La Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia mette 100.000 euro sugli interessi bancari delle imprese colpite dagli eccezionali eventi meteorologici iniziati il 18 gennaio 2026. Per entrare serve qualcosa che andava fatto mesi fa: aver già dichiarato i danni sulla piattaforma della Protezione Civile della Regione Calabria, con data di trasmissione e identificativo da riportare in domanda (art. 3, comma 1, lettera b). Senza quella ricognizione si resta fuori, anche con la sede nel comune giusto e il prestito perfetto.
Chi supera il filtro trova una misura contenuta e vincolata: da 1.000 a 2.000 euro lordi di interessi rimborsati, che si incassano solo comprando ancora dopo la domanda. Conviene a chi ha già il prestito giusto e altre spese in programma entro il 15 marzo 2027.
In sintesi: contributi sul credito per il maltempo del 18 gennaio 2026 nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia
- Cosa è: fondo perduto fino al 100% degli interessi versati su un prestito chirografario, massimo 6 mensilità. Non finanzia l’investimento.
- Per chi: micro, piccole e medie imprese del Registro Imprese di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, con sede legale o unità locale in uno dei 78 comuni dell’Allegato 1 e danni già dichiarati.
- Quanto: da 1.000 a 2.000 euro, al lordo della ritenuta del 4%. Dei 100.000 euro stanziati, 10.000 sono riservati a chi ha una premialità.
- Quando: domande dalle ore 12:00 del 29 settembre 2026 al 29 ottobre 2026, rendicontazione entro il 15 marzo 2027.
- Come: pratica telematica firmata digitalmente su ReStart, con modello base, Allegato 2, contratto e bollo da 16 euro.
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100.000€Fondo complessivo del bando
1.920€Netto su 2.000 euro di contributo
15/03/2027Termine per rendicontare
| Voce | Cosa prevede l’atto | Riferimento |
|---|---|---|
| Atto | Determinazione del Segretario Generale rep. 2026000465 del 08/09/2026 | Frontespizio |
| Dotazione | 100.000 euro, il 10% riservato a rating di legalità e premialità (D.Lgs. 184/2025) | Art. 1 c. 1, art. 3 c. 5 |
| Aiuto | Fino al 100% degli interessi su max 6 mensilità di un prestito chirografario stipulato dal 18/01/2026, da 1.000 a 2.000 euro, meno la ritenuta del 4% | Art. 2 cc. 1 e 5 |
| Filtro di accesso | Danni già dichiarati alla Protezione Civile della Regione Calabria, con data e identificativo in domanda | Art. 3 c. 1 lett. b) |
| Regime | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831, 300.000 euro in tre anni su base mobile | Art. 2 c. 5 |
Le due condizioni che decidono se i soldi arrivano
La prima non si recupera. Nell’Allegato 2 la dichiarazione dei danni alla Protezione Civile regionale ha un campo suo, con data e identificativo: o quel numero esiste, o il requisito manca (art. 3, comma 1, lettera b).
La seconda sta nell’art. 2, comma 3. In rendicontazione l’impresa dichiara di aver pagato, dall’evento calamitoso in poi, spese delle voci ammesse per almeno il 50% del finanziamento ottenuto, e presenta fatture con i bonifici per almeno il 100% del contributo concesso, su acquisti fatti tra la domanda e la rendicontazione. Il contributo non paga il passato: obbliga a spendere ancora.
Attenzione. Per la soglia del 100% contano solo le fatture emesse dopo l’invio della domanda: le spese di marzo o aprile 2026, quelle con cui hai rimesso in piedi il magazzino, valgono semmai per il 50% sul prestito. Un contributo da 2.000 euro ti impone 2.000 euro di spesa nuova.
