Psicologo per i dipendenti della Regione, la polemica del day after è sui costi. E sulla modalità di affidamento del servizio all’esterno.
Sul caso dello sportello di ascolto psicologico istituito in via sperimentale da Palazzo Donini con bando di selezione per un professionista esterno interviene una rappresentante sindacale del Comitato unico di garanzia della giunta regionale, in quota Uil.
“Non è stato chiesto da noi il servizio di supporto psicologico con queste modalità – precisa – da cui personalmente mi dissocio. C’erano state altre proposte, come quella di uno sportello autogestito e on line per permettere a tutto il personale, su tutto il territorio regionale, di usufruire del servizio. Oppure, come proposto da me, di attivare delle convenzioni con le Asl per raggiungere questo obiettivo, ossia poter usufruire del servizio in più punti sul territorio, e anche ottenere un risparmio sulla spesa, dato che le aziende sanitarie sono enti regionali”, evidenzia la rappresentante sindacale. La proposta della convenzione con le aziende sanitarie locali è arrivata anche a mezzo social. Unione consumatori lo fa con una domanda retorica: “Non esiste già un servizio della Asl”. Francesco Gatti, avvocato ed ex presidente Post, spiega che “lo stress lavorativo c’è ed è una realtà (a volte tragica). Osservo però che già esiste un servizio pubblico gratuito delle Asl (vedi centri di salute mentale). A me pare tanto un orpello inutile e una spesa poco giustificabile”. Marco Rizzo, leaer di Italia del domani, è laconico: “In miniera, quanti psicologi?”.
Ordine a favore
La presidente dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria, Laura Berretta, valuta positivamente l’iniziativa presa da Regione Umbria e Comune di Perugia. “A livello generale l’istituzione dello sportello di ascolto sul posto di lavoro è positiva sul fronte del benessere organizzativo. Non si tratta solo di eliminare il disagio, ma riguarda l’organizzazione stessa, nella sua totalità. Il benessere di un dipendente non può essere letto solo in termini individuali ma nel suo complesso. Spesso emergono difficoltà sul fronte del clima organizzativo, della comunicazione interna, che lo sportello può portare alla luce. La scelta di affidare il servizio all’esterno è importante perché favorisce una neutralità, una terzietà rispetto al luogo di lavoro, nei confronti del dipendente. Anche l’utilizzo di una sede esterna tutela la privacy e la riservatezza del lavoratore, eliminando il timore di risvolti negativi sul proprio ruolo, sulla propria carriera o sui rapporti con colleghi o superiori all’interno dell’ente. E’ una facilitazione all’accesso al servizio stesso. Il lavoratore si sente protetto, con una comunicazione sganciata dal contesto occupazionale. Altro lato positivo è scegliere un professionista esperto nel campo del lavoro, con competenze specifiche sul fronte del benessere organizzativo, dinamiche di gruppo, conflitti e stress lavoro correlato”. Non manca un altro punto positivo. “Il servizio – evidenza Berretta – è rivolto sia al personale che alla dirigenza: il benessere organizzativo assume una dimensione trasversale, non legato alla posizione gerarchica. Ci sono anche incontri informativi con gli organi competenti, le amministrazioni, e questa è una dinamica virtuosa che favorisce l’accessibilità allo sportello stesso. Inoltre, come evidenziato, “potrebbe essere non soltanto un punto per aiutare la persona a stare meglio ma uno strumento per far capire a chi gestisce l’organizzazione quali sono i punti forti e i punti deboli, grazie anche al report finale che può diventare una occasione di apprendimento organizzativo per l’ente stesso”. La presidente spiega come, secondo i dati Inail, sono “in aumento, nei luoghi di lavoro, denunce di episodi di tensione e conflittualità relazionale con un incremento dell’ 8,6% in un anno. L’aumento ha colpito in particolar modo le donne con un + 14,6%. Per quanto concerne il Burnout, secondo il Censis, il 31,8% dei lavoratori prova sensazioni di esaurimento o forte negatività verso la professione. Mentre una ricerca della Fondazione studi consulenti del lavoro evidenzia che 9 lavoratori su 10 dichiarano di tornare a casa esausti. I settori più esposti a tensioni relazionali e stress risultano essere i Trasporti, la Sanità e la Pubblica Amministrazione in generale”. Non manca una precisazione.
Servizio stabile
“L’amministrazione – spiega ancora la presidente Berretta – definisce questo sportello come una prima fase sperimentale, con un incarico che terminerà il 31 dicembre. Dal mio punto di vista, sarebbe utile raccogliere ed elaborare i dati dell’esperienza per capire come rendere strutturale il servizio negli anni successivi e redigere per i lavoratori, grazie a quanto emerso, un piano del fabbisogno formativo sugli aspetti comunicativi, relazionali, sullo stress lavoro-correlato e Burnout”.Psicologo per i dipendenti della Regione, la polemica del day after è sui costi. E sulla modalità di affidamento del servizio all’esterno.
