lavoratori (e politici) da tutta Italia in corteo. slitta il Consiglio regionale per la manifestazione


CERRETO D’ESI – Quasi mille lavoratori, tra dipendenti del gruppo Electrolux ed esponenti dell’indotto, si sono radunati a Cerreto d’Esi per manifestare contro la prospettata chiusura dello stabilimento produttivo. Il corteo, organizzato per difendere la continuità occupazionale di maestranze presenti nel sito anche da oltre trent’anni, ha attraversato le vie cittadine per raggiungere i cancelli della fabbrica. Per consentire la partecipazione della delegazione istituzionale, i lavori del Consiglio regionale delle Marche sono stati temporaneamente fatti slittare.

Alla mobilitazione hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, tra cui il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, gli assessori Bugaro e Consoli, il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e i parlamentari del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino e Giorgio Fede, insieme a diversi consiglieri regionali.

Le parti sociali e i manifestanti hanno ribadito la ferma opposizione alle scelte aziendali della multinazionale e la necessità di tutelare il presidio industriale del territorio marchigiano. Presenti anche i sindaci di Jesi Fiordelmondo Pd, di Castelfidardo Ascani M5S e di Cerreto Grillini.

Il Pd: «Meloni non nasconderti, fai sentire il tuo peso internazionale»

«Lo sciopero nazionale dei dipendenti Electrolux e la manifestazione a Cerreto d’Esi pongono una questione decisiva per il futuro della manifattura italiana e per la capacità del Paese di preservare il proprio patrimonio produttivo. La presidente Meloni non si nasconda dietro le sedi ministeriali e assuma direttamente la responsabilità di questa vertenza. Se davvero dispone del peso internazionale che rivendica, lo eserciti nel confronto con un grande gruppo multinazionale. Electrolux deve ritirare la decisione di chiudere Cerreto d’Esi, salvaguardare i livelli occupazionali e presentare un programma credibile di investimenti per tutti gli stabilimenti italiani» hanno attaccato i deputati Dem Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, Vinicio Peluffo, capogruppo in commissione Attività produttive, e i marchigiani Augusto Curti e Irene Manzi.

In totale, quasi 1000 persone davanti alla sede cerretana di Electrolux. Il governatore Acquaroli, la sindaca Ghergo di Fabriano, gli assessori Bugaro e Consoli e i consiglieri regionali hanno chiuso il lungo corteo prima di salire sul palco.

I sindacati

«Il tempo delle parole è finito. Non servono solidarietà di facciata, slogan o demagogia. Servono scelte. E servono adesso». Va giù senza mezzi termini Marco Ferracuti, segretario regionale della Cisl Marche, che questa mattina ha partecipato insieme a Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim-Cisl. «Dietro uno stabilimento ci sono lavoratori, famiglie e comunità. – ha aggiunto Ferracuti – Quando un’impresa chiude o ridimensiona, non si perdono soltanto posti di lavoro: si impoverisce un intero territorio e si indebolisce il futuro delle nuove generazioni». Secondo Nobis, «manca una presa di responsabilità dell’azienda di rivedere i volumi, rivedere la riduzione degli esuberi e soprattutto dare continuità lavorativa a Cerreto».

«Il disimpegno di Electrolux è inaccettabile, ma va ripensato il modello industriale per anticipare le crisi» ha rimarcato la segretaria regionale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli .

Acquaroli, appello dal palco

«Chiedo ancora una volta all’azienda di ritirare il piano industriale, cancellare la chiusura di questo stabilimento e procedere a un confronto». È l’appello lanciato dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, intervenuto oggi a Cerreto d’Esi alla manifestazione nazionale organizzata a sostegno dei lavoratori Electrolux.

La mobilitazione si inserisce nell’ambito della vertenza aperta sul piano industriale del gruppo, che ha confermato 1.450 esuberi a livello nazionale e prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, con circa 170 lavoratori coinvolti. Una prospettiva che continua a destare forte preoccupazione per le conseguenze occupazionali, economiche e sociali sul territorio.

