Davide Lovat è uno dei Consiglieri regionali del Veneto che – con i suoi interventi di grande spessore e perciò diventati virali in Rete -, più si è battuto contro la legge sul suicidio medicalmente assistito approvato mercoledì a Palazzo Ferro Fini. Per questo, il Timone lo ha intervistato.
Consigliere Lovat, lei è uno di quelli che più ha dato battaglia contro la legge sul fine vita in Veneto. Eppure, purtroppo, visti i numeri non c’è stata partita. Come si spiega una situazione simile in una regione storicamente di centrodestra? «Noi i numeri li sapevamo prima di andare in aula. Tutta la mia tattica è stata dividere la Lega dal centrosinistra, dicendo prima che quelli di sinistra stavano gabbando quelli di destra, come dice Bonaccini sono dei bonaccioni, e li ho messi davanti all’evidenza: volete votare la posizione atea radicale progressista di Alleanza Verdi Sinistra o quella di pari peso Resistere Veneto che è invece cattolica, tradizionale e identitaria veneta, voi che siete della Lega e che siete l’ago della bilancia visto che gli altri partiti sono chiaramente compatti e schierati in maniera chiara? Questo nel dibattito io l’ho fatto emergere a più riprese avendo anche la fortuna di avere come interlocutore Cunegato di Verdi Sinistra, abbiamo fatto emergere le due posizioni opposte: giuspositivismo ateo contro giusnaturalismo cattolico. Alla fine addirittura ci sono stati tanti sedicenti cattolici della Lega che intervenivano dicendo: “Io sono cattolico, ma…”. Allora da docente di religione, visto che avrei commesso peccato di omissione, ho citato il Catechismo: è peccato mortale anche contribuire alla legislazione. Noi oggi non siamo più nella cristianità, siamo in una società di valori massonici, come cattolici siamo in minoranza persino dentro la Chiesa. Lo dimostra il fatto che cattolici a votare no siamo stati pochissimi in aula, in media uno su tre».
C’è chi, forse per ridimensionare la gravità della legge approvata, afferma che – con gli emendamenti della Giunta – essa è molto più restrittiva di come fosse inizialmente: è vero? Perché? «Ho detto che la legge emendata è stata ridotta, ho contribuito personalmente a fare quegli emendamenti salvo poi votare sempre contro a tutti gli articoli e al dispositivo finale, ma questa è tecnica parlamentare, occorre comprenderlo. Se fosse uscito il ddl Coscioni sarebbe stata tutta un’altra cosa. La mia contrarietà al testo resta totale. Da otto mesi Zaia e Verdi Sinistra parlavano di suicidio assistito. In aula però lo stesso ha detto che chi avrebbe parlato di legge sul suicidio assistito avrebbe detto una pagliacciata. È vero che è solo un regolamento nell’ambito di una sentenza della Consulta del 2019; è vero che in questi sette anni già tre persone in Veneto hanno avuto accesso al suicidio assistito dentro quei paletti, ma il simbolo non si può nascondere, per quello ho continuato a farla la battaglia fino in fondo, perché c’è il rischio che oggi tutti pensino che in Veneto si possa fare richiesta per il suicidio assistito.
Farsi suicidare è un ossimoro e l’ho detto anche in aula. Se non interviene quel gesto dell’assistente nel suicidio assistito l’aspirante suicida non muore. Nella mia dichiarazione di voto è la penultima cosa che ho detto prima di parlare rivolgendomi apertamente ai sedicenti cattolici: senza porre in essere quell’atto l’aspirante suicida vive, ma se pongo in essere quell’atto lui muore e cosa sono io? Un assassino. I punti essenziali sono quattro, vanno esplicitati perché non lo ha scritto quasi nessuno.
1. È stato previsto il parere rafforzato del palliativista nella commissione chiamata a valutare le richieste di suicidio assistito, un ruolo importante che non era assolutamente previsto dal ddl Coscioni.
2. Un comitato bioetico regionale che deve dare indirizzi ai comitati territoriali e le nomine le farà Stefani.
3. La priorità accesso cure palliative e l’obbligo di informare il paziente della possibilità di avvalersene perché su queste c’è grandissima disinformazione e non sono accessibili e su questo io ho fatto tanta informazione e credo di aver dato un contributo significativo perché nessuno ne parlava e poi hanno cominciato a parlarne tutti.
