Primo giorno di scuola 2026: cosa aspetta gli studenti


Google Fonte Preferita – informazionescuola.it

Il primo giorno di scuola 2026 non sarà uguale per tutti, e per una parte degli studenti non sarà nemmeno un giorno facile. Le lezioni ripartono tra il 7 e il 17 settembre a seconda della regione, molte classi troveranno un supplente al posto del titolare, e quasi sei alunni con disabilità su dieci si siederanno accanto a un docente di sostegno diverso da quello dell’anno scorso. Sono difficoltà prevedibili, tutte documentate, e in gran parte gestibili se la scuola le affronta nella prima settimana invece che a ottobre.

Punti chiave

  • Le lezioni riprendono tra lunedì 7 settembre (Bolzano) e giovedì 17 settembre 2026 (Puglia). Dieci giorni di scarto tra la prima e l’ultima campanella.
  • Il Ministero ha autorizzato 46.642 immissioni in ruolo dei docenti, ma i turni di nomina dei supplenti sono ancora in corso: molte cattedre saranno coperte dopo l’avvio delle lezioni.
  • Sul fronte ATA la copertura è più stretta ancora: 12.284 assunzioni autorizzate su 33.981 posti vacanti.
  • Secondo l’ISTAT il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno, e il 22% dei docenti di sostegno non è specializzato.
  • Il disagio del rientro è misurato, non aneddotico: il 41% degli adolescenti dichiara ansia da inadeguatezza e il 47% fatica a chiedere aiuto.
  • Iniziare la prima media costa in media 1.235,21 euro, la prima superiore 1.478,75 euro tra libri e corredo.

Quando suona la prima campanella, e perché non per tutti lo stesso giorno

Il calendario scolastico è competenza regionale, quindi la data di avvio la fissa ogni Regione con un proprio atto, e le singole scuole possono anticiparla nei limiti dell’autonomia. Per il 2026/27 lo scarto tra il primo e l’ultimo territorio è di dieci giorni.

Si comincia il 7 settembre a Bolzano, il 10 in Trentino, Valle d’Aosta e Veneto, il 14 in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria, il 15 in Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, il 16 in Abruzzo, Basilicata e Sardegna, il 17 in Puglia. In Lombardia, per esempio, la data del 14 settembre discende dal calendario regionale permanente approvato con la delibera di Giunta n. 3318 del 18 aprile 2012, che fissa anche l’anticipo al 7 settembre per la sola scuola dell’infanzia.

Il primo giorno di scuola non è uno solo
Regioni e province autonome per data di avvio delle lezioni, settembre 2026
Data di avvio Regioni e province autonome Quante
7 settembre Bolzano 1
10 settembre Trentino, Valle d’Aosta, Veneto 3
14 settembre Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria 7
15 settembre Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia, Toscana 6
16 settembre Abruzzo, Basilicata, Sardegna 3
17 settembre Puglia 1
Elaborazione su calendari regionali 2026/2027, riepilogati da Tecnica della Scuola, 1 giugno 2026. Per la Lombardia la fonte diretta è la pagina del calendario regionale.

Nei primi giorni l’orario è quasi sempre ridotto, e non per scelta didattica. Mensa e trasporto scolastico dipendono dagli appalti comunali, l’organico è in assestamento e i docenti mancanti arrivano a scaglioni. Per le famiglie che lavorano è il primo problema concreto: una settimana di uscite anticipate che nessuno ha comunicato con anticipo sufficiente. La differenza tra una scuola che se la cava e una che va in confusione sta quasi tutta nel momento in cui comunica l’orario provvisorio, non nella sua durata. I dettagli operativi dell’avvio li abbiamo raccolti nella guida su tutto quello che succede dal 1° settembre.

C’è poi un fattore che nessun calendario prevede: il caldo. Rientrare a metà settembre in edifici progettati per un clima diverso significa spesso lezione a trenta gradi, e la questione è già arrivata in Parlamento senza trovare risposta, come abbiamo raccontato nel pezzo sull’emergenza caldo nelle aule.

