Per chi intende sostituire finestre e serramenti migliorando le prestazioni termiche del proprio immobile, il 2026 si chiuderà con una detrazione del 50% sull’abitazione principale e del 36% sulle seconde case. A partire dal 1° gennaio dell’anno successivo, a legislazione vigente, si assisterà a una riduzione delle aliquote, destinate a calare rispettivamente al 36% e al 30%. Le informazioni ufficiali generali sulle detrazioni per il risparmio energetico si possono consultare sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
In vista della prossima legge di Bilancio, tuttavia, il governo sta valutando un rilancio degli incentivi, ipotizzando un potenziamento fino al 65% per gli interventi di riqualificazione. È pertanto essenziale monitorare ogni sviluppo legislativo per pianificare adeguatamente i lavori legati al bonus infissi 2027.
Bonus infissi 2026: come funziona
Per pianificare tempestivamente i cantieri, è necessario analizzare il quadro normativo delineato dalle recenti leggi di Bilancio. Attualmente, e fino al 31 dicembre prossimo, le agevolazioni mantengono percentuali particolarmente favorevoli. Grazie al bonus infissi 2026 è infatti possibile beneficiare di una detrazione IRPEF del 50% per le abitazioni principali e del 36% per le altre tipologie di immobili.
Il passaggio d’anno comporterà tuttavia una rimodulazione degli incentivi. A legislazione vigente, dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore un ridimensionamento delle aliquote, dettato dalle evoluzioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), recentemente aggiornato dal D.Lgs 117/2026. Sebbene il recupero fiscale resti spalmato in 10 quote annuali di pari importo, il valore del rimborso subirà una flessione. Ecco, nel dettaglio, come cambieranno le percentuali di detrazione in base all’immobile:
- Abitazione principale: l’aliquota si assesterà al 36%, a patto che il contribuente sia proprietario (o titolare di altro diritto reale) dell’immobile e vi dimori abitualmente.
- Seconde case o abitazioni in affitto: l’agevolazione scenderà ulteriormente al 30%.
Chi può richiedere il bonus infissi 2027
L’accesso all’incentivo per la sostituzione dei serramenti non è un’esclusiva dei soli proprietari di casa. Per fruire del bonus infissi 2027, infatti, la regola cardine è che chi sostiene materialmente la spesa sia anche il soggetto che ne detragga l’importo. Pertanto, fatture e bonifici parlanti devono essere intestati a chi richiede l’agevolazione.
Sotto il profilo fiscale, le persone fisiche assoggettate all’IRPEF possono sfruttare tutte le tipologie di incentivo (incluso il bonus casa), mentre le società e i soggetti titolari di reddito d’impresa (IRES) possono usufruire delle agevolazioni esclusivamente percorrendo la strada dell’ecobonus, legato all’efficientamento energetico.
Spesso inquilini e figli conviventi ignorano di poter fruire del bonus, pur avendone pieno diritto in quanto detentori dell’immobile. Se, per esempio, un figlio convivente paga l’intervento sull’abitazione di proprietà del genitore, ha pieno diritto a beneficiare direttamente della detrazione. In base alle guide dell’Agenzia delle Entrate, la platea dei beneficiari si estende quindi alle seguenti categorie:
- proprietari e nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari o comodatari, previa autorizzazione scritta del proprietario dell’immobile;
- soci di cooperative e società semplici;
- familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile.
È possibile ottenere il bonus infissi senza ristrutturare casa?
Pur in assenza di cantieri pesanti e ristrutturazioni edilizie, l’aiuto fiscale per la sostituzione delle finestre è una procedura assolutamente fattibile. Infatti, il semplice cambio dei serramenti preesistenti è considerato un intervento autonomo e pienamente detraibile, anche se non associato al rifacimento di bagni, pavimenti o impianti.
Se si opta per il canale della riqualificazione energetica, l’installazione ricade per lo più nel regime di edilizia libera. La scelta si traduce in uno snellimento procedurale che esonera il contribuente dal richiedere permessi comunali, come la CILA o la SCIA.
Sostituzione infissi, l’autodichiarazione per il bonus
In tal caso, è sufficiente redigere una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la data di inizio dei lavori. Tuttavia, per procedere senza intoppi burocratici, il contribuente deve considerare che:
- l’intervento si configura come una mera sostituzione di elementi già esistenti, escludendo di fatto la creazione di nuove aperture laddove prima non ne esistevano;
- i nuovi infissi devono assicurare la corretta delimitazione termica degli ambienti, chiudendo uno spazio riscaldato verso l’esterno o verso vani sprovvisti di impianto termico;
- l’installazione deve avvenire nel rispetto dei valori di trasmittanza termica fissati dal D.M. 6 agosto 2020 (decreto “Requisiti”), le cui soglie di isolamento variano in base alla zona climatica del Comune nel quale sia ubicato l’immobile. Il dato ufficiale è consultabile sul portale ENEA o sui siti istituzionali.
