fondo perduto fino al 30% e prestito CDP


Il FRI-Calabria è l’avviso con cui la Regione Calabria aggiunge al prestito di Cassa depositi e prestiti (CDP) e di una banca fino al 30% di fondo perduto e un contributo sugli interessi, per investimenti in Calabria da 750.000 a 25 milioni di euro. Ad agosto 2026 è uscito il primo elenco PMI: tre ammesse su otto, e le cinque escluse sono cadute tutte su documenti. Il documento che decide, però, non lo prepara l’impresa: lo rilascia la banca.

FRI-Calabria: cinque cose da sapere prima di andare in banca

  • Cos’è: l’avviso regionale gestito da Fincalabra (DD n. 13655 del 29/09/2025) per investimenti produttivi e turistici da 750.000 a 25.000.000 di euro.
  • Per chi: PMI, sui 25 milioni regionali, e grandi imprese, solo sui 10 milioni del Fondo sviluppo e coesione (FSC). Servono un codice ATECO dell’Allegato 3 e una sede operativa o unità produttiva in Calabria, anche solo al primo pagamento dell’aiuto.
  • Quanto: fondo perduto fino al 30%; un contributo pari agli interessi della quota CDP, entro quelli calcolati al 2%; un finanziamento fino al 60%, metà CDP e metà banca. Finanziamento e fondo perduto insieme non oltre il 90% delle spese ammissibili.
  • Quando: sportello a esaurimento dalle 14:30 del 17/11/2025. Stato «Aperto», aggiornato dalla Regione il 21/09/2026 e verificato da noi il 23/09/2026.
  • La condizione che decide: senza la Sintesi di Delibera di una delle 7 banche aderenti la domanda è inammissibile (FAQ n. 2).

30%fondo perduto massimo per tutti (FAQ n. 1)

25 mlnrisorse regionali per le PMI (par. 1.3)

3 su 8PMI ammesse nel primo elenco (Determina 145/2026)

FRI-Calabria 2026: le regole con l’articolo accanto

Voce Regola Fonte (paragrafi dell’avviso)
Chi concede Fincalabra per le PMI, come organismo intermedio; la Regione per le grandi imprese Par. 4.5 c. 8
Risorse 35 milioni regionali (25 per le PMI dal PR FESR FSE+, 10 FSC per le grandi imprese) e 35 milioni CDP per i prestiti Par. 1.3; Convenzione del 10/04/2025
Programma Da 750.000 a 25.000.000 di euro netto IVA; innovazione fino al 50%, mai da sola Par. 3.1 e 3.2
Fondo perduto Fino al 30%, per tutti Par. 3.5; FAQ n. 1
Conto interessi Interessi della quota CDP entro quelli calcolati al 2%, pagati in anticipo Par. 3.5; par. 4.7 c. 6
Finanziamento CDP dal 25% al 30% più banca di pari importo a tasso di mercato; da 4 a 10 anni Par. 3.5; Convenzione, All. 5
Regime di aiuto Regolamento generale di esenzione (GBER, Reg. UE 651/2014), artt. 14, 18 e 25; SA.120274 Par. 1.2; Determina 145/2026
Tempi Fine entro 24 mesi dalla concessione, più 6; saldo chiesto entro il 31/12/2027 Par. 3.3, 5.3 e 4.7 c. 5

Il FRI di Cassa depositi e prestiti

Il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (art. 1 c. 354 L. 311/2004), gestito da CDP. Le misure nazionali sono nella guida al FRI nazionale di CDP.

Il FRI-Calabria

La quota regionale dello stesso fondo (art. 1 c. 855 e seguenti L. 296/2006), con regole proprie: tasso da determinazione MEF, contributo regionale sugli interessi, fondo perduto, sportello Fincalabra. I tassi nazionali qui non valgono.

«Rotativo» è solo il nome di legge: per questa misura la Convenzione del 10/04/2025 esclude ogni rotatività (art. 8).

Chi può chiedere il FRI-Calabria e chi resta fuori

Possono chiederlo società di capitali, di persone e ditte individuali iscritte al registro delle imprese, con attività primaria o secondaria fra i codici ATECO 2025 dell’Allegato 3 e una sede operativa o unità produttiva in Calabria, anche solo al primo pagamento dell’aiuto (par. 2.2). Le 41 divisioni ammesse vanno dalla manifattura, alimentare compresa, a logistica, informatica, studi tecnici e sanità. Nel turismo solo alberghi (55.10.00), villaggi turistici e glamping (55.30.02), marina resort (55.30.04) e parchi di divertimento (93.21.00).