– Advertisement –

La difficoltà numero uno resta la cattedra vuota

Il primo giorno molti studenti non incontreranno tutti i loro insegnanti, perché il sistema delle nomine non si chiude prima dell’avvio delle lezioni. Le immissioni in ruolo autorizzate per il 2026/27 sono 46.642, fissate dal decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026, ma coprono solo una parte dei posti liberi, e il resto passa dalle supplenze.

I turni di nomina da graduatoria provinciale proseguono anche dopo il 1° settembre. Ogni ufficio scolastico pubblica il quadro dei posti su cui ha assegnato gli incarichi, e i posti che si liberano per rinuncia rientrano nei turni successivi. Abbiamo spiegato dove si trovano questi documenti e come si leggono nella guida ai posti disponibili dopo le prime nomine.

Classi numerose e cattedre scoperte: due difficoltà che gli studenti trovano il primo giorno di scuola

Il fronte più scoperto però non è quello dei docenti. Per il personale ATA il Ministero ha autorizzato 12.284 assunzioni a fronte di 33.981 posti vacanti: oltre ventunmila posti restano da coprire con supplenze. Sono i collaboratori scolastici che sorvegliano i corridoi e i bagni, gli assistenti amministrativi che gestiscono iscrizioni e certificati, i tecnici che tengono in piedi i laboratori. Quando mancano, l’effetto sugli studenti è immediato e poco visibile: piani chiusi, laboratori non agibili, sorveglianza ridotta durante l’intervallo. Ne abbiamo scritto quando i numeri sono stati resi noti, nell’articolo sull’allarme ATA di settembre.

Personale ATA: quanti posti restano scoperti
Posti in organico per l’anno scolastico 2026/2027
Voce Posti
Posti vacanti in organico 33.981
Assunzioni a tempo indeterminato autorizzate 12.284
Da coprire con supplenze 21.697
Dati del decreto e dell’informativa ministeriale sulle immissioni in ruolo ATA 2026/2027, ripresi da Tecnica della Scuola. La terza voce è la differenza tra le prime due.

Chi ha diritto al sostegno rischia di trovare una persona nuova

Per gli alunni con disabilità la difficoltà del primo giorno ha un nome preciso: discontinuità. Secondo il report ISTAT sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, pubblicato il 27 maggio 2026 e riferito all’anno scolastico 2024/2025, il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno.

Sei alunni su dieci cambiano insegnante di sostegno
Alunni con disabilità, anno scolastico 2024/2025
Situazione Percentuale
Ha cambiato insegnante di sostegno 59,7%
Ha mantenuto lo stesso insegnante 40,3%
Fonte: ISTAT, L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, anno scolastico 2024-2025, 27 maggio 2026.

Lo stesso report mette in fila altri tre numeri che il primo giorno diventano concreti. Gli alunni con disabilità sono quasi 377mila, il 4,8% degli iscritti, quasi il doppio della quota di dieci anni fa. Gli insegnanti di sostegno superano i 261mila, ma il 22%, circa 57mila persone, non ha il titolo di specializzazione. Le ore settimanali di sostegno sono in media 15,8 per alunno, con un divario forte tra la primaria e la secondaria di secondo grado.

Il docente di sostegno che cambia è una delle difficoltà maggiori del primo giorno di scuola

Quest’anno però una leva c’è, ed è nuova. La conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia è entrata a regime, e dove è stata usata bene ha tenuto insieme alcune situazioni che altrimenti si sarebbero riaperte da zero. Come funziona la procedura, e chi può attivarla, lo abbiamo spiegato nella guida alla continuità del docente di sostegno 2026/27. Il secondo appuntamento utile arriva subito dopo: la prima riunione del gruppo di lavoro operativo, che è il luogo dove il progetto dell’alunno viene ricostruito con il nuovo docente. Le regole di convocazione stanno nella guida al GLO 2026/27.

