Il cuore verde d’Italia invita a un excursus tra arte pittorica, maioliche, cammini e prodotti tipici dei Monti Martani. Il sondaggio del gruppo Facebook Borghi in camper ha scelto per il mese di settembre Città della Pieve, Deruta e Massa Martana, località camper friendly della provincia di Perugia che raccontano un’Umbria fatta di mestieri, paesaggi e strade antiche.
A guidare il viaggio è Città della Pieve, affacciata sulla Valdichiana al confine con la Toscana: il rosso dei laterizi, i vicoli in salita e le opere del Perugino accompagnano una passeggiata che si apre di continuo sulle colline. Più a sud, nella valle del Tevere, Deruta ci porta per mano dentro botteghe, musei e forni dove la maiolica continua a essere parte della vita quotidiana, non soltanto un patrimonio da ammirare. Il percorso si chiude a Massa Martana, ai piedi dell’Appennino Umbro, seguendo l’antica Via Flaminia tra abbazie, sentieri e una tavola dalle robuste fragranze che parla di olio, vino e tartufo.
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Città della Pieve (PG)

Le origini di Città della Pieve risalgono all’epoca etrusca, quando l’area gravitava attorno al centro di Chiusi, anche se le fonti restano frammentarie. Il nome attuale è legato al villaggio fortificato medievale sorto accanto a una pieve. Basta entrare nel centro storico e lasciarsi guidare dalle strade in laterizio per entrare nella sua atmosfera: il borgo è costruito in larga parte in mattoni a vista e il colore del cotto accompagna tutto il percorso, dalle piazze ai palazzi fino ai vicoli più stretti. Il passato medievale affiora nell’impianto urbano e negli edifici che lo definiscono ancora oggi, come il Palazzo dei Priori, la Torre Civica, la Torre del Vescovo e la Rocca Perugina.

La visita può partire da Via Vannucci, dedicata al suo cittadino più celebre, Pietro Vannucci detto il Perugino. Qui s’incontrano il Pozzo del Casalino e l’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, dove si conserva la grande Adorazione dei Magi, dipinta dal maestro nel 1504. L’affresco non è solo una tappa d’arte: sullo sfondo apre un paesaggio ideale che richiama le colline tra Città della Pieve, il Trasimeno e la Valdichiana.
Poco più avanti si entra in un labirinto di viuzze tortuose e piazzette antiche: difficile resistere alla tentazione di infilarsi nel Vicolo Baciadonne, largo appena cinquanta-sessanta centimetri. Fa parte del Percorso dei Vicoli, un trekking urbano segnalato che attraversa diciannove tappe tra affacci, passaggi medievali e punti panoramici. Chi vuole proseguire sulle tracce del Perugino può entrare nella cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, che custodisce il Battesimo di Cristo e una Madonna col Bambino fra santi; fuori Porta Santa Maria, invece, la chiesa di Santa Maria dei Servi conserva la Deposizione dalla Croce, realizzata dal maestro insieme alla sua bottega.
Area sosta camper Città della Pieve
Deruta (PG)

Nella Media Valle del Tevere, lungo la direttrice che collega Perugia a Todi, ecco Deruta: qui la ceramica non è un tema da museo, ma entra nelle case, nei numeri civici, nelle insegne, nelle botteghe e negli oggetti di uso quotidiano. È parte viva della comunità che, ogni settembre, anima il Palio della Brocca, una sfida tra rioni con prove ispirate alla tradizione ceramica, tra cortei, locande aperte e iniziative diffuse. Riti tramandati da secoli che ancora oggi segnano l’identità e l’economia locale. Perfino i cinquantotto scalini che conducono al centro storico sono rivestiti di maioliche dipinte a mano dagli artigiani del paese. Il punto di partenza è Piazza dei Consoli, dominata dal Palazzo Comunale trecentesco, oggi sede della Pinacoteca Comunale.
Di fronte sorgono la chiesa di San Francesco e l’ex convento che ospita il Museo Regionale della Ceramica, il più antico museo italiano dedicato a quest’arte antichissima. Il percorso attraversa la produzione derutese dal Medioevo al Novecento, con sezioni sulla maiolica a lustro rinascimentale e sulle ceramiche da farmacia. Dopo il museo, vale la pena entrare nella vicina chiesa di Sant’Antonio Abate, in Piazza Benincasa, dove spiccano gli affreschi di Bartolomeo e Giovanni Battista Caporali e la cantoria lignea settecentesca. Poi si può scendere verso le botteghe e l’Antica Fornace Grazia, risalente al XVI secolo e oggi adibita a spazio museale.
Massa Martana (PG)

Accoccolata ai piedi dei Monti Martani e poco distante da Todi, Massa Martana, può regalare grandi sorprese. Il borgo infatti non concentra tutto in una piazza principale ma distribuisce la sua identità nel territorio, abitato a partire dagli antichi umbri, e perfettamente osservabile dal belvedere lungo la rupe ricostruita dopo il sisma del 1997. Qui i sapori della tavola e il paesaggio seguono la stessa strada, ovvero l’antica Via Flaminia, che attraversa il territorio e collega chiese, abbazie, campagna e piccoli nuclei rurali. Molte tracce del passato di Massa Martana si ritrovano nell’antiquarium, museo archeologico e polo espositivo interattivo, in corso di riapertura all’interno della storica chiesa di San Sebastiano (è bene rivolgersi prima all’ufficio turistico www.visitmassamartana.it).
L’itinerario può iniziare dalla chiesa di Santa Maria in Pantano, una delle più antiche dell’Umbria, e proseguire verso la catacomba cristiana di Villa San Faustino, visitabile su prenotazione. Poco distante si trovano l’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio, il Ponte Fonnaia di epoca romana e dall’aspetto mistico, e San Pietro sopra le Acque, un antico convento francescano ora sede di eventi e cerimonie. Per entrare davvero in sintonia con il territorio bisogna però assaggiarne i prodotti: l’olio extravergine Dop Colli Martani, i vini della Doc Colli Martani, i salumi e la nociata, dolce tipico a base di noci, miele e bucce d’arancia.
Le colline attorno al borgo si prestano a itinerari a piedi e in bici, fra tratti del Martani Trekking e strade secondarie che attraversano oliveti e antiche faggete.
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