Le delegazioni da tutta Italia

Accanto ai lavoratori del sito marchigiano erano presenti delegazioni provenienti dagli altri stabilimenti italiani del gruppo: Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Solaro (Milano) e Forlì.

«Rivolgo il mio pensiero a tutti i lavoratori e a tutti coloro che hanno raggiunto Cerreto per questa manifestazione dal significato molto importante. Siamo qui a difendere i territori, il lavoro e la dignità di chi oggi vede messo a rischio il proprio percorso di vita e professionale. Fin dall’inizio di questa crisi abbiamo chiesto il ritiro del piano industriale, la salvaguardia dello stabilimento e una ridiscussione collettiva sulle prospettive dell’azienda e del settore dell’elettrodomestico in Italia e in Europa. C’è la disponibilità di tutti, della nostra Regione, delle altre Regioni e del Governo nazionale a lavorare per ridiscutere, anche in sede europea, i paradigmi attuali per poterli cambiare. Agli organi dell’Unione Europea chiediamo infatti un intervento concreto per rivedere le regole, le tutele del settore e i parametri di competitività, in modo da difendere la produzione industriale della nostra Nazione. Ci si aspettava un atteggiamento diverso da parte dell’azienda, un’apertura al confronto anche dopo le interlocuzioni avute e non la conferma della chiusura del sito di Cerreto e degli esuberi. Purtroppo questo non è avvenuto. Ringraziando tutte le sigle sindacali, il sindaco di Cerreto, gli altri primi cittadini e le autorità presenti, chiedo per l’ennesima volta alla proprietà di fermarsi perché non accettiamo che una riorganizzazione aziendale si traduca nella cancellazione di un sito così importante e di una storia industriale lunga decenni. Davanti allo sforzo messo in campo da tutte le istituzioni, proseguire senza ascoltare le esigenze, le necessità e la dignità dei lavoratori e dei territori rappresenta un vero e proprio schiaffo».

Aspettando il tavolo europeo

A margine il presidente ha aggiunto: «Siamo di fronte a una riproposizione inaccettabile del piano industriale, senza che vi sia stata finora la disponibilità dell’azienda a rimettere in discussione le proprie scelte, nonostante l’apertura imminente di un tavolo europeo che potrebbe portare a una svolta epocale per il settore. Vedere lo sconforto sui volti degli operai fa grande dispiacere: a fronte della dignità di chi ha sempre fatto il proprio dovere, le imprese dovrebbero mostrare maggiore responsabilità sociale. Restiamo fortemente preoccupati ma determinati, uniti e coesi nel difendere la nostra storia industriale e il futuro produttivo della nostra comunità».

Ghergo: «Questa vertenza unisca l’intera comunità»

Dichiarazione del sindaco Daniela Ghergo: «Questa mattina ho voluto essere presente a Cerreto d’Esi alla manifestazione sindacale unitaria promossa da Fiom, Fim e Uilm per portare la solidarietà mia e dell’intera città di Fabriano alle lavoratrici e ai lavoratori Electrolux.La presenza diffusa delle forze politiche, al di là di ogni schieramento, dimostra come questa vertenza unisca l’intera comunità. Quando è in gioco la tenuta sociale ed economica della nostra area, le istituzioni hanno il dovere di fare fronte comune. Questo non esime dal sottolineare che la situazione che sta attraversando il sito di Cerreto d’Esi e il distretto industriale fabrianese sia la diretta conseguenza dell’assenza prolungata di una seria e lungimirante politica industriale nazionale per l’elettrodomestico e per l’intero comparto del bianco. Il nostro distretto, che per decenni è stato il motore produttivo dell’elettrodomestico in Italia e in Europa, non può continuare a subire passivamente decisioni strategiche prese altrove o l’inerzia delle politiche industriali del Paese. Serve un tavolo di confronto urgente a livello governativo per definire strategie di salvaguardia, rilancio e tutela dell’indotto e della filiera del bianco a Fabriano e nei comuni limitrofi. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori e dei sindacati in ogni sede istituzionale affinché venga difeso ogni singolo posto di lavoro e vengano intraprese iniziative di rilancio del nostro distretto industriale che da troppo tempo vengono annunciate senza essere perseguite»




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