di CHRISTIAN REGIS
URBINO – La promozione del turismo in una città patrimonio Unesco che cerca nuove soluzioni. Una sfida non facile che ha visto, alla sala Serra d’inverno di Palazzo Ducale, amministrazione comunale e professionisti del settore confrontarsi sulle azioni da intraprendere. In primis, l’obiettivo della Camera di Commercio, è riuscire a trattenere i turisti almeno una notte in più e pubblicizzare il territorio all’estero.
A riprova della complessità della sfida le discussioni, anche taglienti, sul palco. Da una parte chi, come il sindaco di Urbino Maurizio Gambini, punta l’attenzione sui successi dell’amministrazione: “Negli anni siamo riusciti a far crescere il comparto della ristorazione, ma per fare vero turismo occorrono spazi adeguati e infrastrutture alberghiere. In questa fine estate la presenza turistica è ancora elevata, anche se andrebbe analizzata con precisione la reale durata dei soggiorni”. Dall’altra chi non condivide i festeggiamenti: tra tutti Aad Van der Velden, imprenditore olandese attivo nel settore turistico a Urbino: “La città in estate si svuota, non c’è praticamente nessuno. Da dieci anni a questa parte la visione strategica per il turismo non è cambiata affatto”.
Pubblico e privato insieme
C’è di che dibattere. Federico Scaramucci, Ceo di Raffaello travel group, presenta l’Urbino Destination Forum come “la prima iniziativa dedicata alla promozione delle destinazioni turistiche nel nostro territorio”. Un pomeriggio interamente dedicato alla programmazione turistica e al ruolo delle Dmo (Destination management organization), gli enti pubblico-privati incaricati della gestione, dello sviluppo e della promozione strategica dei territori.
“L’obiettivo – continua Scaramucci – è far sì che i turisti di tutto il mondo si chiedano cosa si possa fare nel nostro territorio, e non soltanto dove si trovi”. Sulla stessa linea è intervenuto il neo presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Alberto Alessandri, che ha individuato nel coordinamento strategico la vera chiave per far funzionare le Dmo: “Per fare rete dobbiamo mettere in connessione i singoli territori. A fare la differenza non sono i soli finanziamenti regionali. Al di sopra delle Dmo serve un coordinamento provinciale – sia politico sia tecnico – in grado di definire un’unica strategia d’insieme”.
Le abitudini dei turisti
Al centro, l’inevitabile evoluzione delle abitudini dei viaggiatori. “Le esigenze di chi viaggia sono radicalmente cambiate – spiega Scaramucci a Il Ducato -: oggi si cercano esperienze autentiche e la possibilità di vivere appieno un territorio. La nostra è una realtà privilegiata, in grado di offrire un’elevata qualità della vita, paesaggi straordinari, eccellenze enogastronomiche e un’ampia offerta legata a natura e sport”.
Un cambiamento che riguarda da vicino anche gli strumenti di pianificazione, come evidenziato da Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche: “Oggi i turisti si affidano sempre di più all’intelligenza artificiale per programmare le vacanze, abbandonando brochure e cartine cartacee. È proprio su queste tecnologie che i professionisti del settore devono concentrare i propri sforzi”.
Il turismo a Urbino
A più riprese, nella sala, si è sottolineata la necessità di una forte collaborazione tra pubblico e privato. In particolare, Gambini ha sottolineato il ruolo centrale dei tour operator: “Il nostro compito è sostenere e affiancare gli operatori del settore”. Il primo cittadino ha poi ricordato le azioni promosse dall’amministrazione, come la recente campagna promozionale su scala nazionale: “Abbiamo realizzato uno spot televisivo che credo stia già portando i suoi frutti”.

Gambini si è poi soffermato sull’offerta ricettiva della città ducale: “A Urbino i grandi hotel incontrano maggiori difficoltà, a favore di una domanda turistica differente, che spazia dal campeggio tradizionale alle nuove formule di glamping (una forma di campeggio di lusso, ndr)”.
Una notte in più e aumentare i viaggiatori dall’estero
Un tema, quello dei flussi e dei pernottamenti, ripreso da Gino Sabatini: “L’obiettivo che ci piacerebbe raggiungere come Camera di Commercio è portare la permanenza media da due giorni a tre-tre e mezzo. Attualmente la quota di visitatori stranieri si attesta al 22%, ma puntiamo a raggiungere il 30% entro il 2028”. Sui numeri è tornato anche a distanza il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Abbiamo dati positivi rispetto agli anni precedenti: la nostra regione sta diventando sempre più appetibile e capace di suscitare interesse. Urbino è capitale e patrimonio Unesco, e rappresenta un vero punto d’orgoglio per tutta la nostra regione.”

La collaborazione con università e territori
Se il ruolo delle amministrazioni e degli operatori privati resta centrale, altrettanto decisivo è l’aiuto che viene dalle competenze tecniche. Su questo punto è intervenuto il rettore dell’Università di Urbino, Giorgio Calcagnini: “L’Ateneo deve essere parte attiva del processo. Mettiamo a disposizione le nostre professionalità, ma non spetta a noi indicare la rotta né definire gli obiettivi: le linee strategiche devono arrivare dalla politica, mentre noi individueremo gli strumenti tecnici più efficaci per raggiungerle”.

A sottolineare il ruolo dell’università anche Scaramucci: “Urbino, in particolare, deve fare in modo che chi si laurea torni a visitare la città”. A raccogliere l’invito e a tendere la mano al mondo accademico è stato Gino Sabatini. Il presidente della Camera di Commercio ha infatti annunciato la volontà dell’ente di finanziare dieci borse di studio universitarie dedicate alla formazione di specialisti nel settore del turismo.
Oltre al raccordo tra enti locali e atenei, il dibattito si è allargato alla collaborazione tra territori differenti. In merito è intervenuto in videocollegamento Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno e presidente di Anci Marche: “Dobbiamo imparare a promuovere la nostra regione superando il campanilismo. È fondamentale smettere di presentarsi come singole realtà e integrarsi all’interno di una strategia complessa e condivisa”. A sostegno di questa visione di rete, Fioravanti ha citato lo storico traguardo ottenuto con il riconoscimento Unesco per i teatri condominiali all’italiana delle Marche.
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