Nel 120° anniversario di Lancia, la nuova Gamma arriva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: disegnata a Torino, sviluppata in Italia e prodotta a Melfi. Urso chiede all’Europa una svolta sulle regole dell’automotive, Stellantis difende la competitività dell’industria e la Basilicata guarda al futuro dello stabilimento. Ma il debutto apre anche una domanda: la Gamma inaugura una nuova Lancia o rappresenta l’ultima espressione di questo posizionamento?
Centoventi anni di storia alle spalle e una domanda sul futuro davanti. È questo il paradosso con cui Lancia presenta la nuova Gamma, nel giorno in cui il marchio celebra proprio il centoventesimo anniversario. La vettura, già intravista nelle scorse settimane, viene svelata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, del Chief Operating Officer di Stellantis Emanuele Cappellano e della Managing Director di Stellantis Italia Antonella Bruno. La location è parte del messaggio. Gamma non viene presentata soltanto come il nuovo modello di Lancia, ma come un progetto che vuole raccontare un pezzo dell’industria italiana: il design nasce a Torino, sviluppo e industrializzazione vengono realizzati in Italia e la produzione è affidata allo stabilimento Stellantis di Melfi. Attorno alla vettura si muove inoltre una filiera di fornitori italiani, una decina dei quali lucani. È quindi un progetto che mette insieme identità, produzione e occupazione proprio mentre l’automotive europeo attraversa una delle fasi più delicate della propria trasformazione. E il tema, durante la presentazione, emerge subito. Perché mentre Lancia celebra i suoi primi 120 anni, Stellantis sta ridisegnando il proprio futuro industriale e organizzativo. La Gamma diventa così contemporaneamente un punto di arrivo della storia del marchio e un possibile punto di partenza per la sua prossima fase. La domanda è inevitabile: è l’inizio della nuova Lancia o l’ultima Lancia di questa generazione?
1120 anni di Lancia, ma lo sguardo è al futuro
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L’anniversario dei 120 anni accompagna l’intero progetto Gamma. Lancia nasce nel 1906 e nel corso della sua storia ha costruito un’identità legata a eleganza, innovazione e tecnologia, con modelli diventati simboli dell’automobilismo italiano, dalla Aurelia alla Flaminia, dalla Fulvia alla Stratos fino alla Delta. Oggi il marchio prova a ripartire da una nuova gamma di prodotti. La Ypsilon ha rappresentato il primo passo della nuova fase, seguita dal ritorno della sigla Hf e delle competizioni rally. Gamma compie ora un passaggio ulteriore: porta Lancia in un segmento più grande e con un posizionamento più alto. È proprio questo il significato che Antonella Bruno attribuisce al modello. “Lancia Gamma è un momento molto importante nel processo di evoluzione del brand Lancia”, spiga la Managing Director di Stellantis Italia. Dopo la Ypsilon e il ritorno alle competizioni, Gamma “amplia l’offerta del marchio” e riporta Lancia in quello che viene definito il segmento dei Suv medi, indicato da Stellantis come il secondo segmento per peso in Italia e il primo in Europa. Il 120° anniversario diventa quindi il punto di partenza per parlare di futuro, non soltanto di memoria.
2Un progetto italiano da Torino a Melfi
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La caratteristica più evidente della Gamma è però la sua dimensione italiana. “È un progetto italiano nel senso più completo del termine”, sottolinea Bruno. Il percorso parte dal Centro Stile Lancia di Torino, dove nasce il design, passa per lo sviluppo e industrializzazione e arriva allo stabilimento di Melfi. Torino e Melfi diventano così i due estremi della stessa filiera: da una parte cultura del design e progettazione, dall’altra tecnologia produttiva e lavoro industriale. Dietro la vettura ci sono designer, ingegneri, tecnici, operatori e fornitori. Un sistema di competenze che, nelle intenzioni di Lancia, deve trasformare l’identità italiana in un elemento concreto del prodotto. Il percorso non termina con l’uscita della vettura della fabbrica, Bruno ricorda anche il ruolo della rete commerciale: i 113 concessionari Lancia in Italia sono pronti ad accogliere il nuovo modello e a trasferire al cliente la stessa impostazione del marchio. È il Made in Italy raccontato come una catena completa: progettare, sviluppare, produrre e vendere.
