le proposte di PD e Azione per ridisegnare la città


Seconda puntata della nostra inchiesta sul dibattito aperto dal piano strade da 30 milioni del Comune di Terni e sulla proposta del capogruppo di Fratelli d’Italia Pastura di legare il progetto alla lotta al cambiamento climatico. Due interventi distinti, ma orientati verso una stessa traiettoria strategica, irrompono nel confronto politico locale: ridisegnare la conca ternana mettendo al centro la sostenibilità ambientale, la gestione del verde urbano e un nuovo metodo di pianificazione territoriale. Da una parte, il consigliere comunale del Partito Democratico Leonardo Patalocco lancia un atto di indirizzo organico per un piano urbano di adattamento climatico, sollecitando l’integrazione di tecniche di depavimentazione, corridoi ecosistemici e la regola del 3-30-300 all’interno del futuro Piano Regolatore Generale, sostenuti da sgravi Imu e Tari e fondi europei FESR. Dall’altra, Azione, per voce del segretario provinciale Michele Pennoni, accoglie favorevolmente l’apertura del centrodestra ma sposta il fulcro sulla governance urbanistica: non semplici atti isolati, bensì un approccio multidisciplinare e una visione identitaria permanente, battezzata come Stile Terni, capace di superare le alternanze di governo municipale.

Il nuovo Piano Regolatore Generale e la sfida dell’isola di calore: Patalocco (PD) tra depavimentazione e fondi europei

La vulnerabilità strutturale di Terni, condizionata da una conformazione a conca storicamente soggetta a ristagno termico e a temperature estive proibitive, rende urgente una revisione complessiva dell’assetto della città di fronte a precipitazioni sempre più violente, con pesanti ricadute su dissesto idrogeologico, salute pubblica e tenuta economica. L’iniziativa formale depositata da Leonardo Patalocco scaturisce direttamente dal confronto consiliare sul Documento Unico di Programmazione (Dup) dello scorso 27 luglio, trasformando le linee programmatiche dell’opposizione democratica in una proposta di indirizzo per la Terni del 2030.

Fa piacere notare il dibattito che si è sollevato intorno a una questione fondamentale come l’assetto urbanistico e ambientale della Terni del futuro”, sottolinea il consigliere del Partito Democratico. “Era proprio questo l’obiettivo del nostro gruppo consiliare quando lo scorso 27 luglio abbiamo parlato di nuovo Prg, del verde e di ripensare completamente la Terni del 2030 nell’ambito della discussione sul Dup e abbiamo annunciato che avremmo presentato un atto di indirizzo in questo senso alla prima occasione utile, atto infatti già depositato. Sollevare tematiche, fornire indirizzi politico e amministrativi e coinvolgere la città su questioni rilevanti è una delle funzioni di noi consiglieri comunali e dà particolare soddisfazione notare come in questo caso la cosa sia particolarmente riuscita. Questo per Terni può essere solo un vantaggio, specialmente perché questo tema risulterà cruciale per l’immediato futuro della nostra comunità che già oggi sconta numerose criticità per il fatto di non essere una città con caratteristiche adeguate alle nuove esigenze climatiche e di vivibilità degli anni che stiamo vivendo”.

Dalla regola del 3-30-300 alle agevolazioni Imu e Tari: le direttrici operative per trasformare l’asfalto in suolo drenante

Prendendo a riferimento le migliori pratiche adottate nelle città europee e l’esperienza italiana di Genova, l’atto di indirizzo del Partito Democratico delinea un piano concreto, progressivo e compatibile con i vincoli del bilancio del Comune di Terni. Il fulcro operativo risiede nella depavimentazione strategica (depaving), da integrare direttamente nelle norme del futuro PRG del verde per sostituire l’asfalto impermeabile con superfici naturali e drenanti. A questa misura si affiancano tecniche di piantumazione strategica e la realizzazione di corridoi ecosistemici continui, veri e propri assi alberati ideati per collegare il bacino del fiume Nera con il centro storico e i quartieri compatti, incanalando verso il tessuto urbano i flussi d’aria più freschi.

Sul fronte dei parametri ambientali, il documento recepisce gli standard della regola del 3-30-300, mirata a garantire che ogni cittadino possa vedere almeno tre alberi dalla finestra, risieda in un quartiere con il 30% di copertura arborea e viva a non più di 300 metri da un’area verde. Per incentivare il settore privato senza pesare sulle finanze comunali, Patalocco propone incentivi fiscali a impatto zero, articolati in sgravi Imu e Tari temporanei per le imprese del polo industriale ternano e per i condomini privati che convertono piazzali asfaltati in giardini o installano tetti verdi. La copertura finanziaria degli interventi su larga scala poggia infine sulla candidatura del territorio alle linee di finanziamento dei programmi FESR, dei Fondi Clima e delle misure statali di rigenerazione urbana.

