Con l’inizio di settembre si apre la fase dell’anno in cui Governo e Parlamento iniziano a delineare gli interventi destinati a caratterizzare gli ultimi mesi del 2026 e, soprattutto, il prossimo anno. Anche sul fronte delle misure welfare 2027 stanno emergendo alcuni provvedimenti destinati a interessare platee più o meno ampie di cittadini e lavoratori.
Alcuni interventi sono già stati definiti e diventeranno operativi nei prossimi mesi. Altri, invece, potrebbero trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio e devono quindi essere considerati ancora come ipotesi.
Come TuttoWelfare.info, riteniamo che siano soprattutto tre le misure da tenere d’occhio: Carta Dedicata a Te, Bonus mamme e possibile detassazione della tredicesima.
Carta Dedicata a Te: 500 euro per le famiglie a basso reddito
Il primo provvedimento riguarda la Carta Dedicata a Te, per la quale a inizio estate è stato approvato il decreto attuativo che ne disciplina l’assegnazione per il 2026 e il 2027. Le somme inizieranno a essere accreditate a partire dal mese di ottobre.
La misura prevede un bonus una tantum di 500 euro destinato ai nuclei familiari con un indicatore ISEE inferiore a 15mila euro annui, utilizzabile per acquistare beni alimentari di prima necessità. L’obiettivo è sostenere le famiglie economicamente più fragili, alleggerendo almeno in parte il peso delle spese quotidiane sul bilancio familiare.
La Carta può essere assegnata esclusivamente a cittadini residenti in Italia appartenenti a nuclei familiari i cui componenti risultino tutti iscritti all’Anagrafe comunale. Sono invece escluse le famiglie che, alla data di entrata in vigore del decreto attuativo, comprendono persone che percepiscono assegno di inclusione, NASpI, fondi di solidarietà o altre misure di inclusione sociale e sostegno alla povertà che prevedano l’erogazione di un sussidio economico.
Un aspetto importante riguarda la procedura: le famiglie non devono presentare domanda per ottenere la Carta Dedicata a Te. È infatti l’INPS a individuare i beneficiari e a trasmettere successivamente gli elenchi ai Comuni. Il 50% delle carte viene distribuito in proporzione alla popolazione residente, mentre l’altra metà viene ripartita considerando la distanza tra il reddito pro capite medio del Comune e quello medio nazionale, oltre alla popolazione residente.
I beneficiari dovranno inoltre rispettare due scadenze: il primo pagamento dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre 2026, mentre l’intero importo dovrà essere speso entro il 10 ottobre 2027.
Bonus mamme verso la conferma nel 2027
Tra le misure welfare 2027 ancora da definire rientra invece il cosiddetto Bonus mamme.
A differenza della Carta Dedicata a Te, in questo caso si tratta di un intervento che il Governo vorrebbe inserire nella prossima Legge di Bilancio; pertanto, fino all’approvazione definitiva della manovra non è possibile considerare certa la sua conferma.
Tuttavia, secondo le informazioni attualmente disponibili riportate nel dibattito sulla futura finanziaria per questa misura sarebbero già state individuate le risorse necessarie. Ciò significa che la possibilità che il sostegno alle madri lavoratrici venga confermato anche nel 2027 è elevata, anche se modalità, requisiti e importi potrebbero essere modificati durante l’iter della Legge di Bilancio.
Sulla base dell’impostazione attuale, le donne con due o più figli a carico e un reddito annuo inferiore o uguale a 40mila euro possono accedere a un bonus di 60 euro mensili, pari a 720 euro annui, con l’INPS che versa l’importo, su richiesta, in un’unica soluzione nel mese di dicembre.
Per le lavoratrici con almeno tre figli a carico è prevista inoltre una decontribuzione di 3mila euro annui, fruita direttamente in busta paga.
Questi sono però gli importi e i meccanismi stabiliti dalla normativa precedente. La prossima Legge di Bilancio potrebbe intervenire sulle procedure o sull’impostazione della misura.
Detassazione della tredicesima: l’ipotesi sul tavolo
La terza delle misure welfare 2027 da monitorare riguarda la possibile detassazione della tredicesima.
Secondo la normativa attuale, la tredicesima mensilità non beneficia delle detrazioni da lavoro dipendente ed è sottoposta all’Irpef ordinaria. Di conseguenza, l’importo netto percepito dal lavoratore risulta generalmente inferiore rispetto a quello di una normale mensilità.
L’ipotesi rilanciata dal leader di Forza Italia Antonio Tajani, e che avrebbe trovato sostegno anche tra esponenti di Fratelli d’Italia, è quella di sostituire l’Irpef ordinaria sulla tredicesima con una flat tax, riducendo così il prelievo fiscale a carico del lavoratore, che già deve affrontare una situazione in cui gli stipendi reali sono sempre più bassi.
A differenza degli altri interventi, tuttavia, questa misura presenta ancora un ostacolo importante: le coperture.
Al momento non sarebbero infatti state individuate le risorse necessarie e il costo dell’intervento per lo Stato potrebbe essere considerevole. A dirlo è Marco Osnato, responsabile economico di FdI, che afferma di voler sostenere l’iniziativa, ma evidenziando come una detassazione al 15% per i redditi inferiori a 15mila euro annui (quindi destinata a una platea relativamente limitata) richiederebbe comunque circa mezzo miliardo di euro di risorse pubbliche.
L’ipotesi trova sostegno anche da parte di alcune organizzazioni sindacali. “Bisogna confermare e rafforzare la defiscalizzazione sui premi di risultato, detassare le tredicesime, garantire piena indicizzazione delle pensioni all’inflazione” ha dichiarato Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ribadendo al tempo stesso la necessità di interventi strutturali anziché di misure una tantum.
Tra misure confermate e interventi ancora da definire
Il quadro delle misure welfare 2027 resta quindi in evoluzione.
La Carta Dedicata a Te segue già un percorso definito per il biennio 2026-2027, mentre Bonus mamme e detassazione della tredicesima dipenderanno dalle scelte che verranno compiute nella prossima Legge di Bilancio.
Nel primo caso, la continuità con gli anni precedenti rende la conferma un’ipotesi concreta. Per la tredicesima, invece, il principale ostacolo rimane quello delle risorse necessarie.
I prossimi mesi saranno quindi decisivi per capire quali di questi interventi entreranno effettivamente nel sistema di sostegno a famiglie e lavoratori nel 2027 e con quali modalità.

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