Cos’è il contributo e come funziona
Approvato con Determinazione del Segretario Generale rep. 2026000465 dell’8 settembre 2026, il bando non finanzia investimenti: abbatte il costo del denaro, rimborsando fino al 100% degli interessi maturati e versati su un prestito bancario, per massimo 6 mensilità. È il meccanismo in conto interessi delle sovvenzioni per l’abbattimento degli interessi in Toscana, qui con un danno da calamità come presupposto.
Il prestito deve essere chirografario e non diversamente garantito, stipulato con un istituto di credito o un intermediario finanziario, intestato all’impresa e non al titolare, sottoscritto dopo il 18 gennaio 2026 ed entro il 29 ottobre 2026. La formula “non diversamente garantiti” merita una domanda alla Camera: un prestito assistito dal Fondo di garanzia per le PMI resta chirografario, ma una garanzia ce l’ha.
Anche l’impiego del prestito è vincolato (art. 2, comma 2): acquisto e riparazione di immobili, arredi, macchinari e attrezzature; impianti, con esclusione della manutenzione ordinaria; acquisto di scorte. Consulenze, stipendi, imposte e debiti pregressi restano fuori.
Il bando poggia sullo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 26 gennaio 2026 su Calabria, Sardegna e Sicilia (Gazzetta Ufficiale n. 26 del 2 febbraio), di cui abbiamo scritto all’arrivo dei primi fondi per il maltempo in Calabria, Sicilia e Sardegna. I comuni ammessi sono quelli della OCDPC n. 1180 del 30 gennaio 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio) e della OCDPC n. 1181 del 17 febbraio (Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio), ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione Civile.
Requisiti: chi rientra e chi resta fuori
| Requisito | Cosa chiede l’atto | Articolo |
|---|---|---|
| Dimensione | Micro, piccola o media impresa (Raccomandazione 2003/361/CE e DM 18/04/2005) danneggiata dagli eventi, senza limiti di settore | Art. 3 c. 1 |
| Territorio | Iscrizione al Registro delle Imprese di Catanzaro Crotone Vibo Valentia e sede legale o unità locale in uno dei 78 comuni dell’Allegato 1: 41 nel Catanzarese, 18 nel Crotonese, 19 nel Vibonese | Art. 3 c. 1 lett. a) |
| Danno dichiarato | Domanda già presentata alla Protezione Civile della Regione Calabria, con data e identificativo da riportare nel modulo | Art. 3 c. 1 lett. b) |
| Polizza catastrofale | Obbligo assicurativo dell’art. 1 c. 101 della legge 213/2023 adempiuto, salvo esclusioni di legge | Art. 3 c. 1 lett. j) |
| Regolarità | Artt. da 94 a 98 del D.Lgs. 36/2023, antimafia, niente procedure concorsuali, DURC e sicurezza sul lavoro, nessuna fornitura verso la Camera | Art. 3 c. 1 lett. c) fino a o) |
| Durata | Requisiti posseduti fino alla liquidazione, non solo alla domanda | Art. 3 c. 2 |
Il territorio non coincide con le tre province: l’elenco vincolante è l’estratto dei Comuni allegato al bando, che abbiamo contato riga per riga. La polizza catastrofale è la riga che più spesso manca: il bando non indica date di differimento e non ne inventiamo, quindi va chiarita col broker prima di autocertificare. Diritto annuale e DURC si verificano d’ufficio, con 10 giorni per regolarizzare, pena l’esclusione.
Una domanda sola, e la regola dell’impresa unica
Ogni impresa presenta una sola richiesta: se ne arrivano più di una vale l’ultima, quindi correggere un errore con un secondo invio sposta indietro la posizione. Dentro la stessa impresa unica vale invece la prima: in un gruppo con tre società nei comuni colpiti se ne finanzia una; le collegate assenti dalla visura de minimis vanno indicate in domanda (art. 3, commi 3 e 4).
