Ma per recuperare l’intero il complesso serviranno altri finanziamenti
Dopo anni di progettazione e passaggi amministrativi, il Comune di Napoli prova a far avanzare il recupero dell’ex convento di San Francesco delle Cappuccinelle. È stata pubblicata la gara per affidare i lavori di restauro e rifunzionalizzazione del complesso di salita Pontecorvo, nel quartiere Avvocata, destinato nei piani dell’amministrazione a ospitare un centro di alta formazione per le arti e l’artigianato artistico e spazi ricettivi rivolti soprattutto ai giovani artisti.
Il progetto dispone complessivamente di 7,5 milioni di euro, mentre l’importo dei lavori indicato nella procedura arriva a 5.339.351,12 euro. Le imprese interessate avranno tempo fino alle 12 del 21 ottobre per presentare le offerte. Soltanto dopo l’aggiudicazione e la consegna potrà aprirsi il cantiere, per il quale sono previsti 730 giorni naturali e consecutivi, dunque circa due anni. L’intervento è finanziato attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 e rientra nel Contratto istituzionale di sviluppo «Napoli – Centro storico», sottoscritto nel 2021 per una serie di interventi sul patrimonio della città.
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Botteghe, laboratori e spazi per gli artisti
Il piano elaborato per le Cappuccinelle non si limita al restauro dell’edificio. L’obiettivo indicato negli atti è realizzare un centro di alta formazione dedicato alle arti e all’artigianato artistico, affiancato da una struttura ricettiva e da una serie di servizi. Al centro di formazione dovrebbero essere destinati circa 4.550 metri quadrati coperti tra piano terra, primo piano e parte del secondo, oltre agli spazi dei due chiostri. Intorno al chiostro maggiore il progetto prevede botteghe artigianali, laboratori e studi per gli artisti.
Altri ambienti dovrebbero accogliere sale per proiezioni ed esposizioni, librerie, videoteche e ulteriori servizi. È prevista anche una parte ricettiva rivolta a giovani, artisti, studiosi e visitatori, distribuita, insieme ai servizi collegati, su circa 3.780 metri quadrati coperti e altri 1.100 metri quadrati scoperti. Il progetto comprende inoltre il recupero dei due chiostri: quello maggiore misura 772 metri quadrati, mentre quello minore arriva a 440. Per quest’ultimo è prevista la ricostruzione del giardino sulla base delle mappe storiche.
Nel programma di rifunzionalizzazione rientra anche l’ex chiesa. Una precedente scheda progettuale del Comune prevedeva per questo spazio, di circa 400 metri quadrati, una possibile destinazione a sala per concerti.
Oltre 5,3 milioni per i lavori
Dei 7,5 milioni complessivamente disponibili, 5.339.351,12 euro costituiscono l’importo dei lavori indicato nella procedura, compresi 171.318,89 euro per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. Il costo della manodopera viene stimato in circa 1,58 milioni di euro. L’appalto sarà assegnato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa: la componente tecnica peserà per 80 punti su 100, mentre all’offerta economica ne saranno attribuiti 20.
Gli interventi previsti comprendono il consolidamento statico, il recupero delle facciate interne ed esterne, il restauro e il risanamento conservativo, le opere impiantistiche e gli adeguamenti alle norme di sicurezza, oltre ai lavori sulle corti e sui terrazzi. Prima dell’arrivo alla gara, il progetto esecutivo ha attraversato diversi passaggi: nel 2026 sono arrivati l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e il parere preventivo dei Vigili del Fuoco. A giugno si sono poi concluse le verifiche tecniche, seguite dalla validazione e dall’approvazione del progetto esecutivo.
Il cantiere dovrà convivere con lo Scugnizzo Liberato
Il futuro cantiere dovrà fare i conti anche con le attività che già si svolgono all’interno delle Cappuccinelle. Una parte del complesso ospita infatti lo «Scugnizzo Liberato» ed è stata riconosciuta dal Comune tra i beni comuni emergenti destinati alla fruizione collettiva. Il disciplinare di gara tiene conto della situazione e, tra gli elementi utilizzati per valutare le offerte, inserisce l’organizzazione del cosiddetto «cantiere aperto».
Alle imprese viene chiesto di proporre soluzioni capaci di ridurre le interferenze con le attività dello Scugnizzo Liberato, garantendo l’accessibilità degli spazi che potranno continuare a essere utilizzati e la continuità delle forniture di acqua ed energia elettrica. Una parte del punteggio tecnico sarà attribuita anche alle proposte per il coinvolgimento dello Scugnizzo Liberato, delle comunità locali e della cittadinanza durante l’esecuzione dell’intervento.
Tra gli elementi premianti compare inoltre l’impegno dell’impresa ad aumentare i livelli occupazionali della comunità territoriale, anche attraverso l’assunzione di personale residente nel quartiere o nel territorio comunale, compatibilmente con le esigenze tecniche e organizzative del cantiere.
Dal convento al carcere minorile
Le Cappuccinelle attraversano diversi secoli della storia di Napoli. Il complesso di San Francesco delle Cappuccinelle viene fondato nel 1585 da Eleonora Scarpato, moglie del notaio Luca Giglio, inizialmente per accogliere religiose francescane povere. Con l’aumento delle ospiti vengono progressivamente acquistati altri immobili e il convento si amplia. Alla trasformazione del complesso contribuisce successivamente anche Giovanni Battista Nauclerio, al quale viene affidato un ulteriore ampliamento e la realizzazione della grande cupola della chiesa.
La destinazione dell’immobile cambia poi radicalmente e l’antico convento diventa il carcere minorile Gaetano Filangieri. In tempi più recenti alcuni degli spazi diventano sede dello Scugnizzo Liberato. Nel 2016 il Comune inserisce l’immobile tra i beni comuni emergenti e successivamente prende atto della dichiarazione d’uso civico della comunità. Anche in relazione alla presenza dello Scugnizzo Liberato, il percorso che ha preceduto la progettazione dell’intervento ha previsto una fase partecipativa con la società civile.
I fondi non bastano per recuperare l’intero complesso
La pubblicazione della gara, tuttavia, non significa che l’intero ex convento delle Cappuccinelle sarà recuperato con le risorse attualmente disponibili. È la stessa documentazione amministrativa a precisare che il progetto interessa soltanto una parte del complesso, nei limiti dei 7,5 milioni finanziati attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo. Per completare la rifunzionalizzazione delle parti rimanenti sarà necessario reperire ulteriori finanziamenti.
L’immobile di salita Pontecorvo 46 è di proprietà del Comune di Napoli, fatta eccezione per alcune unità al piano terra appartenenti ad altri proprietari, ed è sottoposto a tutela in quanto bene di interesse culturale. Il passaggio concreto compiuto adesso è dunque l’apertura della procedura per individuare l’impresa chiamata a eseguire questa parte dell’intervento.
Le offerte potranno essere presentate fino al 21 ottobre. Seguiranno l’aggiudicazione e, successivamente, la consegna del cantiere. Soltanto da quel momento decorreranno i 730 giorni previsti per l’esecuzione dei lavori.
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