dove costruire il nuovo ospedale di Terni? Il sondaggio


La Regione Umbria ha formalizzato l’avvio dell’iter che porterà al dibattito pubblico per la scelta del sito su cui far nascere il nuovo ospedale di Terni. Tre le ipotesi avanzate da Palazzo Donini: Gabelletta (nuova costruzione), Maratta (nuova costruzione) e l’attuale sito di Colle Obito (nuova costruzione con ampliamento).

In attesa che venga formalizzato il percorso che porterà la parola ai cittadini ternani, TerniToday propone ai suoi lettori un sondaggio per capire come potrebbe essere orientata l’opinione pubblica fra le tre diverse scelte offerte dalla Regione o se, in alternativa, si potrebbe fare strada una ulteriore possibilità. Il voto resterà aperto fino al prossimo 10 settembre.

Per avere però qualche elemento di riflessione prima di scegliere, sono state sintetizzate le schede progettuali elaborate all’interno dello studio Binini, presentato lo scorso mese di dicembre, che dovrebbe rappresentare un primo passo verso la redazione di un progetto definitivo rispetto alla struttura sanitaria.

Ecco dunque una panoramica prima generale e poi dettagliata sulle caratteristiche principali del nuovo ospedale e poi un focus sulle diverse ipotesi. 

Le caratteristiche generali

“Le normative e le buone pratiche progettuali considerano essenziali ambienti più ampi e flessibili, in grado di assicurare funzionalità, sicurezza, privacy e un adeguato comfort per pazienti e operatori. In virtù di queste necessità – è uno dei passaggi in premessa dello studio – è stato definito un parametro orientativo di circa 180-200 mq per posto letto, che include non solo le camere di degenza ma anche i servizi di diagnosi, cura, supporto logistico e spazi tecnici correlati. Applicando tale parametro ai 600 posti letto stimati, la nuova struttura dovrebbe quindi svilupparsi su una superficie complessiva compresa tra 110 e 120mila metri quadrati, superando ampiamente l’estensione attuale. Un ospedale moderno, inoltre, deve garantire anche un’adeguata dotazione di parcheggi, elemento oggi fondamentale per assicurare un accesso agevole sia ai pazienti e ai visitatori, sia al personale sanitario che quotidianamente raggiunge la struttura. Considerando un coefficiente di circa 2 posti auto per ogni posto letto, la nuova struttura richiederà la realizzazione di almeno 1.200 posti auto. Tale dotazione dovrà essere attentamente pianificata per garantire una distribuzione equilibrata tra parcheggi pubblici, parcheggi dedicati ai dipendenti e aree riservate ai mezzi di emergenza e ai servizi logistici”.

Da qui, lo studio entra nel dettaglio dei vari siti. Eccoli.

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Progetto “Gabelletta”

Poiché l’area individuata è ampia ma caratterizzata da un forte dislivello, la proposta progettuale adotta una tipologia di ospedale verticale, sfruttando proprio la pendenza naturale del terreno. L’edificio si articola su più livelli con accessi posti a quote differenti sulle due testate, in modo da ottenere

un duplice ingresso funzionale: sul lato destro, al piano terra, si trovano l’accesso al pronto soccorso, la camera calda e la diagnostica; sul lato sinistro, a una quota superiore, è collocato l’ingresso dedicato all’accettazione, agli ambulatori e al centro prelievi. La piastra principale dell’ospedale è organizzata attorno a una “main street”, un asse orizzontale che connette gli spazi destinati al pubblico con le funzioni ospedaliere poste nella parte retrostante. Ogni piastra è servita da tre blocchi di collegamento verticale, garantendo continuità ed efficienza nei flussi interni. Tra i piani di piastra e i livelli delle degenze è previsto un piano intermedio che ospita laboratori, area chirurgica, dialisi e ulteriori ambulatori, costituendo un livello tecnico-funzionale a servizio dell’intero complesso. Sopra questa struttura di base si sviluppano sei piani di degenza e un piano destinato alla

direzione sanitaria. Questi livelli sono organizzati secondo uno schema a doppio corpo quintuplo, per un totale di 20 x 4 campate e una dimensione complessiva di circa 150 m x 30 m, raggiungendo un’altezza di circa 50 metri fuori terra. La proposta prevede inoltre un unico piano interrato che ospita parcheggi e depositi, contribuendo a ottimizzare gli spazi e a minimizzare l’impatto visivo dell’edificio. Questa ipotesi avrebbe un costo prossimo a 630 milioni di euro.

