Kyma Ambiente, 450 posti di lavoro a rischio: i sindacati chiedono alla Regione di salvare l’azienda


TARANTO – La crisi di Kyma Ambiente approda sul tavolo della Regione Puglia. Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento urgente per scongiurare il rischio di un aggravamento della situazione economico-finanziaria della società che gestisce i servizi di igiene urbana a Taranto e tutelare il futuro occupazionale di circa 450 lavoratori. La richiesta è stata formalizzata attraverso una comunicazione indirizzata al presidente della Regione, Antonio Decaro, e all’assessora regionale all’Ambiente, Debora Ciliento.

A sottoscrivere l’iniziativa sono le segreterie territoriali di Fp Cgil Taranto, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Siuls, che esprimono forte preoccupazione per le condizioni finanziarie dell’azienda e sollecitano il coinvolgimento dell’amministrazione regionale nella ricerca di una soluzione.

La presa di posizione arriva in una fase di particolare tensione nei rapporti sindacali, già caratterizzata dalla proclamazione dello stato di agitazione del personale e dalla programmazione di una serie di assemblee che interesseranno i diversi settori operativi della società.

Nella comunicazione inviata ai rappresentanti della Regione, le organizzazioni richiamano esplicitamente il «grave squilibrio economico-finanziario che affligge l’azienda», indicandolo come il principale elemento di preoccupazione per la continuità delle attività e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Da qui la richiesta di «un intervento teso a garantire la possibilità di salvataggio dell’azienda», con l’obiettivo di individuare una prospettiva che consenta di affrontare le difficoltà economiche e assicurare la prosecuzione dei servizi.

Per i sindacati, la vertenza non riguarda esclusivamente i conti della società, ma investe questioni di particolare rilievo per l’intera comunità tarantina.

Il primo aspetto è quello occupazionale, considerato il numero dei dipendenti direttamente coinvolti nella crisi. Il secondo riguarda l’organizzazione del sistema di gestione dei rifiuti e la prospettiva di mantenere sotto controllo pubblico le infrastrutture necessarie al completamento del ciclo.

«In gioco ci sono valori importanti quali la tenuta occupazionale e sociale (sono circa 450 i lavoratori interessati) nonché la possibilità di garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti con impianti di proprietà pubblica», sottolineano i rappresentanti sindacali.

Il documento porta le firme dei segretari territoriali Sardelli per la Fp Cgil, Rossetti per la Fit Cisl, Sasso per la Uil Trasporti, Lisi per la Fiadel e Lomartire per il Siuls.

La richiesta rivolta a Decaro e Ciliento punta dunque a coinvolgere la Regione in una vertenza che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, presenta implicazioni industriali, ambientali e sociali.

La salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità dei servizi di igiene urbana costituiscono i principali obiettivi dell’iniziativa sindacale, accanto alla necessità di preservare un sistema di gestione dei rifiuti fondato anche sulla disponibilità di impianti pubblici.

Parallelamente all’intervento istituzionale, le organizzazioni sindacali hanno definito un calendario di assemblee che coinvolgerà il personale di Kyma Ambiente e i lavoratori in somministrazione della società Attal Group.

In questa fase, alle segreterie di Fp Cgil Taranto, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Siuls si aggiunge anche il Nidil Cgil, nell’ambito delle iniziative rivolte ai dipendenti diretti e a quelli impiegati attraverso contratti di somministrazione.

Gli incontri sono stati programmati nell’ambito dello stato di agitazione proclamato dai sindacati e interesseranno, in giornate differenti, operatori ecologici, autisti e addetti alle isole ecologiche e agli impianti.

Il calendario prenderà il via lunedì 12 ottobre 2026, con un’assemblea prevista nell’ultima ora del turno di lavoro.

Martedì 13 ottobre sarà la volta degli operatori ecologici di tutti i cantieri, mentre mercoledì 14 ottobre l’assemblea interesserà gli autisti di tutti i cantieri e si svolgerà nell’ultima ora del turno.

Per giovedì 15 ottobre è stato programmato un incontro rivolto agli operatori delle isole ecologiche, dei centri comunali di raccolta (CCR) e degli impianti, sempre nell’ultima ora dell’attività lavorativa.

Le assemblee proseguiranno venerdì 16 ottobre, coinvolgendo nuovamente gli operatori ecologici di tutti i cantieri, nell’ultima ora del turno.

L’ultimo appuntamento del calendario è fissato per sabato 17 ottobre, quando si riuniranno gli autisti di tutti i cantieri, anche in questo caso nell’ultima ora del servizio.

La programmazione degli incontri consentirà alle organizzazioni sindacali di coinvolgere le diverse categorie di lavoratori interessate dalla vertenza, mantenendo aperto il confronto sulla situazione aziendale.

La crisi economico-finanziaria di Kyma Ambiente rappresenta, secondo le organizzazioni sindacali, una questione che richiede un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, anche per le ricadute che potrebbe avere sull’organizzazione del servizio pubblico.

La richiesta di intervento rivolta alla Regione nasce dalla convinzione che la soluzione delle difficoltà aziendali debba essere accompagnata da garanzie sulla tenuta occupazionale e sulla gestione pubblica degli impianti del ciclo dei rifiuti.

I sindacati ritengono indispensabile individuare un percorso capace di salvaguardare la società e, contemporaneamente, di assicurare una prospettiva ai circa 450 lavoratori coinvolti.

Nel frattempo, la mobilitazione prosegue attraverso le assemblee già calendarizzate, mentre resta aperta la richiesta di un intervento da parte del presidente della Regione e dell’assessora all’Ambiente.

La prossima settimana sarà quindi caratterizzata da una serie di incontri sindacali in tutti i principali settori operativi di Kyma Ambiente, con il coinvolgimento anche del personale in somministrazione.

Al centro della vertenza rimangono la necessità di affrontare lo squilibrio economico-finanziario dell’azienda, la salvaguardia dell’occupazione e il futuro del sistema pubblico di gestione dei rifiuti a Taranto.




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