Monica Casciaro chiede chiarimenti sull’interessamento di Leonardo, sulle garanzie occupazionali, sulle proposte delle imprese locali e sui possibili collegamenti con l’aeroporto di Ampugnano.
La consigliera Monica Casciaro chiede chiarimenti sull’interessamento di Leonardo, sulle proposte delle imprese locali, sulle garanzie occupazionali e sulla destinazione dell’intero stabilimento. Nel mirino anche la compatibilità ambientale e gli eventuali collegamenti con l’aeroporto di Ampugnano.
Il futuro dell’ex stabilimento Beko di viale Toselli torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare nuovi interrogativi sul percorso di reindustrializzazione del complesso è Monica Casciaro, consigliera comunale del gruppo Siena Sostenibile, che ha depositato un’interrogazione rivolta al sindaco e alla Giunta per fare chiarezza sulle prospettive produttive, occupazionali e territoriali dell’area.
Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto l’interessamento di Leonardo S.p.A., annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy lo scorso 8 ottobre e successivamente richiamato dal ministro Adolfo Urso il 27 ottobre. Una prospettiva che, secondo Siena Sostenibile, deve essere approfondita sotto diversi aspetti, a partire dalla natura delle produzioni che potrebbero essere realizzate nello stabilimento.
«Siamo favorevoli all’innovazione tecnologica e allo sviluppo del settore aerospaziale – sottolinea il gruppo – ma riteniamo debba essere data priorità alle produzioni civili, escludendo quelle direttamente legate agli armamenti».
La questione, secondo Casciaro, non riguarda soltanto la capacità di attrarre investimenti e creare nuovi posti di lavoro, ma anche le ricadute che determinate attività industriali potrebbero avere sulla città. «Se Siena dovesse diventare sede di produzioni a supporto dell’industria militare, come spiegheremmo a lavoratori e cittadini l’inserimento di possibili obiettivi sensibili nel nostro territorio, anche in scenari di crisi internazionale?», è l’interrogativo posto da Siena Sostenibile.
Le garanzie occupazionali e il futuro dello stabilimento
La priorità resta comunque il lavoro. Dopo la cessazione della produzione Beko, avvenuta il 28 novembre 2025, il recupero occupazionale e la reindustrializzazione del sito rappresentano questioni centrali per il futuro economico e sociale di Siena.
L’interrogazione chiede quindi di conoscere quali impegni siano stati prospettati da Leonardo in termini di investimenti, tempi di realizzazione, assunzioni e possibile riassorbimento dei lavoratori ex Beko. Al momento, sottolinea la consigliera, le dichiarazioni pubbliche sull’interessamento dell’azienda non sostituiscono la necessità di conoscere nel dettaglio il piano industriale e gli eventuali accordi formalizzati.
Un altro aspetto riguarda l’estensione dell’insediamento: Leonardo occuperà l’intero complesso oppure soltanto una parte? L’avviso pubblicato da Invitalia nel maggio scorso prevedeva infatti la possibilità di concedere in locazione lo stabilimento anche attraverso due lotti distinti, lasciando spazio a più soggetti industriali.
Una soluzione che Siena Sostenibile ritiene ancora meritevole di approfondimento, soprattutto nell’ottica di favorire una pluralità di attività produttive e scongiurare il rischio che parte degli spazi rimanga inutilizzata.
Le imprese del territorio e i dubbi sulla procedura
Tra i punti più rilevanti dell’interrogazione figura anche la richiesta di chiarimenti sulle manifestazioni d’interesse presentate in risposta all’avviso di Invitalia, che fissava al 30 giugno 2026 il termine per la presentazione delle proposte.
La consigliera chiede di conoscere quante candidature siano arrivate, quali siano state considerate ammissibili e secondo quali criteri siano state valutate, con particolare attenzione agli impegni occupazionali e al coinvolgimento della filiera produttiva locale.
Siena Sostenibile richiama inoltre l’attenzione sulle opportunità offerte dalle imprese già presenti sul territorio, soprattutto nei comparti farmaceutico, biotecnologico ed elettronico.
Tra i soggetti il cui interesse è stato riportato pubblicamente figurano Tea Group e Galenica Senese. L’interrogazione chiede di verificare quale sia stato il percorso delle eventuali proposte presentate e se tutti i soggetti interessati abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali sul loro esito.
Un ulteriore chiarimento riguarda la possibilità che, dopo la scadenza del 30 giugno, siano intervenute proroghe, riaperture dei termini o interlocuzioni successive. La consigliera precisa che si tratta di circostanze da verificare, chiedendo all’Amministrazione di illustrare gli eventuali atti e le garanzie adottate per assicurare trasparenza e parità di trattamento tra i proponenti.
Il ruolo del Comune e la tutela del territorio
La questione assume particolare rilievo anche per il ruolo dell’Amministrazione comunale all’interno della società proprietaria dell’immobile. Sviluppo Industriale Siena S.r.l. è infatti partecipata per l’80% da Invitalia e per il 20% dal Comune di Siena.
Proprio in ragione di questa partecipazione, Casciaro chiede quali informazioni siano state acquisite dal Comune sulle proposte industriali, quali iniziative siano state intraprese e quali indirizzi siano stati eventualmente espressi. L’obiettivo è anche quello di conoscere quando e con quali modalità la Giunta intenda riferire al Consiglio comunale sullo stato della procedura.
Accanto alla dimensione economica e occupazionale, l’interrogazione pone l’accento sulla compatibilità delle nuove attività con il contesto urbano. Le eventuali produzioni dovranno essere valutate sotto il profilo urbanistico, ambientale, sanitario e della sicurezza, considerando la vicinanza di insediamenti residenziali e commerciali.
Viene inoltre richiamata la necessità di verificare, attraverso la cartografia e gli atti delle autorità competenti, quali prescrizioni urbanistiche, paesaggistiche e culturali interessino concretamente l’area, anche in relazione alla presenza del sito UNESCO di Siena e della relativa zona di rispetto.
L’interrogativo su Ampugnano
L’ultimo capitolo riguarda l’aeroporto di Siena-Ampugnano, nel territorio comunale di Sovicille. L’interrogazione richiama il progetto presentato da ENAC Servizi il 22 luglio 2026 per l’ottimizzazione della capacità aeroportuale, sottoposto a verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’Ambiente.
La consigliera chiede se il Comune abbia acquisito informazioni su eventuali collegamenti funzionali, logistici o sperimentali tra lo sviluppo dello scalo aeroportuale e il progetto di reindustrializzazione dell’ex Beko.
Un punto sul quale viene precisato che, allo stato delle informazioni pubbliche considerate, non risultano documentati collegamenti tra le due iniziative. La richiesta è dunque quella di sapere se siano state prospettate sinergie da soggetti istituzionali o industriali e se esistano documenti in grado di confermarle.
L’interrogazione di Monica Casciaro porta così sul tavolo del Consiglio comunale una serie di questioni che vanno oltre la scelta del futuro investitore: quale industria per Siena, quanti posti di lavoro, quali garanzie per i lavoratori, quale spazio per le imprese locali e quali conseguenze per il territorio.
La posizione di Siena Sostenibile è riassunta nella richiesta di coniugare reindustrializzazione e tutela della comunità: «Lavoro e tutela del territorio devono procedere insieme». Una richiesta di chiarezza che chiama direttamente in causa anche il ruolo del Comune, chiamato a seguire da vicino una partita strategica per il futuro produttivo della città.
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