Milano, 10 ottobre 2026 – Via Rizzoli blindata, questa mattina, sabato 10 ottobre, per il presidio dal titolo ‘Milano più sicura’, organizzato dal leader della Lega Matteo Salvini e dell’eurodeptutata e consigliera comunale Silvia Sardone, davanti all‘immobile gestito dal Lambretta, con l’obiettivo di “incontrare i residenti delle case popolari”.
A poca distanza, separati dalle transenne, i centri sociali hanno risposto con un’iniziativa intitolata ‘Milano più giusta’, definita “in risposta alla provocazione di Sardone e Salvini”. Una contestazione che ha visto la partecipazione di numerosi attivisti e del candidato di centrosinistra alle primarie da sindaco Piefrancesco Majorino, l’eurodeputata Ilaria Salis e il consigliere regionale di Avs Onorio Rosati. Nonostante qualche slogan e sfottò ironico, intorno a mezzogiorno è tornata la calma e tutti hanno lasciato l’area.
La contestazione
Sulla via transennata, di fronte al presidio della Lega, diverse decine di attivisti del Lambretta si sono radunati in segno di protesta, con il supporto di delegazioni di Avs e di Rifondazione Comunista. Presenti anche l’eurodeputata Avs Ilaria Salis e il capogruppo Pd in Regione Pierfrancesco Majorino. “Salvini devi pensare ai treni!” si legge su uno degli striscioni esposti dagli attivisti. La contestazione ha fermato l’iniziativa del Carroccio, che ha rinviato ad altra data l’incontro coi residenti.
Milano, via Rizzoli: lo striscione di protesta contro Matteo Salvini (Foto facebook Pierfrancesco Majorino)
Sardone: “Un edificio comunale al centro sociale Lambretta”
“Siamo qua per due ragioni – ha spiegato Sardone –: volevamo andare a vedere per l’ennesima volta le case Mm dove ci sono stati casi di legionella e ogni anno d’inverno ci sono problemi di riscaldamento. Sicuramente anche quest’anno staranno al freddo e al gelo: la cattiva gestione Mm che oramai subiscono ogni giorno. Dall’altro lato proprio qua avanti c’è un immobile di proprietà del Comune di Milano, gestito da Mm, che è stato dato in affidamento diretto senza alcun bando al centro sociale Lambretta, mascherato dietro l’associazione Mutuo soccorso”.
“Infatti – ha proseguito – nella porta c’è scritto ‘Lambretta-Mutuo soccorso’, neanche fanno finta che non sia del centro sociale Lambretta. Il centro sociale Lambretta è quello che si è macchiato di cinque occupazioni abusive in una decina d’anni, è stato quello degli scontri a ottobre 2025 contro le forze dell’ordine. Noi siamo qua per dire che quando vinceremo le elezioni a Milano loro possono prendere le loro cose e andarsene, gli abbiamo portato anche i cartoni”.
Silvia Sardone al presidio davanti al centro sociale Lambretta di Milano (Foto profilo facebook)
Salvini: “Torneremo”
In merito alla visita della Lega si è espresso anche Salvini: “Per me da ministro e da milanese il tema casa è fondamentale, noi avremmo voluto incontrare i residenti delle case comunali di via Rizzoli, agli amici del centro sociale evidentemente non piaceva e hanno bloccato sostanzialmente la strada”. Ma ha assicurato: “Torneremo perché non si può andare verso un inverno senza riscaldamento e senza servizi, noi stiamo rispondendo con un piano casa che ha l’obiettivo di restituire 60.000 case popolari oggi vuote in tutta Italia a chi è in lista d’attesa, e stamattina sono già arrivate 16.000 domande per il bonus per i genitori separati per il pagamento dell’affitto che come ministro ho lanciato in via sperimentale”.
“Queste sono case gestite dal Comune male – ha sottolineato il leader leghista – , c’è Aler che invece ogni anno riesce a riassegnare 1.500 case popolari a cittadini in lista di attesa. È sempre un dispiacere quando non si riesce a fare quello che in democrazia si dovrebbe e si vorrebbe, non si riescono a incontrare i cittadini perché c’è gente che ritiene che questa strada sia casa sua. Il Comune di Milano gli ha fatto un regalo: 380 metri quadri a 1.000 euro al mese, e non ha la stessa attenzione per i residenti delle case comunali. Questa è la nostra segnalazione”.
Centri sociali contro Lega (Foto facebook Europa Verde – verdi Milano)
Salis: “Dalla Lega la solita becera propaganda”
“La Lega è qui a fare la solita becera propaganda, è qui a strumentalizzare e a criminalizzare i centri sociali perché non hanno evidentemente argomenti. Parlano di sicurezza quando in realtà sono spazi come il Lambretta, spazi di solidarietà, mutualismo e di socialità, a rendere le nostre città veramente sicure”, ha dichiarato Ilaria Salis.
Majorino: “Al Lambretta Salvini e Sardone fomentano odio”
“Credo che sia molto brutto ciò che hanno fatto Matteo Salvini e Silvia Sardone oggi, perché cercano di fomentare l’odio verso un’esperienza positiva. Ci sono dei cittadini del quartiere che abitano in questi caseggiati che sono qui per contestare la manifestazione della Lega e dire che non c’è proprio bisogno di criminalizzare un’esperienza che fa delle cose anche utili. Credo che questi mesi non debbano essere quelli dove fomentare l’odio”, ha spiegato Majorino, per poi criticare la candidata a sindaco della Lega: “Credo che non si debba fare innanzitutto campagna elettorale qui sulla pelle del quartiere, e quindi mi auguro che la Sardone non faccia più cose di questo tipo”.
Emma Citterio: “Lega cerca nemici e fa propaganda”
Sulla visita degli esponenti della Lega si è espressa anche Emma Citterio, attivista di Lambretta: “A Milano i centri sociali sono sempre di meno, e ci stupisce anche che delle persone come Silvia Sardone e Matteo Salvini, che sono così importanti dal punto di vista politico e dovrebbero rappresentarci tutte e tutti, decidano di spendere il loro tempo in questo modo. Cercano di trovare un nemico interno per l’italiano medio che non sa dove girarsi e a chi chiedere aiuto e utilizzano come capo espiatorio l’immigrato“.
“In Italia – ha aggiunto – in questo momento c’è una grande crisi economica dovuta all’innalzamento dei prezzi, dalla benzina al cibo, il caro vita, la crisi abitativa, il problema dei trasporti, i treni che non passano: ci sono tantissime cose che non vanno bene e loro decidono di fare propaganda politica”. “Noi cerchiamo di portare avanti un sostegno al quartiere e loro vengono qua a farci un presidio contro. Siamo stupiti di questo, ci piacerebbe che la politica italiana fosse un po’ più avanti e non avessimo dei buffoni in Parlamento” ha concluso l’attivista.
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