Ospitiamo la Presidente della Regione, Stefania Proietti. Dopo gli ennesimi gravi incidenti stradali in Umbria, Proietti “dichiara guerra alle stragi” e annuncia una svolta: riattivazione della Consulta ferma dal 2019, costituzione effettiva del Crums (Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale) mai entrato in funzione; Piano regionale della sicurezza stradale; coinvolgimento dei familiari delle vittime e 7 milioni per gli interventi nel 2027-2029. E chiama in causa anche governo nazionale e Anas.
Per Samuele e per Leonardo. Per Lorenzo. Per Nicolò. Per Francesco. Sono i nomi dei ragazzi minorenni che hanno perso la vita sulle strade solo nei primi 8 mesi di questo anno. Per ogni vittima che ha perso la vita sulla strada, per ogni famiglia che piange per tutto il resto della vita un dolore che nulla è capace di lenire.
Il bilancio degli incidenti stradali mortali in Umbria nel 2026 ha registrato una drammatica impennata: nei primi otto mesi si contano già 38 vittime, una cifra che raddoppia i 19 decessi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Una cifra che non rende l’idea appieno delle vittime umbre della strada in quanto molte tragedie avvengono al di fuori dei confini regionali, come il tragico incidente di cui è stato vittima pochi giorni fa sul tratto della A1 a Ponzano Romano il presidente di Confapi Terni Cesare Cesarini.
La maggior parte degli incidenti mortali avviene in Umbria sulle strade extra urbane, nella maggior parte dei casi su strade statali (in particolare la E45 teatro di un altro incidente anche la notte scorsa a Umbertide), regionali o provinciali, in cui la presenza di situazioni puntuali può aumentare notevolmente i rischi.
Nel confronto territoriale l’Umbria si colloca tra le 13 regioni caratterizzate dai livelli più elevati di incidentalità stradale. Tale dato va letto anche alla luce della particolare intensità della mobilità regionale: nel 2025 si contano 1.046 veicoli ogni mille abitanti, contro 957 in Italia, e 790 autovetture ogni mille abitanti contro 709.
I dati sulle percorrenze, disponibili per il 2021, indicano che alla maggiore motorizzazione si associa anche un utilizzo più intenso dei veicoli. Un autoveicolo per il trasporto passeggeri percorreva in Umbria mediamente 10.955 chilometri l’anno, contro 10.231 in Italia, circa il 7% in più. L’Umbria si collocava al terzo posto tra le regioni italiane per percorrenza media (dopo Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige). Anche il dato provinciale è significativo: Perugia, con 11.239 chilometri per autoveicolo, era quarta tra le 107 province italiane, mentre Terni, con 10.073 chilometri, si attestava poco al di sotto della media nazionale. Pur riferendosi al 2021, questi dati rafforzano l’ipotesi di una maggiore esposizione strutturale alla mobilità stradale.
Un’altra specificità regionale riguarda la viabilità extraurbana. Nel 2025 su queste strade avviene il 30,9% degli incidenti umbri, contro il 21,9% in Italia; sulle strade urbane le quote sono invece rispettivamente 64,7% e 72,9%. La differenza è ancora più evidente considerando le conseguenze: sulle strade extraurbane si concentra il 55,6% delle vittime umbre, contro il 48,8% nazionale, e il 34,4% dei feriti, contro il 24,7%. Il quadro è coerente con alcune caratteristiche territoriali della regione: un insediamento relativamente diffuso, numerosi centri piccoli e medi e spostamenti intercomunali nei quali l’automobile mantiene un ruolo rilevante. Elevata motorizzazione, percorrenze superiori alla media e maggiore peso della viabilità extraurbana concorrono quindi a determinare una più elevata esposizione alla mobilità stradale.
La Regione Umbria nel 2014 si era dotata di una legge, la n. 8 del 17 aprile 2014 “Disposizioni per la sicurezza stradale”, allo scopo di dettare disposizioni per il miglioramento della sicurezza stradale e la riduzione delle vittime di incidenti stradali conformando a questa finalità le misure relative alla mobilità. La legge prevedeva l’istituzione di un Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale (Crums) e azioni, misure e interventi per il miglioramento attraverso un Piano regionale della sicurezza stradale, Prss. Ed ancora era prevista una Consulta regionale sulla sicurezza stradale con il coinvolgimento di enti gestori delle infrastrutture e dei trasporti e della società civile, parti sociali e associazioni.
