La Regione Campania mette in campo 346 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese, rafforzare il sistema produttivo e creare nuove opportunità di lavoro. È la dotazione del programma “Campania Investe – Il Programma per le Filiere Produttive”, approvato dalla Giunta regionale e presentato a Palazzo Santa Lucia dal presidente Roberto Fico e dall’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola.
Attraverso il contributo delle risorse pubbliche e il coinvolgimento del credito bancario, il piano punta ad attivare oltre 500 milioni di euro di investimenti complessivi. Le misure intendono favorire l’ampliamento e la diversificazione delle attività produttive, l’ammodernamento degli impianti, la transizione tecnologica e la sostenibilità ambientale.
Quattro strumenti per sostenere le imprese
Il programma utilizza fondi del PR Campania FESR 2021-2027 e del PR Campania FSE+ 2021-2027, insieme alle risorse rientrate dagli strumenti finanziari delle precedenti programmazioni europee: il Fondo regionale per lo sviluppo delle PMI campane, il Fondo per l’Artigianato campano e il Fondo regionale Crescita.
Le agevolazioni combinano contributi a fondo perduto, prestiti e garanzie e si articolano in quattro strumenti, suddivisi in sei linee di intervento.
Campania Compete: 115 milioni per le filiere produttive
La prima misura dispone di 115 milioni di euro e sostiene gli investimenti nei comparti considerati strategici per l’economia regionale: cantieristica ed economia del mare, automotive, aerospazio, agroindustria, turismo termale, abbigliamento e moda.
La linea A mette a disposizione 75 milioni per programmi di spesa compresi tra 1 e 5 milioni di euro. I contributi a fondo perduto potranno arrivare fino al 50% per micro e piccole imprese e al 40% per quelle di medie dimensioni. Sono inoltre previsti 10 milioni per incentivi occupazionali e altri 10 milioni per contributi in conto interessi.
La linea B, con una dotazione di 40 milioni, finanzia programmi tra 500mila e 2,5 milioni di euro attraverso una combinazione di contributi a fondo perduto e strumenti di finanziamento o garanzia.
Campania Innovativa: 200 milioni per tecnologia e ricerca
È la misura con la dotazione più consistente. I 200 milioni disponibili sono destinati agli investimenti nelle tecnologie digitali e avanzate, nelle tecnologie pulite ed efficienti nell’utilizzo delle risorse e nelle biotecnologie.
Le risorse sono ripartite in due linee da 100 milioni ciascuna. La prima si rivolge alle imprese consolidate, con investimenti minimi di 2 milioni di euro e contributi fino a 15 milioni.
La seconda è dedicata alle imprese di recente costituzione: sono previsti investimenti minimi di un milione di euro e contributi fino a 5 milioni. La metà della dotazione è riservata a questa categoria di aziende.
Campania Artigiana e Commercio di Prossimità: fino a 30 milioni
Un altro intervento riguarda artigiani, attività commerciali di vicinato e operatori ambulanti. La misura prevede investimenti compresi tra 20mila e 100mila euro, con un contributo a fondo perduto fino al 50% e un finanziamento a tasso zero per almeno il 50% della spesa.
Le domande saranno valutate attraverso una procedura a sportello, secondo modalità e requisiti che saranno specificati nell’apposito avviso.
Campania delle Reti: un milione per le aggregazioni di PMI
L’ultimo strumento dispone di un milione di euro e sostiene i progetti condivisi da reti composte da almeno dieci piccole e medie imprese.
I contributi a fondo perduto potranno coprire fino all’80% degli investimenti destinati ad attività di ricerca, acquisti collettivi, logistica, sviluppo di marchi, certificazioni e internazionalizzazione.
La misura assegna particolare attenzione alle filiere della moda, dell’oreficeria e gioielleria e del comparto termale.
Premialità per assunzioni e occupazione femminile
Un elemento trasversale alle misure riguarda i criteri di valutazione dei progetti. Le graduatorie premieranno gli interventi capaci di produrre ricadute concrete sulla subfornitura locale, sul trasferimento tecnologico e sull’export.
Sono previsti punteggi aggiuntivi anche per le imprese che programmano nuove assunzioni, favoriscono la ricollocazione di lavoratori provenienti da aziende in crisi e promuovono l’occupazione femminile.
Le modalità operative, i requisiti di accesso e le scadenze per la presentazione delle domande saranno definiti attraverso i singoli avvisi pubblici.
Fico e Bonavitacola: «Investimenti e lavoro di qualità»
L’assessore regionale alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola ha sottolineato la portata del programma, evidenziando la possibilità di mobilitare oltre mezzo miliardo di euro di investimenti grazie all’integrazione tra risorse pubbliche e credito.
«Al centro di questo grande piano c’è il lavoro di qualità», ha dichiarato, ricordando le premialità previste per le imprese che assumono, ricollocano lavoratori e favoriscono l’occupazione femminile. Tra gli obiettivi indicati anche il sostegno ai giovani e alle nuove realtà imprenditoriali, insieme alla valorizzazione delle produzioni artigianali e del commercio di prossimità.
Il presidente Roberto Fico ha evidenziato l’importanza di reinvestire le risorse provenienti dalle precedenti programmazioni europee, integrandole con i nuovi fondi comunitari per accompagnare la crescita delle aziende e rafforzare il legame con il territorio.
La prossima fase sarà quella dell’attuazione: la Regione dovrà pubblicare i singoli avvisi, definendo regole, procedure e tempi per consentire alle imprese interessate di accedere alle agevolazioni.
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