo alla tariffa. Per chi riscalda a gas il peso maggiore arriva nei mesi freddi, quando i consumi toccano il massimo.
Quali lavori in casa riducono i consumi in inverno
Per ridurre l’importo delle bollette bisogna soprattutto ridurre la dispersione di calore, con isolamento, infissi e impianto di riscaldamento. Scegliere l’offerta giusta resta utile, perché quella sbagliata costa in media 150 euro in più all’anno e, secondo i dati Arera, solo 200mila utenti hanno scelto una proposta tra il 10% delle più vantaggiose, contro 1,5 milioni che hanno preso una strada meno conveniente. Ma cambiare fornitore non modifica quanta energia consuma la casa.
L’isolamento di pareti e tetto è l’intervento che rende di più: secondo le stime più diffuse può tagliare la bolletta fino al 25%, e già un buon isolamento del sottotetto può far scendere i consumi fino al 20%. Se il cappotto non è possibile, si può partire da sottotetto o solaio, interventi meno invasivi e spesso più rapidi.
Gli infissi vengono subito dopo. Finestre con vetro singolo o guarnizioni consumate lasciano uscire il calore e costringono i termosifoni a lavorare di più. Un controllo semplice: se una striscia di carta incastrata tra anta e telaio scivola via senza resistenza, qualcosa non tiene. Vale la pena guardare anche i cassonetti delle tapparelle, da cui passano spifferi che spesso nessuno considera.
Prima di decidere, vale la pena chiedere al tecnico una valutazione dello stato dell’immobile: capire da dove si perde più calore evita di spendere su un intervento che poi rende poco. Poi c’è l’impianto. Prima di accendere i termosifoni conviene fare la manutenzione della caldaia e valutare valvole termostatiche e cronotermostato, che scaldano solo quando serve: ogni grado in meno vale tra l’1 e il 3% in bolletta. Se l’impianto è vecchio, la sostituzione con una pompa di calore è la strada più efficiente, soprattutto in una casa già ben isolata.
Quali bonus si possono usare nel 2026 per il risparmio energetico
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Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 50% sulla prima casa e del 36% sulle altre abitazioni, sia con l’Ecobonus sia con il Bonus ristrutturazione. Si recupera in 10 quote annuali di pari importo. Per cappotto, tetto, infissi e schermature solari il limite di detrazione è di 60.000 euro.
Un esempio concreto: su 10.000 euro di infissi nella prima casa si detraggono 5.000 euro, cioè 500 euro l’anno per dieci anni. Nella seconda casa sarebbero 3.600 euro, cioè 360 euro l’anno. Se i lavori sono più di uno, per esempio infissi e isolamento del sottotetto, i massimali si applicano a ciascun intervento e i risparmi in bolletta si sommano. Il pagamento va fatto con bonifico parlante, e per infissi e schermature solari valgono limiti di trasmittanza termica precisi, da verificare con il professionista.
Il punto da non sottovalutare è la scadenza. Salvo nuove proroghe nella prossima Legge di Bilancio, dal 1° gennaio 2027 le aliquote scendono al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. Chi vuole mantenere il 50% deve quindi pagare i lavori entro il 31 dicembre 2026, e con i tempi di consegna di infissi e materiali conviene chiedere i preventivi adesso. Non serve rifare tutto: anche un solo intervento, come la sostituzione delle finestre più esposte al freddo, rientra nelle detrazioni.
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