WeWorld Festival – il festival di cinema sociale: cinema, fotografia, incontri, podcast, performance e laboratori






Dal 7 all’11 ottobre 2026 torna a Bologna il WeWorld Festival, il festival di cinema sociale di WeWorld, realizzato con il contributo del settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Cineteca di Bologna e SMK Factory. Cinque giorni diffusi in alcuni dei luoghi culturali della città, dal Cinema Lumière al Cinema Modernissimo, dal DAS – Dispositivo Arti Sperimentali al VAG61, fino all’Oratorio San Filippo Neri.

Cinque giorni di cinema, fotografia, incontri, podcast, performance e laboratori, completamente gratuiti e aperti alla cittadinanza. Un Festival da guardare e ascoltare, ma anche da vivere, ballare, cantare e costruire insieme: si parlerà di crisi dimenticate, disuguaglianze, clima, educazione, diritti e nuove generazioni, ma ci saranno anche musica, una Hip Hop Dance Battle, attività per bambine e bambini e persino un laboratorio per costruire un orto sospeso, ispirato ai kit di agricoltura fuori-suolo utilizzati da WeWorld in Mali.

Cinque giorni di festival: gli appuntamenti da non perdere

Tra le protagoniste e i protagonisti della terza edizione Lidia Ravera, Valerio Nicolosi, Chiara Alessi, Azzurra Rinaldi, Giulia Mei, Giovanni Mori, Francesca Fiore (@Mammadimerda), Danilo Bertazzi (Tonio Cartonio), Sara Poma, Maradona Youssef, Nadeesha Uyangoda, Sofia Pasotto e Big Fish, insieme a registe e registi, giornalisti, fotografi e alle voci di chi lavora ogni giorno nei progetti di WeWorld nel mondo.
Si parlerà di crisi dimenticate e conflitti, climate justice, educazione, parità di genere, nuove generazioni e diritto al futuro. Valerio Nicolosi presenterà il nuovo podcast realizzato con WeWorld × Fanpage sulla cooperazione internazionale; Sara Poma, Giovanni Mori e Nadeesha Uyangoda, scrittrice e autrice di Acqua sporca, nella dozzina del Premio Strega 2026, si interrogheranno sul potere delle storie e sul perché abbiamo ancora bisogno di raccontarle; Azzurra Rinaldi e Sofia Pasotto partiranno dalla ricerca WeWorld Abitare i Margini per parlare delle disuguaglianze che condizionano la possibilità delle nuove generazioni di immaginare e costruire il proprio futuro.
Spazio anche alla formazione e all’informazione con il WeWorld Journalism Lab: Climate Justice Beyond Headlines, una mattinata realizzata in collaborazione con Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna dedicata a giornaliste e giornalisti per riflettere su come raccontare la crisi climatica oltre gli stereotipi e la disinformazione.
E ancora: cinema da tutto il mondo e anteprime nazionali, due mostre fotografiche, podcast, musica live, una Chiacchierata Femminista, laboratori per bambine e bambini, un orto sospeso da costruire insieme, una Hip Hop Dance Battle con Big Fish e appuntamenti dedicati alle famiglie. Linguaggi e pubblici diversi per un Festival pensato non soltanto da guardare, ma da vivere e attraversare.

Il cinema, il premio giovanni lo porto e la giuria

Cuore del Festival resta il cinema, con un’ampia rassegna di corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, numerose anteprime bolognesi e due anteprime nazionali: House of Hope e River Dreams, alla presenza delle registe.
Anche quest’anno la direzione artistica della sezione cinematografica è curata da Jonathan Ferramola, curatore cinematografico e copywriter, e Carlotta Piccinini, autrice e regista, che firmano una selezione capace di portare sullo schermo storie, prospettive e voci dai margini del mondo.
I film concorreranno al Premio Giovanni Lo Porto, riconoscimento in denaro dedicato alla memoria del cooperante italiano, e alle tre menzioni tematiche del Festival: “Climate Justice is a Social Justice”, dedicata alla giustizia climatica e ambientale e alla memoria del collega di WeWorld Andrea Zani; “Disarming Patriarchy”, dedicata alla parità di genere; e “For a Fairer World”, dedicata ai diritti umani.
A scegliere i riconoscimenti sarà una giuria presieduta da Omar Schillaci, vicedirettore Sky TG24, insieme a Emanuela Ceddia di I Wonder Pictures, Anna Di Martino della Cineteca di Bologna e Anita Rivaroli, sceneggiatrice e regista.
La cerimonia di premiazione si terrà domenica 11 ottobre alle 20.30 al Cinema Lumière, nell’ultima serata del Festival.