Sul caso dello sportello di ascolto psicologico istituito in via sperimentale da Palazzo Donini con bando di selezione per un professionista esterno interviene una rappresentante sindacale del Comitato unico di garanzia della giunta regionale, in quota Uil.
“Non è stato chiesto da noi il servizio di supporto psicologico con queste modalità – precisa – da cui personalmente mi dissocio. C’erano state altre proposte, come quella di uno sportello autogestito e on line per permettere a tutto il personale, su tutto il territorio regionale, di usufruire del servizio. Oppure, come proposto da me, di attivare delle convenzioni con le Asl per raggiungere questo obiettivo, ossia poter usufruire del servizio in più punti sul territorio, e anche ottenere un risparmio sulla spesa, dato che le aziende sanitarie sono enti regionali”, evidenzia la rappresentante sindacale. La proposta della convenzione con le aziende sanitarie locali è arrivata anche a mezzo social. Unione consumatori lo fa con una domanda retorica: “Non esiste già un servizio della Asl”. Francesco Gatti, avvocato ed ex presidente Post, spiega che “lo stress lavorativo c’è ed è una realtà (a volte tragica). Osservo però che già esiste un servizio pubblico gratuito delle Asl (vedi centri di salute mentale). A me pare tanto un orpello inutile e una spesa poco giustificabile”. Marco Rizzo, leaer di Italia del domani, è laconico: “In miniera, quanti psicologi?”.
Ordine a favore
La presidente dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria, Laura Berretta, valuta positivamente l’iniziativa presa da Regione Umbria e Comune di Perugia. “A livello generale l’istituzione dello sportello di ascolto sul posto di lavoro è positiva sul fronte del benessere organizzativo. Non si tratta solo di eliminare il disagio, ma riguarda l’organizzazione stessa, nella sua totalità. Il benessere di un dipendente non può essere letto solo in termini individuali ma nel suo complesso. Spesso emergono difficoltà sul fronte del clima organizzativo, della comunicazione interna, che lo sportello può portare alla luce. La scelta di affidare il servizio all’esterno è importante perché favorisce una neutralità, una terzietà rispetto al luogo di lavoro, nei confronti del dipendente. Anche l’utilizzo di una sede esterna tutela la privacy e la riservatezza del lavoratore, eliminando il timore di risvolti negativi sul proprio ruolo, sulla propria carriera o sui rapporti con colleghi o superiori all’interno dell’ente. E’ una facilitazione all’accesso al servizio stesso. Il lavoratore si sente protetto, con una comunicazione sganciata dal contesto occupazionale. Altro lato positivo è scegliere un professionista esperto nel campo del lavoro, con competenze specifiche sul fronte del benessere organizzativo, dinamiche di gruppo, conflitti e stress lavoro correlato”. Non manca un altro punto positivo. “Il servizio – evidenza Berretta – è rivolto sia al personale che alla dirigenza: il benessere organizzativo assume una dimensione trasversale, non legato alla posizione gerarchica. Ci sono anche incontri informativi con gli organi competenti, le amministrazioni, e questa è una dinamica virtuosa che favorisce l’accessibilità allo sportello stesso. Inoltre, come evidenziato, “potrebbe essere non soltanto un punto per aiutare la persona a stare meglio ma uno strumento per far capire a chi gestisce l’organizzazione quali sono i punti forti e i punti deboli, grazie anche al report finale che può diventare una occasione di apprendimento organizzativo per l’ente stesso”. La presidente spiega come, secondo i dati Inail, sono “in aumento, nei luoghi di lavoro, denunce di episodi di tensione e conflittualità relazionale con un incremento dell’ 8,6% in un anno. L’aumento ha colpito in particolar modo le donne con un + 14,6%. Per quanto concerne il Burnout, secondo il Censis, il 31,8% dei lavoratori prova sensazioni di esaurimento o forte negatività verso la professione. Mentre una ricerca della Fondazione studi consulenti del lavoro evidenzia che 9 lavoratori su 10 dichiarano di tornare a casa esausti. I settori più esposti a tensioni relazionali e stress risultano essere i Trasporti, la Sanità e la Pubblica Amministrazione in generale”. Non manca una precisazione.
Servizio stabile
“L’amministrazione – spiega ancora la presidente Berretta – definisce questo sportello come una prima fase sperimentale, con un incarico che terminerà il 31 dicembre. Dal mio punto di vista, sarebbe utile raccogliere ed elaborare i dati dell’esperienza per capire come rendere strutturale il servizio negli anni successivi e redigere per i lavoratori, grazie a quanto emerso, un piano del fabbisogno formativo sugli aspetti comunicativi, relazionali, sullo stress lavoro-correlato e Burnout”.
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