il turismo lento dei cammini culturali — Italiano


Nel periodo estivo si tende a parlare molto di turismo e viaggiatori, dimenticandosi spesso che esistono varie forme di turismo, più lento e sostenibile, che riguarda i cammini e che permettono di avventurarsi in altre stagioni alla scoperta di aree interne meno conosciute, ricche di natura e bellezza storica. Ma che impatto hanno i camminatori sul territorio?

Abbiamo iniziato a scoprirlo attraverso una pr.ima missione nell’Appennino Romagnolo svolta da Rebecca Rossetti. La ricercatrice del Dipartimento di Scienze Economiche lavora attualmente sul progetto “Economics Impact of Cultural Routes” insieme al professor Paolo Figini e la professoressa Alessia Mariotti, esperti sui temi relativi al turismo sostenibile e al patrimonio culturale. 

Come nasce il progetto “Economic Impact of Cultural Routes” e qual è oggi lo stato di salute degli itinerari culturali in Italia?
Per citare uno dei partner e promotore del progetto, l’Editore Terre di Mezzo, negli ultimi anni i cammini sono diventati uno dei segmenti più dinamici del turismo lento italiano. Di qui l’idea di studiare un fenomeno ancora poco esplorato eppure in forte crescita.  
Gli itinerari culturali, promossi dal Consiglio d’Europa a partire dal 1987 con il riconoscimento del Cammino di Santiago come primo Itinerario Culturale Europeo, sono oggi considerati strumenti di valorizzazione del patrimonio culturale, di tutela del paesaggio, di cooperazione tra territori e di sviluppo sostenibile. Non sono semplicemente percorsi escursionistici, ma reti che mettono in relazione storia, cultura, comunità locali e paesaggi, promuovendo forme di turismo lento e responsabile. 
In Italia questo fenomeno ha registrato una crescita straordinaria nell’ultimo decennio, ma con forti squilibri tra i grandi flussi di camminatori sui percorsi maggiormente conosciuti, come la Via Francigena, e quelli praticamente ancora inesplorati che presentano invece numeri ancora esigui. Il progetto si concentra proprio su due itinerari, il tratto friulano della Romea Strata e il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, che attraversano aree interne, piccoli borghi e territori meno interessati dai flussi del turismo tradizionale e che soffrono della vicina presenza del turismo di massa costiero. La ricerca si pone quindi l’obbiettivo di capire in che termini anche questi itinerari “minori” rappresentano un’opportunità concreta di diversificazione dell’offerta turistica e di distribuzione dei benefici economici in maniera più diffusa, con delle ricadute positive non solo sui soggetti privati ma anche sugli enti pubblici, gli enti del terzo settore, le imprese locali, le strutture ricettive, i ristoratori e le istituzioni culturali.  
 
I dati sul reale impatto economico dei cammini sono spesso limitati. Perché è diventato urgente colmare questa lacuna con rilevazioni sul campo? 
I camminatori rappresentano una tipologia di turista particolare, che spesso sfugge ai tradizionali sistemi di monitoraggio. Molti pernottano in strutture religiose, piccoli B&B, rifugi, in tenda o bivacchi dove è impossibile registrare le presenze, muovendosi ogni giorno da una tappa all’altra, rendendo difficile ricostruire i loro spostamenti e le spese sostenute attraverso le statistiche ufficiali. 
Questo significa che oggi disponiamo di poche informazioni affidabili su quante persone percorrono realmente questi itinerari, quanto spendono e quali servizi utilizzano. Le rilevazioni sul campo sono quindi indispensabili perché consentono di raccogliere informazioni che nessun’altra banca dati è in grado di fornire e di trasformarle in indicatori utili per valutare il contributo economico degli itinerari Infatti, non siamo ancora in grado di definire se il ritorno economico apportato dal passaggio dei camminatori è consistente o marginale, se messo a confronto con altre tipologie di turista, il che potrebbe orientare gli operatori turistici, le strutture ricettive e gli enti pubblici a migliorare l’offerta, rafforzando la governance dei territori e rendendo più attrattivo questo tipo di turismo.  
 
Che ruolo svolgono nel progetto l’Università di Bologna, il CAST, Romea Strata e Terre di mezzo Editore? 
L’Università di Bologna coordina la ricerca e sviluppa l’impianto metodologico e le analisi economiche. In particolare, il progetto è realizzato all’interno del Dipartimento di Scienze Economiche, con la collaborazione del Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST), che mette a disposizione competenze interdisciplinari sul turismo sostenibile e sullo sviluppo territoriale. 
Terre di Mezzo Editore rappresenta invece un partner fondamentale perché da anni segue il fenomeno dei cammini in Italia attraverso guide dedicate e l’indagine annuale Italia, Paese di Cammini. Questa collaborazione permette di raggiungere direttamente migliaia di camminatori e di integrare la ricerca scientifica con una conoscenza consolidata del mondo dei cammini.  
Un altro attore fondamentale è l’Associazione Romea Strata che, cofinanziando il progetto, facilita lo studio sul campo garantendo l’accesso alla rete consolidata tra i GAL, le strutture religiose e gli altri enti interessati.  
 