Anteprime – Gaza: le storie che non possiamo smettere di guardare

Ad anticipare l’apertura ufficiale del Festival, proprio oggi, 30 settembre, una giornata speciale porta a Bologna due racconti dalla Striscia di Gaza. In programma alle 17.30 la proiezione di Everyday in Gaza, cortometraggio prodotto da WeWorld e diretto da Omar Rammal con le riprese del giornalista palestinese Soleiman Hejji, vincitore del David di Donatello 2026 come Miglior Cortometraggio. Alla proiezione, realizzata in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, seguirà un incontro dedicato al ruolo del cinema nel portare alla luce storie e realtà complesse Dina Taddia (WeWorld), Fabio Abagnato (Emilia-Romagna Film Commission), Andrea Romeo (I Wonder), Laila Sit Aboha (Smk Factory).
Nella stessa giornata, alle 20.30 all’Oratorio San Filippo Neri, Lidia Ravera porterà per la prima volta a Bologna Letters from Gaza – Madri che raccontano Gaza: lettere di cura, paura e resistenza, un reading nato dalle testimonianze delle madri raccolte da WeWorld attraverso i propri progetti nella Striscia di Gaza. A seguire, un dialogo con la scrittrice sul ruolo delle parole, della narrazione e della responsabilità culturale di fronte alla guerra.
La terza anteprima, alla presenza del regista Francesco de Augustinis, sarà il 6 ottobre al VAG61 con How to Feed the Planet, film che attraversa Ucraina, Congo e Argentina per indagare il rapporto tra sistemi alimentari, controllo delle risorse e grandi conflitti contemporanei. Prima della proiezione, un dibattito su giustizia alimentare assieme al ricercatore Eurispes Marco Omizzolo.

Fotografia: dentro le periferie, dall’Italia al Kenya

La fotografia sarà una delle grandi protagoniste del Festival. Il 7 ottobre al DAS inaugureranno due mostre che, dall’Italia al Kenya, attraversano disuguaglianze, nuove generazioni e diritto al futuro.
Dentro le periferie è il progetto espositivo di WeWorld dedicato alle marginalità urbane contemporanee in Italia. Al centro il lavoro di Alex Majoli su Barona e Giambellino a Milano, insieme agli sguardi di Arianna Arcara, Camilla Miliani e Michele Lapini su Cagliari, Aversa e Bologna. Attraverso linguaggi e prospettive differenti, il progetto prova ad andare oltre gli stereotipi e le narrazioni emergenziali, restituendo la complessità delle periferie italiane: i luoghi, le relazioni e le fragilità, ma anche le energie e le possibilità che le attraversano.
Accanto a questa, Escape The Matrix, il progetto fotografico di Gaia Squarci dedicato alle nuove generazioni in Kenya. A Narok, ai margini della riserva del Maasai Mara, ragazze e ragazzi si confrontano con un mercato del lavoro che non riesce a tenere il passo con le loro ambizioni e sperimentano nuove strade per costruirsi un futuro, trasformando passioni e competenze in percorsi professionali fuori dagli schemi.

