L’iniziativa chiede di mantenere la tassazione congiunta per le coppie sposate, ma solo per l’imposta federale diretta.
Keystone / Christian Beutler
Il 29 novembre il popolo svizzero sarà chiamato a votare, per la seconda volta nello stesso anno, su come porre fine alla penalizzazione fiscale delle coppie sposate. Dopo aver approvato in marzo l’imposizione individuale, l’elettorato si esprimerà questa volta sull’iniziativa del Centro “Per imposte eque”, che punta invece a mantenere l’imposizione congiunta.
Non è la prima volta che gli svizzeri e le svizzere votano più volte sullo stesso tema: la legge Covid-19 è stata sottoposta al voto popolare tre volte in tre anni. Questa volta l’elettorato deve pronunciarsi su una soluzione alternativa per eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio, nonostante pochi mesi fa sia già stato approvato il principio dell’imposizione individuale.
Perché si vota di nuovo sulla tassazione delle coppie sposate?
Attualmente le coppie sposate sono tassate congiuntamente: i loro redditi vengono sommati per calcolare l’imposta. Per alcuni coniugi ciò comporta un carico fiscale superiore rispetto a quello che avrebbero se non fossero sposati. È il caso, in particolare, delle coppie in cui entrambi i partner percepiscono redditi elevati. È il fenomeno definito “penalizzazione fiscale del matrimonio”.
Per eliminare questa disparità di trattamento, l’8 marzo scorso l’elettorato ha approvato la legge sull’imposizione individuale. La riforma dovrebbe entrare in vigore nel 2032: da quel momento ogni contribuente sarà tassato sulla base della propria dichiarazione fiscale, sia a livello federale che cantonale e comunale.
Questo principio non convince però il Centro, che ha deciso di mantenere la propria iniziativa popolare, proponendo un’altra soluzione per eliminare la discriminazione fiscale che colpisce alcune coppie sposate. Il testo, intitolato “Sì a imposte federali eque anche per i coniugi”, è stato depositato il 27 marzo 2024 presso la Cancelleria federale corredato da 102’051 firme valide.
Cosa chiede l’iniziativa del Centro
Il testo propone di mantenere l’imposizione congiunta delle coppie sposate, ma soltanto per l’imposta federale diretta. I redditi dei coniugi continuerebbero quindi a essere sommati e la coppia compilerebbe una dichiarazione fiscale comune. Il testo esige inoltre che le coppie sposate non paghino più imposte rispetto a persone non sposate che si trovano in una situazione economica analoga. Questo principio verrebbe sancito nella Costituzione.
L’iniziativa non definisce in modo preciso il modello di calcolo, ma affida al legislatore il compito di individuare una soluzione. Prevede tuttavia un meccanismo sostitutivo qualora entro tre anni dalla sua eventuale approvazione non entrasse in vigore una legge di attuazione. In tal caso l’amministrazione dovrebbe effettuare due calcoli: uno secondo il sistema dell’imposizione congiunta e l’altro sulla base delle aliquote e delle deduzioni applicabili alle persone non sposate. Verrebbe poi preso in considerazione l’importo più basso tra i due.
Chi sostiene e chi combatte il progetto
L’iniziativa è sostenuta da un comitato interpartitico che riunisce il Centro, l’Unione democratica di centro, il Partito evangelico, l’Unione democratica federale, l’Unione svizzera dei contadini e la comunità d’interessi “Famiglia 3plus”. Consiglio federale e Parlamento ne raccomandano invece la bocciatura. Contrari anche il Partito socialista, i Verdi, il Partito liberale radicale e i Verdi liberali.
Gli argomenti a favore
Secondo il comitato promotore, si tratta della soluzione più equa per eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio. Il rimprovero mosso all’imposizione individuale è di penalizzare le famiglie in cui uno dei partner fornisce la maggior parte del reddito mentre l’altro guadagna poco o nulla. A suo avviso, il modello proposto consente alle coppie di decidere liberamente la ripartizione tra lavoro retribuito e compiti familiari senza subire svantaggi fiscali.
Il fronte del “sì” sottolinea inoltre che l’iniziativa non richiede una revisione completa del sistema fiscale perché si basa sull’attuale imposizione congiunta. Ciò permetterebbe di evitare l’onere amministrativo supplementare legato all’imposizione individuale, che secondo le stime della Confederazione comporterà circa 1,7 milioni di dichiarazioni fiscali aggiuntive.
I sostenitori sottolineano infine la situazione delle coppie di pensionati che hanno organizzato la propria vita per decenni sulla base della tassazione congiunta. Ritengono che un cambiamento del sistema possa metterli in una posizione di svantaggio, dal momento che non possono più adeguare la ripartizione del lavoro e dei redditi che caratterizzava la loro vita lavorativa.
Gli argomenti di chi è contro
Per chi si oppone all’iniziativa, l’obiettivo di eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio è già stato raggiunto con l’approvazione dell’imposizione individuale nel marzo scorso. Per questo si invita a rispettare la decisione presa dal popolo.
Secondo il fronte del “no”, l’iniziativa rischia inoltre di creare una nuova disparità di trattamento, questa volta a svantaggio delle persone non sposate, che potrebbero trovarsi a pagare imposte più elevate rispetto a coppie sposate con una situazione economica comparabile.
L’accettazione del progetto entrerebbe inoltre in conflitto con il principio dell’imposizione individuale. Poiché l’iniziativa del Centro riguarda soltanto l’imposta federale diretta, potrebbero convivere due sistemi diversi: imposizione congiunta per le coppie sposate a livello federale e imposizione individuale a livello cantonale e comunale.
Infine, secondo gli oppositori, l’imposizione congiunta offre minori incentivi all’attività professionale rispetto a quella individuale, in particolare per la persona che apporta il secondo reddito all’economia domestica. A loro avviso, l’iniziativa favorisce quindi meno la parità tra donne e uomini.
Quanto costerebbe la riforma?
Le conseguenze finanziarie dipenderanno da come sarà applicata concretamente l’iniziativa. Se venisse adottato il sistema di calcolo alternativo previsto dal progetto, il gettito dell’imposta federale diretta diminuirebbe tra i 700 milioni e gli 1,4 miliardi di franchi all’anno, secondo il messaggio del Consiglio federaleCollegamento esterno. A titolo di paragone, l’imposizione individuale approvata in marzo dovrebbe comportare una riduzione delle entrate di circa 630 milioni di franchi annui.
L’imposizione individuale verrebbe soppressa in caso di “sì”?
Non necessariamente. Anche se l’iniziativa del Centro fosse approvata il 29 novembre, la legge sull’imposizione individuale accettata dal popolo in marzo rimarrebbe valida. Il Consiglio federale ne ha fissato l’entrata in vigore al 2032.
L’approvazione dell’iniziativa creerebbe tuttavia una situazione contraddittoria: la Costituzione prevederebbe l’imposizione congiunta delle coppie sposate per l’imposta federale diretta, mentre la legge imporrebbe il passaggio all’imposizione individuale. Toccherebbe quindi al Parlamento risolvere questo conflitto.
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Articolo a cura di Pauline Turuban
Tradotto dal francese e verificato da Daniele Mariani
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