Dal lordo al netto: quanto arriva sul conto
Le mensilità da portare a contributo le sceglie l’impresa, fino a sei. Sull’importo concesso si applica la ritenuta d’acconto del 4% (art. 28, comma 2, del DPR 600/1973, richiamato dall’art. 2, comma 5).
| Scenario | Interessi su max 6 mensilità | Contributo | Ritenuta 4% | Accredito | Fatture nuove |
|---|---|---|---|---|---|
| A. Interessi oltre il tetto | 2.600 euro | 2.000 euro, il massimale | 80 euro | 1.920 euro | almeno 2.000 euro |
| B. Prestito medio | 1.500 euro | fino a 1.500 euro | 60 euro | 1.440 euro | almeno 1.500 euro |
| C. Al limite della soglia | 1.000 euro | fino a 1.000 euro | 40 euro | 960 euro | almeno 1.000 euro |
| D. Interessi sotto la soglia | 600 euro | caso non risolto dall’atto | non determinabile | non determinabile | non determinabile |
Gli scenari sono nostri: il bando scrive “fino al 100%”, quindi in B e C l’importo è il tetto, non un diritto. Al conto vanno aggiunti i 16 euro di bollo.
Un ordine di grandezza prima di partire. Per maturare 2.000 euro di interessi in sei mensilità serve un prestito consistente: con un tasso nominale dell’8% siamo intorno ai 50.000 euro di capitale, con il 5% agli 80.000. Calcolo nostro, non un requisito: il bando non fissa un importo minimo.
Quante imprese entrano, e i 10.000 euro riservati
Con 100.000 euro entrano 50 imprese se tutte prendono il massimo di 2.000 euro e 100 se tutte si fermano a 1.000: cinquanta è il minimo, non il massimo. Da lì vanno tolti i 10.000 euro riservati a chi ha il rating di legalità o una premialità del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025, art. 8), cioè parità di genere certificata, assunzioni di persone con disabilità oltre la legge 68/1999, lavoro giovanile e femminile, natalità.
De minimis, cumulo e Registro Nazionale Aiuti
Il regime è dichiarato, non presunto: l’art. 2, comma 5, concede i contributi in de minimis, con la dichiarazione nell’Allegato 2. I 300.000 euro in tre anni del Reg. (UE) 2023/2831 si contano all’indietro su base mobile da ogni concessione, e sull’impresa unica: con 2.000 euro il plafond raramente morde, ma chi ha già usato de minimis guardi la visura aiuti.
Il punto su cui l’atto si contraddice. L’art. 2, comma 5, dice che i contributi “non sono cumulabili con altri contributi pubblici”, formula secca. Il comma 6 dice invece che l’aiuto “non è cumulabile con altri interventi agevolativi ottenuti per le stesse iniziative ed aventi ad oggetto le stesse spese”, divieto molto più circoscritto. Quale prevalga non è determinabile dall’atto: se hai già preso un ristoro pubblico sugli stessi danni, chiedi per iscritto al responsabile del procedimento come va letto il comma 5.
Nel bando e negli allegati non compare alcun codice SA: non lo scriviamo. Chi confronta più misure aperte può partire dalla nostra mappa dei bandi a fondo perduto attivi.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
Il contributo è in conto esercizio: non finanzia un bene strumentale, abbatte un costo di gestione, gli interessi passivi. Concorre al reddito d’impresa come ricavo, per competenza (art. 85, comma 1, lettera h, del TUIR), nell’esercizio in cui matura la ragionevole certezza del diritto, di norma quello della concessione, e in bilancio sta nella voce A5.
Ai fini IRAP la lettura cambia. L’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 446/1997 include nella base imponibile i contributi erogati a norma di legge, con un’eccezione: quelli correlati a costi indeducibili. Gli interessi passivi, per le imprese industriali e commerciali, nella base IRAP non entrano, e un contributo calcolato su quegli interessi ricade a nostro avviso nell’eccezione. L’atto tace sull’IRAP: la posizione va motivata per iscritto.