La Consulta, il cui compito è quello di promuovere la partecipazione e il coordinamento di tutti i soggetti interessati, è organo consultivo della giunta regionale nelle materie inerenti la sicurezza stradale e esprime pareri e proposte operative, esercitando funzioni di sollecitazione e indirizzo per ampliare la conoscenza sullo stato della sicurezza stradale e sulle possibilità di un suo miglioramento e promuove a tal fine linee di azione. La Consulta non è stata più ricostituita dal 2019. La legge prevedeva anche un fondo regionale per il monitoraggio, per l’assistenza alle vittime di incidenti stradali e per le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione, fondo stanziato solo nel 2014 e mai effettivamente utilizzato.
Questa amministrazione e io personalmente come presidente della Regione Umbria dichiariamo guerra alle stragi di vittime sulle strade. Come Regione Umbria abbiamo iniziato questo percorso con il primo Piano strade regionale dotando, tra i primi provvedimenti adottati, le due Province di oltre 18 milioni di euro per la sicurezza stradale: si trattava di fondi che le Province, deputate a gestire le strade regionali, avrebbero dovuto incassare dal 2014 e che sono stati bloccati per anni ed erogati solo nel 2025. Quando ero presidente della Provincia di Perugia chiesi con ogni mezzo questi fondi per poter manutenere e ridurre i rischi sulle strade regionali e provinciali che, come sopra scritto, rappresentano in Umbria una viabilità ad alto rischio.
La nostra amministrazione inoltre ha stabilito un piano di opere pubbliche di intervento diretto per ridurre la pericolosità stradale su tratti di strade regionali che sono stati oggetto di tragici incidenti: nell’anno in corso abbiamo stanziato i fondi necessari il primo piano di messa in sicurezza delle strade umbre, di diversa competenza. Per volontà di questa presidenza e grazie all’assessorato infrastrutture e trasporti, nei mesi scorsi sono state attivate tutte le interlocuzioni con comuni e province con l’obiettivo di individuare ed eliminare progressivamente le situazioni di maggior rischio sulle strade umbre.
In coerenza con questa impostazione si è deciso di partire dai tratti di viabilità dove nel tempo si sono registrati i più alti livelli di incidentalità. Tra gli interventi più significativi la realizzazione di una rotonda sulla SS3bis Tiberina in Località Altomare a San Giustino (dove sono morti ben 8 ragazzi), la rotatoria QuattroTorri a Corciano/Perugia, la messa in sicurezza della SP 100 tra Fighille e Pistrino e della Flaminia in località Pontesanguinaro a Narni, l’intervento sul ponte di attraversamento della SP 31 Giove – Attigliano, la messa in sicurezza dell’intersezione SR316 – SP 443 a Bevagna, il miglioramento del collegamento viario a Montefalco, la realizzazione dei percorsi protetti sulla SR147 Assisi-Viole-San Vitale, la messa in sicurezza della viabilità pedonale a Montecastrilli.
Le risorse che la giunta Proietti ha destinato a questo primo Piano regionale di messa in sicurezza delle strade sono circa 7 mln per le annualità 2027/2029. La nostra amministrazione regionale potenzierà e attiverà immediatamente tutti gli strumenti previsti dalla legge regionale 8/2014. Come primo atto introdurremo nella consulta istituzioni e soggetti che non sono finora mai stati coinvolti: le Province di Perugia e di Terni, che gestiscono tutta la rete stradale regionale, e alle quali sono state assegnate da noi risorse ingenti proprio per aumentare la sicurezza stradale; i rappresentanti delle polizie provinciali municipali e locali, che unitamente alle forze dell’ordine e di polizia si trovano a refertare molti incidenti stradali; l’Anas, che gestisce le strade statali, rete particolarmente estesa in Umbria, che spesso attraversa anche tratti urbani, e purtroppo – come statisticamente verificato – con tratti in cui si verificano incidenti tragici anche in maniera ricorrente, segno evidente di una concausalità sulla quale il Governo deve immediatamente intervenire; Autostrade per l’Italia che gestisce l’unico tratto autostradale in Umbria, a Fabro, tristemente noto anch’esso per la frequenza di incidenti. E alla consulta dovranno partecipare anche i rappresentanti delle associazioni e dei familiari delle vittime. Nessuno, come chi ha perso un proprio caro sulla strada, conosce il dolore, le circostanze, e soprattutto la ferma volontà che ciò che ha colpito le loro famiglie non accada mai più.
