Due PEC agli enti su portate, dissesto e sicurezza del parco
Mittente del comunicato: Società Agricola Le Mole S.r.l.
📌 FLASH NEWS – Le Mole di Narni chiedono il rinvio delle operazioni sul Nera previste dal 31 agosto. Due PEC sollevano questioni su portate, dissesto e sicurezza. Il parco è prenotato all’80% e la società segnala rischi per 25 posti lavoro.
Due PEC per chiedere il differimento delle operazioni
La Società Agricola Le Mole S.r.l. chiede di rinviare le operazioni programmate sul Fiume Nera e annunciate a partire dalle ore 9 di lunedì 31 agosto. La richiesta è stata formalizzata attraverso due PEC indirizzate a ENEL Green Power, Comune di Narni, Regione Umbria e agli altri enti competenti.
Al centro dell’iniziativa ci sono le attività previste sullo sbarramento di Recentino e sulla Diga La Morica, delle quali la società riferisce di essere stata informata il 28 agosto. Secondo quanto riportato nel comunicato, durante le operazioni sarebbero previste portate prossime a 50 metri cubi al secondo.

La società contesta soprattutto i tempi della comunicazione e chiede che, prima dell’avvio delle manovre, vengano effettuate verifiche riguardanti sicurezza idraulica, stabilità della sponda, condizioni del dissesto già documentato e possibili conseguenze dell’incremento della portata.
Il nodo dei tre giorni di preavviso
Uno degli aspetti sui quali si concentra maggiormente la presa di posizione riguarda il periodo intercorso tra la comunicazione ricevuta e l’inizio delle attività . Tra il 28 e il 31 agosto ci sono tre giorni, un intervallo giudicato insufficiente dalla Società Agricola Le Mole S.r.l. per organizzare una realtà che, oltre alla fruizione naturalistica, comprende attività turistiche, agricole, museali e ricreative.
La società sottolinea inoltre che, secondo le informazioni ricevute, si tratterebbe di una manutenzione programmata e non di un intervento determinato da un’emergenza improvvisa. Da qui la richiesta di conoscere quando siano state pianificate le operazioni, quando ne sia stato informato il Comune di Narni e quali soggetti abbiano ricevuto comunicazioni preventive.
Le Mole chiedono inoltre di comprendere perché il gestore dell’area, direttamente interessato dagli effetti delle variazioni della portata del Nera, sia stato coinvolto soltanto a ridosso della data indicata per l’avvio delle operazioni.
Il parco risulta prenotato per circa l’80 per cento
La questione assume particolare rilievo anche per il periodo dell’anno nel quale sono state calendarizzate le attività . Nel comunicato la società riferisce che il Parco Le Mole di Narni è già prenotato per circa l’80 per cento della propria capacità .
La stagione turistica viene quindi considerata ancora pienamente attiva. Le prenotazioni continuano e numerosi visitatori hanno già programmato la presenza nell’area. Secondo la società , una chiusura o una limitazione significativa della fruibilità potrebbe determinare conseguenze economiche per l’impresa e incidere anche sull’immagine turistica della zona.
Il dato delle presenze viene utilizzato per rappresentare la dimensione raggiunta dalla struttura: la società indica oltre 60 mila visitatori stagionali nell’arco di quattro mesi, evidenziando il ruolo acquisito dalle Mole nell’offerta naturalistica e turistica del territorio.
Venticinque dipendenti e diverse attività coinvolte
La vertenza non riguarda esclusivamente la possibilità di accedere all’area o di utilizzare le zone destinate alla balneazione. La Società Agricola Le Mole S.r.l. dichiara di avere 25 dipendenti regolarmente assunti e richiama l’insieme delle attività economiche organizzate intorno al parco.
Alla gestione turistica si affiancano infatti attività agricole, museali, naturalistiche e ricreative. Ogni giornata di apertura coinvolge personale, fornitori, servizi, manutenzioni, prenotazioni, eventi e rapporti commerciali, compresi quelli con tour operator italiani ed esteri.
Nella seconda PEC la società afferma di avere formalizzato i possibili pregiudizi economici derivanti dalle operazioni programmate, chiedendo chiarimenti sulla tempistica adottata e sulle eventuali misure che potrebbero ridurne l’impatto.
La richiesta è quella di costruire un sistema di coordinamento che permetta, per interventi programmabili, di conoscere con un anticipo adeguato tempi e modalità delle attività potenzialmente capaci di incidere sull’operatività del parco.
Beni culturali tutelati presenti nella proprietÃ
Un altro elemento richiamato nelle comunicazioni riguarda la presenza, all’interno della proprietà , di immobili sottoposti a tutela ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 42 del 2004, sulla base di uno specifico provvedimento della Soprintendenza.
La società sostiene pertanto che le valutazioni preventive non possano riguardare soltanto gli aspetti turistici ed economici. Devono essere considerate anche le possibili conseguenze sui beni tutelati presenti nell’area.
In particolare vengono richiamati eventuali fenomeni di allagamento, erosione, infiltrazione o deposito di materiali, rispetto ai quali viene chiesta un’adeguata valutazione preventiva. La seconda PEC sollecita per questo una procedura stabile di comunicazione, in modo da consentire l’adozione tempestiva delle misure ritenute necessarie per persone, attività e patrimonio presente nella proprietà .
