Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2026
La produzione industriale del settore dentale è stabile da anni, così come le vendite sul mercato domestico, spinte dai materiali di consumo e dai servizi che indicano una domanda strutturale robusta nel Paese. Rallentano invece le attrezzature
Presentata in Franciacorta la ventesima edizione dello Studio di settore Unidi/Key-Stone, l’osservatorio più longevo e strutturato dell’industria dentale italiana e che rappresenta un unicum in tutta Europa: nessun settore dentale può vantare un monitoraggio con una copertura così ampia e continuativa. Lo studio Unidi/Key-Stone si è affinato nel tempo, fino a diventare oggi un vero benchmark per le altre associazioni in diversi paesi del mondo.
I dati del 2025, presentati da Roberto Rosso e Simone Gala di Key-Stone, confermano la solidità strutturale del comparto dentale italiano, con una produzione industriale stabile non solo rispetto all’anno precedente, ma fin dal rimbalzo post Covid (2022), e un mercato finale solido con un +1%, nonostante la severa situazione congiunturale internazionale.
Produzione industriale: anni di stabilità
La produzione dentale italiana si attesta nel 2025 a oltre 1.350 milioni di euro, registrando una piccola flessione del -1% rispetto al 2024. Il risultato consolida un percorso di crescita strutturale che, misurato sul lungo periodo, esprime un Cagr del +5% dal 2011, con valori ormai stabilmente superiori di oltre il 30% rispetto al 2020.
La crescita della produzione è trainata dai prodotti consumabili per dentisti e produzioni digitali. Le attrezzature registrano per il secondo anno consecutivo una lieve flessione (-1% nel 2025 sul 2024), riconducibile all’effetto combinato del rinnovo del parco installato avvenuto nel triennio precedente e alla riduzione degli incentivi fiscali.
Il mercato delle esportazioni si conferma il principale driver del comparto, con un valore di circa 914 milioni di euro e un Cagr del +6% dal 2011. Nel 2025 il comparto si conferma ai valori dell’anno precedente, sostenuto in particolare dai prodotti di consumo per i dentisti. Le attrezzature si mantengono all’incirca allo stesso livello, grazie alla forte spinta proveniente dall’esportazione delle tecnologie digitali.
Il quadro complessivo della produzione conferma la solidità strutturale del comparto: i volumi raggiunti nel post-Covid sono stati consolidati, resistendo alle pressioni geopolitiche internazionali e alle incertezze delle politiche doganali statunitensi. Un risultato che non si legge come un rimbalzo congiunturale, ma come l’espressione di una maturità conquistata del made in Italy e una conferma dell’unicità dell’industria dentale italiana.
Valore delle vendite dei prodotti odontoiatrici sul mercato professionale italiano, in milioni di euro
Mercato domestico: due velocità tra consumabili e attrezzature
Il mercato finale italiano, misurato ai prezzi di sell-out, raggiunge nel 2025 la soglia di 1.737 milioni di euro, con una crescita del +1% sul 2024. Per il quarto anno consecutivo il settore si mantiene sulla soglia di oltre 1,7 miliardi: circa 270 milioni di euro superiore a quello del 2019. Il Cagr degli ultimi 15 anni si attesta al +2%, in linea con la crescita del sistema economico nazionale. Il valore complessivo del mercato domestico è alimentato per il 37% da prodotti italiani, mentre il 63% deriva dall’importazione di prodotti esteri.
L’analisi per macrocategoria rivela però due mondi con dinamiche opposte: da una parte i materiali di consumo che rappresentano il motore della crescita, seppur modesta; dall’altra la fase di forte rallentamento nella vendita delle attrezzature dopo il ciclo di rinnovo spinto dalle agevolazioni fiscali.
I consumabili clinici rappresentano il 30% del mercato finale (circa 671 milioni di euro nel 2025, +2% sul 2024) e confermano un ruolo di ancora dell’intero settore, con consumi legati agli interventi ordinari degli studi dentistici. L’ortodonzia mostra le performance più brillanti: trainata dagli allineatori, ma con un recupero della tradizionale, cresce a ritmi superiori alla media. L’implantologia, dopo anni di forte espansione post-Covid, entra in una nuova fase di maturità comunque positiva (+3% nel 2025).
Complessivamente, il polo dei materiali di consumo e dei servizi rappresenta oggi oltre il 76% del mercato finale, con un trend di lungo periodo solidamente positivo che indica una domanda strutturale robusta e relativamente anelastica.
Il comparto delle attrezzature, che include riuniti, radiologia, strumentazione per laboratorio e tecnologie Cad/Cam, rimane stabile nel 2025 a 406 milioni di euro, con un peso sul mercato finale sceso al 23% dal 28% del 2022. Riuniti e sistemi radiografici evidenziano cali (-3% riuniti e -6% radiografici), in crescita arredi e sterilizzatori. Rallenta la crescita delle tecnologie digitali con un +3%, dopo il forte sviluppo degli ultimi anni.
La flessione è interpretabile come l’esito fisiologico di un ciclo di investimento straordinario: gli studi e i laboratori che hanno rinnovato il parco attrezzature nel triennio 2021-2023, sostenuti da incentivi fiscali significativi, non generano oggi nuova domanda nella stessa misura. La riduzione degli incentivi ha accentuato questo effetto. Un riavvio del ciclo è atteso nei prossimi anni, man mano che le attrezzature installate raggiungeranno la soglia di obsolescenza e, certamente, in caso di eventuali nuovi incentivi.
Andrea Peren
Giornalista Italian Dental Journal
LA BASE DATI DELLA RICERCA UNIDI/KEY-STONE
Lo Studio di settore Unidi/Key-Stone rappresenta da vent’anni il principale osservatorio sul mercato dentale italiano. L’analisi si basa sulla raccolta e sull’elaborazione dei dati forniti direttamente da produttori, importatori e distributori operanti nel settore, successivamente validati e integrati attraverso il modello di stima sviluppato da Key-Stone.
«Per l’edizione 2026 sono state censite 330 aziende, pari a circa il 42% degli operatori economici del comparto, che rappresentano però il 78% del valore complessivo del mercato italiano – ci ha spiegato Elisabetta Bauducco, National Key Account Italy, Key-Stone –. L’elevata copertura del campione consente di ricostruire con elevata affidabilità le dimensioni del mercato, distinguendo produzione, esportazioni, importazioni e consumi interni. La continuità della rilevazione, condotta annualmente dal 2006 con una metodologia omogenea, permette inoltre di analizzare l’evoluzione del settore nel lungo periodo, offrendo un riferimento autorevole per aziende, istituzioni e operatori nella lettura dei trend economici e delle dinamiche competitive del comparto dentale italiano».
«Il valore di questo osservatorio non risiede soltanto nell’ampiezza dei dati raccolti, ma soprattutto nella relazione di fiducia costruita nel tempo con le aziende del settore – riflette Roberto Rosso, presidente Key-Stone –. In oltre 25 anni abbiamo assistito a un’evoluzione culturale significativa: siamo passati da una semplice condivisione di dati alla costruzione di una conoscenza comune del mercato. Sempre più imprese comprendono che mettere a disposizione informazioni in modo riservato, indipendente e metodologicamente rigoroso significa contribuire a un patrimonio condiviso che rende più trasparente il settore e consente a tutti gli operatori di interpretarne meglio l’evoluzione. Oggi il vero vantaggio competitivo – conclude Rosso – non risiede nel possesso dei dati, ma nella capacità di trasformarli in conoscenza, visione e decisioni strategiche».
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