Dal 1° gennaio l’anticipata ordinaria richiederà 42 anni e 11 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne. La pensione di vecchiaia salirà invece a 67 anni e un mese. Ma per alcune categorie lo scatto non si applicherà.
Per chi sta contando gli ultimi mesi prima della pensione, il 1° gennaio 2027 segnerà uno spartiacque. Dopo anni di sostanziale congelamento, tornano a salire alcuni dei requisiti legati alla speranza di vita. L’aumento sarà inizialmente limitato a un mese nel 2027, per diventare complessivamente di tre mesi dal 2028.
La conseguenza più immediata riguarda la pensione anticipata ordinaria, quella che consente di lasciare il lavoro indipendentemente dall’età una volta raggiunta una determinata anzianità contributiva. Fino alla fine del 2026 occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Dal 1° gennaio 2027 serviranno rispettivamente 42 anni e 11 mesi e 41 anni e 11 mesi.
Un mese può sembrare poco, ma diventa decisivo per chi si trova esattamente a ridosso della soglia. Un lavoratore che perfeziona 42 anni e 10 mesi entro il 31 dicembre 2026 acquisisce il diritto secondo il requisito vigente quest’anno. Chi raggiunge la stessa anzianità contributiva soltanto nel 2027 dovrà invece arrivare a 42 anni e 11 mesi. Per le donne il passaggio è, nello stesso modo, da 41 anni e 10 mesi a 41 anni e 11 mesi.
Va inoltre considerata la cosiddetta finestra mobile. Per l’anticipata ordinaria la pensione, in via generale, decorre trascorsi tre mesi dalla maturazione del requisito. Avere raggiunto gli anni di contributi richiesti, quindi, non significa necessariamente cominciare a ricevere l’assegno dal mese successivo.
Per alcune gestioni del pubblico impiego le attese sono più lunghe. L’INPS ha ricordato che per gli iscritti alla Cassa pensioni dipendenti enti locali, alla Cassa pensioni sanitari, alla Cassa pensioni insegnanti e alla Cassa pensioni ufficiali giudiziari che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2027 la decorrenza può arrivare dopo sette mesi. Per i requisiti maturati dal 2028 la finestra prevista sale a nove mesi.
Cambierà anche la pensione di vecchiaia. Il requisito anagrafico ordinario passa dai 67 anni attuali a 67 anni e un mese nel 2027, mentre resta normalmente richiesto un minimo di 20 anni di contributi. Dal 2028 l’età salirà ulteriormente a 67 anni e tre mesi, secondo le regole oggi in vigore.
C’è poi una seconda strada che interessa soprattutto chi ha cominciato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 ed è quindi interamente nel sistema contributivo. Per questa pensione anticipata nel 2027 serviranno 64 anni e un mese di età e almeno 20 anni e un mese di contribuzione effettiva. Nel 2028 i requisiti saliranno a 64 anni e tre mesi e 20 anni e tre mesi.
Per questa uscita non basta, tuttavia, raggiungere età e contributi. L’importo della prima rata della pensione deve essere almeno pari a tre volte l’assegno sociale. La soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale per le donne con un figlio e a 2,6 volte per quelle con almeno due figli. Anche in questo caso è prevista una finestra di tre mesi.
Esiste inoltre, per chi ha iniziato a contribuire dal 1996, la possibilità della pensione di vecchiaia con almeno cinque anni di contribuzione effettiva, ma a un’età più elevata: il requisito passa a 71 anni e un mese nel 2027 e a 71 anni e tre mesi nel 2028.
Non tutti subiranno gli aumenti. La legge di Bilancio 2026 ha escluso dall’adeguamento alla speranza di vita per il biennio 2027-2028 determinate categorie di lavoratori impegnati in attività gravose oppure particolarmente faticose e pesanti, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa.
Per questi lavoratori l’anticipata ordinaria resta quindi ferma, nel periodo protetto, a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Le tutele riguardano, tra gli altri casi previsti dalla legge, determinate mansioni gravose e lavori usuranti quali lavoro notturno, attività alla catena di montaggio e altre occupazioni individuate dal decreto legislativo 67 del 2011.
Una tutela specifica riguarda anche alcuni lavoratori precoci impegnati in mansioni pesanti. Quando ricorrono tutte le condizioni previste dalla legge, il requisito contributivo rimane a 41 anni e non viene aumentato per effetto dell’adeguamento 2027-2028.
È importante non confondere queste regole con l’APE Sociale. La misura è stata prorogata dalla legge di Bilancio soltanto fino al 31 dicembre 2026, con il requisito anagrafico di 63 anni e cinque mesi e le altre condizioni previste per le categorie tutelate. Allo stato attuale non esiste quindi una proroga già approvata per chi maturerà i requisiti nel 2027.

Lo stesso vale per due formule che negli ultimi anni hanno occupato una parte rilevante del dibattito previdenziale. La legge di Bilancio 2026 non ha prorogato Quota 103 né Opzione donna per nuove maturazioni. Restano salvi i diritti di chi aveva già raggiunto i requisiti entro i termini previsti dalle rispettive discipline, ma non sono oggi due canali sui quali un lavoratore che maturerà i requisiti soltanto nel 2027 possa fare affidamento.
Il quadro può ancora essere modificato dalla prossima legge di Bilancio 2027. Il confronto politico è già cominciato e fra le ipotesi discusse figurano nuovi interventi sulla flessibilità in uscita, Quota 41 e possibili correttivi all’aumento dei requisiti. Ma si tratta, al momento, di proposte: la Manovra deve ancora essere presentata e approvata.
Per chi sta programmando oggi la propria uscita dal lavoro, quindi, il riferimento deve rimanere alle norme già vigenti e alle indicazioni pubblicate dall’INPS. In pratica, salvo future modifiche legislative, dal prossimo gennaio il numero da ricordare per l’anticipata ordinaria è 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Nel 2028 si salirà ancora: 43 anni e un mese per gli uomini e 42 anni e un mese per le donne.
L’INPS ha aggiornato anche Pensami – PENSione A MIsura, il simulatore che permette di verificare i possibili percorsi di pensionamento inserendo dati anagrafici e contributivi. Lo strumento, disponibile senza registrazione e anche tramite INPS Mobile, recepisce le novità della legge di Bilancio 2026 e l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.
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