Un festival per le nuove generazioni, le bambine, i bambini e le famiglie

Una parte importante del Festival sarà dedicata alle nuove generazioni, non soltanto come pubblico ma come protagoniste. Matinée per le scuole, incontri, laboratori e momenti di partecipazione accompagneranno ragazze e ragazzi lungo i cinque giorni del Festival.
Al DAS sarà presente anche uno Youth Corner, dove sarà possibile conoscere le opportunità gratuite di WeWorld e della WeWorld Academy: percorsi formativi, laboratori, networking, esperienze internazionali e spazi di partecipazione e protagonismo.
Ma saranno soprattutto i linguaggi e i format del Festival a creare occasioni di confronto e partecipazione. Dalla Chiacchierata Femminista con Francesca Fiore di Mammadimerda, dedicata all’educazione sessuo-affettiva, alle relazioni, al consenso e agli stereotipi, che proseguirà con la musica live di Khamilla, cantautrice soul/R&B torinese, a Cinque cose che pensavo di sapere… e invece no, con Giulia Mei, un incontro e laboratorio per parlare di mestruazioni, falsi miti e giustizia mestruale.
E poi la danza: domenica il Festival si trasformerà anche in una pista con la Hip Hop Dance Battle & Party, curata dall’associazione Burrumballa. Otto ballerini e ballerine si sfideranno fino alla finalissima, quando sarà Big Fish, DJ, beatmaker e produttore tra i nomi di riferimento della scena hip hop italiana, a scegliere dal vivo i brani sui quali i finalisti dovranno improvvisare senza conoscere in anticipo la musica.
Ampio spazio anche a bambine, bambini e famiglie. Sabato 10 ottobre si partirà con Biblioclown, un laboratorio per avvicinarsi ai diritti umani attraverso il gioco, seguito da un incontro rivolto a genitori, insegnanti ed educatori su come parlare a bambine e bambini di guerra, violenza e crisi, con Danilo Bertazzi, alias Tonio Cartonio, Piero Meda, Alessia Dulbecco ed Elena Modolo. Nel pomeriggio, Danilo Bertazzi tornerà con Lo zaino dei sogni, laboratorio tra teatro, gioco e creatività dedicato al diritto di bambine e bambini a immaginare il proprio futuro.
Domenica 11 ottobre sarà invece la volta della Rassegna stampa per bambine e bambini, per avvicinare i più piccoli alle notizie e all’informazione.
Durante i pomeriggi di sabato e domenica al DAS, inoltre, un’operatrice dello Spazio Donna WeWorld Bologna accoglierà bambine e bambini con attività dedicate, per permettere anche alle famiglie di partecipare agli appuntamenti del Festival.
Il WeWorld Festival Bologna vuole essere uno spazio da vivere, non soltanto da guardare.

Programma completo
 

Mercoledì 7 ottobre

In mostra Escape The Matrix, la fotografa Gaia Squarci ci porta in Kenya, a Narok, ai margini della riserva del Maasai Mara. Il progetto racconta una generazione che, di fronte a un sistema che non riesce più a offrire lo spazio promesso, sta iniziando a costruirselo da sola. La seconda mostra Dentro le periferie è il progetto espositivo del WeWorld Festival dedicato al racconto delle marginalità urbane contemporanee in Italia, nato per restituire uno sguardo visivo e umano su territori troppo spesso osservati soltanto attraverso stereotipi, cronaca o narrazioni emergenziali. Accanto al lavoro di Majoli, il percorso espositivo si arricchisce con i contributi di tre fotografe chiamate a raccontare altri territori attraversati dai progetti di WeWorld in Italia: Michele Lapini a Bologna, Arianna Arcara (Cesura) a Cagliari e Camilla Miliani ad Aversa. La Mostra Fotografica inaugurerà il 7 ottobre e resterà aperta fino all’11 ottobre dalle 10.30 alle 21.00.

Le proiezioni al Cinema Lumière
• Ore 20.00: TROP C’EST TROP di Elisé Sawasawa (Francia | 2026 | 65’), con un’introduzione a cura di Jonathan Ferramola, Curatore programmazione cinematografica WeWorld Festival e Luca Jourdan, Professore di antropologia politica Università di Bologna. Elisé ha deciso di testimoniare attraverso la sua macchina fotografica l’indescrivibile tragedia di una guerra senza fine nel Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo.

Giovedì 8 ottobre

Ad aprire la terza edizione del WeWorld Festival alle 9.30 la Matinée per le scuole al Cinema Modernissimo con film, testimonianze e dibattito con ospiti internazionali. Un’occasione per spostare lo sguardo sulla crisi climatica e scoprire che il cambiamento non riguarda un futuro lontano, ma può partire dalle scelte delle nuove generazioni, oggi.

Un tema che verrà esplorato anche con la proiezione di Children of the Anthropocene, con la presenza della regista Anne de Carbuccia, artista visiva e fondatrice del progetto One Planet One Future e Rozita Lucinda D’Souza, Area Manager Arcipelago Zanzibar – WeWorld. Al centro la storia di giovani leader provenienti da diversi continenti che hanno deciso di non aspettare il futuro, ma di costruirlo. Attraverso azioni legali, attivismo, creatività e partecipazione, affrontano la crisi climatica dimostrando che il cambiamento può partire dalle nuove generazioni.

Al termine della proiezione, una puntata speciale dal vivo di Scanner, il podcast di Valerio Nicolosi, che approfondirà il legame tra crisi climatica, conflitti e trasformazioni geopolitiche.