Progetto “Maratta”

Questa zona si presenta ampia e pianeggiante, consentendo lo sviluppo di un ospedale orizzontale (…) con un corpo centrale distributivo, dal quale si diramano sei corpi quintupli, ciascuno sviluppato su 11 x 4 campate, per una dimensione complessiva di circa 30 x 85 metri. I volumi sono disposti perpendicolarmente rispetto al corpo principale e raggiungono un’altezza complessiva di circa 30 metri. Questa configurazione garantisce un’elevata flessibilità, lasciando la possibilità di realizzare futuri ampliamenti in modo ordinato e funzionale. Accanto a questa prima ipotesi, è stata elaborata anche una seconda proposta che mantiene il principio dell’ospedale orizzontale, ma con una forma più compatta. L’edificio è organizzato attorno a quattro grandi chiostri interni che migliorano l’illuminazione naturale, la ventilazione e la leggibilità degli spazi. La struttura si sviluppa su due livelli di piastre da 20 x 11 campate, sulle quali si innestano tre corpi quintupli disposti perpendicolarmente, articolati su sette piani e raggiungendo così un totale di nove piani fuori terra. Questa ipotesi avrebbe un costo prossimo a 550 milioni di euro.

Progetto “Colle Obito”

L’area di Colle Obito è probabilmente la più complessa e articolata tra quelle analizzate. In questo contesto, il nuovo edificio deve essere inserito all’interno di un tessuto urbano già consolidato e caratterizzato da una viabilità particolarmente articolata. La nuova struttura deve inoltre dialogare con l’attuale polo sanitario, con l’università e con un insieme di elementi urbani eterogenei, mantenendo un equilibrio funzionale e visivo. A tutto ciò si aggiungono le condizioni geomorfologiche dell’area, che presentano differenze di quota ridotte ma comunque significative e da non sottovalutare nella progettazione. Sono state sviluppate due ipotesi progettuali, tra loro molto simili, entrambe basate su un grande “monoblocco” ospedaliero di circa 27 x 8 campate, per una dimensione complessiva di circa 210 x 63 metri. Questo volume si inserisce in modo lineare nello spazio compreso tra l’attuale ospedale e il polo scolastico, fungendo da elemento di connessione tra le diverse funzioni già presenti nell’area. Il prospetto rivolto verso l’ospedale esistente prevede un livello interrato destinato a depositi e magazzini, oltre a 12 piani fuori terra. Il lato opposto, affacciato sull’università, si sviluppa invece direttamente su 13 piani fuori terra, raggiungendo un’altezza complessiva di circa 60 metri e assumendo il ruolo di vero e proprio landmark urbano. In entrambe le soluzioni progettuali, l’accesso al pronto soccorso è previsto

dal piazzale universitario, sfruttando il collegamento garantito dal “Viale VIII Marzo”, mentre l’ingresso principale per il pubblico si trova in corrispondenza del piano dell’attuale presidio ospedaliero. Poiché l’area disponibile non consente di realizzare i circa mille posti auto necessari, si è reso indispensabile progettare un parcheggio multipiano a fianco del nuovo edificio. L’accesso a questo parcheggio avviene dalla viabilità principale, strada Martin Luther King, così da separare in modo netto i flussi del pubblico da quelli dei mezzi di emergenza. In questo caso, i costi arriverebbero a circa 770 milioni di euro. 

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