Ogni metro di banchina aggiunto chiede una via d’uscita alle merci. Nel porto storico quella via attraversa Sampierdarena, i parchi ferroviari e i raccordi verso Campasso. La dichiarazione di Matteo Paroli colloca sullo stesso tavolo opere, orari di manovra, concessioni e responsabilità dei terminalisti: la ferrovia entra così nel disegno del porto prima ancora che il carico raggiunga la rete nazionale.
Stato delle proposte: il materiale discusso durante le audizioni ha natura preliminare. Autorizzazioni e assegnazioni di aree arriveranno con gli atti previsti dalla legge, dopo l’adozione e la valutazione ambientale.
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Gli ultimi incontri portano al tavolo sindacati e filiere produttive
L’ente portuale ha esteso l’ascolto oltre i soggetti richiesti dalla procedura, aprendo le porte anche ai comitati dei quartieri. Gli appuntamenti del 2 e 3 novembre hanno coinvolto Fim Cisl, Unem, Fermerci, Legacoop e Confindustria Nautica. La composizione del gruppo spiega i temi arrivati sul tavolo finale: servizi ferroviari, prodotti energetici, condizioni del lavoro portuale e industria nautica.
I contributi raccolti hanno natura consultiva e consegnano agli uffici esigenze già circostanziate. L’Autorità dovrà ora scegliere quali indicazioni tradurre negli elaborati destinati alla deliberazione del Comitato di gestione, motivando le decisioni che incidono sugli spazi pubblici e sui quartieri affacciati sul porto.
Sampierdarena concentra la partita ferroviaria
Le proposte dedicate al porto storico intervengono sugli impianti ferroviari di Sampierdarena, sia a Levante sia a Ponente. L’adeguamento serve ad aumentare la capacità di ricevere e comporre i convogli collegati ai terminal, per poi instradarli verso la rete. Il tratto decisivo nasce fra piazzale e raccordo: una linea nazionale capiente perde efficacia quando il treno attende spazio, locomotiva, personale o autorizzazione dentro lo scalo.
Il PRP lega la disposizione delle aree alla possibilità di portare i binari vicino alle operazioni portuali. Un aumento effettivo dei convogli sottrarrebbe carichi alla strada, con ricadute sui varchi e sulle direttrici urbane attraversate dai mezzi pesanti. Il risultato dipenderà dalla continuità del servizio durante i cantieri e dalla compatibilità fra movimenti ferroviari e circolazione interna.
Lo stanziamento copre la manovra ferroviaria
Nel bilancio di previsione 2027 dell’Autorità, lo stanziamento copre le attività di manovra ferroviaria negli scali del sistema. Il tetto coincide con il limite annuo previsto dall’articolo 1, comma 509, della legge 207/2024, prorogato fino al 31 dicembre 2030 dalla legge 26/2026. Le infrastrutture inserite nel nuovo piano seguiranno progetti e finanziamenti propri; le autorizzazioni arriveranno nelle sedi previste.
Accanto a questa somma, Palazzo San Giorgio valuta clausole concessorie capaci di premiare gli operatori che aumentano l’uso del treno e di collegare gli impegni di intermodalità alla gestione delle aree. L’ipotesi lega le concessioni agli impegni ferroviari. Al 5 novembre la misura resta in esame; ogni obbligo dovrà essere scritto nelle clausole definitive.
Binari e terminal devono incontrarsi nello stesso orario
La capacità ferroviaria si perde quando gli orari dei terminalisti non coincidono con quelli delle imprese di trazione e della manovra. Gli incontri hanno portato dentro il piano un tema quotidiano, spesso meno visibile delle grandi opere: la composizione del treno, la disponibilità del personale, l’accesso al raccordo e la consegna dei carri devono seguire una sequenza compatibile.
L’Autorità ha indicato la necessità di mantenere un confronto stabile fra i soggetti che gestiscono questi passaggi. È qui che un impianto nuovo dimostra la propria capacità reale, perché il numero di binari conta soltanto quando i convogli riescono a partire con regolarità e a raggiungere la rete senza soste evitabili.
Campasso collega le banchine alle direttrici del Nord
Il PRP si innesta su cantieri ferroviari già avviati. L’Itinerario Campasso ripristina il tracciato fra la Galleria Facchini e la Galleria Sampierdarena, destinandolo al collegamento del porto con il futuro parco merci di Campasso e con la linea del Terzo Valico dei Giovi. Il progetto prevede nove binari lunghi 750 metri per la composizione dei treni merci. I convogli potranno poi inserirsi sulle direttrici verso il Nord Italia e il corridoio europeo Mare del Nord-Reno-Mediterraneo, che dal 2024 incorpora l’asse Reno-Alpi.
La funzione di questo tratto è stata già documentata nel nostro articolo sui cantieri del Terzo Valico fra Arquata e Voltaggio. Il piano portuale assegna destinazioni alle aree e agli impianti; Campasso costruisce la continuità fisica che unisce i terminal alla nuova linea. Un ritardo nell’ultimo miglio limita l’utilità della capacità disponibile oltre l’Appennino.
Porto Petroli e depositi chimici entrano nello stesso capitolo
Il capitolo energetico conserva per Porto Petroli l’attuale capacità operativa e i tre accosti. La scelta tutela una filiera che rifornisce il porto e il sistema produttivo del Nord-Ovest, mentre la pianificazione cerca una collocazione portuale per i depositi chimici oggi presenti a Multedo.
Le due decisioni sono collegate dallo spazio disponibile. La nuova sede dei depositi dovrà lasciare integri i cicli di Porto Petroli e le aree richieste dalla cantieristica di Fincantieri. Il PRP fissa la compatibilità territoriale. Il trasferimento richiederà una procedura propria, accompagnata dalle autorizzazioni ambientali.
A Levante prende forma una nuova darsena nautica
Fra le ipotesi presentate compare una darsena destinata alla nautica nel porto di Levante, insieme a maggiori spazi per cantieristica e riallestimento degli yacht. Il confronto ha coinvolto anche ENAC, ENAV, Aeroporto di Genova ed Ente Bacini. Il nodo riguarda la compatibilità fra sviluppo portuale e attività aeroportuali; il futuro del polo delle riparazioni navali entra nello stesso spazio decisionale.
La nuova darsena dovrà convivere con gli spazi dedicati alla cantieristica e al refitting. Acquista utilità industriale quando offre alle imprese aree per le lavorazioni e per la movimentazione dei materiali. L’accesso ai bacini dovrà evitare interferenze con le altre funzioni del Levante.
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