L’ansia da rientro non è un modo di dire

Il disagio che accompagna il ritorno in classe è misurato da rilevazioni recenti, e i numeri sono più pesanti di quanto suggerisca l’espressione corrente.

La ricerca DAAI, promossa dall’ASL di Benevento e condotta dall’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali su oltre 900 adolescenti tra i 13 e i 18 anni in cinque regioni, ha rilevato che il 5,7% dei ragazzi si trova in condizione di ritiro sociale grave. Proiettato sulla popolazione italiana di quella fascia d’età, il dato corrisponde a circa 200mila adolescenti, per tre quarti femmine: il 9,1% delle ragazze contro il 2,8% dei coetanei maschi, con il picco del 13,3% tra le tredici-quindicenni delle grandi città. I risultati sono stati diffusi il 12 marzo 2026, e secondo i ricercatori la scuola è la principale fonte di sofferenza dichiarata da questi ragazzi.

Il secondo rapporto nazionale sul disagio giovanile dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, presentato il 29 maggio 2026 su un campione di mille studenti tra i 14 e i 19 anni, aggiunge il contorno quotidiano: il 38% dichiara di aver subito almeno un episodio di bullismo, in crescita rispetto al 34% dell’anno precedente, il 41% riferisce ansia da inadeguatezza, il 47% fatica a chiedere aiuto e il 43% percepisce gli adulti come distanti. Il dato che riguarda più da vicino chi lavora a scuola è l’ultimo: quasi un ragazzo su due non parla del proprio disagio con nessuno, quindi il primo giorno non lo si vede.

Il ritiro non comincia con l’assenza. Comincia con la presenza silenziosa, e settembre è il momento in cui è ancora reversibile.

Prima media e prima superiore, i due passaggi che pesano di più

I due cambi di ciclo concentrano quasi tutte le difficoltà insieme: ambiente nuovo, compagni nuovi, più docenti, metodo di studio diverso e una spesa familiare che arriva tutta a settembre.

L’indagine dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori pubblicata il 26 agosto 2026 stima 673,60 euro di corredo scolastico per studente, il 2,3% in più del 2025, e 545,66 euro medi di libri di testo, l’1,6% in più. Sommando le due voci, chi entra in prima media spende 1.235,21 euro e chi entra in prima superiore 1.478,75 euro.

Il conto che arriva a settembre
Spesa media per studente al primo anno di ciclo, in euro
Ciclo Libri e dizionari Corredo Totale
Prima media 561,61 673,60 1.235,21
Prima superiore 805,15 673,60 1.478,75
Fonte: Osservatorio nazionale Federconsumatori, 26 agosto 2026. La voce libri comprende i testi obbligatori e i dizionari.

Il peso economico non è un dettaglio di contorno: incide su chi arriva a scuola con il materiale completo e chi no, e quella differenza in classe si vede dalla prima settimana. Il tema del caro libri e delle risposte pubbliche lo abbiamo trattato nell’analisi sulla riapertura tra caro libri e aule roventi.

Sul fronte degli apprendimenti, però, l’anno si apre con un dato in controtendenza. Il Rapporto nazionale INVALSI 2026 registra la dispersione implicita in calo dall’8,7% al 6,3%, il valore più basso della serie storica, e stima la dispersione esplicita al 7,3%, sotto il traguardo europeo del 9%. La dispersione implicita misura gli studenti che arrivano al diploma senza le competenze di base attese: è la difficoltà che non si vede il primo giorno e si accumula lungo tutto il percorso.

Le regole cambiate quest’anno che gli studenti scoprono in classe

Alcune difficoltà del primo giorno sono nuove di quest’anno, e riguardano il regolamento più che l’organizzazione.

Il divieto di usare lo smartphone durante l’orario scolastico si estende ora anche alla scuola secondaria di secondo grado, compresi gli usi didattici, con le eccezioni previste per il piano educativo individualizzato e per il piano didattico personalizzato. Le scuole hanno dovuto aggiornare regolamento interno e patto di corresponsabilità, quindi il primo giorno molti studenti troveranno una regola diversa da quella dell’anno scorso e sanzioni disciplinari collegate.