3Urso: “La nuova Gamma è il simbolo del rilancio dell’auto italiana”
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La scelta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy assume quindi un significato politico oltre che industriale. Adolfo Urso definisce la nuova Gamma “simbolo del rilancio dell’auto italiana” e considera il Ministero il luogo naturale per presentare un progetto che nasce e viene prodotto in Italia. Ma il Ministro utilizza il debutto della Lancia anche per riportare al centro il confronto con Bruxelles. Secondo Urso, l’Europa deve intervenire rapidamente sulla propria politica industriale dell’automotive. La richiesta è quella di una revisione “organica e strutturale” delle norme europee, con l’obiettivo dichiarato di tutelare contemporaneamente imprese, lavoratori, consumatori e famiglie. “Non abbiamo altro tempo”, è il concetto ribadito dal ministro. La posizione italiana, secondo Urso, sarebbe inoltre passata da un’iniziale alleanza con alcuni Paesi più piccoli, tra cui la Repubblica Ceca, a un fronte più ampio nel quale oggi sono coinvolte anche le grandi potenze industriali europee. “Con noi ci sono anche Francia, Germania”, sostiene Urso, insieme alle case automobilistiche e ai lavoratori europei. Il messaggio politico è dunque quello di un’Italia che vuole spingere la discussione sulla revisione delle politiche automotive europee. La Gamma diventa, in questo quadro, una sorta di esempio concreto: un’automobile sviluppata e prodotta in Europa, con una forte componente industriale italiana, che arriva sul mercato mentre l’industria continentale chiede nuove condizioni di competitività.
4Cappellano: “L’industria europea è a un bivio”
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La posizione di Stellantis non è distante nella diagnosi. Emanuele Cappellano definisce l’industria europea dell’auto “a un bivio”. La posta in gioco, spiega, non riguarda soltanto i singoli costruttori ma tutta la catena del valore: aziende automobilistiche, fornitori e lavoratori. Il problema è legato soprattutto agli investimenti. “Le aziende automotive richiedono investimenti di lungo termine”, sottolinea Cappellano. Per questo, secondo il manager, le decisioni che l’Unione Europea sta prendendo oggi avranno conseguenze sulla capacità dell’industria di rimanere rilevante nei prossimi anni. La richiesta di Stellantis è quella di creare condizioni omogenee per chiunque voglia operare sul mercato europeo. Il ragionamento è semplice: se un costruttore vende in Europa, dovrebbe confrontarsi con condizioni coerenti con quelle dei produttori europei, anche per quanto riguarda produzione, componentistica e progettazione. “Se le condizioni sono eque per tutti quelli che competono sul mercato”, osserva Cappellano, “c’è un futuro per il nostro mercato in Europa”. È una partita che riguarda direttamente anche l’Italia, perché gli investimenti negli stabilimenti dipendono dalla capacità dell’intero sistema europeo di rimanere competitivo.
5Melfi, la fabbrica e la questione del lavoro
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Se per Urso il tema è europeo, per Vito Bardi il punto di partenza è territoriale. Il presidente della Basilicata definisce Gamma non soltanto come la presentazione di un nuovo modello, ma come “una prospettiva per il futuro”. Soprattutto per il lavoro. Melfi rappresenta infatti uno dei principali poli industriali della regione e coinvolge lavoratori che arrivano anche dalle aree limitrofe. La crisi dell’automotive, sottolinea Bardi, ha quindi una dimensione economica ma anche sociale. La Regione, spiega, sta lavorando insieme a Stellantis e alle istituzioni per mantenere impegni sul territorio. Gamma diventa così una delle risposte concrete alle preoccupazioni legate alla continuità industriale. Ma Bardi guarda soprattutto all’indotto. La presenza di circa trenta fornitori italiani, una decina dei quali lucani, può rappresentare un elemento importante per estendere gli effetti della produzione oltre i cancelli dello stabilimento. Il presidente lucano richiama anche il prossimo arrivo di un nuovo modello Alfa Romeo e il fondo da 300 milioni destinato al settore automotive, con una quota prevista per il mezzogiorno. “Le parole servono a poco, servono i fatti”, è il concetto espresso da Bardi. E la Gamma, per la Basilicata, è uno di questi fatti.
6La transizione tra ambiente e produzione
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Bardi porta poi il confronto su un altro terreno: quello della decarbonizzazione. La transizione ambientale, secondo il presidente della Basilicata, non può essere separata dalla tutela della produzione industriale. La questione è trovare un equilibrio tra riduzione delle emissioni e capacità delle imprese europee di continuare a produrre. È uno dei nodi centrali della discussione sull’automotive: accelerare la transizione mantenendo contemporaneamente una base industriale europea capace di sostenere investimenti, occupazione e filiere. La Gamma nasce proprio dentro questo passaggio, offrendo sia una motorizzazione ibrida sia versioni completamente elettriche.