Cosa volete scoprire nello specifico attraverso il questionario somministrato ai camminatori riguardo alle loro abitudini e spese?  
Il questionario vuole ricostruire l’esperienza dei camminatori lungo il percorso: dove pernottano, quanti giorni trascorrono sul cammino, quali servizi utilizzano e soprattutto come distribuiscono la loro spesa tra alloggio, ristorazione, trasporti, acquisti e altre attività. 
Queste informazioni sono essenziali per stimare l’impatto economico generato sui territori attraversati e per capire quali settori beneficiano maggiormente della presenza dei camminatori. Allo stesso tempo raccogliamo informazioni sulle motivazioni di viaggio, sulle modalità organizzative e sulla percezione dei servizi, elementi utili per comprendere meglio le esigenze di chi sceglie questo tipo di turismo.  
L’obiettivo ultimo è di delineare una governance efficace degli itinerari, in accordo con gli attori coinvolti, così da colmare le eventuali carenze riscontrate nella gestione e rafforzarne la promozione a livello nazionale e internazionale. 
 
Perché avete scelto di concentrarvi sul Cammino di San Francesco (da Rimini a La Verna) e sul tratto friulano della Romea Strata? 
Si tratta di due itinerari molto diversi ma accomunati da un forte potenziale di sviluppo territoriale. Il Cammino di San Francesco attraversa l’entroterra riminese, un’area che vive accanto a uno dei principali poli del turismo balneare italiano ma che presenta caratteristiche molto differenti rispetto alla costa. Infatti, le presenze turistiche nelle aree interne rappresentano una minima parte rispetto a quelle balneari e sono chiaramente concentrate nella stagione estiva, non valorizzando sufficientemente le ricchezze paesaggistiche, enogastronomiche e culturali dell’entroterra nel corso dell’anno.  Inoltre, la scelta di un cammino in questa area è stata stimolata dall’interesse di Unirimini per la concreta ricaduta locale che ricerche come questa possono avere nel territorio.
La Romea Strata, neonata tra gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europea, interessa territori del Friuli Venezia Giulia caratterizzati da piccoli comuni e da una forte identità storico-culturale, ma anch’essi rappresentato un’esigua percentuale del turismo nella regione, che necessita sicuramente di un impulso che coinvolga il territorio a più livelli, da quello istituzionali a quello comunitario.  
Analizzare due contesti così diversi permette di confrontare due modelli di governance profondamente differenti, ma anche di sottolineare le eventuali similitudini che emergeranno attraverso la ricerca sul campo, rispetto alle condizioni che favoriscono o meno una maggiore ricaduta economica dei cammini sul territorio. 
 
Quali sono le principali criticità emerse finora? 
Da un lato la disponibilità dei dati e dall’altro la ancora debole presenza dei cammini in questione sul territorio attraversato.  
Molti camminatori utilizzano forme di ospitalità informale o non registrata, rendendo difficile stimare con precisione i flussi. Molte tappe non hanno alcuna forma di registrazione differenziata per i camminatori (ad esempio sconti sul pernottamento, menù del pellegrino, biglietti ridotti), il che limita ulteriormente la raccolta e l’analisi dei dati.  
Emergono inoltre differenze significative nella qualità delle infrastrutture e dei servizi lungo i percorsi: segnaletica, punti di ristoro, trasporti pubblici e servizi digitali non sono sempre omogenei. È stato rilevato anche uno scarso coordinamento tra gli attori del cammino, che risultano avere scarse informazioni rispetto al resto del percorso. I centri turistici non valorizzano sufficientemente i cammini e prediligono altre offerte culturali ed escursionistiche (per lo più in giornata) già consolidate da anni. 
 
Quali indicazioni concrete contate di fornire ai decisori politici? 
L’obiettivo della ricerca è quello di fornire dati che aiutino a programmare gli investimenti in modo più efficace. Comprendere quali servizi utilizzano maggiormente i camminatori, quali territori beneficiano delle maggiori ricadute economiche e dove esistono ancora criticità permette di orientare meglio le politiche pubbliche. 
Vorremmo inoltre contribuire a sviluppare strumenti di monitoraggio che consentano di valutare nel tempo gli effetti economici degli itinerari, superando una logica basata esclusivamente sul numero di presenze. Disporre di dati solidi significa poter progettare interventi più mirati, sostenere le imprese locali e valorizzare i percorsi come parte integrante delle strategie di sviluppo delle aree interne.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.