Chi resta fuori. Commercio, ristorazione e B&B non hanno codici ammessi. Esclusi anche pesca, produzione agricola primaria e i settori dell’art. 13 GBER, come energia, trasporti e siderurgia: il codice 24.10.00 è nell’Allegato 3, ma prevale l’esclusione del par. 2.1.

Servono fra l’altro DURC regolare, antimafia, impresa non in difficoltà, disponibilità dell’immobile, nessuna delocalizzazione verso lo stabilimento nei due anni precedenti e la polizza catastrofale della L. 213/2023, dove l’obbligo ricorre.

Quanto vale davvero il FRI-Calabria: due progetti a confronto

Anche il prestito vale come aiuto: la quota CDP costa meno del mercato e la Regione ne paga gli interessi entro quelli calcolati al 2%. Si misura in equivalente sovvenzione lordo (ESL), cioè quanto varrebbe l’aiuto se fosse un contributo (Reg. UE 651/2014, art. 2 punto 22 e art. 7 par. 2; confronto fra le due forme nella guida su fondo perduto e finanziamento agevolato).

Ipotesi nostre: tasso di riferimento 3,71%, cioè tasso base UE per l’Italia (2,71% dal 01/07/2026) più 100 punti base, rating «buono» con garanzie normali (Comunicazione 2008/C 14/02); 2 anni di preammortamento e 8 di rate semestrali; tasso CDP entro il 2% (interessi coperti per intero); erogazione alla stipula; impresa in utile, IRES 24% e IRAP 3,9%.

Voce A: piccola impresa, 1.000.000 di euro di macchinari B: media impresa, 2.000.000 di euro, di cui 400.000 di innovazione
Fondo perduto chiesto 30%: 300.000 25%: 500.000
Punti di cofinanziamento (B1.1) 0 10
Quota CDP e quota bancaria 300.000 + 300.000 600.000 + 600.000
Mezzi propri 100.000 300.000
Valore in ESL di quota CDP e conto interessi 60.724 121.448
Aiuto complessivo in ESL 36,1% 31,1%
Valore netto dopo le imposte 262.450 (26,2%) 452.800 (22,6%)
Da restituire alla banca 600.000 1.200.000

Entrambi rispettano il tetto del 60% sul finanziamento, quello del 90% che l’avviso fissa per finanziamento e fondo perduto (par. 3.5) e il 25% minimo di apporto privato senza aiuti. La Convenzione con CDP (art. 8) conta nel 90% anche il conto interessi: con quella lettura il progetto A, che arriva al 90% esatto, andrebbe ridotto dell’importo del conto interessi. Nel progetto A il pacchetto copre il 90%, ma come aiuto vale il 36,1% e al netto delle imposte il 26,2%. Regola pratica: 100.000 euro di quota CDP valgono circa 20.240 euro di aiuto, circa 14.900 se il tasso CDP supera il 2% di un punto.

Il tasso della quota CDP somma due parti: lo spread MEF vigente il giorno prima della stipula, fissato nel contratto, e il tasso IRS vigente il giorno prima di ogni erogazione (par. 3.5 c. 5; Convenzione art. 9); nel documento CDP del 28/10/2025 vale «Swap 7Y + 0,55%». Il tasso della quota bancaria lo concordano banca e impresa (par. 3.5 c. 6). L’importo dei contributi, conto interessi compreso, lo calcola Fincalabra nella valutazione agevolativa e arriva con l’esito positivo (par. 1.5 n. 45; par. 4.5 c. 4); il conto interessi effettivo si calcola poi su ogni erogazione (par. 4.7 c. 6). I tetti dell’art. 14 GBER in Calabria (60% piccola, 50% media, 40% grande impresa) qui non mordono: il limite vero è il 30% di fondo perduto.

Il prezzo dei punti: cosa insegnano i primi ammessi

La soglia è 60 punti su 100. Quattro criteri dipendono da scelte fatte in domanda e valgono 50 punti: cofinanziamento (B1.1, 2 punti per ogni punto percentuale di fondo perduto chiesto sotto il 30%, fino a 10), studio di fattibilità firmato da un tecnico abilitato (B2.1, 10), impegno ad assumere (C1.1, 5 punti per addetto, fino a 20), rapporto fra innovazione e produttivo non oltre 0,3 (D1.1, 10). Chi chiede il 30% e non si impegna ad assumere parte da un massimo di 70.