7La Gamma cambia il pubblico di Lancia
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Sul prodotto, la svolta è evidente. La Gamma è lunga 4,67 metri, costruita sulla piattaforma Stla Medium. Sarà disponibile una versione ibrida e una elettrica: la prima promette oltre 1.000 chilometri di autonomia complessiva, mentre le versioni elettriche arrivano fino a circa 740 chilometri. È prevista anche una versione a trazione integrale da 375 Cv. Ma il dato più importante non è quello tecnico. È il pubblico a cui Lancia vuole rivolgersi. Gamma porta il marchio in un segmento superiore rispetto a quello delle utilitarie e amplia la platea dei potenziali clienti. Bruno indica un obiettivo di equilibrio tra privati e clienti business: circa il 50% della domanda attesa dovrebbe arrivare da privati e il restante 50% da flotte, aziende e professionisti. Autonomia, comfort ed efficienza diventano quindi elementi centrali. L’Italia rimane il mercato principale, ma il progetto guarda anche agli altri mercati europei nei quali Lancia è presente. È un riposizionamento in piena regola.
8Lancia prova a tornare premium
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Il progetto Gamma porta quindi con sé una trasformazione dell’identità commerciale di Lancia. Il marchio vuole mantenere i propri elementi tradizionali: eleganza italiana, comfort, innovazione e cura del dettaglio, ma applicarli a un prodotto più grande e tecnologicamente più avanzato. “raffinatezza e concretezza“, la sintesi utilizzata da Bruno per descrivere il modello. È un passaggio significativo perché per anni Lancia è stata identificata soprattutto con la Ypsilon e con il segmento delle piccole vetture. Gamma cambia questa prospettiva. È più lunga, più costosa, più tecnologica e si rivolge anche a un pubblico professionale e aziendale. La piattaforma Stla Medium la colloca inoltre all’interno di una famiglia tecnica utilizzata per vetture di dimensioni e posizionamento superiori.
9Ma quale sarà la Lancia del futuro?
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A questo punto il centoventesimo anniversario assume un significato quasi paradossale. Lancia celebra la propria storia con il modello più ambizioso della nuova fase, ma lo fa mentre Stellantis sta modificando la propria strategia. Il nuovo assetto del gruppo prevede una maggiore integrazione tra marchi e piattaforme, con Lancia inserita tra i brand “specialty” e un rapporto sempre più stretto con Fiat. La condivisione tecnologica può consentire di ridurre costi e investimenti necessari per sviluppare nuovi modelli. Ma un marchio come Lancia apre anche una questione sull’identità industriale e tecnica dei prodotti futuri. Gamma nasce infatti su Stla Medium, una piattaforma che permette posizionamenti più elevati. La domanda riguarda ciò che verrà dopo. Se Lancia sarà sempre più integrata con Fiat, quanto sarà possibile mantenere un posizionamento autonomo? E soprattutto: le prossime Lancia continueranno ad avere accesso allo stesso tipo di architetture utilizzate da Gamma oppure il marchio dovrà progressivamente condividere una base tecnica più vicina ai modelli Fiat?
10L’ultima Lancia?
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Allora si torna al titolo. L’ultima Lancia? Non nel senso letterale: oggi non esiste alcun elemento che permetta di dire che Gamma sarà l’ultimo modello del marchio. Ma potrebbe essere l’ultima Lancia di una determinata fase. La prima prodotta in Italia dopo la fine della Delta. La prima Lancia che prova concretamente a spostare il marchio verso un pubblico più ampio e un posizionamento superiore. E, allo stesso tempo, una vettura nata prima che il nuovo assetto Stellantis definisse in modo più netto la maggiore integrazione di Lancia con Fiat. Questa è la particolarità di Gamma, che rappresenta contemporaneamente il ritorno di Lancia alla produzione italiana, la celebrazione dei 120 anni del marchio e uno degli ultimi prodotti a testimoniare una precisa idea di posizionamento.
11Il futuro passa da Melfi, Torino e Bruxelles
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Alla fine, la nuova Gamma racconta tre storie diverse. A Torino racconta la capacità italiana di progettare automobili e di trasformare il design in identità. A Melfi racconta la necessità di mantenere una base industriale, una filiera e posti di lavoro in un territorio che vive direttamente la trasformazione del mondo dell’auto. A Bruxelles porta invece la domanda più ampia: come può l’Europa decarbonizzare il settore senza perdere competitività industriale? E in mezzo c’è Lancia. Un marchio di 120 anni che prova a costruire il proprio futuro guardandolo contemporaneamente alla propria storia e alla nuova strategia del gruppo che lo possiede. La Gamma è quindi più di un nuovo modello. È un progetto industriale italiano, una scommessa su Melfi, un tentativo di riposizionamento di Lancia e un tassello della partita europea. Il punto, adesso, sarà capire cosa arriverà dopo. Perché la vera domanda non è se la Gamma sia l’ultima Lancia. È quale Lancia arriverà dopo la Gamma.
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