Cambia anche il peso del voto di condotta nella secondaria, ed entrano progressivamente in vigore le nuove Indicazioni nazionali per infanzia, primaria e secondaria di primo grado, che sostituiscono quelle del 2012. Il quadro completo delle novità è nella nostra guida all’anno scolastico 2026/27.

Cosa può fare la scuola nella prima settimana

Nessuna di queste difficoltà si risolve con una circolare, ma quasi tutte si attenuano con decisioni prese nei primi cinque giorni.

  1. Comunicare l’orario provvisorio prima dell’inizio, con la data presunta in cui entra quello definitivo. Le famiglie sopportano una settimana corta, molto meno una settimana corta a sorpresa.
  2. Dire alle classi chi manca e perché. Una supplenza non ancora assegnata spiegata è un disagio; non spiegata diventa un segnale di abbandono.
  3. Convocare presto il gruppo di lavoro operativo dove il docente di sostegno è cambiato, senza aspettare la scadenza formale.
  4. Presidiare i due passaggi di ciclo con attività di accoglienza vere nelle prime classi, non con la sola presentazione del regolamento.
  5. Rendere visibile a chi rivolgersi: sportello di ascolto, referente per il bullismo, coordinatore di classe. Se il 47% degli studenti fatica a chiedere aiuto, il canale va indicato, non lasciato intuire.
  6. Verificare chi arriva senza libri e attivare comodato d’uso e contributi prima che la mancanza diventi un ritardo di apprendimento.

Chi lavora nella scuola trova il quadro degli adempimenti di inizio anno nella sezione dedicata agli studenti, aggiornata durante tutto settembre.

Domande frequenti

Quando inizia la scuola nel 2026/27?
Tra il 7 e il 17 settembre 2026, a seconda della regione. Bolzano parte per prima il 7 settembre, la Puglia per ultima il 17. La data esatta va verificata sul sito della singola scuola, perché l’autonomia consente di anticipare rispetto al calendario regionale.

Perché il primo giorno mancano dei professori?
Perché i turni di nomina dei supplenti proseguono anche dopo l’avvio delle lezioni, e i posti che si liberano per rinuncia rientrano nei turni successivi. Le immissioni in ruolo autorizzate quest’anno sono 46.642, ma non coprono tutti i posti liberi.

Mio figlio ha il sostegno: può avere lo stesso docente dell’anno scorso?
La conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia è prevista, ma non è automatica e dipende dai posti disponibili e dalla posizione del docente. Vale la pena informarsi in segreteria appena si apre l’anno.

Quanto costa iniziare la prima superiore?
Secondo Federconsumatori, 1.478,75 euro in media tra libri, dizionari e corredo. Per la prima media la stima è di 1.235,21 euro. Molte scuole e molti comuni attivano comodato d’uso dei libri e contributi: le domande si presentano di solito a settembre.

Cosa può fare un genitore se il figlio non vuole tornare a scuola?
Parlarne subito con il coordinatore di classe e chiedere se la scuola ha uno sportello di ascolto psicologico. Il rifiuto scolastico prolungato è uno dei segnali del ritiro sociale rilevati dalla ricerca DAAI, e la finestra in cui è più facile intervenire è quella iniziale.

In sintesi

Il primo giorno di scuola 2026 metterà davanti agli studenti difficoltà di due tipi. Quelle organizzative, che dipendono da organici, nomine e calendari, e che la singola scuola può solo gestire e comunicare bene. E quelle personali, che sono meno visibili e più serie: l’ansia da rientro, il rifiuto della classe, il ritiro silenzioso, il divario economico che decide chi arriva preparato al primo giorno. Le prime si risolvono in qualche settimana. Le seconde, se nessuno le vede a settembre, si portano dietro tutto l’anno.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.