Alle 16.00 al DAS, il Festival ospiterà inoltre una “Chiacchierata attivista POWER”, uno spazio di confronto tra organizzazioni, realtà locali e attiviste per riflettere su come costruire alleanze capaci di contrastare la violenza di genere, rafforzare gli spazi di agibilità politica e culturale e trasformare le pratiche di collaborazione in strumenti di cambiamento.

Alle 18.30 Valerio Nicolosi sarà nuovamente protagonista di DENTRO UN’EMERGENZA – la cooperazione dietro le quinte, a partire dal podcast WeWorld × Fanpage, un dialogo che porta il pubblico dietro le quinte della cooperazione internazionale, raccontando come funziona davvero il lavoro umanitario. Insieme a lui Giovanna Fotia, Direttrice Paese WeWorld in Palestina, Piero Meda, Direttore Paese WeWorld in Ucraina.

La serata di apertura ufficiale al cinema modernissimo

Ore 21.30 – Il WeWorld Festival Bologna apre ufficialmente al Cinema Modernissimo con la proiezione di WRITING HAWA di Najiba Noori (Afghanistan, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi | 2024 | 84’). Il film attraversa tre generazioni di donne hazara della stessa famiglia in Afghanistan: con uno sguardo intimo ed empatico, la regista segue sua madre Hawa e sua nipote Zahra nel loro percorso di emancipazione dalle tradizioni patriarcali.
Ad aprire la serata, Voci dai margini, con lo screening off del reportage A Daily Struggle in Herat, Afghanistan di Jafar Musavi, che porta sullo schermo la quotidianità di Herat e introduce uno dei fili centrali del Festival: dare spazio alle storie e alle voci che rischiano di restare fuori dal racconto.
La regista Najiba Noori sarà presente in sala.

Venerdì 9 ottobre

La giornata si aprirà con un momento di confronto sulle sfide e le responsabilità per raccontare la crisi climatica oltre le pagine dell’ambiente, per esplorare nuovi linguaggi e contrastare la disinformazione. Se ne parlerà alle 9.00 al DAS in WeWorld Journalism Lab: Climate Justice Beyond Headlines. Crisi climatica: raccontarla oltre gli stereotipi con Valerio Baroncini, giornalista Il Resto del Carlino; Anna Lisa Boni, Assessora Comune di Bologna, missione Clima 2030; Michele Lapini, fotografo; Silvestro Ramunno, giornalista e Presidente Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna; Giuditta Pellegrini, giornalista Il Manifesto; Martina Miccichè, fotografa e scienziata politica; Gaia Squarci, fotografa; Giovanni Mori, divulgatore e podcaster; Margherita Romanelli, Strategic programming, Advocacy and Partnership Coordinator Italian and European Programs; Alice Facchini, giornalista; Giorgia Pagliuca, ggalaska, content creator; Anne de Carbuccia, regista e artista visiva; Francesco Paolo Savatteri, giornalista Scomodo; Rozita Lucinda D’Souza, Area Manager Arcipelago Zanzibar WeWorld; Antilla Fürst, Focal point comunicazione per il Medio Oriente e Africa nord-occidentale, WeWorld.
Cinema, libri, podcast, fotografia e musica possono cambiare il modo in cui guardiamo una realtà? Questa la domanda al centro di Perché abbiamo ancora bisogno delle storie?, incontro sul potere della narrazione di trasformare l’indifferenza in curiosità e la curiosità in partecipazione. Alle 18.00, al DAS, con Sara Poma, Head of Chora Studio – Chora Media, Giovanni Mori, divulgatore e podcaster che presenterà in anteprima le puntate speciali con WeWorld del podcast News dal Pianeta Terra prodotto da LifeGate e Nadeesha Uyangoda, scrittrice e autrice di Acqua Sporca (nella dozzina Premio Strega 2026).
Alle 19.30, spazio anche alla Chiacchierata Femminista: Abitare spazi coraggiosi, il format ideato da WeWorld per creare occasioni di confronto informale su parità di genere, diritti e stereotipi. L’edizione bolognese sarà dedicata all’educazione sessuo-affettiva, per parlare di relazioni, consenso, confini e decostruzione degli stereotipi. Con Francesca Fiore di Mammadimerda, insieme a Chiara Nardini, Edusex, alcune operatrici dello Spazio Donna WeWorld e le realtà del progetto POWER.
A seguire la performance live di Khamilla, cantautrice soul/R&B torinese classe 2001, con un immaginario ispirato agli anni ’70 e una scrittura intima e diretta. La sua musica mescola fragilità e carattere, trasformando emozioni personali in canzoni che creano connessioni autentiche con il pubblico.