L’iter procedurale appena descritto rimarrà l’ossatura della misura anche per il prossimo anno. Chiunque vorrà accedere al bonus infissi nel 2027 senza una ristrutturazione, sarà chiamato a seguire le medesime regole tecniche e documentali, pur dovendo mettere in conto il previsto abbassamento delle percentuali di detrazione fiscale.
Ecobonus o bonus casa, quale scegliere
Quando si decide di rinnovare le finestre, il sistema fiscale pone il contribuente di fronte a un bivio: utilizzare l’ecobonus per il risparmio energetico o affidarsi al tradizionale bonus casa tenendo conto delle percentuali ridotte del 2027? Non esiste un’agevolazione più conveniente in assoluto, poiché la scelta ottimale dipende dalla natura dell’intervento, dalle necessità progettuali e dalla capienza fiscale dell’utente (IRPEF o anche IRES nel caso dell’ecobonus).
Sotto il profilo tecnico, l’agevolazione energetica premia esclusivamente l’efficientamento termico e impone alcuni vincoli. Infatti, al fine di abbattere le dispersioni, l’intervento deve mantenere inalterate le caratteristiche di isolamento, vietando la modifica della sagoma o della superficie vetrata originaria.
Al contrario, il bonus casa si inquadra come opera di manutenzione straordinaria e rappresenta la via maestra per chi pianifica un restyling architettonico. Questa opzione offre maggiore libertà di design, consentendo variazioni dimensionali e l’allargamento dei fori finestra, passaggi che spesso necessitano della presentazione di titoli abilitativi comunali.
Quali sono gli incentivi per gli infissi nel 2027
I tavoli tecnici dell’esecutivo stanno valutando il rilancio delle agevolazioni legate all’efficienza energetica, con l’ipotesi di ripristinare un ecobonus potenziato al 65%. La misura si inserirebbe nel quadro di una flessibilità di bilancio concordata con la Commissione europea pari a circa 14 miliardi di euro, destinata proprio alla transizione ecologica. Il nuovo incentivo rappresenterebbe una leva strategica fondamentale per adeguare il patrimonio immobiliare ai parametri della direttiva europea sulle “Case Green” (EPBD).
Rispetto a una semplice proroga del bonus infissi del 2026, il nuovo orientamento punta a introdurre un pacchetto coordinato di interventi che comportino un drastico abbattimento dei consumi energetici. Secondo le prime bozze, il nuovo maxi-sconto favorirebbe proprio le opere integrate, abbracciando interventi trainanti quali:
- la sostituzione di serramenti obsoleti con infissi di ultima generazione e ad alta tenuta termica;
- la realizzazione di cappotti termici esterni e coibentati;
- l’installazione di pompe di calore e moderni sistemi ibridi per la climatizzazione;
- l’integrazione di impianti solari termici e sistemi avanzati di schermatura solare.
Per offrire un quadro immediato sulle differenze tra le agevolazioni attuali e i futuri scenari normativi, la seguente tabella riassume le aliquote vigenti e quelle previste dal Testo unico, nonché le possibili novità in Manovra.
| Tipologia di agevolazione | Aliquota in vigore 2026 | Aliquota prevista dal 1° gennaio 2027 | Massimale | Pratica Enea |
|---|---|---|---|---|
| Bonus casa (abitazione principale) | 50% | 36% | 96.000 euro di spesa massima | Consigliata (a fini statistici) |
| Bonus casa (seconda abitazione) | 36% | 30% | 96.000 euro di spesa massima | Consigliata (a fini statistici) |
| Ecobonus (prima casa) | 50% | 36% | Detrazione massima 60.000 euro | Obbligatoria (entro 90 gg) |
| Ecobonus (seconda casa) | 36% | 30% | Detrazione massima 60.000 euro | Obbligatoria (entro 90 gg) |
| Ipotesi Manovra (interventi energetici) | Fino al 65% (in valutazione) | Da definire in L. di Bilancio | Obbligatoria |
Il bonus infissi 2027 prevede uno sconto in fattura?
Sul fronte delle modalità di fruizione, attualmente il bonus infissi 2026 non prevede l’applicazione dello sconto in fattura, ma consente di beneficiare di una detrazione fiscale. A seguito dei blocchi introdotti dal decreto legge 16 febbraio 2023, n. 11, convertito dalla legge 11 aprile 2023, n. 38, e dal decreto legge 29 marzo 2024, convertito nella legge 67 del 23 maggio 2024, sia lo sconto immediato praticato dai fornitori, sia la cessione del credito agli istituti bancari sono stati definitivamente soppressi per la generalità dei nuovi cantieri.
Di conseguenza, l’unica strada oggi percorribile per recuperare la spesa sostenuta resta la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, tramite Modello 730 o Redditi PF. Questo meccanismo rende necessaria la preliminare verifica della propria “capienza fiscale”: l’imposta lorda annuale (IRPEF) del contribuente deve infatti essere sufficientemente alta da assorbire interamente la singola quota di detrazione, poiché l’eventuale eccedenza non goduta andrà irrimediabilmente persa.
