per la prima volta gli stranieri spendono più degli italiani


I consumi legati al turismo in Sardegna continuano a crescere. Nei primi otto mesi del 2026 le transazioni effettuate su pos fisici nell’isola sono aumentate del 9,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale i passeggeri transitati negli aeroporti di Cagliari-Elmas, Olbia e Alghero sono stati circa 8,6 milioni, con un incremento dell’8,93 per cento che corrisponde a oltre 700 mila presenze in più. Tra i dati presentati dall’assessorato regionale del Turismo ed elaborati dall’Osservatorio regionale su rilevazioni Mastercard, emerge il sorpasso della clientela estera: tra il primo gennaio e il 31 agosto 2026 gli stranieri hanno generato il 50,3 per cento della spesa complessiva. 

I flussi finanziari tracciati dalla rete dei pagamenti elettronici evidenziano che il picco d’aumento dei consumi si è registrato a partire da maggio, proseguendo poi nei mesi estivi. Nel solo mese di agosto la spesa è cresciuta del 7 per cento su base annua, con una quota riservata ai turisti internazionali pari al 50,9 per cento. 

“Presentiamo i dati sulla ricaduta, sugli impatti del turismo nell’economia della Sardegna. Sono i dati dei primi otto mesi, sono relativi alle transazioni effettuate su post fisici nel circuito Mastercard e sono dati estremamente significativi perché fanno registrare un più 9% con un incremento importante soprattutto nel settore della ristorazione, che da sola rappresenta un quinto della spesa complessiva dei turisti in Sardegna, ma fanno registrare dati estremamente significativi. Il primo è perché danno una percezione reale di quali siano gli impatti, a differenza delle sensazioni che parevano orientare verso un callo dei consumi quest’anno in Sardegna. Invece a fronte di un incremento di presenze, che poi registreremo alla fine dell’anno quale realmente sarà, c’è anche un incremento di spese, quindi un contributo importante sull’economia sarda. Ma è soprattutto significativo che per la prima volta quest’anno la spesa degli stranieri tra gennaio e augusto, quindi nei primi otto mesi dell’anno, ha superato il 50%, 50,03%” ha sottolineato l’assessore regionale del Turismo, Franco Cuccureddu.

Dove si concentra la spesa: ristoranti e alimentari in testa

Analizzando le singole voci d’acquisto, la ristorazione si conferma la prima categoria con il 22,7 per cento del totale della spesa su pos fisici. Seguono i supermercati e i negozi di alimentari con il 18,7 per cento e la ricettività alberghiera con il 13,1 per cento. Rispetto ai primi otto mesi del 2025, gli incrementi più marcati riguardano i locali pubblici (+20,6 per cento) e i carburanti (+16,4 per cento). Nelle strutture ricettive e negli hotel si osserva invece una flessione della spesa diretta del 5,2 per cento. Il valore del ticket medio complessivo nei primi otto mesi del 2026 si attesta a 41,57 euro per singola transazione. Tra i visitatori internazionali, l’importo medio più elevato è stato registrato dalle carte emesse in Armenia con 367,23 euro per operazione (dato che sale a 479,70 euro ad agosto), seguite da quelle dell’Arabia Saudita con 282,58 euro. Per quanto riguarda i principali mercati di massa, gli Stati Uniti guidano per valore medio della transazione con 83,62 euro, precedendo Svizzera (65,89 euro) e Germania (48,31 euro). 

Il quadro dei turisti italiani: la mappa delle regioni

I turisti italiani provengono prevalentemente dalle regioni del nord e del centro. La Lombardia si conferma il primo bacino d’origine per la spesa nazionale su pos fisici con il 23,36 per cento del totale tra gennaio e agosto. Segue il Lazio con il 14,98 per cento, l’Emilia-Romagna con il 9,60 per cento, il Veneto con il 9,03 per cento, la Toscana con l’8,58 per cento e il Piemonte con l’8,51 per cento. Più staccate la Campania (4,23 per cento), la Liguria (3,81 per cento), la Sicilia (2,92 per cento) e la Puglia (2,33 per cento). I tassi di crescita più alti dell’ammontare speso rispetto al 2025 si registrano tra i visitatori arrivati dalla Campania (+13 per cento), dal Veneto (+11 per cento) e dall’Emilia-Romagna (+10 per cento). 

Nel solo mese di agosto la Lombardia ha coperto il 21,10 per cento della spesa italiana, seguita dal Lazio al 14,21 per cento e dalla Toscana al 9,17 per cento. Sul fronte del ticket medio per operazione tra gli italiani, le medie più alte sono state registrate dai visitatori provenienti dalla provincia autonoma di Bolzano (45,31 euro), dalla Valle d’Aosta (42,63 euro) e dal Veneto (42,19 euro). 

I mercati esteri e gli aeroporti della Sardegna

Tra i paesi esteri, la Germania rimane il mercato principale d’origine e genera il 20,8 per cento della spesa totale della clientela internazionale. Segue la Svizzera con il 10,5 per cento, i Paesi Bassi con l’8,8 per cento, il Regno Unito con l’8,7 per cento e la Francia con l’8,6 per cento. Le percentuali di crescita più elevate della spesa su base annua si osservano per i flussi dalla Polonia (+25,3 per cento), dai Paesi Bassi (+18 per cento) e dagli Stati Uniti (+13 per cento). Il quadro trova riscontro nei dati del traffico aereo. Nei primi otto mesi dell’anno gli scali sardi hanno registrato 8,59 milioni di passeggeri. Cagliari-Elmas ha chiuso il periodo con 3.817.941 passeggeri (+6,65 per cento) e una crescita del settore internazionale del 12,11 per cento. Olbia ha totalizzato 3.392.000 passeggeri complessivi (+10,20 per cento), con una quota di internazionali salita del 15,55 per cento. Ad Alghero i passeggeri totali sono stati 1.388.000 (+12,39 per cento), spinti da un incremento dei flussi esteri pari al 52,56 per cento. 

“Sono davvero estremamente positivi, questi primi dati sulla stagione turistica 2026 -afferma l’assessore Franco Cuccureddu- che tengono conto dei passeggeri negli aeroporti e delle transazioni effettuate sui POS fisici, mentre un’analisi dei dati, maggiormente approfondita, con arrivi e presenze nelle strutture ricettive nei primi 8 mesi dell’anno, li forniremo fra qualche settimana al TTG di Rimini. I dati sulle transazioni “Mastercard, che fanno registrare, nei primi 8 mesi dell’anno, un notevole aumento della spesa in Sardegna – continua l’assessore regionale del turismo- rappresentano delle medie fra territori, attività presenti nelle diverse province e nei diversi comuni, quindi non sorprende che qualche singolo operatore o qualche territorio, abbia potuto lamentare un calo del fatturato rispetto allo scorso anno, mentre il dato complessivo regionale fotografa un consistente incremento, anche al netto dell’inflazione, della spesa turistica in Sardegna, rispetto ad un anno da record come era stato il 2025”.


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