Le proiezioni al Cinema Lumière
• Ore 17.30: BLACK WATER di Natxo Leuza (Spagna | 2025 | 85’). Il film assume la forma di un thriller, muovendosi dall’intimità di una famiglia al collasso apocalittico delle città. Introducono Antilla Fürst, Focal point comunicazione per il Medio Oriente e Africa nord-occidentale, WeWorld, Anna Crescenti, senior WASH Global Expert WeWorld. Voci dai margini: Proiezione del corto “Dove l’acqua manca – testimonianze dalla Libia”;

• Ore 19.30: FAMILIAR PLACES di Mala Reinhardt (Germania | 2024 | 94’). Akosua, artista ghanese-tedesca e donna queer, racconta tre anni di vita tra Germania e Ghana insieme all’amica e regista Mala Reinhardt. La regista filma con tenerezza e rigore, realizzando un’opera che è un gesto di cura e una riflessione sul costruire casa, famiglia, libertà.
Q&A con Carlotta Piccinini – Curatrice programmazione cinematografica WeWorld Festival, Mauro Meneghelli – Festival Gender Bender.

• Ore 21.30: A TU LADO di Cristiano Regina (Italia, Spagna, Cuba | 2025 | 85’). In un barrio difficile dell’Avana, c’è una palestra di boxe fondata da un bolognese, Samuel Fabbri, in cui aspiranti pugili vengono allenati fin da bambini per toglierli dalla strada e spronarli a sognare in grande.
Introducono Jonathan Ferramola – Curatore programmazione cinematografica WeWorld Festival, Cristiano Regina – regista

Sabato 10 ottobre

Alle 10.30 presso il DAS, ci sarà Biblioclown con il network Pagliacce, un laboratorio rivolto a bambine e bambini dai 5 ai 10 anni per avvicinarsi ai diritti umani attraverso il gioco.
Alle 11.00 al DAS, Le parole per dirlo. Come parlare a bambine e bambini di guerra e crisi: come si racconta una guerra a un bambino? Quali parole usare, cosa spiegare e come proteggere senza nascondere la realtà? Ne parlano Danilo Bertazzi, per generazioni di bambine e bambini Tonio Cartonio; Piero Meda, Direttore Paese WeWorld Ucraina; Alessia Dulbecco, pedagogista; ed Elena Modolo, esperta educazione WeWorld. Un dialogo tra chi da anni parla ai più piccoli, chi lavora nei contesti di guerra e chi si occupa di educazione, per dare a genitori, insegnanti ed educatori strumenti concreti per affrontare anche le domande più difficili.
A seguire alle 12.30, il laboratorio Come si coltiva quando non c’è più terra? Un laboratorio pratico per costruire un orto sospeso ispirato ai kit di agricoltura fuori-suolo utilizzati da WeWorld in Mali per sostenere le famiglie sfollate. Un viaggio tra Mali e i nostri balconi per scoprire come coltivare possa diventare un gesto di autonomia e futuro. Con Serena Conti, Ortoterapista Senape Vivaio Urbano–curatrice Laboratorio. Talk: Noemi Ferrigno, agricoltrice e presidente di Radicamenti APS; Antilla Fürst, Focal point comunicazione per il Medio Oriente e Africa nord-occidentale, WeWorld.
Alle 15.00, Lo zaino dei sogni di Danilo Bertazzi, alias Tonio Cartonio: attraverso teatro, gioco, manualità e creatività, bambine e bambini saranno invitati a chiedersi cosa metterebbero nello zaino se potessero portare con sé anche un sogno. Un’esperienza ispirata ai laboratori che WeWorld realizzerà con i bambini accolti nelle strutture residenziali di Kyiv, per ricordare che anche nei momenti più difficili immaginare il futuro resta un diritto.
Il Festival porterà al centro “Abitare i Margini”, la ricerca di WeWorld che ha raccolto le voci e le esperienze di oltre 230 bambine e bambini, ragazze e ragazzi coinvolti nei programmi dell’organizzazione in Italia, presentata alle 17.00 presso il DAS. Da qui prende avvio Quanto costa immaginare il futuro?, un confronto sulle disuguaglianze che restringono aspirazioni e opportunità e sulle difficoltà economiche che impediscono a sempre più giovani di emanciparsi, diventare indipendenti e costruire il proprio futuro. Ne parleranno, tra gli altri, l’economista femminista Azzurra Rinaldi, l’autrice e divulgatrice Sofia Pasotto, e Martina Albini del Centro Studi WeWorld.
Alle 18.30 al DAS, Storie che attraversano i confini. Il cibo, la memoria, le radici. Palestina, Libano e Siria condividono molto più di una geografia: tradizioni, racconti, linguaggi, sapori e memorie attraversano questi territori, disegnando una trama culturale comune che continua a vivere nonostante confini, crisi e conflitti. A partire da Mezé. Miracoli e disastri, il libro dello chef Maradona Youssef, si esplorerà il ruolo che il cibo e la cucina hanno nel custodire storie, identità e appartenenze, con Giovanna Fotia, Direttrice Paese WeWorld Palestina; Aloma Garcia Grau, Direttrice Paese WeWorld Libano, Antilla Fürst, Focal Point communication WeWorld Siria.
Alle 20.30 in programma al DAS, la performance SƗR – Scorci interstiziali rassicuranti. Una tappa di una ricerca in divenire sul tema dell’identità. Sul continuo sfondamento, tramite la propria esistenza, di spazi di pregiudizio e stereotipo in cui l’unica narrazione possibile pare essere univoca e dettata dall’ambiente esterno. Sulla possibilità di riappropriazione della propria soggettività frammentata e unica. Performer, ideazione, drammaturgia e coreografia: Luwam Aldrovandi. Musica originale, arrangiamento ed esecuzione dal vivo: Jacopo Barone. Iniziativa vincitrice della Chiamata alle Arti lanciata da Forlì2035 all’interno del progetto Rebooting the Food System, co-finanziato dall’Unione Europea.

