“La Giunta Proietti vuole trasformare Orvieto nella pattumiera dell’Umbria per coprire le fallimentari politiche di gestione dei rifiuti dell’assessore De Luca, ma noi non glielo permetteremo”: lo annunciano i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc) intervenendo “sull’avvio del nuovo procedimento autorizzativo relativo alla discarica ‘Le Crete’ per un progetto di ampliamento di 350mila metri cubi”.
“Oggi Orvieto rischia di pagare – spiegano gli esponenti dell’opposizione – il prezzo delle scelte scellerate della Giunta Proietti e di una politica ambientale ideologica ed estremista che, dopo aver bocciato soluzioni concrete, come quella del termovalorizzatore, si trova nuovamente a fare i conti con la necessità di ampliare le discariche. L’assessore De Luca prova a raccontare che la responsabilità di questa situazione sarebbe da ricercare nelle precedenti amministrazioni. Sono solo bugie di chi è incapace di riconoscere il proprio fallimento nella gestione dei rifiuti. Occorre ricordare a De Luca come sono andate realmente le cose. Nel gennaio 2022 la Giunta regionale ha adottato la Delibera n. 2/2022 (come fase del percorso di realizzazione del termovalorizzatore) qualificando ‘Le Crete’ come impianto strategico. Sulla base di questo atto, Acea Ambiente ha avviato l’istanza per il conseguimento del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), richiedendo un ampliamento volumetrico pari a circa 500mila metri cubi. Tuttavia la Direzione regionale competente ha respinto e archiviato l’istanza, rilevando che l’ampliamento non risponde alle priorità di pianificazione. Acea Ambiente ha quindi presentato formale ricorso al Tar Umbria. Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria si è pronunciato con sentenza n. 233/2025, respingendo il ricorso di Acea. Ed è proprio qui che la narrazione dell’assessore De Luca si sgretola. Viene sancito dal TAR che gli atti di programmazione regionale non costituiscono un titolo autorizzatorio automatico e che la Regione ha legittimamente esercitato la propria discrezionalità tecnica nell’archiviare la richiesta di ampliamento, in quanto spetta proprio alla Regione distribuire le volumetrie pianificate sulla base delle esigenze del sistema che, secondo i progetti del centrodestra, doveva portare alla realizzazione del termovalorizzatore entro il 2029. Acea ha il diritto di presentare una nuova istanza. Ma questo diritto non significa affatto che la Regione sia obbligata ad accoglierla. Il problema vero è un altro: perché oggi la Giunta Proietti vuole riaprire la partita dell’ampliamento di Orvieto? Perché una città che ha già dato moltissimo al sistema regionale dei rifiuti deve continuare a essere considerata la soluzione alle difficoltà della gestione regionale? Dicano subito se vogliono autorizzare l’ampliamento della discarica visto che la precedente Giunta regionale ha negato tale autorizzazione. Ma oggi c’è una domanda politica che l’assessore deve necessariamente affrontare: che cosa intende fare per il futuro? Il termovalorizzatore è stato bloccato e la Regione deve elaborare un nuovo piano per definire dove finiranno i rifiuti umbri e quali soluzioni intende mettere in campo. L’assessore chiarisca ai cittadini quale sia la prospettiva, perché oggi sul futuro della gestione dei rifiuti umbri regna una preoccupante incertezza. L’assessore De Luca continua a rivendicare i risultati della raccolta differenziata e a parlare di una drastica riduzione della quantità di rifiuti destinata alla discarica: dimostri allora con i fatti che queste politiche sono sufficienti. Perché, se davvero la strategia della Giunta Proietti è quella di ridurre drasticamente il conferimento in discarica e trasformare i rifiuti attraverso il progetto dell’idrogeno, quale sarebbe la necessità di aggiungere altri 350mila metri cubi proprio a Orvieto?. Questa – rimarcano – è la grande contraddizione, e forse anche la grande ipocrisia, del ragionamento dell’assessore De Luca. Da una parte racconta una rivoluzione del sistema dei rifiuti; dall’altra, quando arriva il momento di confrontarsi con la realtà, la soluzione torna a essere quella vecchia: più spazio per mettere i rifiuti. Forse dovrebbe spiegare agli umbri che fine hanno fatto tutte le promesse sull’economia circolare, sul superamento delle discariche e sulla trasformazione dei rifiuti in idrogeno. Progetti annunciati come rivoluzionari che, ad oggi, non hanno prodotto una soluzione concreta e immediatamente applicabile al problema dello smaltimento. Il fallimento è ancora più evidente se si considera la scelta di fermare il percorso per la realizzazione del termovalorizzatore. In un giorno è stata cancellata una soluzione strutturale che avrebbe consentito di ridurre progressivamente il ricorso alla discarica per la frazione non riciclabile e diminuire anche i costi di smaltimento. Oggi, dopo aver eliminato quella prospettiva, la Giunta Proietti si ritrova a dover affrontare lo stesso problema e pensa di risolverlo chiedendo ancora una volta un sacrificio a Orvieto. Questo è il punto politico che la sinistra non può continuare a nascondere dietro le polemiche contro la precedente Giunta. Se il sistema oggi ha bisogno di ulteriori volumetrie, è perché le politiche messe in campo dalla Giunta Proietti non stanno producendo i risultati che erano stati promessi. E non si venga a raccontare che l’ampliamento è inevitabile. L’avvio del procedimento è un atto tecnico conseguente alla presentazione di una nuova istanza. Non è un’autorizzazione e non obbliga la Regione ad approvare il progetto. La decisione politica sull’eventuale autorizzazione arriverà dopo l’istruttoria. Per questo – dicono Lega, FdI, FI e Tp-Uc – chiediamo alla presidente Proietti e all’assessore De Luca di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di dire chiaramente agli orvietani se intendono autorizzare o meno quei 350mila metri cubi. Orvieto non può diventare la pattumiera dell’Umbria per consentire alla Giunta Proietti di coprire il fallimento delle proprie politiche ambientali. Non può essere sempre questo territorio a pagare il prezzo delle contraddizioni e dei fallimenti della politica regionale di sinistra”.”.”.
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