Primi elenchi provvisori Investimento ammesso Fondo perduto Intensità Punti B1.1 Punteggio
PMI, domanda del 22/12/2025 2.480.000,00 620.000,00 25% 10 78,06
PMI, domanda del 14/04/2026 899.623,00 242.898,21 27% 6 76,83
PMI, domanda del 28/04/2026 4.819.000,00 1.349.320,00 28% 4 61,50
Grande impresa, FSC, domanda del 18/05/2026 20.413.254,00 6.123.976,20 30% 0 88,50

Fonti: allegati A della Determina Fincalabra 145/2026 e del DD 15297/2026; il contributo è il solo fondo perduto.

La terza PMI è passata con 61,50: senza i 4 punti presi chiedendo il 28%, cioè 96.380 euro di fondo perduto in meno, sarebbe rimasta a 57,50. Tutte le ammesse hanno preso 15 o 20 punti sulle assunzioni, e anche questi punti costano. I nuovi addetti, in più rispetto a quelli della domanda, vanno mantenuti almeno 12 mesi dall’ultimo titolo di spesa, e nel conto pesano le uscite per riduzione del personale, non dimissioni volontarie, pensionamenti per limiti di età o licenziamenti per giusta causa (par. 4.6 e 5.1). Il personale non è spesa ammissibile del programma produttivo, e violare gli obblighi del par. 5.1 è causa di revoca totale (par. 5.5).

Spese ammesse e spese escluse

Entrano macchinari, impianti e attrezzature nuovi, anche non 4.0, fotovoltaico compreso (FAQ n. 3 e 4), insieme a software, brevetti e licenze. Altre voci hanno dei limiti: suolo solo per una nuova unità ed entro il 10%; immobili solo per una nuova unità e, con le opere murarie, entro il 40% (70% nel turismo); progettazione e consulenze, queste ultime solo per le PMI, entro il 4%. Nell’innovazione il personale va a costi standard di 83, 47 e 30 euro l’ora, più un forfait fino al 40% del suo costo.

Restano fuori usato, scorte, leasing, «chiavi in mano», forniture da soci, parenti o società collegate, titoli sotto 500 euro, beni di uso promiscuo, IVA recuperabile e pagamenti non bancari. Prima della domanda non si può avviare nulla, né lavori né ordini vincolanti (l’acquisto del terreno, la richiesta di permessi e gli studi di fattibilità non valgono come avvio), e le spese sono ammissibili solo dal giorno successivo alla presentazione (par. 3.3 c. 1 e 2 e nota 8).

Come si presenta la domanda: prima la banca, poi la piattaforma

  1. La banca. Il progetto va a una delle sette banche dell’elenco CDP aggiornato al 16/04/2026: Banca Monte dei Paschi di Siena, BCC della Calabria Ulteriore, BdM Banca, Mediocredito Centrale, BPER Banca, Credito Cooperativo Mediocrati, Banca Montepaone. La banca valuta il merito di credito anche per CDP e rilascia la Sintesi di Delibera con importi, durata e garanzie; i costi della pratica sono dell’impresa.
  2. Il fascicolo. Modulo con bollo e firma digitale, formulario da non alterare, preventivi, disponibilità dell’immobile, dichiarazione DNSH (nessun danno significativo all’ambiente), Modulo C di screening climatico per edifici nuovi o ristrutturazioni importanti, polizza catastrofale, studio di fattibilità per il B2.1.
  3. L’invio su bandifincalabra.it: registrazione del legale rappresentante, compilazione, firma digitale in p7m, invio definitivo.
  4. L’istruttoria. Prima la ricevibilità, con una sola richiesta di integrazioni e 10 giorni per rispondere; poi la commissione, che valuta entro 60 giorni dalla trasmissione della pratica e non dalla domanda. Non è una graduatoria: passa chi arriva a 60 punti, in ordine di arrivo, finché ci sono risorse.
  5. Dopo l’esito. Delibera CDP e concessione entro 10 giorni lavorativi ciascuna, contratto entro 90 giorni, prorogabili di 90, pena la decadenza. Contro un esito negativo: accesso agli atti entro 5 giorni, riesame entro altri 5, decisione entro 7.

Gli elenchi danno i tempi reali: da 100 a 227 giorni fra domanda e sola concessione provvisoria per le PMI ammesse, 115 per la grande impresa.