La ritenuta del 4% non è un costo ma un acconto d’imposta da scomputare in dichiarazione, quindi va tra i crediti tributari. Nota di calendario: Normattiva segnala che il testo dell’art. 28 del DPR 600/1973 vale fino al 31 dicembre 2026, e queste erogazioni cadranno quasi tutte nel 2027. La ritenuta resta, cambia la disposizione da citare.
Come si presenta la domanda
Canale unico: pratica telematica con firma digitale su ReStart di InfoCamere, restart.infocamere.it, dalle ore 12:00 del 29 settembre 2026 al 29 ottobre 2026. Le domande inviate prima o dopo sono escluse in automatico e altre modalità non sono ammesse; l’invio si può delegare a un intermediario abilitato. Gli allegati sono quattro, a pena di esclusione:
- Modello base generato da ReStart, firmato digitalmente dal legale rappresentante o dal delegato.
- Modulo di domanda (Allegato 2) firmato digitalmente, con la dichiarazione dei danni e l’IBAN del conto dedicato (art. 3 della legge 136/2010).
- Copia del contratto di finanziamento sottoscritto dopo il 18 gennaio 2026, con il piano di restituzione mensile che distingue capitale e interessi.
- Copia del versamento del bollo da 16 euro, modello F23 e codice tributo 456T. Se manca, la Camera lo segnala all’Agenzia delle Entrate.
Alla domanda non serve aver già pagato gli interessi: la prova arriva in rendicontazione, con la quietanza della banca. Allegato 3 e Allegato 4 appartengono a quella fase.
Due cose che l’atto non dice. L’ora di chiusura del 29 ottobre non c’è: finché la Camera non la precisa, non arrivare all’ultimo giorno. E il bando dice che ReStart è gratuito, non quali credenziali servano: verificalo sulla schermata di accesso qualche giorno prima.
Dopo la domanda: istruttoria, CUP, rendicontazione
Non è uno sportello a rubinetto: l’art. 5 prevede una procedura valutativa al termine del periodo di presentazione, con istruttoria in ordine cronologico. Presentare presto conta per la priorità, non perché il fondo si svuoti in tempo reale. Se le risorse non bastano, l’ultima domanda con esito positivo è ammessa fino a concorrenza; la Camera può rifinanziare, chiudere in anticipo o riaprire i termini.
| Fase | Quando | Cosa serve |
|---|---|---|
| Invio della domanda | Dalle 12:00 del 29/09/2026 al 29/10/2026 | Modello base, Allegato 2, contratto con piano di restituzione, bollo |
| Integrazioni in istruttoria | 10 giorni lavorativi | Pena la decadenza della domanda |
| Concessione o diniego | 90 giorni ordinatori dal 29/10/2026 | Provvedimento motivato, comunicato con il CUP |
| Rendicontazione | Entro il 15/03/2027 | Allegato 3, quietanza della banca, fatture con CUP e bonifici, Allegato 4 |
| Integrazioni ed erogazione | 10 giorni per le integrazioni, poi la verifica | Nessuna anticipazione prevista |
Il CUP arriva con l’ammissione e da lì le fatture rendicontate devono riportarlo, mentre per le spese anteriori si regolarizza dalla sezione “fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. I fornitori non possono essere beneficiari dello stesso bando, né collegati all’impresa ex art. 2359 del Codice civile, né suoi soci o amministratori.
I controlli arrivano dopo l’erogazione, e la documentazione delle spese va conservata per almeno 10 anni. La revoca scatta per realizzazione mancata o difforme, perdita dei requisiti, rendicontazione fuori termine, dichiarazioni mendaci o controlli negativi, e comporta la restituzione delle somme maggiorate degli interessi legali (art. 7). Il responsabile del procedimento (RUP) è il Dr. Maurizio Caruso Frezza.
Gli errori che fanno perdere il contributo
- Dare per scontato il danno dichiarato: senza la domanda già trasmessa alla Regione non si entra.
- Non programmare spese dopo la domanda: senza fatture nuove pari almeno al contributo, pagate e liberate dal fornitore, non si incassa.