Se si può dare un senso al dolore, che un senso non ce l’ha ma in modo particolare non ha neanche un nome quando a morire sono giovani angeli che lasciano genitori, fratelli, nonni, amici, questo senso si può dare impegnando chi ha perso un proprio caro in una “buona battaglia” che veda tutti coinvolti ed uniti, istituzioni dello Stato, enti locali e gestori, forze dell’ordine e polizia, per ridurre i rischi sulle strade e aumentare prevenzione e sicurezza. Una buona battaglia affinché le tragedie che hanno aperto ferite incolmabili nei cuori non accadano mai più. Una buona battaglia che la Regione Umbria ha deciso di intraprendere come mai prima d’ora e che diventerà centrale nelle politiche regionali dei prossimi anni, anche attraverso l’adeguata dotazione finanziaria.
Con il Piano strade regionale avevamo già iniziato a lavorare al Piano regionale della sicurezza stradale Prss, delineato dalla legge regionale 8 del 2014 e mai affrontato né definito: all’Umbria occorre un piano organico della sicurezza stradale che individui chiaramente indirizzi, misure ed interventi volti a migliorare la sicurezza stradale con azioni di indirizzo e coordinamento riguardanti progetti eseguiti dalla Regione, da enti locali e soggettiproprietari e gestori delle strade e gestori del trasporto regionale. Perché ogni misura che incentiva l’uso dei mezzi pubblici riduce oggettivamente il rischio sulle strade.
Il Prss è lo strumento con cui si delineano gli interventi di riduzione del rischio sulle strade di varia natura, per attuare i quali sono necessarie risorse dedicate e significative, come quelle che la Regione Umbria nel 2025 ha fornito alle Province per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza ex regionali di gestione provinciale. Altro fondamentale presidio è la riduzione della velocità, in particolare quando le strade extraurbane attraversano abitati: gli enti gestori e i comuni possono imporre limiti di velocità locali nei punti più critici anche con l’ausilio di autovelox, che in alcuni casi sono necessari per allertare alla diminuzione della velocità.
Costituiremo immediatamente il Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale Crums – che pur essendo stato istituito nel 2012, non è mai stato effettivamente attivato – presso la struttura della giunta competente, che sarà sotto la mia costante supervisione come presidente: il Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale avrà il compito elaborare i dati, predisporre rapporti (art. 6 LR 8/14) e forme di collaborazione utili alle azioni concrete degli enti, che non possono più aspettare.
Inizieremo subito con campagne di formazione e prevenzione, coinvolgendo le scuole e altre organizzazioni per la formazione e l’aggregazione dei giovani, mettendo in campo ogni possibile azione di formazione e prevenzione per la mobilità sicura, considerando ogni aspetto su cui poter fare leva coinvolgendo direttamente i ragazzi di ogni età. Perché anche la Giornata in memoria delle vittime della strada, che sia nazionale o regionale, non si limiti a un solo giorno di ricordo, indignazione, ma diventi un vero e proprio programma di prevenzione 365 giorni all’anno. E continueremo ad investire nel trasporti pubblico locale, in una Regione come la nostra in cui troppo alto è il ricorso al mezzo privato a causa di una carenza atavica e strutturale di investimenti in infrastrutture sicure e in servizi di trasporto pubblico capillari.
Al Governo chiediamo di fare la sua parte. Non solo rispondendo direttamente per le strade statali, dove più volte abbiamo scritto (direttamente al ministero Infrastrutture e Trasporti) e sollecitato Anas per tratti di particolare pericolosità, come la Pian d’Assino, ricevendo però solo dinieghi. Ma anche rispristinando contributi statali pluriennali da destinare agli Enti locali così come nel Piano nazionale per la sicurezza stradale di cui al Decreto Interministeriale 800/2009 che si è esaurito nel 2015.
Il Piano nazionale per la sicurezza stradale 2030 in vigore è solo un atto programmatico e non ha attualmente un fondo dedicato né prevede una cifra fissa complessivamente per ciascuna Regione. Alle nostre precise richieste presentate al Mit nell’ottobre 2025 per il piano d’attuazione 26-28 ancora nessuno ha dato risposte. E intanto sulle strade si continua a morire.
Come Regione Umbria saremo i promotori di una “buona battaglia”, ci faremo responsabili di redigere e coordinare un programma regionale interistituzionale per il monitoraggio e la riduzione del rischio, coinvolgendo scuole, parti sociali e tutta la comunità regionale, affinché la prevenzione possa evitare ulteriori drammi e lenire, anche se solo un poco, le ferite impossibili da rimarginare dei familiari delle vittime. A loro ci stringiamo, ancora più forte dopo aver salutato Samuele e Leonardo. Per loro, e per tutte le altre vittime della strada, non ci fermeremo.
Stefania Proietti
(* Presidente della Regione Umbria)
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