Le proiezioni al Cinema Lumière
• Ore 10.30: SEARCHING FOR AMANI di Nicole Gormleye & Debra Aroko (USA, Kenya | 2024 | 80’). Con la sua videocamera e con il sogno di diventare giornalista, Simon scopre la dura realtà della siccità devastante che ha colpito i pastori e i conflitti armati che il riscaldamento globale sta causando nel cuore del Kenya. Introducono Sofia Pasotto, autrice, divulgatrice, Rozita Lucinda D’Souza – Area Manager Arcipelago Zanzibar, WeWorld; Ariele Di Mario e Camilla Serlupi per WeWorld. Voci dai margini: proiezione del corto Until we have our hands in the soil di Simona Ciotola – WeWorld Academy;

• Ore 17.00: TIMESTAMP di Kateryna Gornostai (Ucraina, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi | 2025 | 125’). Un documentario sulle scuole in Ucraina che perseverano in mezzo alla guerra, dove la vita quotidiana di insegnanti e studenti si intreccia con un pericolo costante. Introducono Jonathan Ferramola, Curatore programmazione cinematografica WeWorld Festival; Piero Meda, Direttore Paese WeWorld Ucraina; Arianna Arcara, fotografa. Voci dai margini: screening off foto realizzate nei progetti di WeWorld;

• Ore 19.30: in anteprima nazionale HOUSE OF HOPE di Marjolein Busstra (Paesi Bassi, Palestina | 2026 | 93’). Un film intimo su Manar, una donna palestinese che gestisce una scuola pacifista di ispirazione steineriana (Waldorf) nella Cisgiordania occupata, insieme al marito Milad.
In sala sarà presente la regista.

• Ore 22.00: CUTTING THROUGH ROCKS di Mohammadreza Eyni e Sara Khaki (Iran, Paesi Bassi, USA, Germania, Qatar, Cile, Canada | 2025 | 95’). Racconta la storia vera di SaraShahverdi, la prima donna a essere eletta consigliera in un villaggio profondamente conservatore dell’Iran. Introducono Carlotta Piccinini, Curatrice programmazione cinematografica WeWorld Festival; Juliana Marko, ingegnera e insegnante dalla Tanzania.