Il dissesto sulla sponda destra del Fiume Nera
La prima PEC affronta invece direttamente il tema della sicurezza idraulica e geotecnica. Sul tratto della sponda destra del Fiume Nera interessato dalla vicenda è presente un dissesto già documentato, situato in prossimità della strada comunale sovrastante.
Secondo quanto riferisce il comunicato, la Regione Umbria ha già esaminato un progetto destinato al consolidamento e alla messa in sicurezza della riva destra e gli atti acquisiti richiamerebbero una condizione di grave pericolosità idraulica.
Dopo aver ricevuto la comunicazione relativa al possibile incremento delle portate fino a valori prossimi a 50 metri cubi al secondo, la società ha incaricato il geologo Stefano Liti di effettuare un’ulteriore valutazione.
La relazione tecnica, così come riportata dalla società , evidenzia che senza una verifica idraulica specificamente riferita allo scenario dei 50 metri cubi al secondo non sarebbe possibile escludere un aggravamento del dissesto, né una possibile evoluzione della scarpata in direzione della strada comunale.
Su queste basi è stato chiesto, secondo un criterio cautelativo, il differimento delle operazioni fino allo svolgimento delle verifiche idrauliche e geotecniche considerate necessarie.
La richiesta di conoscere il valore della QAmax
Tra le questioni tecniche poste dalla Società Agricola Le Mole S.r.l. figura anche la QAmax, cioè la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento nella fascia di pertinenza idraulica, richiamata dalla disciplina di protezione civile relativa ai bacini nei quali sono presenti grandi dighe.
La società chiede di conoscere quale sia la QAmax formalmente stabilita per gli sbarramenti interessati e per il tratto a valle, nonché il rapporto tra questo parametro e la portata prossima a 50 metri cubi al secondo indicata nella comunicazione ricevuta.
Vengono richiesti anche chiarimenti sugli studi idraulici utilizzati per la determinazione del valore e sulle modalità temporali attraverso le quali dovrebbe essere raggiunta la portata prevista.
L’obiettivo dichiarato è ottenere la documentazione tecnica e amministrativa pertinente prima delle manovre e conoscere gli eventuali effetti sul tratto del Fiume Nera che attraversa l’area delle Mole.
La società propone di valutare tempi alternativi
Nelle comunicazioni viene posta anche una questione legata alla calendarizzazione dell’intervento. La società domanda se fosse possibile differire le attività di circa tre settimane, collocandole in una fase caratterizzata da un fisiologico calo delle presenze dopo la riapertura delle scuole.
In alternativa viene chiesto di verificare, qualora tecnicamente possibile e compatibile con le esigenze di sicurezza, l’utilizzo di fasce orarie o modalità operative capaci di contenere le conseguenze sulla fruibilità del parco.
La Società Agricola Le Mole S.r.l. riconosce che la valutazione delle soluzioni concretamente praticabili compete ai tecnici. La contestazione riguarda invece la mancanza di un’interlocuzione preventiva sufficientemente anticipata, che avrebbe potuto consentire di esaminare le diverse possibilità prima dell’imminente avvio delle operazioni.
Contestata anche la comunicazione sulla non balneabilitÃ
Un ulteriore capitolo riguarda la comunicazione istituzionale relativa alla non balneabilità dal 31 agosto. La società critica le modalità con le quali il Comune di Narni e rappresentanti dell’amministrazione hanno diffuso sui social l’informazione.
Secondo la posizione espressa nel comunicato, la diffusione della notizia senza un’adeguata contestualizzazione rischierebbe di generare nell’opinione pubblica la percezione di un problema permanente di sicurezza delle Mole.
La società sostiene invece che la non balneabilità comunicata sia collegata a una specifica operazione tecnica programmata e teme che il messaggio possa produrre conseguenze reputazionali più durature rispetto al periodo effettivamente interessato dalle attività .
La preoccupazione espressa riguarda non soltanto l’impresa che gestisce il parco, ma anche l’immagine turistica di Narni e del territorio circostante.
Le richieste rivolte a ENEL Green Power e Comune
La Società Agricola Le Mole S.r.l. concentra infine le proprie richieste su due interlocutori principali. A ENEL Green Power domanda chiarimenti sulle ragioni che hanno determinato la scelta del periodo per l’intervento, oltre alla disponibilità dei dati tecnici relativi alle portate e alle condizioni di sicurezza.
Al Comune di Narni viene invece chiesto di precisare quando abbia ricevuto le informazioni sulle operazioni e perché il gestore delle Mole sia stato coinvolto soltanto pochi giorni prima della data prevista.
La società chiede quindi programmazione, trasparenza, verifiche tecniche e maggiore coordinamento preventivo, sottolineando il peso assunto dall’attività turistica, agricola e occupazionale sviluppata nell’area.
La richiesta centrale contenuta nelle due PEC resta il differimento delle operazioni previste dal 31 agosto, almeno fino allo svolgimento delle verifiche ritenute necessarie e alla definizione di un quadro più chiaro sulle portate, sul dissesto e sulle condizioni di sicurezza.
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