- Allegare i moduli della rendicontazione (Allegato 3 e Allegato 4) o saltare il bollo da 16 euro con codice 456T.
- Presentare un prestito personale o stipulato prima del 18 gennaio 2026.
- Inviare due domande per sicurezza: vale l’ultima, con la posizione del secondo invio.
- Lasciar scadere un’integrazione: dieci giorni e la pratica decade.
Domande frequenti (FAQ)
Chi può presentare domanda?
Le MPMI danneggiate dagli eventi, iscritte al Registro delle Imprese di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, con sede legale o unità locale in uno dei 78 comuni e i danni già dichiarati. Nessun limite di settore.
Non ho dichiarato i danni alla Protezione Civile regionale: posso rimediare?
No: l’art. 3, comma 1, lettera b) chiede una dichiarazione già presentata, di cui si indicano data e identificativo. L’unica verifica utile è chiedere alla Regione se risulta una tua posizione.
Quanto si incassa davvero?
Da 1.000 a 2.000 euro al lordo: con la ritenuta del 4% l’accredito su 2.000 euro è di 1.920, su 1.000 di 960. Il 4% non è perso, si scomputa come acconto d’imposta.
Un prestito garantito dal Fondo di garanzia per le PMI è ammesso?
Il bando ammette prestiti chirografari “non diversamente garantiti” e non dice come trattare la garanzia pubblica: se il tuo è garantito, chiedi conferma scritta al RUP.
Gli interessi devono essere già pagati alla domanda?
No. Si allega il contratto con il piano di restituzione che distingue capitale e interessi; il pagamento si prova entro il 15 marzo 2027 con la quietanza della banca.
E se gli interessi di sei mensilità sono inferiori a 1.000 euro?
L’atto non risponde: i 1.000 euro sono una soglia del contributo, non degli interessi, e il bando non dice se la domanda sia inammissibile o ammessa al minimo. Serve un chiarimento della Camera.
Il contributo è cumulabile con altri aiuti?
Due commi non dicono la stessa cosa: l’art. 2, comma 5, esclude il cumulo con altri contributi pubblici, il comma 6 solo per le stesse spese. Vale comunque il de minimis, 300.000 euro in tre anni su base mobile per impresa unica.
Il contributo va tassato?
Sì, come contributo in conto esercizio: concorre al reddito per competenza (art. 85, comma 1, lettera h, del TUIR) e si rileva nella voce A5. Ai fini IRAP riteniamo ricada tra i contributi correlati a costi indeducibili.
A che ora chiude lo sportello il 29 ottobre 2026?
L’atto fissa l’apertura alle ore 12:00 del 29 settembre 2026 e non dice l’orario di chiusura; né la pagina camerale né il catalogo lo precisano. Fino a un avviso, considera l’ultimo giorno non disponibile.
Esistono altri contributi camerali in Calabria?
Sì: il Voucher Doppia Transizione della CCIAA Calabria finanzia investimenti digitali ed energetici, non il credito.
Come procedere adesso
Nell’ordine: ricevuta della dichiarazione danni, contratto e piano di restituzione, elenco delle spese che farai dopo la domanda, polizza e DURC, bollo. Senza il primo il resto non serve; senza il terzo il contributo lo ottieni e non lo incassi. Gli avvisi escono sulla pagina camerale della misura.
Vuoi sapere se il tuo prestito rientra e quante fatture nuove ti servono per incassare? Compila il form in alto: ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa per una valutazione.
Fonte ufficiale: Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, bando sostegno al credito alle imprese colpite dagli eventi meteorologici dal 18 gennaio 2026, allegato alla Determinazione del Segretario Generale rep. 2026000465 del 08/09/2026, con l’Allegato 1, elenco dei Comuni.
Scheda di catalogo: scheda della misura, Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Contenuto rielaborato da fonte in licenza CC-BY 3.0 IT.
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