Cinque domande su otto escluse per i documenti. Nel primo elenco PMI, fra le quattro domande con motivazione puntuale, mancavano la polizza catastrofale in tre casi, la Sintesi di Delibera bancaria e il formulario in due, il titolo di disponibilità dell’immobile, il Modulo C di screening climatico e la dichiarazione DNSH in uno ciascuno; la quinta non era stata generata dalla piattaforma, usava modulistica e formulario difformi e non aveva la documentazione del par. 4.4 dalla lettera b alla l. Per l’avviso basta un solo documento mancante a rendere la domanda irricevibile (par. 4.3 c. 2).

Dopo la concessione: erogazioni, obblighi e revoca

Il fondo perduto non ha anticipo. Arriva a stati di avanzamento su fatture quietanzate, al massimo tre prima del saldo e ciascuno di almeno il 30% dell’investimento, quindi il primo 30% delle spese va pagato prima. Il finanziamento invece può partire con un anticipo fino al 30%, con garanzie valutate dalla banca, da chiedere alla banca entro 90 giorni dalla data di trasmissione dell’atto di concessione (par. 4.7 c. 4); il conto interessi arriva entro 30 giorni da ogni erogazione (par. 4.7 c. 6).

L’impresa deve realizzare almeno il 75% dell’investimento, usare un conto dedicato con contabilità separata e mantenere l’investimento 3 anni se PMI, 5 se grande impresa. Con la revoca totale si restituisce con interessi al tasso BCE più 5 punti; per dolo o colpa grave accertati in giudizio la sanzione va da 2 a 4 volte l’importo (art. 9 D.Lgs. 123/1998, che qui resta applicabile: art. 25 c. 1 D.Lgs. 184/2025).

Il termine del saldo. La richiesta di saldo va inviata «entro e non oltre il 31.12.2027» (par. 4.7 c. 5). I 24 mesi per finire decorrono dalla concessione (par. 3.3 c. 3): per ogni concessione arrivata finora, a partire dalle provvisorie di agosto e settembre 2026, scadrebbero nel 2028, quindi a decidere è il 31/12/2027. Chi presenta fra ottobre e dicembre 2026 ha da 12 a 15 mesi per completare, pagare e chiedere il saldo, contati dal giorno dopo la domanda, da cui le spese sono ammissibili (par. 3.3 c. 2); se i tempi restano quelli dei primi elenchi (da 100 a 227 giorni per la sola concessione provvisoria), dopo l’esito ne restano fra 4 e 12 circa. Al 23/09/2026 nessun atto ha modificato il termine.

Come si tassa e come si contabilizza il FRI-Calabria

L’avviso parla di «contributo in conto capitale» (par. 1.2), ma il fondo perduto è calcolato sui costi del programma: conta la spesa coperta, e non si tassa per cassa all’incasso.

Componente Bilancio IRES e IRAP Ritenuta del 4%
Fondo perduto su beni ammortizzabili Conto impianti: riduce il costo del bene o va a risconto e in A5 anno per anno (OIC 16 par. 86-88) Segue l’ammortamento (art. 88 c. 3 lett. b TUIR); concorre all’IRAP No: contributo per l’acquisto di beni strumentali (art. 28 c. 2 DPR 600/1973; dal 01/01/2027 art. 43 c. 2 D.Lgs. 33/2025)
Fondo perduto su costi spesati (consulenze, innovazione) Conto esercizio in A5 (OIC 12) Ricavo per competenza (art. 85 c. 1 lett. h TUIR); IRAP sì, salvo costi indeducibili In generale sì; sulle risorse FESR 2021-2027 non determinabile
Conto interessi A riduzione degli interessi passivi in C17, per competenza (OIC 12 par. 96) IRES per competenza; IRAP non determinabile: i contributi erogati in base a norma di legge concorrono anche se contabilizzati fuori dalle voci rilevanti, salvo quelli «correlati a costi indeducibili» (istruzioni IRAP 2025), e nessuna fonte trovata dice se il conto interessi rientri nell’eccezione In generale sì: per l’Agenzia delle Entrate rientrano nella ritenuta anche i contributi in conto interessi (art. 28 c. 2 DPR 600/1973, dal 01/01/2027 art. 43 c. 2 D.Lgs. 33/2025); sulle risorse FESR 2021-2027 non determinabile, come nella riga sopra
Prestito CDP e banca Costo ammortizzato; valore nominale per abbreviato e micro-imprese (OIC 19; art. 2435-bis c. 8 c.c.) Il capitale non è reddito; interessi entro l’art. 96 TUIR No

Sulla ritenuta il nodo è l’integrità dei pagamenti dei fondi europei: per il 2021-2027 non abbiamo trovato né una norma esplicita né una risposta dell’Agenzia. Nel piano finanziario il fondo perduto vale netto il 72,1% del nominale e il prestito l’ESL per 0,76, perché il risparmio di interessi paga solo l’IRES. L’aliquota IRAP regionale può superare il 3,9% (art. 16 c. 3 D.Lgs. 446/1997) e quella calabrese va verificata.