Come posso ottenere il bonus sostituzione infissi 2027
Qualora l’attuale assetto normativo venisse confermato anche in vista del prossimo anno, per assicurarsi il bonus infissi sarà essenziale prestare attenzione alle modalità di saldo. Conformemente a quanto avviene tuttora, infatti, il pagamento dovrà avvenire mediante il bonifico parlante. Al momento della compilazione, risulterà indispensabile inserire i seguenti dati:
- la causale specifica, ambito in cui si registra la principale novità normativa, dato che dal 1° gennaio prossimo, con l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.Lgs. 117/2026), non occorrerà più citare il vecchio art. 16-bis, ma indicare l’art. 17 per chi attiverà le pratiche del bonus ristrutturazione 2027, oppure l’art. 372 per gli interventi di riqualificazione energetica (ecobonus);
- il codice fiscale del beneficiario, ovvero del soggetto che sostiene materialmente la spesa e che richiederà la detrazione;
- la partita IVA o il codice fiscale della ditta che ha fornito i beni o eseguito la posa in opera;
- gli estremi della fattura saldata, indispensabili per i riferimenti contabili.
Completato questo passaggio, la conservazione di tutta la documentazione – comprensiva di fatture e relative attestazioni di pagamento – si confermerà la condizione necessaria per poter far valere il credito in sede di dichiarazione dei redditi per l’intero decennio.
Quando termina il bonus infissi
Il panorama delle scadenze per gli incentivi legati alla sostituzione degli infissi è oggi ridefinito dalla transazione verso le nuove regole del Testo Unico. Per orientarsi correttamente, è essenziale distinguere tra le diverse tipologie di incentivo e le rispettive finestre temporali di applicazione, tenendo presente che:
- il nuovo Testo Unico fissa al 31 dicembre 2027 il termine ultimo per usufruire dell’ecobonus sull’efficientamento energetico (inclusa la sostituzione degli infissi);
- la normativa sul bonus casa prevede, invece, la prosecuzione a lungo termine, ma con una riduzione del beneficio. L’aliquota si assesterà, infatti, al 30% e sarà applicata su un massimale di spesa dimezzato, con una finestra di validità che arriva fino al 2033;
- gli ultimi quattro mesi dell’anno in corso assumono un peso cruciale, poiché per assicurarsi le aliquote massime attualmente in vigore i contribuenti devono effettuare i pagamenti necessariamente entro dicembre 2026. Si evita, in questo modo, lo scatto al ribasso delle percentuali di detrazione dal 1° gennaio 2027, salvo una possibile proroga dei bonus edilizi 50% e 36% all’interno della Manovra.
Cambio infissi, come gestire i lavori a cavallo tra due anni
Quando l’intervento di sostituzione di finestre e serramenti si protrae oltre il 31 dicembre, la gestione dei pagamenti diventa l’elemento decisivo per determinare a quale aliquota di detrazione si ha diritto. Il principio cardine che regola queste agevolazioni è quello “di cassa”: ai fini fiscali, rileva esclusivamente il momento in cui viene effettuato il bonifico parlante e non quello di avvio o di conclusione dei lavori. Per chi sta pianificando un intervento tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, è decisivo sapere che:
- se il bonifico viene disposto entro il 31 dicembre 2026, la detrazione sarà calcolata sulla base dell’aliquota in vigore per quest’anno. Se, invece, il bonifico – anche parziale, relativo a un acconto – viene effettuato dal 1° gennaio prossimo, tale spesa seguirà le regole e le percentuali previste per il 2027;
- in caso di lavori pluriennali, è possibile suddividere il pagamento tramite più bonifici. In questo modo, si può “cristallizzare” l’aliquota più conveniente per la parte di spesa sostenuta entro la fine del 2026, applicando poi la percentuale prevista per il 2027 solo per le fatture saldate nell’anno successivo.
La pratica Enea per il bonus infissi è obbligatoria
Per gli interventi rientranti nell’ecobonus, l’invio della comunicazione descrittiva dell’intervento all’ENEA rappresenta un requisito tassativo per l’accesso alla detrazione. L’obbligo, invece, è solo teorico per i lavori agevolati dal bonus casa che comportino un risparmio energetico o l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Tuttavia, il consiglio degli esperti è quello di usare la massima cautela e di inoltrare in entrambi i casi la comunicazione per gli interventi che comportino la sostituzione degli infissi. L’adempimento rappresenta una tutela fondamentale per il contribuente in caso di controlli documentali, prevenendo potenziali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate riguardo all’effettiva natura efficientante del lavoro eseguito.
A prescindere dalla tipologia di bonus, la trasmissione dei dati all’ENEA deve avvenire sempre entro il termine di 90 giorni dalla data di fine lavori o dal collaudo delle opere. Il mancato rispetto della tempistica potrebbe compromettere il diritto alla detrazione. In caso di ritardo nell’invio, tuttavia, è possibile avvalersi della remissione in bonis che permette di regolarizzare la propria posizione inviando la documentazione oltre il termine di 90 giorni, a patto di pagare una sanzione minima di 250 euro e di non aver ancora ricevuto contestazioni formali dall’Amministrazione finanziaria.
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