Agricoltura, a Viterbo una tre giorni dedicata alla terra con Coltivare futuro


La terra, il lavoro e l’innovazione si stringono la mano per disegnare le linee guida nella Tuscia dei prossimi anni. Dal 25 al 27 settembre Viterbo ospita una manifestazione interamente dedicata allo sviluppo delle campagne, alla tutela delle produzioni locali e al dialogo tra il mondo accademico e quello produttivo. L’iniziativa, Coltivare futuro, nasce dall’incontro tra l’assessorato comunale e le principali sigle di categoria, unite per mettere al centro della discussione la transizione ecologica e le nuove sfide del mercato agroalimentare.

Il programma e la sinergia sindacale

Il consigliere comunale delegato ai rapporti con le attività produttive, Marco Nunzi, ha illustrato il ricco calendario della tre giorni: “Non è un semplice evento, è più una visione. Si parte venerdì 25 settembre in sala Regia alle 16, quando apriremo con i saluti istituzionali e il convegno dedicato al piano del cibo per il territorio. Sabato 26 settembre ci sposteremo a pratogiardino dalle 10 con l’esposizione, la vendita dei prodotti tipici delle aziende locali, la fattoria didattica e gli show cooking. Sul palco si alterneranno gli approfondimenti di Coldiretti sulla trasparenza alimentare, di Confagricoltura sulla sicurezza a tavola e della Cia sul legame tra buone pratiche e qualità, seguiti in serata dallo street food agricolo e dalla musica. Domenica 27 settembre, sempre a pratogiardino, la fiera riaprirà la mattina, mentre nel pomeriggio spazio alla solidarietà con i progetti di recupero delle eccedenze alimentari della Caritas, dell’Emporio solidale e della Croce rossa, per poi chiudere con la tavola rotonda di Slow food sul cibo come ambasciatore della nostra cultura”.

Sul valore strategico della sicurezza alimentare e sul potenziale turistico del comparto si è espressa la presidente di Confagricoltura, Bettina Sabatini: “Un evento pensato e creato sull’agricoltura. È importante avvicinare il cittadino all’agricoltore, vogliamo fare esattamente questo. A maggior ragione in una provincia come la nostra, che ha una forte propensione agricola. Agricoltura è anche turismo, abbiamo pensato di collaborare con una relazione che avvicinasse le aziende agricole ai viterbesi, che richiedono spesso un tema centrale, ovvero la sicurezza alimentare. È un tema che ci sta a cuore e che vogliamo far conoscere alla popolazione”.

Sviluppo internazionale e benessere a tavola

Il presidente della Confederazione italiana agricoltori Lazio nord Rieti-Viterbo, Daniele Montanarini, ha messo in risalto l’urgenza di una food policy che affronti l’uso del suolo e il contrasto allo spreco: “Questo evento mette al centro un settore primario troppo spesso trascurato, creando una sinergia necessaria tra le associazioni del territorio. La manifestazione si inserisce nel percorso delle politiche del cibo, un tema concreto che a Viterbo tocca l’uso del suolo, la produzione, la legalità e la lotta allo spreco. La Tuscia è un’area ricca di biodiversità ed è essenziale che i cittadini consumino e riconoscano i prodotti locali, riscoprendo sapori talvolta dimenticati. Il mercato a pratogiardino accorcerà le distanze tra produttori e consumatori, dando continuità ai mercati settimanali e offrendo una narrazione delle nostre aziende che stimola il consumo consapevole”.

Andrea Marconi, Ilaria Benedetti e Luigi Pagliaro

Il direttore di Coldiretti Viterbo, Andrea Marconi, ha invece ribadito lo stretto legame tra l’educazione dei giovani, l’economia di filiera e la salute: “Per noi questo è un filo conduttore che ci porterà anche quest’anno a fare un villaggio. Avremo trenta produttori in campo, per noi la filiera è fondamentale. Porteremo anche gli animali, la conoscenza anche per i più giovani è molto importante per noi. Il nostro convegno racconta di come sia fondamentale la conoscenza sui prodotti, nel fare questo vogliamo anche dare quel valore di salute economico per le aziende. Riportiamo il rapporto diretto con l’agricoltore al centro del discorso, e ricominciamo a parlare del connubio cibo e salute”.

La ricerca scientifica a supporto delle famiglie

La professoressa associata in Statistica economica dell’Unitus, Ilaria Benedetti, ha illustrato il ruolo della ricerca universitaria nella stesura del piano alimentare cittadino: “Viterbo ha deciso di dotarsi di un piano per il cibo e ha scelto di farlo con l’università. Per noi questo consiste nella terza missione, mettere la ricerca a servizio della città che la ospita. Partendo dall’importanza del tema del cibo, abbiamo dei dati. Dalle statistiche risulta che il 10% delle famiglie ha difficoltà a nutrirsi in maniera adeguata almeno due giorni a settimana. Ogni anno in Italia più di cinque tonnellate di cibo vengono sprecate, per questo la città si è dotata di una politica del cibo, per sottostare a tutti gli enti che operano in questo campo. Un piano del cibo che ha come obiettivo il far dialogare le diverse realtà del territorio per capire dove e come operare”.

Patrizia Notaristefano, Chiara Frontini e Andrea Marconi

Per Luigi Pagliaro, presidente di Slow food, il valore della manifestazione è un grande risultato del lavoro fin qui intrapreso: “Sono contento che anche a Viterbo si parli di food policy, non è una cosa scontata. Quando si parla di questo argomento si parla di uso del suolo, di consumo consapevole, di lotta allo spreco e di caporalato. Il mercato sarà un’occasione per avvicinare ancora di più produttori e consumatori e salvaguardare una parte della nostra identità, è un passo importante che tutti noi dobbiamo fare”.

Identità locale e prospettive future

L’assessora all’agricoltura Patrizia Notaristefano ha evidenziato come questo appuntamento sia il tassello iniziale di una strategia sul lungo periodo: “È solo il primo di un progetto molto più ampio che riguarda il mondo dell’agricoltura. C’è da fare tanto in merito, questo evento getta le basi insieme alle realtà del mondo agricolo. Si è creata una rete di collaborazione forte, ritengo che lavorare insieme sia fondamentale per poter crescere e proporre al meglio tutto ciò che il nostro territorio è in grado di far conoscere. Un evento che si focalizzerà sull’esposizione, sarà fondamentale creare un legame tra l’agricoltura, che ricordo avere un impatto sul Pil del 30% sul nostro territorio, e i cittadini. Le nostre eccellenze vanno fatte conoscere a più persone possibili”.

La sindaca Chiara Frontini ha sottolineato l’orgoglio della città e il forte valore simbolico e culturale che lega la comunità viterbese alle proprie radici rurali: “C’è un’aria frizzante e di entusiasmo in città in questi giorni. Per l’amministrazione questo progetto ha un significato identitario molto importante. È un messaggio forte che vogliamo mandare, questo rapporto con la terra e con l’identità vuole trasmettere attaccamento verso il settore. Questa tre giorni sarà una celebrazione di un mondo che si racconterà con le sue eccellenze. Un programma denso che abbraccia i temi della sostenibilità e del sociale”.


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