Cumulo con il credito d’imposta ZES e con altri aiuti

Il FRI-Calabria si cumula sulle stesse spese con altri aiuti di Stato e con aiuti de minimis, entro le intensità massime (par. 3.6). Anche il credito ZES si cumula, purché non si superi l’intensità più elevata consentita (art. 16 c. 5 DL 124/2023). Il conto si fa in ESL: nel progetto A restano circa 24 punti di margine sui costi comuni, mentre una grande impresa con lo stesso schema arriva al 36,1% su un tetto del 40%. Il credito, però, copre solo alcuni beni e parte da 200.000 euro di progetto (guida al credito d’imposta ZES Unica).

Essendo in GBER, il FRI-Calabria non consuma il tetto de minimis (300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile; la differenza è nella guida alla scelta fra GBER e de minimis). Gli investimenti iniziali nella stessa attività o in un’attività analoga, avviati dallo stesso beneficiario (a livello di gruppo) entro tre anni dall’avvio dei lavori di un altro investimento sovvenzionato nella stessa regione statistica di livello NUTS 3, formano un progetto unico: va dichiarato in domanda e, se diventa un grande progetto di investimento, l’aiuto totale non può superare l’importo di aiuto corretto (art. 14 par. 13 GBER, riportato nella nota al par. 2.2 lett. x dell’avviso). L’avviso indica come area la «Regione Calabria», mentre per l’ISTAT il livello NUTS 3 in Calabria corrisponde alle cinque province.

Domande frequenti sul FRI-Calabria

Si può chiedere solo il fondo perduto, senza finanziamento?

No. Per la FAQ n. 2 la Sintesi di Delibera bancaria è obbligatoria «pena l’inammissibilità».

Serve la delibera di CDP prima di presentare la domanda?

No: basta la Sintesi di Delibera della banca (par. 4.4 lett. h). La delibera CDP arriva dopo la valutazione (par. 4.5), anche se un passaggio dell’avviso sembra chiederla prima.

Sulla quota bancaria si può usare il Fondo di garanzia per le PMI?

No. La quota CDP ha già la garanzia dello Stato, e la FAQ n. 5 esclude altre coperture pubbliche, Fondo Centrale di Garanzia compreso.

Un B&B, un ristorante o un negozio possono partecipare?

No. Nel turismo l’Allegato 3 ammette solo alberghi, villaggi turistici, glamping, marina resort e parchi di divertimento; ristorazione e commercio non hanno codici.

Quante risorse restano sul FRI-Calabria?

Non è determinabile. I primi elenchi impegnano 2.212.218,21 euro di fondo perduto provvisorio per le PMI e 6.123.976,20 per le grandi imprese, ma mancano il conto interessi e l’esito delle domande in istruttoria. Al 23/09/2026 nessun atto dichiara esaurita una linea.

Dopo un esito negativo si può ripresentare la domanda?

Sì, se la precedente non è stata ammessa o è stata rinunciata via PEC (par. 2.1 c. 3), con una nuova data nello sportello.

A chi conviene il FRI-Calabria e da dove partire

Conviene alla PMI con un progetto da almeno 750.000 euro, un rapporto aperto con una delle sette banche e la cassa per anticipare il primo 30% delle spese; non fa per chi cerca solo fondo perduto. Il primo controllo è il codice ATECO; poi la Sintesi di Delibera della banca, con importi, durata, garanzie e data di validità, e un cronoprogramma costruito sul 31/12/2027. Per le alternative, vedi la guida al FEERI Calabria per l’efficienza energetica e l’avviso FSC per gli investimenti delle grandi imprese; per tutto il resto c’è la nostra panoramica mensile dei bandi a fondo perduto.

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Fonti lette il 23 settembre 2026: pagina ufficiale del FRI-Calabria, DD n. 13655/2025 con l’avviso, DD n. 4870/2026, FAQ al 09/10/2025, Determina Fincalabra n. 145/2026, DD n. 15297/2026, scheda CDP con Convenzione e tasso, art. 16 DL 124/2023. Il 18 novembre che circola è un errore corretto dal DD n. 15056/2025.


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