La visione sistemica di Pennoni (Azione): l’approccio multidisciplinare e il superamento dei compartimenti stagni

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Sul versante delle altre forze politiche cittadine, Azione interviene per chiarire che l’efficacia delle politiche ambientali dipende anzitutto dalla solidità del metodo applicato. Il segretario provinciale Michele Pennoni saluta positivamente il fatto che anche Fratelli d’Italia porti in aula tematiche imperniate su visione di sistema, pianificazione integrata e adattamento ecologico, ma mette in guardia dal rischio di disperdere le risorse in interventi frammentari.

Per quanto singolare, a soli pochi giorni dalla nostra proposta di allargare alle diverse categorie professionali la discussione sulla Terni di domani, fa piacere leggere che Fratelli d’Italia abbia l’intenzione di portare in Consiglio Comunale argomenti che ricalcano i principi da noi promossi: visione di sistema, pianificazione integrata e centralità dell’adattamento ecologico. Significa che le sollecitazioni e le idee di Azione trovano riscontro nel dibattito cittadino”, chiarisce Michele Pennoni. “Tuttavia, perché queste intuizioni abbiano un reale successo e non rimangano semplici annunci o singoli atti d’indirizzo, è necessario ribadire qual è il vero cuore della nostra proposta: il metodo. Quello che Azione propone per Terni non è l’ennesimo ritocco parziale o la solita misura isolata, ma l’adozione di uno schema di lavoro moderno e sistemico, che nel resto del mondo è già scuola, a cui si aggiunga una cifra stilistica identificativa e identitaria della città”.

Secondo la forza calendiana, i progetti complessi relativi alla valorizzazione fluviale del Nera, al verde e alla manutenzione straordinaria del maxi appalto stradale da 30 milioni non possono ridursi al mero ripristino dell’esistente. Occorre coinvolgere stabilmente team composti da architetti, agronomi, dottori forestali, geologi e ingegneri idraulici, figure necessarie per verificare scientificamente come la scelta delle specie arboree possa consolidare i versanti e prevenire il dissesto, o in quale misura le nuove pavimentazioni stradali possano mitigare le isole di calore e il rischio idrogeologico.

Lo “Stile Terni” oltre le alternanze politiche: la regia pubblica del Comune e l’eredità architettonica di Mario Ridolfi

La ridefinizione dell’assetto urbano teorizzata da Azione richiede una netta separazione delle funzioni operative. Al Comune di Terni e al Consiglio Comunale spetta la regia istituzionale, creando le condizioni regolatorie e premiando nei bandi esclusivamente le proposte a composizione multidisciplinare. Agli Ordini professionali e alle categorie tecniche spetta la guida del dibattito per definire i criteri costruttivi, mentre lo strumento del concorso di idee deve fungere da motore per l’estro progettuale, sviluppando interventi per stralci funzionali senza cadere nella frammentazione.

Non basta un singolo intervento o un bando isolato: serve delineare un vero e proprio ‘Stile Terni’, moderno, sostenibile e riconoscibile che si affermi e ‘superi’ nel tempo le varie alternanze di colore politico nelle amministrazioni, rimanendo nei libri come fu per Ridolfi. Il Comune crei le condizioni, i professionisti traccino la strada”, evidenzia Michele Pennoni, richiamando la lezione storica dell’architetto Mario Ridolfi. Il segretario provinciale lancia infine un’apertura istituzionale alla giunta municipale: “Ben venga, dunque, l’atto di indirizzo che verrà proposto in aula: Azione oggi non è presente in Consiglio Comunale e accoglie con favore che qualcuno porti avanti queste istanze anche per nostro conto. Allo stesso tempo, proprio in considerazione delle attuali difficoltà che l’amministrazione sta attraversando, sarebbe auspicabile che la giunta si aprisse al contributo di idee provenienti anche da forze politiche come Azione: sebbene non abbia sostenuto questa maggioranza e attualmente non sia presente in Consiglio, riteniamo che il contributo fatto di idee che guardano al bene di Terni venga prima di ogni appartenenza”.

L’ampia discussione nata attorno all’investimento da 30 milioni di euro per il rifacimento delle carreggiate si profila come il banco di prova per misurare la maturità della politica locale. Tra l’impostazione regolatoria del Partito Democratico e la disciplina procedurale sollecitata da Azione, la partita della Terni del 2030 punta a trasformare una spesa ordinaria di bitumatura in un progetto strategico di resilienza climatica e rigenerazione urbana.


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