Le migliori auto elettriche con patente B
Hyundai Kona Electric
Apriamo la selezione delle autovetture tradizionali guidabili con la patente B con la più grande del lotto, la Hyundai Kona Electric nella sua variante con batteria da 49 kWh. Questo crossover ha già convinto nella sua prima generazione con un ottimo rapporto tra efficienza, raffinatezza tecnica e grande facilità di utilizzo, e con la seconda generazione lo stile è diventato molto più futuristico, ma dentro è ancora più intuitiva. Le dimensioni sono cresciute molto, arrivando a toccare i 4,35 metri, ma le dimensioni maggiorate regalano anche un’ottima abitabilità e un bagagliaio da ben 466 litri, a cui sull’elettrica si aggiungono anche i 27 litri del Frunk, del bagagliaio anteriore. Anche la posizione di guida è adatta a chi vuole un’auto comoda, alta e che facilita enormemente le operazioni di salita e discesa dal veicolo.
L’impostazione della plancia rappresenta il punto d’incontro ideale tra modernità ed ergonomia classica: pur disponendo di due grandi schermi da 12,3 pollici, uno per il quadro strumenti digitale (dall’interfaccia molto classica e facile da leggere) e il secondo per il sistema di infotelematica, la consolle centrale è ricca di tasti fisici ben identificabili per gestire la climatizzazione e i comandi radio principali senza distrarre lo sguardo dalla strada. Anche l’abitacolo è pensato per durare, con plastiche rigide ma piuttosto robuste e assemblaggi di ottimo livello.
La versione più interessante per guidatori senior, che abbiamo scelto di inserire tra le migliori auto elettriche per anziani, è quella d’accesso. La Kona EV “base” ha un motore da 135 CV offre prestazioni vivaci ma mai intimidatorie, permettendo di muoversi nel massimo silenzio e con una fluidità di marcia molto valida, senza raggiungere la vivacità da compatta sportiva della versione più potente, da 204 CV. La Kona EV da 135 CV resta comunque vivace, con un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 9,9 secondi, mentre la batteria è piuttosto compatta, da 49 kWh. Questa compattezza permette di avere una capacità di ricarica maggiore rispetto ad automobili con batterie molto più grandi quando caricate in casa: certo, ci vogliono 24 ore per una ricarica completa dallo 0 al 100%, ma in una notte si può caricare una bella percentuale senza sforzo.
L’efficienza del propulsore è piuttosto buona, e consente di raggiungere fino a 380 km di autonomia nel ciclo misto WLTP, garantendo la tranquillità necessaria anche per gite fuori porta di medio raggio. La presenza di avanzati sistemi di assistenza alla guida di livello 2 aumenta la protezione attiva, mentre per chi è più “avanzato” può pensare di scegliere la più grande batteria da 65 kWh, che arriva a toccare i 510 km di autonomia ma va ricaricata quasi obbligatoriamente tramite le prese di corrente veloci, se la si usa più di qualche km al giorno.
Opel Mokka-e
Tra le migliori auto elettriche per anziani restiamo nel mondo dei SUV per scoprire un crossover più piccolo e compatto, ma altrettanto intuitivo da utilizzare, la Opel Mokka Electric. Lunga 4,15 metri, combina un design esterno di carattere con un ottimo livello di praticità d’uso quotidiana. La sua altezza da terra pari a 15,2 centimetri garantisce una visuale dominante sul traffico e un accesso a bordo comodo e naturale, evitando di doversi piegare eccessivamente con la schiena. La carrozzeria ha uno stile personale ma piuttosto pulito, con il frontale Opel Vizor rimanda alle Opel degli anni ’70. Questa seconda generazione della Mokka associa a dimensioni esterne ideali per non creare alcun affanno durante le fasi di parcheggio o nei passaggi stradali più stretti. Peccato per la larghezza di 1,79 metri, che è piuttosto generosa e può diventare fin troppo grande nei piccoli centri urbani.
Dove la Opel Mokka-e convince maggiormente di altre rivali è nell’abitacolo, molto classico e intuitivo sia a livello di comandi che stilistico. La plancia, infatti, è convenzionale, con una consolle centrale piuttosto generosa e ben pensata, quadro strumenti digitale, volante di dimensioni tradizionali e comandi al volante fisici, mentre spiccano i comandi fisici del clima e alcuni comandi rapidi del display dell’infotainment da 10 pollici al centro della plancia, integrato con pulizia nella plancia. La qualità costruttiva è buona, e anche lo spazio è generoso, con una posizione di guida alta e piuttosto dominante, il bagagliaio da 310 litri però non è eccesivo. La piattaforma usata dalla Mokka è la e-CMP, la stessa delle altre piccole del Gruppo Stellantis, con un motore elettrico anteriore da 156 CV e una batteria da 54 kWh, che permette di percorrere fino a 403 km nel ciclo misto WLTP con una sola ricarica. Le dimensioni della batteria, però, sono le più generose della lista: per questo, per caricare tramite una classica presa domestica ci fanno oltre 27 ore per passare dallo 0 al 100%.
Per ovviare al problema, Opel offre con l’acquisto dell’auto anche l’installazione di una Wallbox, che riesce a ridurre i tempi di ricarica da più di un giorno a qualche ora. Come per le altre elettriche di questa lista, le prestazioni sono pronte, ma non esagerate, con uno 0-100 km/h in 9 secondi netti. Per chi vuole ancora più tranquillità, in modalità Eco la potenza scende a 82 CV, per massimizzare la resa chilometrica e garantire reazioni sempre prevedibili e rassicuranti al pedale dell’acceleratore.
Dacia Spring
Presentata nel settembre del 2026, la seconda generazione della Dacia Spring è tutta nuova, diventa più grande, più larga e più spaziosa, perdendo quelle dimensioni da “giocattolo” del passato ma guadagnando una posizione sul mercato e su strada più autorevole. Rispetto alla precedente, la lunghezza aumenta di 15 centimetri, arrivando a 3,85 metri, mentre la larghezza di ben 18 centimetri, passando da meno di 1,60 metri a 1,76 metri: ora, quindi, non è ancora una compatta media di Segmento B, quanto una piccola cinque porte con uno stile moderno ma non banale, con un’altezza da terra leggermente inferiore al passato ma una posizione di guida piuttosto alta.
I sedili sono comodi, la regolazione di volante e sedile di guida sono più ampie e anche chi è più massiccio trova posto con maggiore agio al posto guida. Il bagagliaio cresce e sale a 337 litri, mentre l’abitacolo è di maggior qualità, con materiali più curati e un’ergonomia migliorata. Non mancano dei comandi del clima fisici molto facili da usare, mentre le versioni top di gamma hanno uno schermo da 10 pollici del navigatore piuttosto facile e intuitivo da usare. Meglio non scegliere la versione base, la Expression, che non ha nessuna radio ma un semplice supporto per il telefono, da collegare via Bluetooth all’auto: meglio avere un’interfaccia dedicata fisica.
A livello meccanico, la Spring è realizzata su una nuova piattaforma, molto più moderna e sicura, la RGEV Small, condivisa con la cugina Renault Twingo, molto più simpatica ma più bassa. Tutte le versioni hanno un motore elettrico da 82 CV, collegato ad una batteria da 27,5 kWh che permette, secondo il ciclo omologativo WLTP, di percorrere 250 km con una sola carica, che diventano oltre 300 km in ambiente cittadino. Grazie ad una batteria così piccola, si può caricare in circa 13-14 ore dallo 0 al 100% tramite una semplice presa domestica. Una presa Schuko può bastare per l’uso quotidiano, senza la necessità di installare sistemi di ricarica complessi.
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