Stai rimandando la sostituzione della stufa a pellet? Forse non conviene aspettare troppo. Dal 1° gennaio 2027 il bonus scende al 36% sulla prima casa e al 30% sugli altri immobili: su 10.000 euro di spesa sono 1.400 euro in meno che tornano in tasca. Si parla di un possibile aumento al 65%, ma per ora è solo un’ipotesi. Vediamo quanto cambia in concreto.
Quali sono le aliquote del Bonus stufe e caldaie a pellet nel 2027
Per le spese del 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sulle altre case. Dal 2027 le percentuali scendono al 36% e 30%, come indica il vademecum ENEA aggiornato il 23 settembre 2026. Il tetto di 30.000 euro riguarda la detrazione, non la spesa: al 50% servirebbero 60.000 euro di spesa per raggiungerlo, al 36% circa 83.000, quindi per un impianto domestico non è mai un problema.
Un esempio rende l’idea. Su una spesa di 10.000 euro per la prima casa, pagata nel 2026, recuperi 5.000 euro, cioè 500 euro all’anno per dieci anni. Se paghi nel 2027 ne recuperi 3.600, cioè 360 euro all’anno: 1.400 euro in meno. Per i privati conta la data del bonifico, non quella in cui l’installatore finisce il lavoro.
Nei giorni scorsi il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha parlato dell’ipotesi di portare la detrazione per la riqualificazione energetica dal 50% al 65%. Per ora non c’è nulla di approvato: la Manovra 2027 è all’inizio del suo percorso e, senza interventi, il taglio sarà confermato.
Come funziona il Bonus stufe a pellet 2026-2027
Oggi l’Ecobonus copre la sostituzione di un generatore esistente alimentato a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio, in un edificio che ha già un impianto di riscaldamento. Aggiungere una stufa a pellet a un impianto che c’è già, o installarla dove non c’era nulla, di norma non basta più. Il nuovo apparecchio deve avere almeno la classe ambientale 5 stelle e rendimenti minimi dell’88% per le stufe a pellet e del 92% per le caldaie.
Se togli una caldaia a gas, la sostituzione è ammessa solo se il generatore a pellet emette particolato primario (PP10) non oltre 1 mg/Nm3: controlla la scheda tecnica prima di firmare. Anche la potenza conta: il nuovo generatore non può superare di oltre il 10% quella del vecchio, salvo verifica dimensionale del tecnico. Chi resta fuori dall’Ecobonus può valutare il Bonus ristrutturazione, che nel 2027 segue le stesse percentuali, ma conviene farsi confermare l’ammissibilità dal tecnico.
Conviene sostituire stufa o caldaia a pellet entro dicembre 2026
Sì, se hai già i requisiti e un preventivo chiaro, perché pagare entro il 31 dicembre 2026 ti fa mantenere l’aliquota più alta. Serve però un po’ di prudenza. Tra ordine dell’apparecchio, posa e pagamento i tempi si stringono in fretta, quindi meglio chiedere più preventivi subito e verificare che il modello sia davvero in classe 5 stelle. A lavori finiti la scheda va inviata all’ENEA entro 90 giorni, il pagamento deve avvenire con bonifico parlante e vanno conservate la dichiarazione di conformità dell’impianto e le schede tecniche del generatore. Ricorda anche che la detrazione si recupera sull’Irpef: per sfruttarla tutta servono imposte da pagare per dieci anni. Se la Manovra alzasse davvero la percentuale, aspettare potrebbe convenire, ma oggi è una scommessa.
Il Conto Termico 3.0 può coprire l’acquisto della stufa a pellet
Sì, per chi sostituisce un vecchio generatore con uno a biomassa 5 stelle il Conto Termico 3.0 è un’alternativa alla detrazione. Il GSE rimborsa direttamente una parte della spesa, fino al 65% delle spese ammissibili con percentuali che variano in base all’intervento, invece di restituirla in dieci anni. I due incentivi non si sommano sullo stesso intervento. Chi ha poche imposte da scalare con l’Irpef può trovarlo più comodo, perché il rimborso arriva molto prima dei dieci anni della detrazione.
Il portale ha riaperto il 13 aprile 2026 dopo lo stop di marzo causato dall’eccesso di domande, e i fondi annui sono limitati a 900 milioni di euro. Prima di scegliere, verifica sul sito del GSE se le richieste sono aperte e chiedi al tecnico un confronto tra i due incentivi.
👉 Per approfondire: Installazione della caldaia, guida completa con normativa, passi da fare, costi e bonus
Devi sostituire la stufa o la caldaia a pellet?
Prima di scegliere l’apparecchio, confronta le offerte degli installatori della tua zona. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati: compila il form online e ricevi le proposte direttamente via email.
Domande frequenti:
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Quali sono le aliquote del bonus stufe e caldaie a pellet nel 2027?
Per le spese sostenute nel 2027 la detrazione è del 36% sull’abitazione principale e del 30% sugli altri immobili. Nel 2026 le percentuali sono ancora del 50% e del 36%. Il limite resta di 30.000 euro di detrazione per immobile, da recuperare in dieci rate annuali.
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Come funziona il bonus stufe a pellet nel 2026 e nel 2027?
L’Ecobonus copre la sostituzione di un generatore esistente alimentato a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio, in un edificio che ha già un impianto di riscaldamento. Il nuovo apparecchio deve essere almeno in classe ambientale 5 stelle. Chi sostituisce una caldaia a gas può accedere al bonus solo se il generatore a pellet rispetta il limite di particolato primario PP10 di 1 mg/Nm3.
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Il Conto Termico 3.0 può coprire l’acquisto della stufa a pellet?
Sì, a patto di sostituire un vecchio generatore con uno a biomassa in classe 5 stelle. Il GSE rimborsa direttamente una parte della spesa, fino al 65% delle spese ammissibili, con percentuali che variano in base all’intervento. L’incentivo non si somma alla detrazione fiscale sullo stesso intervento.
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