GLI ESUBERI PASSANO DA 55 A 46


Recordati, Brandi (Uiltec Uil): “Accordo raggiunto, forte riduzione degli esuberi, priorità alla volontarietà e attenzione al futuro”

Una riduzione degli esuberi dichiarati in apertura di procedura, che passano dai 55 esuberi iniziali ai 46 dell’accordo sottoscritto oggi. È quanto ottenuto dalle organizzazioni sindacali dopo molteplici incontri serrati e delicati nella vertenza Recordati di Campoverde.

“Si tratta di un risultato importante conquistato grazie a un confronto continuo portato avanti in queste settimane, che ha permesso di allontanarsi in modo netto dai numeri annunciati in apertura di procedura e di tutelare decine di famiglie del territorio” — dichiara Elia Brandi, segretario generale Uiltec Lazio.

Elia Brandi

L’intesa apre alla volontarietà, accompagnata da importanti incentivi economici all’esodo. Rimane la necessità di riorganizzare lo stabilimento con meno personale, come dichiarato dall’azienda in avvio di procedura, ma con un impatto occupazionale molto più contenuto.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto con forza che l’attenzione sul futuro dello stabilimento non si esaurisca con questa intesa, sollecitando l’azienda a dare garanzie chiare sul futuro produttivo del sito di Campoverde. “Vogliamo costanti investimenti, così come accaduto negli anni passati per questo stabilimento storico, che merita un futuro all’altezza, anche per garantire ai dipendenti la stessa continuità lavorativa del passato” sottolinea Brandi.

“Un risultato frutto del lavoro serio e responsabile delle organizzazioni sindacali confederali (Uiltec Uil, Femca Cisl, Filctem Cgil) e della RSU, che ha svolto un lavoro fondamentale — spiega Brandi —. Abbiamo affrontato con competenza una vertenza complicata, mitigando l’impatto sociale e trovando il miglior equilibrio possibile in una situazione resa complessa dall’esigenza di riorganizzazione interna dell’azienda”.

“Non si può dire lo stesso di chi, in queste stesse settimane, ha scelto di intervenire pubblicamente sulla vicenda senza una reale conoscenza dei temi in discussione, senza aver seguito da vicino il tavolo di confronto e soprattutto con scarso rispetto per la vicenda, con il solo obiettivo della visibilità” aggiunge il dirigente sindacale.

“Il nostro impegno non finisce qui: ci saranno tavoli di monitoraggio, nei termini della procedura di licenziamento, e incontri sui futuri piani industriali di Recordati” conclude Brandi.

“L’intesa raggiunta tra Recordati e le Organizzazioni Sindacali per il sito di Aprilia è una buona notizia, e va detto con chiarezza: la riduzione degli esuberi, la scelta delle uscite volontarie incentivate, l’impegno a calendarizzare incontri periodici sulle prospettive industriali dimostrano che il confronto negoziale, quando è serio e non rituale, produce risultati concreti per le persone. È un metodo che va riconosciuto e valorizzato.

Ma proprio perché crediamo in quel metodo, dobbiamo dire con altrettanta onestà che non basta. Non può bastare una vertenza alla volta, un tavolo aziendale dopo l’altro, una trattativa che si apre solo quando il danno è già annunciato e la procedura di licenziamento collettivo è già sul tavolo. Aprilia non è un caso isolato: è un distretto industriale che negli ultimi anni ha visto crisi, riorganizzazioni, delocalizzazioni e vertenze susseguirsi senza che il territorio si sia mai dotato di una strategia condivisa, di lungo periodo, capace di anticipare i problemi invece di rincorrerli.

Il lavoro ad Aprilia non può essere gestito a vertenza aperta. Deve diventare una priorità politica, pubblica, collettiva. Per questo rilanciamo una proposta che non è nuova nella storia delle relazioni industriali di questo Paese, ma che qui, ora, è urgente e necessaria: l’apertura di Stati Generali del Lavoro di Aprilia, un tavolo permanente che metta insieme Comune di Aprilia, Regione Lazio, Provincia di Latina, le Organizzazioni Sindacali confederali e di categoria, le associazioni datoriali e le imprese del territorio.

Non un ennesimo appuntamento simbolico, ma uno spazio stabile di programmazione industriale e sociale che si assuma la responsabilità di affrontare, con metodo e scadenze verificabili, i nodi che oggi vengono discussi solo dentro i perimetri, necessariamente limitati, delle singole vertenze aziendali. Gli investimenti attesi sul polo industriale e farmaceutico di Aprilia, azienda per azienda, e la loro effettiva esigibilità nel tempo.

Le politiche attive del lavoro e la riqualificazione professionale, per accompagnare chi esce dai processi di riorganizzazione verso nuove opportunità reali sul territorio, non solo verso un incentivo all’esodo. Le infrastrutture e le condizioni di contesto – logistica, formazione, attrattività per nuovi investimenti – che decidono se un sito industriale si consolida o si avvia a un declino lento ma inesorabile.

Una cabina di regia pubblica permanente, con il coinvolgimento delle istituzioni regionali e nazionali competenti, che monitori gli accordi aziendali già sottoscritti — a partire proprio dall’intesa Recordati — e ne verifichi l’effettiva attuazione, senza lasciare che gli impegni calendarizzati restino sulla carta.La vertenza Recordati ci ha insegnato una cosa precisa: quando si entra nel merito dei numeri, delle scelte organizzative e delle prospettive industriali con determinazione, si ottengono risultati che tutelano le persone senza rinunciare alla sostenibilità delle imprese. Questo metodo, che ha funzionato in una fabbrica, deve ora funzionare per l’intero territorio.

Gli Stati Generali devono quindi avere anche la capacità di collegare il territorio ai livelli istituzionali regionali e nazionali, facendo emergere le criticità prima che diventino emergenze e costruendo una strategia capace di dare prospettive certe al sistema produttivo apriliano.

Come Sinistra Italiana chiediamo quindi all’amministrazione comunale di Aprilia, alla Regione Lazio e a tutte le forze politiche e sociali del territorio di raccogliere questa sfida: convocare entro le prossime settimane un tavolo istituzionale aperto, pubblico, che segni l’avvio degli Stati Generali del Lavoro di Aprilia.

Non è un atto contro nessuno. È un atto di responsabilità verso le migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno costruiscono, con il loro lavoro, l’economia reale di questo territorio, e che hanno diritto a sapere non solo cosa succederà domani nella loro azienda, ma cosa succederà domani ad Aprilia. Il lavoro non si tutela solo quando è in crisi. Si tutela costruendo, insieme, le condizioni perché la crisi non diventi la regola”.

Così, in una nota, Sinistra Italiana Aprilia.




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