AGRICOLTURA, fabbisogno energetico e sostenibilità. Ottimizzazione: gli sforzi per la sinergia


Roma, 2 ottobre 2026 – Di queste tematiche si è discusso a Roma il 29 settembre scorso in occasione del convegno sulle sfide del settore agroalimentare verso la transizione energetica, evento organizzato da RSE e CREA allo scopo di illustrare i risultati dell’attività congiunta svolta e promuovere un dialogo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASe) e quello dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASaF) con l’obiettivo di accompagnare la filiera verso modelli produttivi maggiormente efficienti, sostenibili e competitivi in un contesto caratterizzato dagli effetti del cambiamento climatico, dalla volatilità dei prezzi energetici e dalla crescente domanda di prodotti sostenibili

TRANSIZIONE ENERGETICA DELLA FILIERA: IL LAVORO CONGIUNTO

Si è trattato di un lavoro congiunto sulla transizione energetica della filiera, in quanto è stato aperto un confronto tra i due dicasteri sulle politiche necessarie al sostegno della competitività e della decarbonizzazione del settore. Le cifre: più di 6.600 GWh di energia elettrica consumati dall’agricoltura e oltre 14.300 GWh dall’industria alimentare e delle bevande nel 2024. A questi dati si affiancano gli oltre 3.100 GWh prodotti da impianti fotovoltaici installati nelle aziende agricole. Numeri, su consumi e produzione, che mostrano con chiarezza quanto l’energia rappresenti oggi una leva strategica per la competitività, la sostenibilità e la resilienza del sistema agroalimentare italiano. È stato dunque implementato il dialogo tra il MASe e il MASaF sul fronte comune dell’accompagnamento della filiera in direzione di modelli produttivi più efficienti, sostenibili e competitivi, in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico, dalla volatilità dei prezzi energetici e dalla crescente domanda di prodotti sostenibili.

Isabella Ceccarini, Andrea Rocchi e Franco Cotana

 

ACCOMPAGNAMENTO VERSO MODELLI SOSTENIBILI

«La collaborazione nelle attività di ricerca tra RSE e CREA è strategica per il ruolo che l’agricoltura, la silvicoltura e tutte le industrie agroalimentari hanno nella valorizzazione energetica dei sottoprodotti delle filiere agroforestali e degli scarti agroalimentari ha dichiarato al riguardo Franco Cotana, amministratore delegato di RSE -, pensiamo al biometano, le cui potenzialità possono raggiungere i dieci miliardi di metri cubi all’anno; oppure al recupero degli oli vegetali da frittura e degli oli ottenuti da oleaginose su terreni marginali per la produzione di biodiesel, HVO e SAF; non da ultimo, pensiamo all’agrivoltaico sostenibile, che richiede una progettazione sartoriale a tutela del paesaggio e delle coltivazioni agricole, anche ai fini delle comunità energetiche agricole rinnovabili». Dall’analisi delle filiere produttive del settore agroalimentare realizzata da RSE, emerge in diversi comparti agroalimentari come i costi energetici rappresentino una delle principali voci che incidono sul costo finale dei prodotti, insieme alla manodopera.

COSTI ENERGETICI NELL’AGROALIMENTARE

Per molte aziende delle filiere della pasta, dell’olio, del latte, della frutta e del vino, l’impatto della spesa energetica supera il 10% del fatturato, influenzando direttamente la competitività delle imprese e il prezzo dei prodotti destinati ai consumatori. La transizione risulta particolarmente complessa per un settore caratterizzato da una forte presenza di piccole imprese. In Italia, il 74% delle aziende agricole presenta una dimensione economica inferiore ai 25.000 euro, mentre l’84% delle imprese agroalimentari e delle bevande conta meno di nove addetti. Sono realtà che spesso dispongono di risorse limitate per investire in innovazione e che necessitano di un adeguato supporto finanziario, tecnico e formativo. È qui che la ricerca può fare la differenza, sviluppando sistemi per integrare le rinnovabili nei cicli produttivi, recuperare biomasse e sottoprodotti, misurare con precisione gli impatti e abbattere consumi ed emissioni. Il vero banco di prova è trasformare queste soluzioni in innovazioni utilizzabili su scala produttiva.

IL SOSTEGNO DELLA RICERCA

Per riuscirci occorrono competenze, strumenti e un trasferimento tecnologico più efficace, capace di raggiungere anche le aziende agricole e agroalimentari di minori dimensioni. «La transizione energetica dell’agroalimentare non è solo una sfida ambientale: è una leva decisiva per la competitività delle imprese e la resilienza delle filiere, soprattutto in una fase segnata dall’aumento dei costi e dagli effetti del cambiamento climatico – sostiene Andrea Rocchi, presidente del CREA -, le aziende devono essere protagoniste del cambiamento. Alla ricerca spetta il compito di trasformare innovazione, competenze e dati in soluzioni concrete, accessibili e adatte anche alle realtà più piccole: meno consumi ed emissioni, più efficienza, autonomia e valore per l’intero sistema agroalimentare» Per rispondere a questa sfida, RSE propone un approccio fondato su quattro pilastri: energia, innovazione, sostenibilità economica e sostenibilità sociale. L’obiettivo è accompagnare le filiere verso modelli produttivi più efficienti e resilienti, attraverso l’integrazione delle fonti rinnovabili, l’elettrificazione dei processi, la digitalizzazione, l’agricoltura di precisione e la diffusione di tecnologie innovative capaci di ridurre consumi, costi ed emissioni.

LA RISPOSTA SI BASA SU QUATTRO PILASTRI

Su questo fronte il MASaF ha promosso un insieme di interventi volti a sostenere la transizione energetica del comparto agroalimentare, fra cui la misura del Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) Parco Agrisolare (Dm MASaF 19 aprile 2023 e Dm MASaF 17 aprile 2024), concepita allo scopo di sostenere gli investimenti delle imprese agroalimentari e valorizzare le potenzialità delle strutture già esistenti. «Agroalimentare ed energia sono due asset fondamentali per il sistema paese, – ha sottolineato il sottosegretario al MASaF Luigi D’Eramo -, il Masaf ha messo in atto misure concrete per promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili e accompagnare il settore primario nel percorso della transizione energetica, mettendo al riparo il terreno agricolo da possibili speculazioni. Abbiamo convintamente sostenuto la misura Pnrr “Parco Agrisolare” con oltre trentamila imprese finanziate per una dotazione complessiva che ha superato gli oltre tre miliardi di euro. Con un risparmio di costi per le nostre imprese stimato in oltre cinquecento milioni annui e in più di undici miliardi di euro nei prossimi venti anni. Una misura che coniuga sostenibilità ambientale ed economica, salvaguardando al tempo stesso la sicurezza alimentare».

RSE

Ricerca sul sistema energetico (RSE SpA) è una società indirettamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il suo azionista unico GSE SpA; essa è attiva nel campo dell’analisi, dello studio e della ricerca applicata all’intero settore energetico.

CREA

Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) è un ente pubblico nazionale di ricerca, controllato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, attivo in tutti gli ambiti dell’agroalimentare al fine di garantire qualità, sicurezza, sostenibilità e produttività, dal produttore al consumatore e dal suolo alla tavola.


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