Dalla gestione dei bus per gli studenti alle navette estive per turisti e residenti, dal reclutamento di nuovo personale con le Academy aziendali al futuro dei depositi dei mezzi come hub energetici: Angelo Costa, amministratore delegato di Arriva Italia, società che partecipa a ASF Autolinee, analizza la trasformazione del trasporto pubblico locale di Como e la sua complessità.
Ai bisogni tradizionali della popolazione si incrociano oggi le esigenze di un’industria turistica in forte crescita: come gestisce questa trasformazione il trasporto pubblico?
Il trasporto pubblico locale nasce storicamente con una vocazione legata soprattutto al mondo scolastico e dei pendolari. Quando la società pensa al proprio ruolo, si rivolge in primis a questa platea, che nella provincia di Como rappresenta circa il 70% della nostra utenza, a cui si aggiunge la fascia dei lavoratori. Questo è lo standard del Tpl. Sul lago di Como, però, si è innestato il fenomeno di una straordinaria crescita turistica che richiede una gestione articolata. Attraverso interventi mirati e stagionalizzati. Quest’estate abbiamo attivato navette dedicate: una nella zona tra Argegno e Menaggio, un’altra tra Cernobbio e Rovenna, e un collegamento serale dal venerdì alla domenica tra Cernobbio e Argegno, operativo da giugno a settembre. Sono servizi gratuiti, pensati per alleggerire la pressione nei periodi di picco. A questo si aggiunge il potenziamento nei fine settimana di linee chiave come la C130 tra Bellagio e Asso, la C136 e i rinforzi sulle tratte tra Bellagio e Como.
Qual è il risultato della sperimentazione di servizi di trasporto a chiamata nelle valli?
Il servizio a chiamata delle valli è stato temporaneamente sospeso in attesa dei nuovi finanziamenti regionali destinati alle aree interne. È una misura che ha registrato una buona domanda e un ottimo riscontro, ma si tratta di una linea aggiuntiva che richiede un sostegno finanziario specifico. A differenza delle tratte sul lago, che registrano incassi da biglietti più significativi, il servizio nelle valli necessita di un contributo pubblico. Su Como, invece, il servizio a chiamata del venerdì e sabato notte fino alle 2:00 è attivo e risponde bene alle esigenze dei giovani.
In un territorio orograficamente complesso, il coordinamento tra enti locali e operatori non è sempre immediato: come valuta il dialogo con le istituzioni locali?
Il dialogo con il territorio è fondamentale. Negli ultimi due anni la società ha fornito segnali di miglioramento tangibili grazie al lavoro dell’amministratore delegato di ASF Autolinee Massimo Bertazzoli, che ha portato avanti un’importante opera di ricucitura con le istituzioni. I risultati dell’offerta di servizio nascono proprio da questa sintonia. Il confronto non riguarda solo le amministrazioni, ma anche le organizzazioni sindacali per trovare un assetto operativo corretto.
In passato il settore ha sofferto una pesante carenza di autisti, qual è la situazione attuale a Como?
È un tema che riguarda l’intero settore, ma a Como la situazione è meno marcata rispetto ad altre realtà. Abbiamo puntato molto sulla formazione interna con la nostra Academy: finanziamo interamente il corso per il conseguimento della patente D e della Cqc, la carta di qualificazione del conducente. Durante i sei mesi di formazione i candidati sono assunti part time a tempo determinato, per poi accedere all’assunzione a tempo pieno.
Che tipo di risposta state riscontrando da questo canale?
A livello di gruppo Arriva Italia, circa il 50% delle nuove assunzioni avviene ormai tramite la Academy. Notiamo una presenza significativa di persone tra i 40 e i 45 anni che scelgono di reinserirsi o cambiare percorso professionale. Questo strumento ci ha permesso di mitigare in modo efficace il rischio legato alla carenza di personale.
Sul fronte della flotta, qual è lo stato dell’arte e quali prospettive ci sono per l’elettrificazione del parco mezzi?
Attualmente la fotografia registra circa 30-32 autobus elettrici in flotta su un totale di circa 305 mezzi. Gli investimenti sul rinnovo proseguono. Nella recente gara del Gruppo abbiamo assegnato lotti a costruttori europei come Iveco e Daimler, che coprono circa il 50% delle forniture, e a produttori cinesi come Yutong. I marchi europei hanno recuperato competitività, offrendo prodotti solidi a fronte di una concorrenza estera molto aggressiva.
Si è riferito in più occasione al trasporto pubblico come parte dell’infrastruttura energetica del futuro: cosa intende?
Credo che la vera evoluzione del settore consisterà nel supporto al processo di infrastrutturazione per l’elettrificazione. I depositi del trasporto pubblico non saranno più semplici parcheggi o officine, ma veri e propri hub energetici. Strutture capaci di alimentare la nostra flotta ma anche di erogare energia a beneficio della collettività e della mobilità privata. Ci sono già progetti pilota in fase di studio.
Spesso richiama l’importanza della responsabilità sociale e della coesione sociale nel Tpl: in che modo una linea di trasporto pubblico contribuisce alla coesione di un territorio?
Esiste una correlazione diretta tra l’offerta di trasporto pubblico e l’accessibilità ai servizi o al tasso di occupazione. Garantire una rete capillare significa offrire alle fasce di popolazione più fragili la possibilità di raggiungere luoghi di lavoro e di studio che altrimenti resterebbero preclusi. Il trasporto pubblico riduce le distanze sociali ed economiche.
Per fare un esempio concreto, ricordo il racconto di un autista di autobus che guidava su una linea extraurbana nel Bresciano. Ogni giorno alla stessa ora una ragazza saliva a bordo. Passando sotto casa della famiglia, l’autista dava due colpi di clacson per avvisare la madre che la figlia era regolarmente sul bus. È un piccolo dettaglio, ma rende l’idea di come il trasporto pubblico possa creare comunità e senso di protezione in una società spesso frammentata e individualista.
La pianificazione del servizio sul territorio lariano fa capo all’Agenzia del Tpl di Varese, Como e Lecco e il contratto è in proroga da anni: questa incertezza incide sulle scelte strategiche?
La programmazione degli orari e delle linee spetta all’Agenzia, che unisce le province e i comuni soci. È l’ente pubblico a decidere le frequenze e la pianificazione. Un quadro contrattuale rinnovato e a lungo termine darebbe indubbiamente una prospettiva di pianificazione più solida. Tuttavia, Arriva non ha mai frenato gli investimenti: i contratti, pur in proroga, impongono vincoli precisi sul limite di età dei mezzi, che non può superare i 15 anni. La sicurezza e il rinnovo del parco continuano a essere garantiti a prescindere dalle scadenze burocratiche. È appena stato varato un piano di investimenti pari a circa 170 milioni di euro nei prossimi 5 anni per il rinnovo della flotta. Un impegno finanziario rilevante che vedrà l’immissione sul campo di quasi 500 nuovi mezzi ecologici e di ultima generazione. Tutti i nuovi veicoli saranno “clean” e oltre il 40% sfrutterà la trazione 100% elettrica a zero emissioni.
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