13/10/2026 – Fino al 31 dicembre 2026, l’Ecobonus consente di detrarre il 50% delle spese per la riqualificazione energetica dell’abitazione principale, alle condizioni previste dalla legge, e il 36% negli altri casi. Dal 2027 le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%, salvo modifiche: il Governo sta valutando il ritorno della detrazione al 65% per alcuni interventi.
Nel frattempo, ENEA ha aggiornato i 13 vademecum tecnici sull’Ecobonus alla luce delle novità introdotte dal Nuovo Decreto Requisiti Minimi (DM 28 ottobre 2025) e dal DLgs 5/2026 che ha modificato gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici.
Le guide forniscono a progettisti, imprese e contribuenti indicazioni aggiornate sui requisiti tecnici, sulle spese ammissibili e sugli adempimenti necessari per accedere alle detrazioni.
Ecobonus 2026, aliquote e interventi agevolati
Per le spese sostenute nel 2026, l’Ecobonus prevede una detrazione del 50% per l’abitazione principale, quando il contribuente è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile, e del 36% negli altri casi, come confermato dalla Legge di Bilancio 2026.
L’agevolazione riguarda gli edifici esistenti, con massimali e requisiti differenziati in base agli interventi. Per l’involucro edilizio, sono agevolabili l’isolamento termico di pareti, coperture e solai, la sostituzione di finestre e infissi e l’installazione di schermature solari e chiusure oscuranti.
Per gli impianti, l’Ecobonus comprende, alle condizioni previste, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza, sistemi ibridi e generatori a biomassa, oltre all’installazione di collettori solari termici, sistemi di microcogenerazione e building automation.
Le pompe di calore devono sostituire integralmente o parzialmente un impianto di climatizzazione invernale: non è sufficiente installare un apparecchio destinato esclusivamente al raffrescamento estivo.
Dal 2025 sono escluse le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate da combustibili fossili.
Per tutti gli interventi occorre rispettare i requisiti energetici e i massimali di costo stabiliti dalla normativa.
Ecobonus, aggiornati i 13 vademecum ENEA
ENEA ha revisionato i 13 vademecum sull’Ecobonus per recepire le novità introdotte dal DM 28 ottobre 2025 e dal DLgs 5/2026, relative rispettivamente ai requisiti minimi di prestazione energetica e all’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici.
I vademecum ENEA riepilogano requisiti tecnici, spese ammissibili, documentazione e adempimenti per gli interventi di riqualificazione energetica globale, sulle parti comuni condominiali e sull’involucro edilizio, oltre che per serramenti, schermature solari, collettori solari, pompe di calore, sistemi ibridi, caldaie a condensazione, generatori a biomassa, microcogeneratori e building automation.
La presenza di un vademecum non implica che tutti gli interventi descritti siano ancora incentivabili nel 2026, come nel caso delle caldaie uniche alimentate da combustibili fossili.
L’aggiornamento segue quello del portale ENEA per la trasmissione delle schede degli interventi, tornato pienamente operativo nel giugno 2026.
ENEA ha inoltre aggiornato le applicazioni online ShadoWindow e Chiusure Oscuranti, che consentono di calcolare il risparmio energetico derivante dall’installazione di schermature solari e chiusure oscuranti. Entrambi gli strumenti sono utilizzabili direttamente online, anche da smartphone e tablet, senza installare software.
Nuovo Decreto Requisiti Minimi, le principali novità
Il DM 28 ottobre 2025, in vigore dal 3 giugno 2026, aggiorna le verifiche sulle prestazioni energetiche degli edifici, con particolare riferimento a involucro, ponti termici ed efficienza degli impianti.
Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello elimina la verifica del coefficiente medio globale di scambio termico H’T, mantenendo quella sulle trasmittanze dei componenti interessati, comprensive degli effetti dei ponti termici.
Per le ristrutturazioni importanti di primo livello, il limite di H’T varia invece in funzione della zona climatica e della percentuale di superficie vetrata dell’edificio. Il decreto aggiorna inoltre i requisiti di efficienza stagionale delle pompe di calore, allineandoli ai regolamenti europei.
DLgs 5/2026, nuovi obblighi per le fonti rinnovabili
Il DLgs 5/2026, che attua parte della direttiva RED III, amplia gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili alle ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e agli interventi di ristrutturazione dell’impianto termico.
Per i progetti soggetti alle disposizioni applicabili dal 3 agosto 2026, nelle ristrutturazioni importanti di primo livello è richiesta una copertura da rinnovabili del 40% dei consumi per acqua calda sanitaria e del 40% di quelli complessivi per acqua calda sanitaria e climatizzazione.
Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello e dell’impianto termico, la quota richiesta è invece del 15% dei consumi per climatizzazione invernale ed estiva. Sono previste deroghe in caso di impossibilità tecnica, da documentare.
Questi obblighi restano distinti dai requisiti fiscali dell’Ecobonus, ma devono essere considerati congiuntamente quando applicabili allo stesso intervento.
Ecobonus 2027, aliquote ridotte o ritorno al 65%?
A normativa vigente, dal 1° gennaio 2027 l’Ecobonus scenderà al 36% per l’abitazione principale, alle condizioni previste dalla legge, e al 30% per gli altri immobili.
Il Governo sta tuttavia valutando il ritorno della detrazione al 65% per alcuni interventi di efficienza energetica, tra cui isolamento termico, infissi, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, schermature solari e building automation.
Secondo le anticipazioni, il 65% potrebbe essere riservato all’abitazione principale, mantenendo il 36% per gli altri immobili. Si tratta però di ipotesi non ancora approvate, che dovranno trovare eventuale conferma nella Legge di Bilancio 2027.
Ecobonus 2027, possibili nuove risorse per l’efficienza energetica
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026 prospetta una maggiore flessibilità di bilancio europea per finanziare investimenti energetici, pari allo 0,3% del PIL all’anno nel 2027 e nel 2028.
L’8 ottobre 2026 la Commissione europea ha espresso una valutazione positiva sulla richiesta italiana. Il dossier passa ora al Consiglio UE, che ha un mese per concedere il via libera definitivo all’attivazione della clausola.
Le risorse potrebbero sostenere la riqualificazione energetica degli edifici, la sostituzione delle caldaie a combustibili fossili, le pompe di calore e i sistemi di accumulo.
Non si tratta, tuttavia, di finanziamenti già destinati all’Ecobonus: spetterà al Governo definire le eventuali misure da finanziare e le modalità di accesso, anche in relazione agli obiettivi della Direttiva Case Green.
Fino all’approvazione di nuove disposizioni, le aliquote Ecobonus per il 2027 restano quelle del 36% e del 30%.
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