4. Volontarietà del medico che assiste, il medico non è obbligato, può fare obiezione di coscienza.
C’era il rischio che gli emendamenti non passassero, i voti finali sugli emendamenti sono stati diversi da come si pensava. Il modo di operare in aula è fondamentale, è obbligatorio votare per ogni singola correzione. La posizione personale sul disegno complessivo si esprime nel voto».
Nel corso del dibattito, diversi consiglieri hanno parlato di una legge «di libertà», ignorando la situazione disastrosa che c’è in tutti i Paesi che hanno normato la morte assistita. Forse l’approvazione della legge è avvenuta senza una piena conoscenza. «In realtà anche questo è stato fatto presente, qualcuno ha citato i dati statistici della deriva in Canada e Paesi Bassi dove il suicidio assistito è ormai la terza causa dei decessi totali. I consiglieri che hanno votato sì, non erano inconsapevoli di nulla, hanno detto «io sono cattolico, ma voto sì lo stesso…». Capisco quelli che non sono cattolici ma i cattolici no, non riesco a capire. Sul concetto di libertà è evidente che c’è una netta differenza tra il concetto di libertà classico e il concetto di libertà sessantottino. Se ascoltate l’ultimo mio intervento, ho fatto riferimento agli slogan tipici :”vietato vietare”, “volere è potere” che esprimono e sintetizzano un concetto nichilista di libertà che ormai è diventato il comune modo di pensare contemporaneo. Ho citato esplicitamente Del Noce e Pasolini, e della trasformazione a partito radicale di massa che si è puntualmente realizzato. Oggi ci siamo in mezzo: ha preso piede un concetto diverso prima di tutto di verità, di giustizia – che ne discende- e infine di essere umano. Si tratta di una visione del mondo inconciliabile con quella cattolica.
Sono tre giorni che dormo pochissimo, non tanto per l’esito che è arrivato l’altro ieri, ma per la sensazione pessima che mi ha lasciato il vuoto spirituale dei miei interlocutori. Probabilmente qualche effetto l’ho ottenuto dal momento che Zaia ha dichiarato che l’Inferno non esiste: sono trent’anni che lo conosco e non ha mai parlato di Inferno, evidentemente la mia frase in aula in cui cito il Catechismo, deve almeno essergli risuonata.
Questa mattina ho guardato i comunicati del Consiglio regionale e ho letto di una proposta di legge di una collega che ha per oggetto gli animali di compagnia; tra i 35 articoli che costituiscono il testo ce n’è uno che propone di normare la possibilità di seppellirli nella tomba di famiglia, nei cimiteri. Sono rimasto allibito: è proprio vero che oggi è sparito il sacro. Gli animali non sono persone: gli si deve dare una sepoltura decorosa, ma in un altro contesto, non con gli uomini. Vuol dire aver perso completamente il senso profondo del Cristianesimo come civiltà e cioè che Dio si è fatto uomo e nell’assumere l’umanità le ha dato una dignità divina. L’essere umano in Cristo, con Cristo, per Cristo ha la dignità stessa di Dio, non c’è nessuna religione che dica questo, nessuna. Avendo perso la consapevolezza di cosa sia il Cristianesimo e quindi la dignità della persona umana si arriva a ritenere giusto ammazzare le persone come cani.»
E a seppellire i cani come cristiani….
Continuerete quindi in Consiglio regionale – lei, il suo gruppo e anche gli altri che si sono coraggiosamente opposti alla legge sul suicidio assistito – le battaglie sui valori? «Sì io mi sono impegnato prima di essere eletto a difendere i valori cristiani e i valori pro-life. Sono l’unico che l’ha fatto pubblicamente: ho sottoscritto il manifesto pro-life ma ne ho anche scritto e firmato uno di mio pugno ancora più impegnativo. Nel mio volantino avevo scritto «vota Veneto, vota cristiano». Un voto identitario che ha a che fare con identità personale, identità culturale e identità spirituale. La mia campagna è stata questa, Resistere Veneto è una lista civica molto variegata, ma il mio elettorato mi ha votato su questi tre punti, su questi valori e io li difenderò finché sono lì».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