Domenica 11 ottobre

L’ultima giornata di festival si aprirà alle 11.00 con il laboratorio RASSEGNA STAMPA PER BAMBINE E BAMBINI, che accompagnerà i più piccoli alla scoperta delle notizie e dell’informazione con un laboratorio dedicato.
Dalla Tanzania arriva invece una storia capace di mettere in discussione molte delle immagini con cui siamo abituati a guardare il mondo. Alle 11.30 al DAS, ne parleranno Chiara Alessi con Juliana Marko, ingegnera e insegnante conosciuta durante il loro viaggio con WeWorld in Tanzania. Juliana oggi lavora per avvicinare bambine e bambini alle materie STEM attraverso un metodo innovativo basato sull’utilizzo dell’abaco. La sua storia sarà il filo conduttore di una conversazione a tre su educazione, opportunità, femminismo e futuro, ma anche su ciò che accade al nostro sguardo quando, al posto delle immagini che pensavamo di conoscere, incontriamo persone, esperienze e quotidianità reali.
Alle 15.00 al DAS, Tra le righe. Il racconto di una graphic novel e di un percorso di pace in Libano. Un incontro su come giovani libanesi, palestinesi e siriani hanno usato la graphic novel, in un workshop WeWorld in Libano, per raccontare identità e convivenza e scoprire il potere dell’arte come strumento di dialogo. Con Lena Merhej, Graphic novelist libanese, Aloma Garcia Grau, Direttrice Paese WeWorld Libano. Modera: Antilla Fürst, Focal Point di Comunicazione di WeWorld per il Medio Oriente.
A seguire alle 16.30 al DAS, Cinque cose che pensavo di sapere… e invece no: Mestruazioni, stereotipi e diritti. Un incontro per smontare tabù e falsi miti sulle mestruazioni e scoprire perché la giustizia mestruale è una questione di diritti e pari opportunità. A seguire, un laboratorio partecipativo per immaginare insieme una città a misura di mestruazioni. Con Giulia Mei, cantante; Martina Albini, Centro Studi WeWorld; Lucrezia Iurlaro, Tocca a Noi; Maria Laura Arduini, Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna; Alice Parma, Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna.
Hip Hop Dance Battle & Party. Alle 18.30 una battle di danza hip hop curata dall’associazione Burrumballa, partner di WeWorld nel progetto Global District. Otto ballerini e ballerine si sfideranno a eliminazione fino alla finalissima. Dopo una serie di battle accompagnate dal DJ della serata, sarà Big Fish (Massimiliano Dagani), DJ, beatmaker e produttore discografico tra i nomi di riferimento della scena hip hop italiana, a scegliere e mettere i brani sui quali i due finalisti dovranno improvvisare senza conoscere in anticipo la musica.
Il festival si chiuderà con la cerimonia di premiazione. Alle 20.30 presso il Cinema Lumière verrà assegnato il Premio in denaro Giovanni Lo Porto e saranno annunciate le tre menzioni tematiche “Climate Justice is a Social Justice”, dedicata alla giustizia climatica e ambientale, “Disarming Patriarchy”, dedicata alla parità di genere, e “For a Fairer World”, dedicata ai diritti umani. A scegliere i riconoscimenti sarà la giuria composta dal presidente Omar Schillaci e da Emanuela Ceddia, Anna Di Martino e Anita Rivaroli.

Le proiezioni al Cinema Lumière
• Ore 18.30: in anteprima nazionale RIVER DREAMS (Kazakistan, Svizzera, Regno Unito  | 2026 | 98’) in sala sarà presente la regista Kristina Mikhailova. Armata di una tenerezza radicale, la regista si immerge nel paesaggio emotivo del Kazakistan attraverso le voci delle donne che vivono lungo il fiume. Lei, il Kazakistan e le River girls hanno appena compiuto 30 anni: quell’età brutale in cui realizzi che nessuno verrà a salvarti;

• Ore 20.00: A MAN FELL di Giovanni C. Lorusso (Italia | 2024 | 80’). Nel Gaza Building vive il protagonista del film, l‘undicenne Arafat, che passa il tempo tra le rovine degli undici piani dell’edificio. Insieme al suo amico Muhammad pensa a come esplorare i sotterranei proibiti, dove “ci sono solo sesso, droga e morte”, mentre tutti nel palazzo parlano della storia – probabilmente falsa – di un uomo che sarebbe caduto dal quarto piano di quello stesso edificio per motivi ignoti.
•
Il WeWorld Festival Bologna si svolgerà dal 7 all’11 ottobre 2026.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, con prenotazione consigliata.

 

 























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